Leggo in Plutarco, DIATRIBA ISIACA E DIALOGHI DELFICI, a cura di Vincenzo Cilento ed SANSONI, Firenze, 1962, pg. 402:
Nell’ultimo decennio del sec. XIII e nel primo del XIV cade l’attività dell’uomo che rese il più grande servizio per la conservazione di Plutarco, non tanto per le biografie, che anche senza di lui ci sarebbero state conservate, quanto per gli scritti filosofici: il monaco Massimo Planude. Questi, nel 1295, messi insieme 69 scritti, li diede a correggere a una scuola di copisti dai suoi esemplari rivisti, e glossò di note marginali il nuovo manoscritto così nato. E’ il codice Ambrosiano 859. Inoltre, egli preparò un nuovo esemplare in cui premise le vite a quell’insieme di opere che, a cominciare da lui, furon poi sempre chiamate Moralia. E’ il Parisinus 1671.
Avendo poi il Planude scoperto altri 9 libri (……..) in un lacunoso manoscritto ora perduto, egli li fece aggiungere in un nuovo Codice, contenente così le vite più 78 Moralia. E’ l’odierno Parisinus 1672, il quale non è già copia Par. 1671.. In tal modo, questo splendido Codice di grande formato, che contiene l’intero lascito di Plutarco, è anche un monumento di gloria per il laborioso monaco che non nascondeva la sua ammirazione e il suo amore per Plutarco, al quale aveva consacrato tanta parte della sua vita…….
Queste furono, anche, le opere benemerite dei Monaci Ortodossi, salvare per i posteri i tesori della letteratura greca, non importa se classica o non Cristiana, essi la ritennero comunque di valore.
Io sono un po’ polemico, ma mi pare che al giorno d’oggi gli Ortodossi ed in particolare i Greci abbiano dimenticato quest’opera basilare dei loro antichi.
A quando la riscossa? Quando laboriosi monaci ricominceranno a curare edizioni di scrittori Greci, sia Cristiani che Pagani?




Rispondi Citando
