La campagna elettorale a dir poco timida e incolore di AN e UDC, segnerà la fine di questi gruppi politici, ormai completamente avvolti da un lato nelle lotte interne di potere, e dall'altro sovrastati dal protagonismo di Berlusconi, a cui loro stessi, annichiliti, tributano onore e allori, in USA come in Vaticano.
La trasformazione dell'Udc. Dalla sia pur effimera autonomia di Follini, alla definitiva inconsistenza e invisibilità totale di Cesa (ma sapevate che è lui il segretario?): nonostante gli sforzi, non riusciranno a far rimediare al Perferdinando una sia pur minima possibilità di fargli intravvedere il Quirinale.
La totale paralisi di AN. Da una parte Fini assiste alla diaspora dei moderati (Fiori e Fisichella, tra gli atri) e dall'altra è costretto a ridare l'umiliante benvenuto nella CdL ai fascisti della Mussolini (che oltre ad aver fottuto Storace, dovrebbero in teoria essere da Fini considerati, fino a prova contraria, i portatori ideologici del "male assoluto").
Quanta sottovalutazione delle bocche da fuoco della propaganda mediatica del premier, e quanto sopravvalutazione della proprie possibilità.
Sono andati per settimane a blaterare di tre-punte, e balle del genere. Dove sono queste fantomatiche tre punte, se non nelle cronache calcistiche della gazzetta dello sport? Dove e come si distinguono questi due signorini dal potere assoluto del padrone, che dispone di loro come piccole pedine che, quando vuole e come vuole, fa rigare dritto a ogni suo schioccar di dita?
Che cosa ci stanno a fare quei due nella campagna elettorale? Almeno la Lega prova a farsi riconoscere: loro sono completamente passivi e affatto disposti alla capitolazione, sotto il potere finanziario e comunicativo del loro capo Berlusconi, dal quale, con pietosi e inutili tentativi, fingono di differenziarsi.
Che pena: cannibalizzati e contenti ...




Rispondi Citando
