Carneade, Giovanardi e le camicie brune
11 settembre 2004
di Il Calibano
" Carneade! Chi era costui? " ruminava tra se don Abbondio seduto sul suo seggiolone, in una stanza del piano superiore, con un libricciolo aperto davanti, quando Perpetua entrò a portargli l'imbasciata. " Carneade! questo nome mi par bene d'averlo letto o sentito; doveva essere un uomo di studio, un letteratone del tempo antico: è un nome di quelli; ma chi diavolo era costui? ".
(Alessandro Manzoni, I Promessi sposi).
Scriveva Agostino d’Ippona che Dio si conosce meglio nell'ignoranza, e l’ignoranza, a volte, è, per dirla col Parini, scudo e usbergo. Se don Abbondio avesse saputo chi era Carneade non avrebbe risolto i suoi problemi esistenziali…anzi, li avrebbe accresciuti. Carneade di Cirene era stato un filosofo della Media accademia, passato alla storia per delle conferenze tenute a Roma, nel 155 a.C. Carneade un giorno fece l'elogio della giustizia e il giorno dopo, sostenne la tesi contraria, ottenendo, in entrambe i casi, gli applausi e l’approvazione degli ascoltatori e dimostrando che la certezza è una chimera e al saggio non resta che scegliere ciò che, di volta in volta, gli sembrerà più probabile.
L’antropozoopsicosociologia, pseudoscienza strumentalmente inventata in questo momento, suddivide gli uomini in due categorie: le testuggini e i paguri. Gli uomini-testuggine affidano la loro salute psicofisica ad un carapace solido e protettivo e, forti di quest’unica certezza, affrontano i mutamenti e gli imprevisti della vita rinchiudendosi nel guscio e rifiutando le novità. Gli uomini-testuggine, pur nella loro apparente inoffensività, sono pericolosi a sé e agli altri. Prendiamo, ad esempio, don Ferrante…non credeva alla peste e non credeva ai medici, ed il suo argomentare era, come i discorsi di Socci, filosoficamente corretto: "" In rerum natura, " diceva, " non ci son che due generi di cose: sostanze e accidenti; e se io provo che il contagio non può esser nè l'uno nè l'altro, avrò provato che non esiste, che è una chimera. E son qui. Le sostanze sono, o spirituali, o materiali. Che il contagio sia so*stanza spirituale, è uno sproposito che nessuno vorrebbe sostenere; sic*chè è inutile parlarne. Le sostanze materiali sono, o semplici, o com*poste. Ora, sostanza semplice il contagio non è; e si dimostra in quat*tro parole. Non è sostanza aerea; perchè, se fosse tale, in vece di passar da un corpo all'altro, volerebbe subito alla sua sfera. Non è acquea; perchè bagnerebbe, e verrebbe asciugata da' venti. Non è ignea; per*chè brucerebbe. Non è terrea; perchè sarebbe visibile. Sostanzia com*posta, neppure; perchè a ogni modo dovrebbe esser sensibile all'occhio o al tatto; e questo contagio, chi l'ha veduto? chi l'ha toccato? Riman da vedere se possa essere accidente. Peggio che peggio. Ci dicono que*sti signori dotti che si comunica da un corpo all'altro; chè questo è il loro achille, questo il pretesto per far tante prescrizioni senza costrut*to. Ora, supponendolo accidente, verrebbe a essere un accidente tra*sportato: due parole che fanno ai calci, non essendoci, in tutta la filo*sofia, cosa più chiara, più liquida di questa: che un accidente non può passar da un soggetto all'altro. […] His fretus, vale a dire su questi bei fondamenti, non prese nes*suna precauzione contro la peste; gli s'attaccò; andò a letto, a morire, come un eroe di Metastasio, prendendosela con le stelle".
Gli uomini-paguro non hanno un carapace di loro proprietà e, per non vivere in un perenne stato di insostenibile incertezza, si appropriano di quel carapace che, in quella fase del loro sviluppo psicofisico, gli possa fornire un valido aiuto. Allora, verrebbe da pensare, gli uomini-testuggine sono tetragoni ma coerenti…mentre, gli uomini-paguro sono degli incoerenti flip-flop? Così sembrerebbe a prima vista; in realtà, i paguri sono coerenti nel ritenere la ricerca, ininterrotta e senza pregiudizi, la sola certezza che valga la pena coltivare. L’abissale incoerenza delle testuggini è facilmente dimostrabile esaminando alcune riflessioni di Carlo Giovanardi pubblicate sul Giornale del 9/9/04: "Possia*mo ritenere lecito, oggi che la ri*cerca medica lo consente, prele*vare un organo vitale da un bam*bino per salvare la vita di un altro, bambino (fattispecie purtroppo praticata da bande criminali in alcuni Paesi sottosviluppati)? Alla prima domanda ne segue una seconda: "Possiamo ritenere lecita e pos*sibile quella che il segretario radi*cale Capezzone ha definito una scelta di civiltà dell'Olanda e cioè sopprimere anche i minori di dodici anni se affetti da grave malformazione come la "spina bifida"? e una terza: " È accettabile che at*traverso la fecondazione eterolo*ga si arrivi alla compravendita di materiale genetico assemblando esseri umani come già avviene in alcuni Paesi, su ordinazione da dépliant patinati di fattori della produzione selezionati e di costo diverso a seconda della razza, dell'aspetto fisico e del quozien*te di intelligenza? E una quarta: " È possibile immagi*nare un mondo nel quale tutti co*loro che vengono concepiti con qualche imperfezione rischiano di essere eliminati, sia pure per salvare la vita di altri? La quinta è l’immancabile riesumazione di camicie brune a cui Carlo (senza K) non sa sottrarsi: :" Pochi decenni fa nella civilissi*ma Germania il mondo scientifi*co e culturale accettò supina*mente l'eliminazione di ogni "pa*letto", e si è visto come è andata a finire. Con lo stupore storica*mente documentato di molti ge*rarchi che non riuscivano a capa*citarsi come gli alleati non capis*sero che le loro teorie di cancella*zione e di utilizzo come cavie di malati, handicappati, ebrei e raz*ze inferiori era stata fatta per il bene della società tedesca".
Il pilastro della democrazia è la libertà di parola e Giovanardi se ne sta appollaiato su quel pilastro, come Simeone il Vecchio, capostipite degli stiliti. Non saranno certo i paguri a farlo scendere, e nemmeno a contestargli l’eccessivo ricorso all’iperbole, all’amplificazione e alle cassandrate di cui infarcisce le sue argomentazioni ma una cosa vorremmo che notasse: come può un uomo con le sue certezze continuare a ricoprire il ruolo di ministro in un governo il cui primo ministro non fa mistero dell’amicizia fraterna che lo lega a Tony Blair, una camicia bruna che ha autorizzato la clonazione terapeutica, consente la PDG, l’eterologa e quasi tutte le altre pratiche mediche che Carlo considera appannaggio dei medici nazionalsocialisti? No, Giovanardi si tranquillizzi…non ci deve nessuna risposta, nessuna spiegazione che, siamo certi, sarebbe esaustiva e convincente come le acute riflessioni di don Ferrante sulla peste.
Dicono che, quando fu chiesto a Pablo Picasso quali fossero state le motivazioni estetiche che lo avevano spinto ad iniziare il suo fecondo –periodo blu-, l’artista rispose che aveva tanto blu e non sapeva cosa farne. Ecco, non vorremmo che gli uomini-testuggine vogliano colorare tutto il mondo col blu delle loro certezze, solo perché ne hanno troppe e non sanno che farne.




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