La nuova legge elettorale ha eliminato, per la prima volta nelle storia della repubblica la possibilità di esprimere preferenze (da parte degli elettori) e di riceverne (da parte dei candidati). L’effetto immediato sarà quello di veder sparire i faccioni dei candidati, che nelle ultime elezioni hanno inflazionato i muri e gli spazi riservati alla propaganda elettorale. In particolare, le regionali avevano visto sforzi di propaganda in perfetto <american style>, con una lotta fratricida tra candidati per la stessa lista, a caccia di una preferenza. Ma è storia passata. Oggi decidono i partiti e gli eletti saranno quelli che sono riusciti ad aggiudicarsi i primi posti. Ma che ne sarà dei candidati in <seconda fila>? L’armata dei gregari si mostra delusa, o è pronta a fare campagna elettorale <per il partito>? <Sono pronto a lavorare al massimo per far ottenere al mio partito un ottimo risultato – afferma Alessandro Alfieri, candidato nelle retrovie della Margherita – chi lavora dentro a un partito si pone al servizio dello stesso. E l’obiettivo che tutti quanti abbiamo è quello di vincere le elezioni. Questo richiede un impegno costante. Quando mi hanno chiesto se volevo rimanere in lista, pur in una posizione lontana dalla possibilità di ottenere un seggio, ho risposto che lo facevo volentieri>.
La risposta non cambia se si salta dal centrosinistra alla coalizione rivale. <Deluso? Non direi proprio – commenta Luca Marsico, assessore provinciale a Villa Recalcati per Forza Italia e candidato oltre il 40esimo posto nella lista del Senato – c’è l’entusiasmo di correre in una lista prestigiosa, guidata dal nostro presidente Formigoni e con il senatore Tomassini nei primi posti. Se la mia è una candidatura “di servizio”, non sarà questo a far scemare il mio entusiasmo. Sarà presente sempre al fianco di Antonio Tomassini durante la campagna elettorale>. E nei Ds la favella non cambia affatto <Il fatto di essere l’unico esponente della nostra provincia a correre insieme a Marantelli nella lista per al Camera inorgoglisce – afferma Luca Carignola, avvocato e capogruppo dei Ds a Tradate – quello che si profila il 9 aprile è un appuntamento così importante che non soli i candidati, ma tutti i militanti daranno il massimo>. E in casa Lega, dove i malumori sono tanti, dal Piemonte al Veneto, c’è chi la prende sportivamente. <Me l’aspettavo, ma va bene – sorride Alessandro Vedani, sindaco di Buguggiate – mi fa piacere essere stato indicato. Certo, non vincerò, ma sono consapevole di essere un “portatore d’acqua”. Quindi farò la mia parte per la Lega. Non capisco chi ha il mal di pancia dopo l’uscita delle liste. Noi portiamo avanti un’idea, non dei personalismi. Non capisco come possano reagire in questo modo i parlamentari uscenti di Como e di Sondrio, che per non essere stati ricandidati non faranno campagna elettorale. Insomma, la Lega non è un’agenzia di collocamento. Da parte mia sono ben lieto di avere un onesto lavoro che mi permette di essere autonomo e indipendente e di non aver bisogno della politica come fonte di guadagno>.
Tutti contenti? Pare proprio di sì.
Marco Tavazzi




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