Pagina 5 di 30 PrimaPrima ... 45615 ... UltimaUltima
Risultati da 41 a 50 di 292
  1. #41
    io e basta
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    315
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Gli editoriali del Calibano

    Non tutti i roghi vengon per nuocere

    5 novembre 2004

    di Il Calibano

    Più decisa di tutte è l'opera che Johan Wier intitolò De praestigiis daemonum. Il Wier intende porre in evidenza che i crimini imputati alle streghe sono immaginari; che queste donne sono soltanto ammalate di mente; che non devono essere giudicate dai preti e dai giudici, né imprigionate, né sottoposte alla tortura o bruciate. sul rogo, ma affidate soltanto alla cura dei medici. Per sottrarre le streghe alla loro tragica sorte e per dissipare, con un vivo spirito preilluministico, la superstizione e l'ignoranza, l'autore ricorre a tutti i possibili argomenti, teologici, filosofici e medici. Attacca violentemente i monaci, denuncia l'ignoranza e l'avarizia dei preti e si espone a gravi rischi di accuse inquisitoriali. (A. Di Nola)

    Buttiglione è una strega da bruciare sul rogo dell’intolleranza anticlericale? Anche se a sostenerlo è Ferrara, il direttore del giornale “ Il Foglio”, verrebbe da rispondergli con le parole di Shakespeare: “Il cielo liberi Vossignoria di questa ubbia! / Oh, che un potente di sì alto lignaggio / con un tal patrimonio e di tal reputazione, / sia invaso da uno spirito così maligno!”.

    Siamo seri! Il Socrate del Liechtenstein, anche se poliglotta fino alla xenoglossia e aduso a spericolati –voli- tra i banchi del parlamento, non ha le fisique du role della strega OGM-free e D.O.C.G. Nessun Tg lo ha mostrato mentre vola (corporalis delatio, equitatio, ascensio), da Roma a Strasburgo, a cavalcioni di un capro o di un altro animale, o su una canna (Fini lo farebbe abbattere dai top gun), o sopra un bastone di scopa, o su un toro, o su un cane (tutti vettori falliti prima dell’Alitalia). Nemmeno Dagospia ha immortalato i suoi rendez vouz con il noce di Benevento... quelli con Del Noce sono noti, ma Martin Anton Del Rio, il gesuita che mise a disposizione di giudici e inquisitori un nuovo Malleus cattolico, non ritiene tale frequentazione indice di stregoneria.

    Cosa ha spinto l’Elefantino a identificare Rocco con una lamia? Gerolamo Cardano sostiene che la strega, il più delle volte, è una donna colpita da fatti morbosi originati da particolari costituzioni patologiche, quali la deficienza o la mancanza di mestrui (amenorrea, dismenorrea), o da insufficiente alimentazione, mentre il Wier è preso da una grande pietà per queste donne che chiama misellae,aniculae, mulierculae, vetulae, dementatae, delusae. Il prof. Rocco Buttiglione è donna? Ha la dismenorrea? È denutrito? È un minus habens? No! No! No! No! È filosofo, ma, come ricorda la battuta finale dell’indimenticabile Billy Wilder di “A qualcuno piace caldo”,… -beh, nessuno è perfetto!

    E poi, a voler essere pedanti, sui roghi ci son sempre finiti i peccatori e mai chi giudicava peccaminosi i comportamenti altrui. Sui roghi ci finivano le donne: “[…] ecco il parere che il grande giurista Bartolomeo di Sassoferrato dà sulla punibilità di una strega di Ortalla, in diocesi di Novara. Il Sassoferrato, fra il 1331 e il 1342, risponde che la donna, detta striga o lamia, -deve essere portata all'estre*mo supplizio e bruciata viva, poiché ha rinunziato al battesimo e al Cristo, applicandosi, in questi casi, il detto di Giovanni (cap. 15): "Chi non rimane in me, è gettato via come tralcio che inaridisce, e viene poi raccolto e gettato ad ardere nel fuoco". Ci finivano gli eretici: “ […] se si fa riferimento a qualcuno dei più rilevanti processi pubblicato nella raccolta di fonti di Hansen, ricorre spesso in essi l'associazione fra stregoneria vera e propria ed eresia dommatica: La rubrica stessa di questo formulario attesta che tali interrogatori processuali erano da porsi ai praticanti di stregoneria, ma anche agli idolatri o eretici.” (Ad Arras si conclude, nel maggio del 1460, un processo contro i Valdesi, i cui atti sono riferiti, in parte, in una Recollectio del giugno dello stesso anno. Tipico anche qui è il carico di delitto stregonico fatto agli eretici.). Ci finivano i licantropi: “ […] secondo Voltaire, il giudice Boguet si vantava di aver mandato al rogo, nella sua vita, varie centinaia di licantropi.”. Ci finivano i bambini: “ […] il Boguet, all'articolo 68 di un suo minuto elenco, sostiene che è opportuno comminare la pena di morte anche ai bambini indiziati di stregoneria, siano essi puberi o al di sotto della pubertà, sostituendo al rogo, ordinariamente inflitto alle streghe, la più dolce morte per impiccagione.”. Il prof. Rocco Buttiglione è eretico? È licantropo? È adolescente? No! No! No! E allora non ha nulla da temere dai peccatori più o meno disordinati; non brucerà sul rogo, al massimo potrà capitargli di scottarsi con il sigaro niente, davvero niente al confronto di quello che hanno dovuto sopportare i martiri dell’intolleranza inquisitoriale.

  2. #42
    io e basta
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    315
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Gli editoriali del Calibano

    Chi scava paga e i cocci sono suoi

    11 novembre 2004

    di Il Calibano

    “C'è l'Istituto dell'Alto medioevo, a Spoleto, che sta pubblicando un corpus di questi rilievi, e si rimane sorpresi nel vedere come ovunque essi siano praticamente uguali. Una volta tolti dal loro contesto, non si riesce più a stabilire (se non, forse, analizzando il marmo) in quale area siano stati prodotti. Da una parte, quindi, in questi secoli abbiamo un linguaggio figurativo pura*mente astratto e simbolico; dall'altra abbiamo, invece, delle popolazioni che non sapevano più cosa rappresentasse ciò che vedevano intorno a sé. Le città erano ancora in piedi; ma la fine dell'impero fu caratterizzata anche dal tra*monto pressoché totale dell'alfabetizzazione. Nessuno sapeva più leggere, nes*suno sapeva più che cosa volessero dire le iscrizioni, nessuno sapeva più che co*sa rappresentassero le innumerevoli opere d'arte figurative che si vedevano un po' dovunque, sotto forma di rilievi, dipinti, statue, oreficeria. E non c'è da sorprendersi se in una massa già numericamente ridotta, e per di più analfabeta e completamente ignorante, da una parte fiorissero leggende sugli antichi mo*numenti, dall'altra questi stessi monumenti venissero abbandonati e, una volta deteriorati, venissero distrutti. E' un fenomeno, questo, comune a tutto l'Impe*ro occidentale.” (F. Zeri)





    La fantasia, per andare al potere, ha impiegato molti più anni di quanti ne impiegò Mao Tse-tung per compiere La lunga marcia. La fantasia partì da Parigi nel ’68 e…si perse per strada, il Grande Timoniere partì dal Jiangxi meridionale nel ’34 e…sarebbe stato meglio se, anche lui, si fosse perso per strada perché, da qualunque luogo si parta e indipendentemente dalle intenzioni…una volta raggiunta la meta, l’euforia cede il passo alla delusione.

    In una delle impareggiabili –conversazioni- che il Prof. Federico Zeri tenne presso l'Università Cattolica, avanzò l’ipotesi che se dei –tombaroli- di un immaginario futuro, avessero rinvenuto, durante gli scavi, un bidet lo avrebbero catalogato come prezioso reperto archeologico di una sconosciuta civiltà. La provocazione deve essere stata raccolta e valutata dalla fantasiosa e pulcherrima On. Gabriella Carlucci che, come il fulmine tiene dietro al baleno, deve aver pensato: perché non rimpinguare le esangui tasche di Pantalone, facendo pagare un tot ai detentori occulti di bidet, lacrimatoi, buccheri, cocci e coccetti vari?

    Diceva Aristotele che la bellezza è un dono di Dio, e nessuno può negare che Dio sia stato molto più generoso con la Carlucci che con la Bindi, ma la fantasia, immaginazione libera, senza costrizioni o gusto particolare cioè -quel che piace a qualcuno-, è un dono di Dio o di Lucifero? Il dubbio è lecito perché disordine e metastasi morali non son cose da prendere alla leggera. In attesa di un Porta a Porta con Mons. Cafarra e l’On. Buttiglione che chiarisca la provenienza di questo inquietante e disordinato dono, a noi non resta che prendere atto di una incontrovertibile realtà: dopo 36 anni, grazie alla Carlucci, la fantasia è al potere! Che di fantasia ne avesse in abbondanza lo aveva dimostrato in un pomeriggio del 1995 a “Buona Domenica” quando, a piedi nudi e sui carboni ardenti, percorse una distanza di ben 17 metri, umiliando il povero Giucas Casella che di metri ne aveva percorsi solo 14. Diventata esperta nella pirobazia…bruciò, si fa per dire, le tappe e approdò in parlamento da dove, memore della valutazione data dal Prof. Zeri sugli impianti sanitari dei bei tempi andati, ha depositato la proposta di legge n° 5119 che, tra l’altro, così recita: “ […] il « tombarolo » è una figura romantica e superata, poichè i migliori « colpi » si eseguono tra gli scaffali delle opere non classificate dei depositi delle pubbliche amministrazioni. Il furto di quello che non esiste non è un furto […] quindi […]il possesso di beni culturali non può essere a priori considerato un furto ai danni della collettività, ma una necessaria condizione di libertà e di cultura e un’espressione della sensibilità artistica […] ergo, i detentori di beni archeologici provenienti dal mercato clandestino “ne acquisiscono la proprietà mediante pagamento del 5 per cento del valore”. Per i masochisti in cerca di nuove ed esaltanti esperienze consiglio la lettura integrale del testo scaricabile a http://www.camera.it/_dati/leg14/lav...PDL0064280.pdf..

    Io, umilmente, ammetto di averlo letto ma di non averlo compreso e apprezzato quanto merita; tutta colpa di una mia incompatibilità con l’ermeneutica che mi vede incagliato da qualche anno nel tentativo di interpretare il manuale d’uso della stampante al laser.

  3. #43
    io e basta
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    315
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Gli editoriali del Calibano

    Mens sana in corpore sano

    17 novembre 2004

    di Il Calibano

    "Sentinella quanto dura la notte?"

    E la sentinella risponde:

    "Verrà il mattino, poi ancora la notte.

    Se volete domandare, tornate un'altra volta".

    Libro di Isaia.







    "Il nichilismo è davanti alla porta:

    donde ci viene questo che è il più

    inquietante degli ospiti?"

    Friedrich Nietzsche, "La volontà di potenza"



    Catone, il Censore, da non confondere con l’altro, e più recente, Catone, era animato da una vis censoria contro il lusso, la corruzione dei costumi tradizionali e gli ornamenti femminili ( fece approvare la legge suntuaria) che non avrebbe sfigurato al confronto di quella che anima i suoi epigoni in sedicesimo che si esercitano nell’arte moralizzatrice di sconfiggere i vizi. Quali vizi? Beh, un po’ tutti; dai consolatori ed appaganti peccati di gola che riscattano gli straordinari, l’andropausa del capoufficio e la menopausa della collega, diluendo le frustrazioni nella terrina della bagnacauda, o fra gli Speckknödel, o tra i fumi evocatori della carbonara, o nei timbri rusticani della pasta alla norma, il tutto sigillato dal capezzolo della sigaretta freudianamente ciucciato nella quiete amniotica della sazietà postprandiale, all’inoffensiva scopofilia nutrita dal VHS a luci rosse, solipsisticamente fruito a tu-per-tu col rassicurante 28 pollici. Vizi che, pur venendo da lontano, sono arrivati al capolinea, e qualcuno vorrebbe che finissimo i nostri giorni…ehm, cioè…i nostri pasti sul binario morto del penitenziale riso pilaf accompagnato da una sogliola anoressica e due stitici grissini integrali, il tutto sigillato da un litro d’acqua oligominerale, e se è vero che anche l’occhio vuole la sua parte, questa deve limitarsi al calendario di Frate Indovino al posto di quello della Seredowa. Le prime illustri vittime della furia antropoclasta del conduttore di “ottoemezzo” e del ministro della Salute sono state Helmut Newton, l’Artusi e Sir Walter Relight. In funerea attesa di conoscere con cosa potremo riempire il vuoto delle nostre ex ore liete…nessuno può privarci dell’effimero e cartaceo piacere di autoinvitarci alla mensa di Trimalchione. Menu: -su un grande vassoio era sistemato un asinello, di bronzo corinzio, che portava una bisaccia a due tasche, delle quali l’una conteneva olive chiare, l’altra scure, ghiri spalmati di miele e cosparsi di polvere di papavero, salsicce che friggevano sopra una griglia d’argento e sotto la griglia prugne siriane con chicchi di melograno, pollame e ventri di scrofa ed in mezzo una lepre, provvista di ali, in modo da sembrare un Pegaso, un cinghiale di grande mole, e per giunta fornito di un cappello, dalle cui zanne pendevano due cestini, fatti di foglie di palma intrecciate, ripieni l’uno di datteri freschi, l’altro di datteri secchi. Intorno al cinghiale, poi, dei porcellini fatti di pasta biscottata. Dolci, consistenti in tordi fatti di farina di segale impastata, farciti di uva passa e noci, mele cotogne su cui erano confitte delle spine, in modo da sembrare dei ricci di mare. Cos’è che vi turba? Non sarà forse la vista del sandwich al pollo che collassa mollemente nella vostra mano, come un orologio di Dalì? Invidiate la fantasia e i profumi della tavola di Trimalchione? Beh, consolatevi pensando che un pasto del genere vi fornirebbe almeno 3.500 kcal che, tradotte in adipe, diventerebbero il vostro incubo. Mens sana in còrpore sano! L’antica massima di Giovenale (Satire, X, 356) dovrebbe essere il Momsen che ci addita la strada da seguire per raggiungere il porto di una vecchiaia magra e serena…e se la mens vacilla confusa tra lo Scilla dell’Isola dei Famosi e il Cariddi del Grande Fratello? Se l’occhio batailliano indugia, pigramente indeciso, tra una pantera di Newton e una colomba di Hamilton? Se la Veritas si smarrisce nel labirinto del nichilismo alla Cernyševskij, o in quello alla Turgenev, o inciampa nel nichilismo gnoseologico dello scettico, o più banalmente indossa il cappello a sonagli del relativismo etico? Non bisogna disperare! Basta affidarsi alle salde braccia, e alle ancor più salde menti, dei dottori Ratzinger e Ferrara.

  4. #44
    io e basta
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    315
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Gli editoriali del Calibano

    Narciso, Cirano e gli scarrafoni

    26 novembre 2004

    di Il Calibano

    E questo è il concetto! Lo infilzi nel perno del tuo spillo e ti diverti a farlo girare, o, lieve ormai, te lo giuochi come una palla di celluloide, da una mano all'altra: là, là e là... poi paf! lo schiacci tra le mani e lo butti via. (Pirandello, Il gioco delle parti).





    Il vecchio adagio è noto: “Ogni scarrafone è bello a mamma sua!”. Purtroppo, di mamma ce n’è una sola e quando lo scarrafone smette di specchiarsi nei comprensivi e indulgenti occhi materni e, cercando certezza e conferma della propria bellezza, si affida ad altri e meno benevoli –specchi-, nascono i guai.

    Al giovane Vitangelo Moscarda di “Uno, nessuno, centomila.” (L. Piarandello) è sufficiente una banale osservazione sulla mancanza di simmetria del suo naso, per innescare un meccanismo devastante che lo condurrà all’autodistruzione. Ecco la riflessione di Vitangelo: “ […] il naso mi pendeva verso destra, cosí...[…] Le mie sopracciglia parevano sugli occhi due accenti circonflessi, le mie orecchie erano attaccate male, una più sporgente dell'altra; e altri difetti...[…] Eh sí, ancora: nelle mani, al dito mignolo; e nelle gambe (no, storte no!), la destra, un pochino più arcuata dell'altra: verso il ginocchio, un pochino. Dopo un attento esame dovetti riconoscere veri tutti questi difetti”.

    Nel primo atto di “ Il Cirano di Bergerac.” (Edmond Rostand ) Valvert tenta di ridicolizzare il cadetto dicendogli: - Voi! Voi avete un naso… che è grande. Tanto!

    Ecco l’ironica e pirotecnica risposta di Cirano: -E’ assai ben poca cosa! Se ne potevano dire... ma ce n’erano a josa - variando di tono. - Si potea, putacaso, dirmi, in tono aggressivo: - Se avessi un cotal naso, immediatamente me lo farei tagliare! - Amichevole: - Quando bevete, dee pescare nel bicchiere: fornitevi di un qualche vaso adatto! - Descrittivo: - E’ una rocca!... E’ un picco! ... un capo affatto... Ma che! l’é una penisola, in parola d’onore! - Curioso: - A che serve quest’affare, o signore? forse da scrivania, o da portagioielli? - Vezzoso: - Amate dunque a tal punto gli uccelli che vi occupate con amore paterno di offrire alle lor piccole zampe un si degno perno! - Truculento: - Ehi, messere, quando nello starnuto il vapore del tabacco v’esce da un tal imbuto, non gridano i vicini "al fuoco" nella cappa?- Cortese: - State attento, che di codesta chiappa il peso non vi mandi per terra, a capo chino! - Pedante: - L’animale che Aristofane vuole si chiami ippo-campelo-fanto-camaleonte tante ossa e tanta carne ebbe sotto la fronte ! […] - Ecco, ecco, a un di presso, ciò che detto mi avreste se qualche po’ di spirito e di lettere aveste. Ma di spirito, voi, miserrimo furfante, mai non ne aveste un’oncia, e di lettere tante quanto occorrono a far la parola: cretino! Aveste avuto, altronde, l’ingegno così fino da potermi, al cospetto dell’inclita brigata, servirmi tutti i punti di questa cicalata, non ne avreste nemmeno la metà proferito del quarto d’una sillaba, ché, come avete udito, ho vena da servirmeli senz’alcuna riserva, ma non permetto affatto che un altro me li serva-.

    Si può sorridere o irridere a certe nevrotiche preoccupazioni estetiche ma il problema esiste ed i suoi termini sono: l’immagine che ho di me stesso, corrisponde all’immagine che gli altri hanno di me? No, ogni individuo ha una certa immagine di sé, che non coincide con le molteplici e multiformi immagini che gli altri hanno di lui. Gli adolescenti, e non solo, rincorrono una ideale immagine-fantasmatica che, molto spesso, altro non è che una Fata Morgana illusoria e irraggiungibile, allevata e nutrita amorevolmente con l’Amrta dei nostri grandi, o supposti tali, fallimenti e delle piccole frustrazioni.

    A lanciare l'allarme sono stati i dermatologi riuniti a Firenze per il XIII Congresso dell'European Accademy of Dermatology and Venereology. Negli Usa, dal 2002 al 2003, i trattamenti con il Botox sono aumentati del 153%, con circa 887.000 interventi. Gli altri trattamenti più in voga, vale a dire i metodi di chirurgia plastica ambulatoriale, sono aumentati del 64% con 2 milioni e mezzo di interventi solo nel 2003. Il vero boom però è stato quello tra i ragazzi con meno di 18 anni. - Secondo Torello Lotti, presidente del congresso e docente di dermatologia all'università di Firenze, non si limitano più a chiedere una soluzione ai tipici problemi dell'adolescenza come pelle grassa o acne, ma vanno oltre per cancellare segni di rughe non esistenti […] Molti giovani, soprattutto maschi, spesso di bell'aspetto, in media sui 17 anni, arrivano accompagnati da mamme e nonne sfinite dalle insistenze, ed affermano di non poter uscire di casa a causa di difetti per niente evidenti, o inesistenti, che nessuno gli ha chiesto di correggere e a volte portano le foto di attori, per far vedere come vorrebbero essere.

    Una statistica di - Chirurgiaestetica.com – rileva che gli interventi più richiesti nel 2003 sono stati: Rinoplastica (13.87% delle richieste), Liposuzione (13.65% delle richieste), Mastoplastica additiva (10.94% delle richieste), Depilazione laser (9.88% delle richieste), Autotrapianto di capelli (8.99% delle richieste). Gli Interventi in crescita sono: Revisione delle cicatrici (+ 73.97%), Depilazione laser (+ 51.79%), Autotrapianto di capelli (+ 21.57%), Mastoplastica riduttiva (+ 16.86%) Labioplastica (+ 16.16%).

    Nel terzo libro delle “Metamorfosi” di Ovidio compare il mito di Narciso ed Eco.

    Eco era una ninfa che riusciva ad incantare con la parola. Come nel “Cirano”, le parole affascinano e creano magiche alchimie che seducono chi ascolta più di quanto, o tanto quanto, riesca a fare la bellezza. Narciso è –la bellezza- per antonomasia, è la figura della pura, totale identità, una bellezza autistica che si perde nell’autocontemplazione. Narciso, passando vicino ad uno specchio d'acqua, vede la propria immagine riflessa. Se ne innamora perdutamente. A questo punto urla il proprio dolore e la propria infelicità per l'impossibilità di realizzare l'amore nei confronti della propria immagine.

    Dovremmo convincere i nostri figli che l’immagine di noi che gli altri percepiscono e ricordano è più legata alla capacità evocatrice della parola che ad una bellezza nevroticamente inseguita e ripiegata su se stessa. Questo dovremmo insegnare…con la –parola- e con l’esempio ma, forse, è tardi, troppo tardi e Narciso ha già preso il posto di Cirano.

  5. #45
    io e basta
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    315
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Gli editoriali del Calibano

    Eva, il serpente e la legge 40

    28 novembre 2004

    di Il Calibano

    VINCIBELLA:

    Verranno, anima mia! Per una donna,

    uscire è un affar serio. Una ha il marito

    che le sta sopra: un'altra sveglia il servo;

    un'altra pone a letto il bimbo; questa

    lo lava, quella l'imbocca...

    Aristofane, Lisistrata.

    Dante, nel “De vulgari eloquentia”, afferma che nel Genesi si dice che la prima a parlare fu Eva (mulierem invenitur ante omnes fuisse locutam) nel dialogo con il serpente, e gli pare «sconveniente non pensare che un atto così nobile del genere umano sia sgorgato prima dalle labbra di un uomo che da quelle di una donna». Come sappiamo, nel Genesi, caso mai, prima parla Dio per creare il mondo, poi Adamo viene condotto a nominare gli animali, e dunque presumibilmente emette dei suoni (ma tutto l'episodio di Genesi 2, 19, concernente la nominatio rerum è curiosamente ignorato da Dante) e infine Adamo parla per manifestare la sua soddisfazione per l'apparizione di Eva. Mengaldo (1979: 42) suggerisce che, siccome per Dante si parla per estrinsecare i pensieri della nostra mente, e quindi il parlare è fatto dialogico, Dante intendesse dire che con Eva e il serpente si ha il primo dialogo, e dunque il primo atto di linguaggio (e questo si accorderebbe con lo statuto ambiguo che abbiamo riconosciuto a locutio). Dovremmo pensare che Adamo si compiaceva della nascita di Eva in cuor suo, e che quando nominava gli animali, più che eseguire atti di linguaggio, stabiliva le regole di una lingua, e dunque faceva del metalinguaggio?

    Questo ed altro è possibile leggere nel libro di Umberto Eco “La ricerca della lingua perfetta”. Tralasciando l’altro e soffermandoci su - questo -, la cosa che s’impone all’attenzione del lettore, anche il più distratto, è la condizione della povera Eva, ridotta a scambiare due chiacchiere con un rettile per uscire dall’isolamento, invero deprimente, in cui l’ha relegata un, e diciamolo!, maschilismo poco rispettoso del politically correct. Insomma, l’Altissimo parla per primo, per carità, è un suo diritto! Poi tocca ad Adamo che distribuisce nomi a destra e a manca, e quando vede Eva manifesta una moderata soddisfazione. Ma Eva, cosa pensa di Adamo? Boh, nessuno chiede il suo parere! Cosa pensa Eva dei nomi dati agli animali e alle cose? Ariboh, nessuno chiede il suo parere! E sì, che la prima donna, pur avendo il corpo della Lecciso, dimostra una empatia animale degna di Licia Colò e una spinta verso la conoscenza pari, se non superiore, a quella della Levi Montalcini.

    Scriveva Guido Gozzano “Donna: mistero senza fine bello.”…certo che se nessuno le rivolge la parola e la tapina ha, come unico interlocutore un biscione fruttivendolo che, oltretutto, da rettile qual’è, va in letargo otto mesi all’anno…è lapalissiano che resterà un –mistero!

    Tutto ciò, dirà l’arguto e sommamente intelligente lettore, accadeva ai tempi che Berta filava. Oggi non cade foglia che la donna non voglia…sì, perché Berta ha smesso di filare ( i Cinesi –filano- a metà prezzo) e raccoglie le foglie: è operatrice ecologica, va nello spazio, lavora negli ospizi, è statista, capitano di industria, madre, moglie, amante, alleva i figli, assiste i genitori anziani.

    Oggi tutti le chiedono qualcosa: dov’è la cravatta? È pronto il pranzo? Mi accompagni a scuola? Hai fatto la spesa? Hai pagato la bolletta? Hai stirato la camicia? Hai preso la pillola?

    Queste Supereve dei giorni nostri rimpiangono le belle chiacchierate col serpente sotto l’albero di mele, mentre Adamo, il -Herr der Schöpfung (padrone del creato)-, passava il tempo a dire al papero che era un papero, al cane che era un cane, al tacchino che era un tacchino ecc. ecc. Un lavoro che richiede doti non comuni e che oggi è diventato appannaggio dei parlamentari. A proposito di parlamento…in parlamento (senato + camera) siedono novantasette donne e ottocentotrentasette uomini, un rapporto di dieci donne ogni cento uomini. Nel paese la popolazione femminile, pari a 29.408.762 unità, supera quella maschile di 1.821.780 unità, per cui in Italia si contano 93,8 uomini ogni 100 donne. Come interpretare questa vistosa, per non dire imbarazzante, discrepanza? Due sono le scuole di pensiero che vanno per la maggiore: l’una ritiene che il lavoro di parlamentare sia troppo importante per una donna, l’altra ritiene che le donne abbiano cose più importanti da fare. Comunque la si pensi, il risultato di questa ridotta presenza di Eva nella stanza dei bottoni…ehm, dei pulsanti, può avere come risultato, una legge sulla procreazione medicalmente assistita votata da ottocentotrentasette Adami e novantasette Eve. Per carità, nessuno vuole mettere in dubbio le capacità onomaturgiche e tassonomiche di Adamo, ma, forse, nel caso di una legge che abbia come –oggetto- l’utero, organo inequivocabilmente femminile, anche se dal Genesi si evince che sia stato Adamo a chiamarlo così (senza chiedere ad Eva cosa lei pensasse), sarebbe più opportuno che a decidere fosse Eva, consigliata e supportata dalla nota esperienza di Adamo.

    Le cose sono andate diversamente e, nonostante il disappunto mostrato dallo sparuto drappello delle Eve parlamentari che avevano indossato t-shirt con la scritta «Nessuna legge contro il corpo delle donne», la legge 40/2004 è stata approvata. Questo conferma che Adamo continua, tetragono, a preferire il monologo al dialogo. Ma Eva non è più quella di una volta e, invece di limitarsi a confidare i suoi problemi esistenziali al biscione-psicologo, ha raccolto un milione e passa di firme per un referendum abrogativo della legge-monologo e, Corte Costituzionale permettendo, potrà, nel segreto dell’urna, decidere su ciò che la riguarda più intimamente: la maternità.

  6. #46
    io e basta
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    315
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Gli editoriali del Calibano

    Giuliano sulla via di Lugano

    30 novembre 2004

    di Il Calibano

    Giuliano Ferrara, dalle colonne del “Il Foglio”, si lamenta per l’accanirsi di un destino cinico e, forse, baro che lo condanna ad aver sempre ragione.

    Quando ero un bimbetto di una decina d’anni, credevo che riconoscere di aver torto significasse ammettere la propria debolezza, e allora m’impuntavo come un ciuchino davanti ad una salita. Starei ancora lì piantato se mia nonna, forte e assai poco gentile figlia dell’Abruzzo, con un carattere duro come la pietra del lavatoio del suo paese, non mi avesse sempre ripetuto: “solo i matti e i fessi hanno sempre ragione”.

    Esclusa la possibilità che Ferrara rientri in queste due categorie, portatrici della verità ultima e incontrovertibile ma viziata da una certa pigrizia delle sinapsi, o eccessiva e alterata funzionalità delle stesse, è giocoforza riconoscere che abbia, realmente, ragione.

    Ha ragione quando intuisce le intenzioni della Lecciso, quando afferma la superiorità del BigMac.

    Il suo aver ragione va dall’etica alla dietetica, dal conflitto condominiale al conflitto di civiltà.

    Sulla sua ragione, come sul regno di Carlo V, non tramonta mai il sole.

    Questa ragione ultraumana non è discesa dal cielo per posarsi sul suo capo, come la fiammella dello Spirito Santo sulla testa degli apostoli, questa torcia prometeica che illumina il suo pensiero è il premio per un percorso iniziatico che lo ha visto attraversare la gelida steppa del comunismo, le maggesi del socialismo e approdare, infine, nell’orto botanico del capitalismo.

    Ha ragione perché conosce le meschinità della sinistra, le ignavie del centro, le malsane cautele della destra.

    Aver ragione è come avere la rogna. Una rogna buona, s’intende, ma pur sempre rogna! Tutto inizia con una rognetta, piccola piccola. Ti gratti e la rogna aumenta, più la rogna aumenta e più ti gratti e, quando la rogna-ragione ti ricopre interamente, ti agiti, ti dimeni e finisci per contagiare tutti quelli che incontri.

    Questa ragione-rogna è peggio della camicia di Nesso, cerchi di strappartela di dosso, ma non puoi ed allora invochi un po’ di pace, una tregua ristoratrice…un dubbio, un torto, un ripensamento, una resipiscenza, un’incertezza, un tentennamento che lenisca il tuo patire…Giuliano vuole aver torto! Come re Mida, schiavo del suo potere a ventiquattro carati, vorrebbe addentare una coscia di pollo, così Giuliano, vittima di una ragione soffocante e insopportabile, vorrebbe addentare il pomo del torto marcio, o il marcio pomo del torto. Non è impresa impossibile, potrebbe, se volesse, saltare in groppa al suo –aver ragione- e galoppare, come Paolo sulla via di Damasco, fino a Pontechiasso e, una volta varcato il confine svizzero, cadrebbe dall’arcione fulminato dal risultato del referendum con il quale la Svizzera ha approvato, con il 66,4% dei voti favorevoli, la legge che permette l’utilizzo di cellule staminali prelevate da embrioni umani a fini di ricerca.

    Basterebbe questo torto, al gusto di Emmenthal e cioccolato, a umanizzare Giuliano e strapparlo al suo ragionevole - irragionevole esilio di stilita appollaiato sulla colonna della verità?

    No, purtroppo non basterebbe perché la democrazia, quando collide con la pachiderma ragione di Giuliano, si trasforma in una dittatura della maggioranza, una carcassa inutile e ingombrante da avviare alla rottamazione.

    Diavolo d’un Giuliano, ancora una volta ha ragione lui!

  7. #47
    io e basta
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    315
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Gli editoriali del Calibano

    I bip fanno la felicità

    5 dicembre 2004

    di Il Calibano

    LUI: Felicità
    è tenersi per mano andare lontano
    la felicità
    è il tuo sguardo innocente in mezzo alla gente
    la felicità
    è restare vicini come bambini la felicità,
    felicità

    LEI: Felicità
    è un cuscino di piume, l'acqua del fiume
    che passa e che va
    è la pioggia che scende dietro le tende
    la felicità
    è abbassare la luce per fare pace
    la felicità,
    felicità

    Albano Carrisi, Felicità.

    Lei, figuretta balthusiana, stava in piedi vicino alla finestra e, rimirando il cielo graffiato dalle antenne, sorseggiava un decaffeinato…io, disteso alla pompeiana, sul letto disfatto, bramavo una Camel, ma memore degli anatemi di Sirchia e dell’immoralità del tabagismo confermata dai Gesuiti su “Avvenire”, gustavo, come consigliato dal Ministero della Salute, una tisana depurativa: sambuco fiori grammi 30, frangula corteccia grammi 20, gramigna fusto grammi 30, finocchio semi grammi 10, anice volgare semi grammi 10.

    Le ho chiesto - cara, che tempo fa? - e lei – a me sembra nuvoloso, ma, stando al rapporto annuale del Censis c’è il sole…la mia sarebbe una errata percezione della realtà-.

    Ci sono risposte che alle undici di sera, con una Budweiser tra le mani e Vespa tra le…ehm, gli occhi, fanno l’effetto di una puntura di spillo, ma le stesse risposte, alle sette di mattina…quando il tuo passato ha lo stesso senso del Dada-umpa ballato dalle sorelle Lecciso, e il tuo futuro ha la stessa consistenza del welfare dopo il discorso di Fazio, possono ridurti come Prodi dopo il taglio delle tasse.

    Lei si è voltata e, guardandomi come se fossi il gatto di Alice, mi ha detto – perché fai quella faccia? Non sai che gli Italiani sono un popolo di paragnosti? Insomma, viviamo in un perenne stato di alterazione della coscienza…ecco, siamo dei sensitivi falliti che percepiscono di essere poveri pur essendo dei Paperon de Paperoni, percepiscono attese di sette ore al pronto soccorso, percepiscono l’aumento dei prezzi, il crescere dell’inflazione, l’aumento della microcriminalità, delle bollette, delle tasse comunali…tutte percezioni fallaci e ingannatrici. Io, ad esempio, ho percepito che stanotte non è stato un gran che, ma tu dici che è stata una notte a cinque stelle. Sei il solo italiano con la sindrome del “wishful thinking”…dovresti farti intervistare dal Censis.

    Come si fa a misurare un’emozione? Uno stato d’animo? Una sensazione? Prendiamo, ad esempio, la felicità. Scriveva Denis Diderot che esiste solo una passione, la passione per la felicità. Ma la felicità è indefinibile, ineffabile e,forse, inesistente. Alcuni credono di trovarla in –un cuore e una capanna –, altri preferiscono una parte anatomica meno nobile del cuore e, al posto della capanna, un attico a Montecarlo. Qualcuno ha detto che –i soldi non danno la felicità-, un altro sostiene che –la felicità è l’assenza di dolore. Anche i filosofi non hanno le idee chiare. C’è chi sostiene che per raggiungere la felicità si debbano soddisfare tutti i desideri, altri consigliano di non desiderare affatto. Che confusione! Giacomo Leopardi, in “Pensieri”, è categorico: « la felicità è di sua natura impossibile in un ente che ami se stesso, sopra ogni cosa ... Un amor di se stesso che non può cessare e che non ha li*miti, è incompatibile colla contentezza, colla soddisfazione. Qua*lunque sia il bene di cui goda un vivente, egli desidererà sempre un ben maggiore, perché il suo amor proprio non cesserà, e per*ché quel bene, per grande che sia, sarà sempre limitato, e il suo amor proprio non può aver limite. Per amabile che sia il vostro stato, voi amerete voi stesso più che esso stato, quindi voi deside*rerete uno stato migliore. Quindi non sarete mai contento, mai in uno stato di soddisfazione, di perfetto amore del vostro modo di essere, di perfetta compiacenza di esso. Quindi non sarete mai e non potete esser felice (30 agosto 1826, Bologna), né in questo mondo, né in un altro»).

    Faccenda chiusa? No, il cantore dell’Infinito aveva fatto i conti senza l’oste…sì, insomma, senza gli Americani.

    -Il Nobel per l'economia Daniel Kahneman, professore di psicologia all'Università di Princeton, ricapitola anni di ricerca, misurando la profondità del solco tra le nostre sensazioni effettive, ora per ora, e le nostre idee preconcette sulla qualità della vita quotidiana. Il metodo è semplice: un gruppo di –cavie- accetta di portare in tasca un apparecchietto con alcuni bottoni (tipo Palm) e di rispondere ai suoi bip (una diecina al giorno, non regolari) digitando una cifra da 1 a 10 per quanto riguarda lo stato fisiologico (stanchezza, sonnolenza e simili) e un’altra cifra per quanto riguarda lo stato psicologico (serenità, cupezza e simili). Su un taccuino si annota quello che stiamo facendo in quel preciso momento (sono nel corridoio e sto andando a parlare con un collega, bottone fisiologico 8, bottone psicologico 6). Poi si consegna, dopo qualche settimana, apparecchio e taccuino agli scienziati, per l'analisi. Queste ricerche promettono di far un giorno aggiungere al Pli, il Mah (Measure of Aggregate Happiness)-.

    Non sono i soldi, ma i -bip-, a fare la felicità!

  8. #48
    io e basta
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    315
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Gli editoriali del Calibano

    Il mister cambia punte

    10 dicembre 2004

    di Il Calibano



    Tre cose occorrono per essere felici:

    essere imbecilli, essere egoisti

    e avere una buona salute.

    Ma se vi manca la prima tutto è finito.

    Gustave Flaubert





    Le qualità di ogni allenatore che si rispetti sono: intuito, aggressività, faccia tosta e riuscire a segnare più goal dell’avversario. Ferrara, come tutti ben sanno, allena la Vis Embrione, una compagine che ricorda il Chievo dei bei tempi. Purtroppo, per lui, la fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo e la filosofia è come il capitone natalizio: se lo stringi troppo forte, invece di farlo marinato, ti sfugge dalle mani e passi le feste carponi, seguendo le umide tracce del viscido ed infido animale.

    La Vis Embrione scende in campo, schierando un tridente di tutto rispetto: Aristotele di Stagira, Jürgen Habermas, Emanuele Severino. Due oriundi e un italiano.

    Quando gli attaccanti non segnano il mister ha due possibilità: aumentare la creatina, o aumentare gli appannaggi. Ma se gli attaccanti, oltre a non segnare, si mettono a fare gli autogol allora l’allenatore va nel pallone. Aristotele e Severino, dopo un abile scambio di palla, buttano nella propria rete la doppietta – essere in atto-essere in potenza.

    Che colpo per Giuliano! Da Severino proprio non se l’aspettava. Dopo avergli fatto spegnere il rogo della lobby omosessuale che voleva fare una grigliata con il povero Buttiglione, credeva di tenerlo in pugno.

    Habermas era una sua creatura. Sì, vabbè, lo aveva tirato per la giacca tante di quelle volte che si era ridotta come la palandrana di Scaramacai, ma come poteva sospettare che il filosofo di Gummersbach fosse più imprevedibile del Cassano di Bari? Eppure il teutonico attaccante, incurante dei fischi alla Trapattoni del coriaceo allenatore, dribblata la propria difesa, batteva, per due volte l’incolpevole Socci. Gustiamoci le azioni incriminate al rallenty: "Chi non auspica la terapia genetica per gravi patologie ereditarie o procedure più semplici per il trapianto degli organi? La ricerca in questo senso merita di essere incoraggiata”…- Il filosofo tedesco non parla di approccio laico, ma di teoria non-metafisica o postmetafisica, per la quale e vita e natura umana non sono entità ontologicamente dotate di senso (ontologicamente sacre), bensì realtà sottoposte ad un processo continua di interpretazione etica o "moralizzazione della natura"-.

    Il mister, dimostrando tempismo e sangue freddo, ha prontamente effettuato i cambi: Buttiglione al posto di Aristotele, Pera al posto di Habermas e Scruton al posto di Severino.

    Ecco un’azione di Roger Scruton: non esiste un diritto alla salute. “Se ci fosse, dovrebbe esserci anche un dovere, ma è impossibile. Moriremo tutti. E quando accade, chi fallisce in questo dovere? Dio?”.

    Gli Alzheimer, gli SLA, i Duchenne ecc. non hanno applaudito e sperano che il prossimo acquisto non sia, il centravanti di sfondamento, Joseph Ratzinger.

  9. #49
    io e basta
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    315
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Gli editoriali del Calibano

    Zapping

    17 dicembre 2004

    di Il Calibano



    L'umanità si trova oggi ad un bivio.

    Una via conduce alla disperazione,

    l'altra all'estinzione totale.

    Speriamo di avere la saggezza di scegliere bene.

    Allan Stewart Konigsberg (Woody Allen)





    Che l’uomo sia destinato ad estinguersi, come i dinosauri e i parcheggi senza parchimetro, è opinione, comunemente e fatalisticamente, accettata. Il –come- si estinguerà è argomento che offre inesauribile materiale ad ogni catastrofista.

    La paura del Diluvio Universale, metodo tradizionale che tante soddisfazioni ci ha dato nel passato, è stata soppiantata da altre e più sofisticate paure.

    Negli anni ’50/’60 era la Bomba a popolare gli incubi escatologici dell’umanità. Gregory Corso scriveva Bomb -bomba sei crudele / come l'uomo ti fa- e Stanley Kubrick adattò il romanzo Red Alert, di Peter Gorge, realizzando Il Dottor Stranamore - ovvero, come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba.

    Con la fine della Guerra Fredda, il vuoto lasciato dalla Bomba è stato colmato dal buco dell’ozono, dall’effetto serra, dall’AIDS, dalla SARS, dalle onde elettromagnetiche…insomma, al tirannico terrore dell’olocausto nucleare si è sostituito un democratico terrore fai-da-te. Eppure, l’estinzione dell’uomo, forse, non avverrà a causa dei miasmi velenosi, o dei raggi ultravioletti, o di un virus. Finiremo come i lemmings: preda di uno stato confusionale ci lanceremo in mare e di noi resterà soltanto qualche orma sulla sabbia che l’alta marea cancellerà. Il responsabile di questo suicidio collettivo sarà stato il disordine mentale causato dallo zapping!

    Gli incauti zappingatori che, Lunedì 6/12 /2004, si sono trovati a saltabeccare tra Porta a Porta e il Maurizio Costanzo Show saranno, probabilmente, il ferro di lancia dell’umanità-lemming.

    Vespa si intrattiene amabilmente una Palombelli più imbalsamata del Loreto di Gozzano, l’onnipresente Lecciso che trascina la sua gigantomastia da un contenitore ad un talk show con la stessa grazia di un cammello assonnato e l’immancabile Crepet, vivace e loquace come un attaccapanni autistico.

    L’evoluzione ha plasmato il nostro cervello in modo tale che possa affrontare gli imprevisti presenti e, teleonomicamente, immaginarsi problemi futuri, ma nulla può contro la volontà indipendente del dito indice che, come Fred Astaire, balla il tip tap sulla tastiera del telecomando.

    Inizia il rito salottiero del –cazzeggio-: i neuroni si agitano, le sinapsi si attivano, talamo, ipotalamo e frattaglie varie vanno in fibrillazione e l’amigdala chiede alla dura madre quale percorso logico abbia guidato Vespa nella scelta degli ospiti…la risposta non arriva e un migliaio di neuroni va in corto. Cosa hanno in comune un pappagallo minimal-decadentista, un cammello con la sesta a coppe larghe e un attaccapanni con il ciuffo ribelle e gli occhi azzurri? Lo sconcerto e il disappunto culminano in una crisi esistenzial-marzulliana: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo? Perché ho smesso di fumare? Cosa farò della tredicesima? Perché lei si depila con la mia Gillette?

    Stiamo per sprofondare nella morta gora dell’introspezione…quando una scintilla di luce illumina la notte della ragione: Crepet è senza baffi! Vuoi vedere che la censura, dopo aver oscurato il tabacco, la satira e il referendum, ha proibito i baffi in TV? Per verificare la nostra ardita ipotesi, basta fare zapping: canale 5, maledizione, ipotesi errata, Costanzo ha i baffi!

    Gli ospiti di Costanzo parlano dell’eutanasia, un argomento che dovrebbe essere trattato, soprattutto, dal servizio pubblico…che, essendo poco pubblico e niente servizio, preferisce occuparsi dell’isola dei famosi o di famosi che sarebbe meglio restassero su un’isola. Zapping, adesso le Lecciso sono due, colpa della grappa alla ruta, o della clonazione?…ma la clonazione non era proibita? Però, sarebbe stato peggio se avessero clonato Bertinotti e La Russa! O, forse, sono già stati clonati, altrimenti come si spiega che riescono ad apparire, in contemporanea, su cinque reti TV, tre programmi radio, un comizio, due manifestazioni, al Gilda e, purtroppo, nei miei incubi?

    Crepet è ancora senza baffi, la parrocchetta tace…zapping, Costanzo ha ancora i baffi e tace, in compenso gli ospiti parlano, parlano tutti insieme: parla il monsignore ispanico, il presidente di Exit, l’On. Mussoli non parla…arringa! (tara ereditaria?), parla il genitore di un disabile e la fautrice della dolce morte, il giallista ascolta in silenzio: afonia? Tracheite? Laringite? O, più banalmente, l’ultimo portatore sano di buona educazione?

    Consigli per gli acquisti: una petomane e un petomane si scambiano regali sonori…affinità olfattive o meteorismo da reality show? L’indice scatta, zapping! Miracolo, Crepet parla… crisi psico-sociale o psico-culturale degli italiani? Le Lecciso parlano, la Palombelli parla, Silvana Giacobini e Antonella Boralevi parlano,Vespa…scrive un altro libro! Zapping, ‘azzo! Costanzo tace, ma gli ospiti sembrano il coro dell’Aida.

    Neuroni in libera uscita, sinapsi cortocircuitate, elettroencefalogramma piatto…fortunatamente, arriva il colpo di sonno liberatore.

    Chi volesse sapere qualcosa sull’eutanasia, può informarsi leggendo -La morte opportuna, ed. Avverbi. Pagg. 288, € 14- di Jacques Pohier, domenicano dal 1949 al 1989, che ha pubblicato numerosi saggi di teologia dogmatica e morale alla luce delle scienze umane.

    Chi volesse sapere qualcosa sulle sorelle Lecciso…merita di fare la fine dei lemmings.

  10. #50
    io e basta
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    315
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Gli editoriali del Calibano

    Un fil di fumo

    21 dicembre 2004

    di Il Calibano

    Il problema di questo paese

    consiste nel fatto che ci sono

    troppi uomini politici che credono,

    con la certezza che deriva dall'esperienza,

    che si possa ingannare

    tutto il popolo in ogni momento.

    Franklin P. Adams







    “Un bel dì, vedremo levarsi un fil di fumo”. Questo è l’auspicio, nostalgico e commovente, di Cio-Cio-San nel secondo atto di Madama Butterfly; e, dopo il 10 gennaio, sarà anche il tenue filo di speranza che accompagnerà la traversata del deserto di quei fumatori restii a sostituire la sigaretta con una chewing gum, o una chupa-chups.

    Sosteneva Émile Cioran che, nei momenti critici, una sigaretta porta più sollievo che i vangeli.

    Beh, c’è solo da sperare che, nei momenti critici, i tabagisti più incalliti non cerchino un po’ di sollievo, fumando le sacre scritture.

    Dopo essere stato stanato dalle sale cinematografiche, bandito dai bar, defenestrato dagli uffici, esiliato dai treni, braccato nelle pubbliche amministrazioni, additato al pubblico disprezzo e costretto ad asserragliarsi nei cessi, l’esercito degli Humphrey Bogart e delle Marlene Dietrich, dal 10 gennaio, dovrà subire la Caporetto più umiliante: niente fumo nei ristoranti! (a meno che non siano dotati di spazi per fumatori totalmente separati dal resto dei locali)

    Già immagino i sorrisetti ironici e lo smagato disincanto dei venticinque lettori di questo, diciamo, sfogo che, dandosi, idealmente, di gomito, penseranno: -sì, vabbè…il 10 gennaio diventerà il 20, poi ci sarà un condono, un perdono, una proroga, una sanatoria, un ripensamento, una indulgenza plenaria, una prescrizione, un -volemose bene!- e un -tiramo a campà!

    No, questa volta sembra che, nonostante i lai dei ristoratori e la reazione violenta della Confcommercio e l'annunciato ricorso al Tar, contro una norma giudicata "inapplicabile", noi…ehm, Lui tirerà dritto! Lui è il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, che montando il cavallo bianco del salutismo e brandendo la scimitarra (di questi tempi le scimitarre vanno a ruba) della pubblica opinione, ha dichiarato: " Non ci saranno proroghe, tre quarti degli italiani sono con me!". A dar manforte ad Esculapio, (sul carro dei vincitori ci sono solo posti in piedi) è arrivato il sostegno del ministro Giovanardi: "Sirchia difende la salute delle gente coi fatti e non a chiacchiere".

    La Gente! Se tre quarti della Gente è col ministro, il ministro è con i tre quarti della Gente. Vox populi, vox dei! Fin qui, i conti tornano…dove i conti iniziano a non tornare, è quando il popolo, da ascoltatissimo oracolo della volontà divina, diventa un bestiale popolo bue, privo di coscienza e saggezza. Cosa impedisce al democratico Sirchia di schierarsi con il 61% della Gente che si dice a favore della clonazione di organi e tessuti, il 59% che ammette la clonazione terapeutica, o del 54% favorevole all'eterologa, o di quel 61,6% favorevole all’ eutanasia? (Rapporto Eures http://www.eures.it/).

    Come aiutare il ministro a superare l’insanabile aporia di una maggioranza che è, al contempo, bene e male? Visto che si parla di fumo, il consiglio migliore che gli si possa dare è quello stesso che, nel romanzo di Italo Svevo - La coscienza di Zeno-, il medico dà a Zeno Cosini: -Scriva! Scriva! Vedrà come arriverà a vedersi intero.

 

 
Pagina 5 di 30 PrimaPrima ... 45615 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 28-06-13, 09:19
  2. Novità editoriali
    Di margini nel forum Destra Radicale
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 28-05-06, 00:42
  3. Novità editoriali
    Di Harm Wulf nel forum Paganesimo e Politeismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 08-01-06, 02:23
  4. Il fitness di Onan (Il Calibano)
    Di Wolare nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 04-08-04, 17:44

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito