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  1. #1
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Predefinito Perchè l'antiamericanesimo? Chi ci guadagna?

    L'antiamericanismo di casa nostra (fra parentesi mi permetterò di inserire i miei commenti al termine dell'articolo seguono riflessioni che ricostruiscono questo fenomeno.. ..)

    di Redazione/ 03/03/2006 www.korazym.org

    Oliviero Diliberto sul banco degli imputati per un commento di troppo sulla visita del premier Berlusconi negli Stati Uniti. Levata di scudi generale, ma settori della sinistra italiana devono ancora chiarire ambiguità imbarazzanti.

    L’incontro tra Bush e Berlusconi? “E' uno schifo, è raccapricciante. Sono andati a stringersi mani grondanti di sangue”. Frasi all’insegna della moderazione e del buon gusto pronunciate da Oliviero Diliberto, segretario del Partito dei Comunisti Italiani, nel giorno in cui il premier Berlusconi parlava al Congresso americano. La dichiarazione ha creato non pochi imbarazzi nella coalizione del centro-sinistra, costretta a confrontarsi al suo interno con posizioni radicali scomode. Non si tratta qui di giudicare il pensiero di un leader politico, compito che spetta esclusivamente all’elettorato (a maggior ragione in regime di par condicio): difficile però evitare una riflessione più generale sulle contraddizioni e le storture ideologiche di una certa sinistra italiana che, messe da parte obiettività e disponibilità al confronto, continua a coltivare miti e antimiti, a partire da quell’antiamericanismo d’antan che appare sempre più anacronistico.

    (Non dimentichiamoci della manifestazione a piazza Venezia di due settimane fa quando settori comunisti di casa nostra hanno dato fuoco nella Piazza a Roma a due bandiere: una americana l'altra addirittura Ebraica, nel mentre i vertici della sx si scandalizzavano della maglietta indossata dall'incoscente Calderoli il quale sarebbe stato volentieri messo al muro se fosse stato possibile per loro.. e non dimentichiamo l'odioso slogan: UNO 10 100 NASSIRIYA.. ....)

    Negli ultimi anni, la guerra in Iraq ha di fatto creato una polarizzazione forte, con l’unilateralismo di Bush da una parte e l’inconsistenza politica europea dall’altra. E se dopo l’11 settembre del 2001, eravamo “tutti americani”, oggi lo siamo un po’ meno. In realtà, in Italia, non si è mai arginato il fastidio verso la superpotenza nutrito da settori (seppur minoritari) della sinistra. Posizioni spesso acritiche che hanno fatto scendere in piazza frotte di persone pronte a condannare l’intervento in Iraq, dimenticando tutti gli altri conflitti; a stigmatizzare la violazione inaccettabile dei diritti umani ad Abu Graib, liquidando le cause dei prigionieri politici di un paese come Cuba (tanto per fare un esempio); a considerare Bush la somma di tutti i mali, ignorando la debolezza colpevole e interessata dell’Unione Europea sullo scacchiere internazionale.

    (Non dimentichiamo un altro particolare: la guerra nella ex Jugoslavia quando al Governo c'era DALEMA dopo aver buttato fuori Prodi con il primo successo dell'Ulivo.......in quella sistuazione la sx era molto "amica" degli USA tanto da non scendere nelle piazze per fermare quella guerra, al contrario si prodigò, quella sx, per quell'intervento americano sulle sponde dell'Adriatico.... ....)

    Alcuni esempi per ribadire che la politica estera è molto più complessa di come appare e tutto richiede, tranne l’uso di bandierine ideologiche che oltre ad essere inutili, rischiano di diventare pericolose. A tal punto da indurre qualcuno a pensare che chi taglia teste e fa saltare moschee (uccidendo in questo caso fratelli della stessa religione) eserciti legittimamente un diritto alla resistenza contro l’invasore, nella stessa misura dei responsabili dell’attentato di Nassiriya (happening da ripetere 10, 100 e magari mille volte). L’approccio serio e ragionato ai problemi viene messo da parte, insieme alle voci di chi, in fondo (nonostante stragi e precarietà), non tornerebbe ai tempi di Saddam.

    L’ideologia antiamericana prevale e le sfumature si annullano. La guerra è sempre una sconfitta dell'uomo, ma la pace a volte, nell'arena politica, diventa un totem e un pretesto per nuovo odio (ideologico) e nuova violenza (verbale). Passino la vivacità delle dichiarazioni della campagna elettorale e la vis polemica della contrapposizione dei partiti; eppure, è la cultura politica ad essere coinvolta, secondo logiche massimaliste incapaci di valutare pesi e misure. Rimane il fatto che chi si candida a guidare un paese non può farlo con lo stile di un capopopolo. La passione è ammessa, la superficialità no.

    *******************

    Nel 1996 François Mitterrand diceva: "Siamo in guerra con l'America, una guerra permanente, una guerra senza morti. Sono difficili gli americani, sono voraci. Vogliono un potere indiviso su tutto il mondo". Ma attenzione.......Mitterand era risaputamente UN MASSONE.......c'è da chiedersi "perchè tanto odio verso l'America?"?

    Forse l'Europa è meno vorace? Forse è meno vorace l'espansionismo COMUNISTA del nostro ultimo secolo? Forse che la Francia non ha ancora oggi interessi in Turchia, in Arabia e in alcune zone dell'Africa suo COLONIALISMO PASSATO?

    Fino a prova contraria i COLONIZZATORI non erano affatto gli americani....ma inglesi, francesi....comunisti..noi con il fascismo...in definitiva SONO GLI EUROPEI CHE INVADENDO L'AMERICA HANNO ECLISSATO I POPOLI CHE LI VIVEVANO COME GLI INDIANI.......LA STATUA DELLA LIBERTA' E' UN REGALO FRANCESE ALL'AMERICA..all'America delle mille occasioni...

    Certamente che gli americani hanno i loro interessi, ma il boom economico degli anni Cinquanta di casa nostra lo dobbiamo all'America, NON CERTO ALLA RUSSIA....

    Nel 1775 Immanuel Kant scriveva che gli americani erano "pigri, senza passione, incapaci di parlare", "una sub razza non ancora propriamente formata e mezza degenerata", "gente incapace di qualsiasi cultura, in realtà più bassa di quella dei negri". Così anche Hegel. Politicamente i radicali e i romantici giudicavano la rivoluzione americana noiosa, blanda, borghese, inefficace, poco teorica per niente utopista. Meglio le decapitazioni della rivoluzione francese.

    - La seconda fase dell'antiamericanismo (dal 1800 al 1880) era centrata sul "fallimento" della società americana, rovinata dalla democrazia, dall'uguaglianza e da altri pericolosi esperimenti.
    - La terza fase (fino al 1930) non poteva più descrivere il fallimento, visto che la società americana cresceva impetuosamente superando brillantemente la crisi industriale del '900..... Così nacque la tesi, ben apprezzata in ambienti fasci-nazi-comunisti, del modello cattivo, populista, di massa, che minacciava di peggiorare la vita del resto del mondo e per il quale occorreva proteggere l'Europa dall'influenza americana......
    - La quarta fase (dalla II guerra mondiale a quella fredda) denunciava le mire imperialiste degli Stati Uniti (uccisione di Kennedy ancora MAI CHIARITA).

    - Nell'ultima, quella attuale, quei timori si sarebbero realizzati...nella guerra in Iraq, sempre stando naturalmente alle testi comuniste.....

    Le parole più sagge sono dello scrittore Paul Morand: "Detestare l'America è molto di moda tra gli intellettuali".

    "Perché ci odiano?" ci chiedono gli americani.....sarebbe bello poter rispondere che nessuno può, in buona fede, "odiare" un paese intero, ma che seppur ci sono legittime critiche, diversi punti di vista, differenze storiche, queste non giustificano l'esplosione antiamericana che ogni tanto fa scattare in piedi LA SINISTRA DI CASA NOSTRA CON I SUOI NO-GLOBAL....ed anche una sinistra europea alla quale sono legati GRUPPI ESTREMISTI ISLAMICI.....

    Purtroppo leggendo i proclami di Osama bin Laden ("la sua retorica è viva, fiorente di tradizione, a tratti degna della cultura classica islamica" nota il maggiore islamista occidentale, Bernard Lewis), collegandosi con Internet "perché non scrivete che nessun ebreo è morto al World Trade Center: venduti!", ascoltando i distinguo farisaici di tanti "esperti" in tv, viene il dubbio che l'antiamericanismo, il rancore verso tutti gli americani, di ogni colore, razza, credo religioso e politico, status sociale e filosofia personale, sia radicato, capace di generare ancora a lungo frutti amari.

    Prodi vuole fare esperimenti, di fatto non ha un Programma collaudato, ma usa l'Italia e gli Italiani COME CAVIE.........egli vuole non il modello americano, per l'Italia sogna il modello SCANDINAVO.....abbondantemente FALLITO...e si apre alla Cina sperando di trovare lì la "nuova america senza gli americani"... ....non so se Prodi si rende conto che trovandosi davanti i CINESI, con tutto il rispetto che si deve alle persone, essi non sono certo trattabili come lo sono gli americani....come dire "lasciamo un -padrone- per andare sotto un altro....a questo punto teniamoci gli americani che almeno li conosciamo...."

    Se l'Europa vuole diventare veramente una super-potenza, deve restare ancorata agli Stati Uniti senza per questo SUBIRE ORDINI, ma usando una comune POLITICA atta a migliorare la situazione globale nel rispetto della propria identità sociale e culturale, QUESTO DICEVA GIOVANNI PAOLO II .....In America vivono migliaia e migliaia di europei e in Europa vivono migliaia di americani o comunque qui sostano per lavoro, in collaborazione anche con i Laboratori scientifici......avanzare con un antimericanismo non potrà che produrre guai per tutti.....e preferire i no-global all'America è veramente DA STOLTI.....

    Fraternamente Caterina
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  2. #2
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    Credo non si debba condondere l'anti americanismo, al quale sono molto contrraio, con l'opposizione all'attuale amministrazione Bush, che ha causato una guerra e molti morti basandoli su delle menzogne che ora sono state svergognate.

  3. #3
    Estremismo Turoldo-Dossettiano
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    Ti fa cosi' pena il modello scandinavo?

    Bene allora apriamo al liberismo, ma se un soldato in divisa sbaglia mena le tolle e va a spalare carbone, e diciamo che togliamo i privilegi spettanti alla classe paraclericale in pensione a 43 anni?

    Caterina ma per attaccare Diliberto fai diventare il papa polacco un ultraliberale?
    Ah no scusa e' un copia ed incolla da un portale.

    Ma ad elezioni finite ci lasci in pace (preventiva)?

  4. #4
    14/05/48 Schiavi di Sion
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    Il modello di protezione alla scandinava deresponsabilizza...non lo sapevi cenobita?

    Secondo i sapientoni americanofili del forum e' invece molto auspicabile e legittiama la deresponsabilizzazione fatta dal premier attuale che giustifica moralmente l'evasione fiscale ed invita i poveracci di Termini Imerese ad arrangiarsi con un lavoretto sommerso...

    Tutto questo bassa inosservato poiche' il sacripante pelato si appella ai "valori"...

    Questa e' la destra italiota, non che a sinistra ci sia di che scegliere ma tanto e' che abbiamo questo...

  5. #5
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    PEr altro lo stesso papa riferendo si al conflitto in Iraq aveva parlato di "guerra criminale"

  6. #6
    14/05/48 Schiavi di Sion
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    Ma la bandiera ebraica quale sarebbe? Quella con la menorah, i leoni accanto alla tavole della legge?

    O forse si intendeva il drappo israeliano?

    Una chiarezza degna di Diliberto cara Caterina....
    Ma non preoccuparti, "gli innamorati della chiesa hanno deciso di tirare la volata al Berlusca".
    Se poi si innamoreranno anche di Cristo, tanto meglio...

 

 

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