
Originariamente Scritto da
Livio
Conobbi il PMLI nel marzo del 2003, quando frequentavo la terza media. Mi colpì subito per il progetto politico, l'inno e la visione distorta della storia.
Gli mandai un e-mail chiedendogli cosa ne pensassero di Breznev e Gheddafi. Mi risposero, e già questo mi stupì, definendoli, come era prevedibile, imperialisti ecc...
Poi gli chiesi come mai venerassero un criminale come Stalin, e loro mi spedrino due copie del Bolscevico sulla storia dell'Uomo d'acciacio che, praticamente, ometteva spudoratamente la vicenda dei gulag.
Qualche mese più tardi, quando ero direttore dell'Asino, mandai una e-mail al segretario Giovanni Scuderi chiedendogli la disponibilità per un'intervista. Scuderi non potè e la feci via e-mail al membro del comitato centrale Federico Quercia.
Qualche settimana dopo, sapendo che mio padre avrebbe passato un giorno a Firenze per lavoro, mi accodai a lui e consegnai la copia del mensile con l'intervista alla loro sede in via Gioberti.
Ricordo ancora la stanza con le foto dei cinque maestri e la signora, comunque molto garbata, che mi regalò tutti i libri di Scuderi, degli adesivi e l'ultima copia de Il Bolscevico.
Piccolo dettaglio: bastava aprire la prima pagina di quel numero per leggere i peggio sfottò sul PMLI...
