Cacciatori e cretini
9 febbraio 2006
di Il Calibano
“- Quando non sai che altro fare, - disse Murray con un sorriso, - vendi aspirapolvere. Porta a porta. Marca Kirby”. ( Philip Roth)
La caccia all’avifauna migratoria si è chiusa da pochi giorni. Ma l’uomo è cacciatore e non può stare con le mani in mano senza fare niente, se gli è proibito l’acupio si consola con la caccia ai cretini. Il via alla battuta lo ha dato Il Foglio, e il tableaux di fine caccia sarà sicuramente eccezionale perché, in cuor nostro, tutti celiamo un calepino nero con la lista dei nomi dei cretini.
Come si cacciano i cretini? Per incarnierare cretini esistono tre tipi di caccia. La caccia vagante è poco selettiva ma redditizia: si cercano cretini saltabeccando da una testata di giornale all’altra, facendo zapping tra i programmi di approfondimento e “sparando” su chiunque parli di eutanasia, fecondazione medicalmente assistita, PACS, antiproibizionismo, laicità dello stato, diritti civili. Per i più raffinati c’è l’opportunità di soddisfare la loro passione cacciando da appostamento fisso su La7, Il Foglio, L’Avvenire, Porta a Porta. Il numero dei capi abbattuti è minore, ma sono tutte prede pregiate. La terza e ultima possibilità è riservata ai seguaci di Nembrotte che hanno fatto del loro hobby un’arte. Si va a colpo sicuro stanando il selvatico dalla sua tana con l’ausilio delle “Lettere al direttore”. Ecco un esempio pratico: scrive un lettore a Il Foglio - Al direttore – “Prima lezione di “Educazione all’affettività” in terza media, in una normale scuola statale di Roma: la ginecologa e la psicologa entrano in classe, l’insegnante se ne va (in assenza di adulti si ricorre agli specialisti). Questo resta della lezione nella testa infuriata di mia figlia: i due rischi dell’atto sessuale sono le malattie e la gravidanza. La soluzione migliore: il preservativo, con l’attenzione che il problema non deve essere solo di chi lo mette, e con le indicazioni su dove acquistarli (“e mi raccomando tenetelo in tasca”)… Che faccio? Risposta del Direttore: Solo l’idea di un’educazione di stato all’affettività incute più orrore della mistica del condom. Chi insegna ai ragazzi e alle ragazze che malattie e gravidanza sono i due rischi del fare l’amore dovrebbe essere rieducato in una madrassa. Viva l’islam!”
Il linguaggio è un grande specchio in cui si mostra il modo in cui gli uomini pensano il mondo - a volte cogliendo nel segno, a volte andando lontani dal bersaglio. L’affermazione "La vita è uno stato mentale", fatta da Peter Sellers nel ruolo di the Gardner, può essere interpretata sia come una massima epocale, sia come massima di Catalano, e nel dubbio bisognerebbe astenersi e rinunciare alla preda. Ma l’indice accarezza nervosamente il grilletto e il colpo parte quasi autonomamente; è quello che in gergo si chiama “stoccata”.
Un colpo qua, un colpo là e si finisce per sparare, come sempre, sui Radicali.
Editoriale de Il Foglio: “Poi c’è stata la formidabile battuta di Emma Bonino sulle libertà personali da comprare all’estero: “Ormai per farsi uno spinello bisogna andare in Olanda, per abortire con la Ru486 bisogna andare in Svezia, per i Pacs in Francia e per la procreazione assistita in Spagna. Viene da chiedersi se è rimasta la libertà di respirare”. E ha dimenticato il “diritto di morire”, magari a dodici anni su ricetta genitoriale, garantito in Olanda. Basta ribaltare la battuta, ed ecco che l’Italia è talmente in ritardo su quel modello di modernità da risultare disinvoltamente più avanti […]”.
Alla fine della battuta il carniere si è arricchito del neonatologo Giorgio Rondini, il genetista Edoardo Boncinelli, il guru-psicanalista Massimo Fagioli, Corrado Augias e l’immancabile Veronesi.
Esiste un universo serioso, paludato, una élite aristocratica, una camarilla borbonica che si autolegittima come autoritari custodi dell'ordine morale e cerca di imporre un modello tranquillizzante e ipocrita che esorcizza le paure, ma non affronta quei problemi che tutti i paesi europei affrontano. Tutti cretini questi paesi? No, perché, parafrasando Forrest Gump, cretino è chi il cretino fa.




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