Non tutti i roghi vengon per nuocere
5 novembre 2004
di Il Calibano
Più decisa di tutte è l'opera che Johan Wier intitolò De praestigiis daemonum. Il Wier intende porre in evidenza che i crimini imputati alle streghe sono immaginari; che queste donne sono soltanto ammalate di mente; che non devono essere giudicate dai preti e dai giudici, né imprigionate, né sottoposte alla tortura o bruciate. sul rogo, ma affidate soltanto alla cura dei medici. Per sottrarre le streghe alla loro tragica sorte e per dissipare, con un vivo spirito preilluministico, la superstizione e l'ignoranza, l'autore ricorre a tutti i possibili argomenti, teologici, filosofici e medici. Attacca violentemente i monaci, denuncia l'ignoranza e l'avarizia dei preti e si espone a gravi rischi di accuse inquisitoriali. (A. Di Nola)
Buttiglione è una strega da bruciare sul rogo dell’intolleranza anticlericale? Anche se a sostenerlo è Ferrara, il direttore del giornale “ Il Foglio”, verrebbe da rispondergli con le parole di Shakespeare: “Il cielo liberi Vossignoria di questa ubbia! / Oh, che un potente di sì alto lignaggio / con un tal patrimonio e di tal reputazione, / sia invaso da uno spirito così maligno!”.
Siamo seri! Il Socrate del Liechtenstein, anche se poliglotta fino alla xenoglossia e aduso a spericolati –voli- tra i banchi del parlamento, non ha le fisique du role della strega OGM-free e D.O.C.G. Nessun Tg lo ha mostrato mentre vola (corporalis delatio, equitatio, ascensio), da Roma a Strasburgo, a cavalcioni di un capro o di un altro animale, o su una canna (Fini lo farebbe abbattere dai top gun), o sopra un bastone di scopa, o su un toro, o su un cane (tutti vettori falliti prima dell’Alitalia). Nemmeno Dagospia ha immortalato i suoi rendez vouz con il noce di Benevento... quelli con Del Noce sono noti, ma Martin Anton Del Rio, il gesuita che mise a disposizione di giudici e inquisitori un nuovo Malleus cattolico, non ritiene tale frequentazione indice di stregoneria.
Cosa ha spinto l’Elefantino a identificare Rocco con una lamia? Gerolamo Cardano sostiene che la strega, il più delle volte, è una donna colpita da fatti morbosi originati da particolari costituzioni patologiche, quali la deficienza o la mancanza di mestrui (amenorrea, dismenorrea), o da insufficiente alimentazione, mentre il Wier è preso da una grande pietà per queste donne che chiama misellae,aniculae, mulierculae, vetulae, dementatae, delusae. Il prof. Rocco Buttiglione è donna? Ha la dismenorrea? È denutrito? È un minus habens? No! No! No! No! È filosofo, ma, come ricorda la battuta finale dell’indimenticabile Billy Wilder di “A qualcuno piace caldo”,… -beh, nessuno è perfetto!
E poi, a voler essere pedanti, sui roghi ci son sempre finiti i peccatori e mai chi giudicava peccaminosi i comportamenti altrui. Sui roghi ci finivano le donne: “[…] ecco il parere che il grande giurista Bartolomeo di Sassoferrato dà sulla punibilità di una strega di Ortalla, in diocesi di Novara. Il Sassoferrato, fra il 1331 e il 1342, risponde che la donna, detta striga o lamia, -deve essere portata all'estre*mo supplizio e bruciata viva, poiché ha rinunziato al battesimo e al Cristo, applicandosi, in questi casi, il detto di Giovanni (cap. 15): "Chi non rimane in me, è gettato via come tralcio che inaridisce, e viene poi raccolto e gettato ad ardere nel fuoco". Ci finivano gli eretici: “ […] se si fa riferimento a qualcuno dei più rilevanti processi pubblicato nella raccolta di fonti di Hansen, ricorre spesso in essi l'associazione fra stregoneria vera e propria ed eresia dommatica: La rubrica stessa di questo formulario attesta che tali interrogatori processuali erano da porsi ai praticanti di stregoneria, ma anche agli idolatri o eretici.” (Ad Arras si conclude, nel maggio del 1460, un processo contro i Valdesi, i cui atti sono riferiti, in parte, in una Recollectio del giugno dello stesso anno. Tipico anche qui è il carico di delitto stregonico fatto agli eretici.). Ci finivano i licantropi: “ […] secondo Voltaire, il giudice Boguet si vantava di aver mandato al rogo, nella sua vita, varie centinaia di licantropi.”. Ci finivano i bambini: “ […] il Boguet, all'articolo 68 di un suo minuto elenco, sostiene che è opportuno comminare la pena di morte anche ai bambini indiziati di stregoneria, siano essi puberi o al di sotto della pubertà, sostituendo al rogo, ordinariamente inflitto alle streghe, la più dolce morte per impiccagione.”. Il prof. Rocco Buttiglione è eretico? È licantropo? È adolescente? No! No! No! E allora non ha nulla da temere dai peccatori più o meno disordinati; non brucerà sul rogo, al massimo potrà capitargli di scottarsi con il sigaro niente, davvero niente al confronto di quello che hanno dovuto sopportare i martiri dell’intolleranza inquisitoriale.




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