Anche in Toscana è nato il Movimento zero di Massimo Fini, giornalista e
scrittore conosciuto. Il MZ non si presenterà alle prossime elezioni
politiche, ma si sarà presente alle amministrative del 2007.
Movimento Zero
Federazione Toscana
E' nato anche in Toscana il Movimento Zero di Massimo Fini, giornalista e scrittore molto conosciuto.
Il Movimento Zero non parteciperà alle prossime elezioni politiche, ma sarà presente alle amministrative del 2007. Al momento seguirà la tabella di marcia indicata sul sito www.massimofini.it relativa all'anno in corso, che si riassume nei seguenti punti:
1) Identificazione dei coordinatori e dei presidenti dei gruppi locali;
2) sviluppo associati e collaboratori;
3) assemblee di base divise per aree;
4) programmi;
5) congresso nazionale.
Se lei è interessato all'iniziativa può leggere nell'allegato l'articolo di Massimo Fini "Io ho firmato", gli undici punti del MANIFESTO del Movimento Zero e alcuni aspetti della struttura organizzativa che il Movimento si è dato.
Se è interessato ad entrare in contatto col Movimento Zero, Federazione Toscana, può contattare i seguenti indirizzi E-mail:
<paolo.bonacchi@tele2.it>, oppure <libreria.orsini@virgilio.it>
Può anche telefonare ai seguenti numeri telefonici: 0573 358604, oppure cell. 349 6989500,
Certi che vorrà scusarci per il disturbo, salutiamo cordialmente, Nadia e Paolo.
IO HO FIRMATO
di Massimo Fini.
Un modello di sviluppo atroce, sfuggito dal controllo anche di chi pretende di governarlo, ci sta schiacciando tutti, uomini e donne di ogni parte del mondo. Proiettandoci a una velocità sempre crescente, che la maggioranza non riesce più a sostenere, verso un futuro orgiastico che arretra costantemente davanti a noi - perché è lo stesso modello che lo rende irraggiungibile - crea angoscia, depressione, nevrosi, senso di vuoto e inutilità. In occidente questo modello paranoico è riuscito nell'impresa di far star male anche chi sta bene (566 americani su mille fanno uso abituale di psicofarmaci).
Esportato ovunque, per la violenza dei nostri interessi e quella, ancor più feroce, delle nostre buone intenzioni, il modello occidentale ha disgregato popolazioni, distrutto culture, identità, specificità, diversità, territori, tutto cercando di omologare a sé. Il marxismo si è rivelato incapace di contenere e di sconfiggere il capitalismo. Perché non è che una variante inefficiente dell'Industrialismo. Capitalismo e marxismo sono due facce della stessa medaglia. Nati entrambi in occidente, figli della Rivoluzione industriale, sono illuministi, modernisti, progressisti, positivisti, ottimisti, materialisti, economicisti, hanno il mito del lavoro e pensano entrambi che industria e tecnologia produrranno una tale cornucopia di beni da far felice l'intera umanità. Si dividono solo sul modo di produrre e di distribuire tale ricchezza. Questa utopia bifronte ha fallito. L'Industrialismo, in qualsiasi forma, capitalista o marxista, ha prodotto più infelicità di quanta ne abbia eliminata. Per due secoli Capitalismo e Marxismo, apparentemente avversari, in realtà funzionali l'uno all'altro, si sono sostenuti a vicenda come le arcate di un ponte. Ma ora il crollo del marxismo prelude a quello del capitalismo, non fosse altro che per eccesso di slancio.
Su questi temi fondanti però si tace o li si mistifica. Anche le critiche apparentemente più radicali si fermano di fronte alla convinzione indistruttibile che, comunque, quello industriale, moderno, è 'il migliore dei mondi possibile'. Sia il capitalismo sia il marxismo, nelle loro varie declinazioni, non sono in grado di mettere in discussione la Modernità perché nella Modernità sono nati e si sono affermati. Danno per presupposto ciò che deve essere invece dimostrato. Stanchi di subire la violenza dell'attuale modello di sviluppo e il silenzio complice o la sordità di coloro, politici ed intellettuali, che dovrebbero farci da guida e invece ci stanno portando all'autodistruzione, in una società che non è più capace di recepire argomenti ma solo 'coup de thèatre' abbiamo quindi pensato, recuperando una antica tradizione, di ricorrere ad un MANIFESTO in 11 punti che traccia le linee ideali e culturali di un programma che intendiamo portare anche in campo politico, extraparlamentare e parlamentare. Vogliamo passare all'azione .
Levate la testa, gente. Non lasciatevi portare al macello docili come buoi, belanti come pecore, ciechi come struzzi che han ficcato la testa nella sabbia. Infondo non si tratta che di riportare al centro di Noi stessi l'uomo, relegando economia e tecnologia al ruolo marginale che loro compete.
Chi condivide in tutto o in parte lo spirito del Manifesto lo firmi. Chi vuole collaborare anche all'azione politica, nei modi che preferisce e gli sono più congeniali, sarà l'arcibenvenuto. Abbiamo bisogno di forze fresche, vogliose, determinate, di uomini e donne stufi di vivere male nel "migliore dei mondi possibili" e di farsi prendere in giro. Forza ragazzi: si passa all'azione.
MASSIMO FINI
MANIFESTO
del Movimento Zero
1. NO alla globalizzazione né di uomini né di capitali né delle merci né dei diritti
2. NO al capitalismo ed al marxismo, due facce della stessa medaglia, l'industrialismo
3. NO alla mistica del lavoro, di derivazione tanto capitalista che marxista
4. NO alla democrazia rappresentativa
5. NO alle oligarchie politiche ed economiche
6. SI all'autodeterminazione dei popoli
7. SI alle piccole patrie
8. SI al ritorno graduale, limitato e ragionato, a forma di autoproduzione e di autoconsumo
9. SI alla democrazia diretta in ambiti limitati e controllabili
10. SI al diritto dei popoli di filarsi da sé la storia, senza supervisioni umanitarie
11. SI alla disobbedienza civile globale: se dall'alto non si riconosce più l'intangibilità della sovranità degli Stati, allora è diritto di ciascuno di noi di non riconoscersi più in uno Stato.
Struttura ed organizzazione.
Il MZ è organizzato in forma federale su base regionale e l'adesione al Movimento è a livello regionale.
Le strutture regionali hanno propria autonomia e responsabilità statutaria e devono essere riconosciute a livello nazionale.
L'art. 3 dello Statuto del Movimento Zero indica gli obbiettivi per i quali si impegnano gli aderenti.
Il Movimento Zero si sta organizzando in tutta Italia per costituire una alternativa al disfacimento della politica e dello Stato.
Dallo Statuto nazionale del
Movimento zero
Art. 3- Finalità ed obbiettivi del MZ:
3.1 Una lotta senza quartiere, con gli strumenti della cultura, della politica, dell’azione e della provocazione all’attuale modello di sviluppo che subordina l’uomo alle esigenze dell’economia e della tecnologia. Si vuole riportare l’uomo al centro di se stesso attraverso un ritorno, graduale, ragionato e limitato, a forme di autoproduzione ed autoconsumo. E’ quindi un no radicale ad ogni forma di globalizzazione: dei capitali, delle merci, degli uomini ed anche dei diritti.
3.2 Rifiuto della democrazia rappresentativa, considerata una finzione giuridica per legittimare le prepotenze, gli abusi ed i soprusi di minoranze organizzate, di oligarchie politiche ed economiche, a favore della democrazia diretta in ambiti limitati e controllabili.
3.3 Difesa delle “piccole patrie”, dell’autodeterminazione dei popoli sancita da Helsinki nel 1975, del loro diritto di filarsi da se la propria storia senza pelose intromissioni “umanitarie”.
3.4 Promozione della disubbidienza civile globale. Se dall’alto non si riconosce più l’intangibilità della sovranità degli Stati, allora è diritto di ciascuno di non riconoscersi più in uno Stato.
Il Movimento Zero
nasce dal basso, dal popolo, dalla gente, dalle persone che indipendentemente dal loro passato politico, con la loro passione civile, il coraggio, le idee, la partecipazione e l'azione, vogliono incontrarsi e confrontarsi per trovare insieme una nuova logica per cambiare il modo di intendere lo Stato, la politica, la finanza, il lavoro e l'economia.
Chi aderisce è convinto che nella situazione politica attuale sia necessario ed utile per tutti
ricominciare da ZERO.
SU INTERNET PUOI TROVARE IL MOVIMENTO ZERO AL SITO:
www.massimofini.it
Il MZ è organizzato in forma federale su base regionale e l'adesione al Movimento è a livello regionale.
Le strutture regionali hanno propria autonomia e responsabilità statutaria e devono essere riconosciute a livello nazionale.
L'art. 3 dello Statuto del Movimento Zero indica gli obbiettivi per i quali si impegnano gli aderenti.
Il Movimento Zero si sta organizzando in tutta Italia per costituire una alternativa al disfacimento della politica e dello Stato.
Dallo Statuto nazionale del
Movimento zero
Art. 3- Finalità ed obbiettivi del MZ:
3.1 Una lotta senza quartiere, con gli strumenti della cultura, della politica, dell’azione e della provocazione all’attuale modello di sviluppo che subordina l’uomo alle esigenze dell’economia e della tecnologia. Si vuole riportare l’uomo al centro di se stesso attraverso un ritorno, graduale, ragionato e limitato, a forme di autoproduzione ed autoconsumo. E’ quindi un no radicale ad ogni forma di globalizzazione: dei capitali, delle merci, degli uomini ed anche dei diritti.
3.2 Rifiuto della democrazia rappresentativa, considerata una finzione giuridica per legittimare le prepotenze, gli abusi ed i soprusi di minoranze organizzate, di oligarchie politiche ed economiche, a favore della democrazia diretta in ambiti limitati e controllabili.
3.3 Difesa delle “piccole patrie”, dell’autodeterminazione dei popoli sancita da Helsinki nel 1975, del loro diritto di filarsi da se la propria storia senza pelose intromissioni “umanitarie”.
3.4 Promozione della disubbidienza civile globale. Se dall’alto non si riconosce più l’intangibilità della sovranità degli Stati, allora è diritto di ciascuno di non riconoscersi più in uno Stato.
1 - Il Movimento Zero
nasce dal basso, dal popolo, dalla gente, dalle persone che indipendentemente dal loro passato politico, con la loro passione civile, il coraggio, le idee, la partecipazione e l'azione, vogliono incontrarsi e confrontarsi per trovare insieme una nuova logica per cambiare il modo di intendere lo Stato, la politica, la finanza, il lavoro e l'economia.
Chi aderisce è convinto che nella situazione politica attuale sia necessario ed utile per tutti
ricominciare da ZERO.




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