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Rif: Dipende...
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eq...
Il concetto di freccia del tempo, non è necessariamente sinonimo di divenire, di fluire, la relazione fra l'alba e il tramonto non è necessariamente sinonimo della relazione fra causa ed effetto (anche se in effetti su questo punto mi si impiccia un po' il cervello).
Sarà un mio problema di comprensione ma non riesco assolutamente a concepire una relazione di causa ed effetto senza stabilire un senso di prima e dopo.
Posso capire che nei sistemi dinamici descritti matematicamente invertendo i segni della variabile temporale inverto la successione degli stati possibili.
Posso sorvolare sul secondo principio della temodinamica considerando solo l'ipotesi probabilistica.
Ma se ragiono in termini di causa(condizioni iniziale) ed effetto(condizioni finali) devo avere una freccia del tempo sia che tale sia reversibile(in cui lo scambio della terminologia dei rispettivi stati è possibile) che irreversibile.
E visto che a tutt'oggi gli esperimenti si fanno in presenza di una freccia del tempo stabilita(illusoria o reale che sia) penso che difficilmente il farne a meno sia operativamente possibile.
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Rif: Dipende...
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Originariamente Scritto da
claddav
E visto che a tutt'oggi gli esperimenti si fanno in presenza di una freccia del tempo stabilita(illusoria o reale che sia) penso che difficilmente il farne a meno sia operativamente possibile.
Nel libro che sto leggendo di Paul Davies, l'autore fa l'esempio di una pellicola con impressa la sequenza di un uovo che si rompe, se noi tagliamo i vari fotogrammi e li ammucchiamo in un cantuccio a livello logico la freccia del tempo, il rapporto di causalità si mantiene, ma semplicemente come proprietà strutturale dell'insieme (oppure come nostra coscienza magari illusoria di come si rompe un uovo aggiungerei), ma non riguarda in nessun modo il film cioè la necessità che la pellicola sia attaccata e proiettata.
Inolte anche se su questo punto le mie conoscienze sono limitate non direi proprio che la sperimentazione propende per l'ipotesi della pellicola attaccata, anzi ti faccio nuovamente notare che secondo me la pellicola "ammucchiata" risolve molti problemi di località.
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Rif: Dipende...
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Originariamente Scritto da
eq...
Nel libro che sto leggendo di Paul Davies, l'autore fa l'esempio di una pellicola con impressa la sequenza di un uovo che si rompe, se noi tagliamo i vari fotogrammi e li ammucchiamo in un cantuccio a livello logico la freccia del tempo, il rapporto di causalità si mantiene, ma semplicemente come proprietà strutturale dell'insieme (oppure come nostra coscienza magari illusoria di come si rompe un uovo aggiungerei), ma non riguarda in nessun modo il film cioè la necessità che la pellicola sia attaccata e proiettata.
Inolte anche se su questo punto le mie conoscienze sono limitate non direi proprio che la sperimentazione propende per l'ipotesi della pellicola attaccata, anzi ti faccio nuovamente notare che secondo me la pellicola "ammucchiata" risolve molti problemi di località.
Come mi hai fatto notare nell'altro 3d , non ho continuato la discussione e me ne dispiaccio.
Chiedo venia e continuo con un po di ritardo.
Le speculazioni di Davies (perchè di questo si trattano) sulla natura del tempo , sul concetto della freccia del tempo e del conseguente concetto di causa ed effetto sono interessanti ma rimangono speculazioni..In questo ed in altri casi si prende una trattazione matematica atemporale equivalente a quella normalmente utilizzata per i calcoli sperimentali e si introducono possibili reificazioni di tali oggetti matematici non direttamente percepibili.
Non mirisulta che ci siano risultati sperimentali che convalidino tali speculazioni atemporali , quindi sarei grato in una tua indicazione.
A parte questo , quello che volevo dire nei post precedenti è che comunque nelle sperimentazioni reali tu sei costretto a considerare una freccia del tempo ed implicitamente una sequenza causale.
Prepari le condizioni sperimentali , fai l'esperimento raccogliendo i dati e li analizzi , e ne trai le conclusioni (forse).
Quindi anche se l'ipotesi della atemporalità della 'realtà' fosse adeguata e 'vera' , dovresti per confermarla individuare un esperimento che si cali nella freccia del tempo che il nostro cervello , con annessi organi sensoriali , percepisce.