Un portierato o una Commissione?
12 gennaio 2006
di Il Calibano
Un portierato o una Commissione?
Gli uomini moderni vivono sotto l'illusione di sapere quello che vogliono, mentre effettivamente vogliono quello che suppongono di volere.
(Erich Fromm)
Le Commissioni d’inchiesta, come i portierati, non si negano a nessuno. Infatti, è partita quella
conoscitiva sulla legge 194.
Il 10 gennaio si sono avute le audizioni di don Oreste Benzi fondatore della comunità Giovanni XXIII e di Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita. “L’errore che si fa – ha detto Casini – è pensare che l’unica forma di prevenzione sia quella della contraccezione”.
In rassegnata attesa che da queste scoraggianti premesse si possa arrivare ad una valutazione equilibrata sulla applicazione della legge sulla IVG, ci si può, senza tema di incorrere nelle ire di qualche “movimentista”, domandare perché mai il portierato, ovvero una Commissione d’inchiesta sulla eutanasia occulta non sia mai stata fatta?
Nel 2003 una ricerca pubblicata sulla rivista americana New England Journal of Medicine, che coinvolse 15 reparti di rianimazione ( undici in Canada, due negli Stati Uniti, uno in Svezia, uno in Australia) rivelò che su 851 malati mantenuti in vita con la respirazione meccanica, 166 (quasi il 20%) erano deceduti perché i rianimatori avevano "staccato" la macchina. Si trattava di persone con una probabilità di sopravvivenza inferiore al 10% e nessuna speranza di ripresa delle funzioni superiori del cervello.
Cosa accada in Italia è un mistero. Potrebbe non esserlo ma i misteri si prestano ad alimentare illusioni che, ben confezionate e infiocchettate, addormentano le coscienze e regalano sogni di superiorità.
Conoscere per deliberare non è una massima che abbia molti sostenitori. Ma non tutto il mondo è il Bel Paese! Nei Paesi Bassi, la Legge per il controllo di interruzione della vita su richiesta e assistenza al suicidio tenta, in conformità alla legislazione in vigore, di accordare tra loro due principi fondamentali: il ri*spetto per la vita umana e il diritto di autodeterminazione. Inol*tre, intende garantire certezza e trasparenza.
Nel 2002 sono stati registrati 1672 casi di eutanasia, 184 casi di SMA (suicidio medicalmente assistito) e 26 casi com*binati di eutanasia e di SMA, per un totale di 1882 casi. I 1544 casi di eutanasia e di SMA sono avvenuti in casa. Secondo i commissari, i criteri di diligenza non sono stati osservati in 5 casi, tutti segnalati alle procure.
Quanti casi di eutanasia occulta avvengano in Italia non possiamo saperlo perché non esiste una commissione di inchiesta e perché i medici temono gli “scandali” e, come sostenne, alcuni anni fa, Guido Bertolini, responsabile del gruppo GiViTI (con sede presso l'Istituto Negri di Bergamo) cui aderiscono 240 reparti di rianimazione, la metà di quelli esistenti in Italia: “Sono convinto che un simile atteggiamento sia condizionato dalla mancanza di una seria e disincantata cultura del morire in Italia.“.




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