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    Predefinito Il processo Bassolino-Impregilo

    26 Settembre 2008
    Il processo Bassolino - Impregilo

    processo_bassolino.jpg

    Il problema dei rifiuti in Campania non è stato risolto, le responsabilità politiche non sono state ancora accertate, c’è stato solo uno scarica barile generale di governi di centrodestra e centrosinistra che si sono alternati per lo sfruttamento di un territorio che è uscito devastato nell’immagine, nell’economia, nella dignità di coloro che ogni giorno cercano di condurre una vita dignitosa. Berlusconi è volato a Napoli per qualche CDM, ha chiamato a se qualche giornalista, qualche televisione nazionale e privata, ha mandato qualche militare, ha utilizzato le forze dell’ordine per tirare qualche manganellata ai manifestanti di Chiaiano, mentre qualche scugnizzo assoldato dalla Camorra ha incendiato cassonetti di rifiuti sparsi per le strade. Poi, finalmente sbloccati i finanziamenti per la costruzione di 3 nuovi inceneritori e 10 discariche, la calma è improvvisamente tornata, i media sono scomparsi, e gli spazzini hanno ripulito il centro di Napoli.

    La realtà è diversa, sui rifiuti. La situazione non è cambiata, me lo scrivono centinaia di cittadini. La monnezza a Napoli e dintorni, anche se non in centro, c’è ancora. E come a Napoli in Campania. Dispongo già di numerose foto e servizi che lo testimoniano. Invito anzi i cittadini della Campania a fotografare le situazioni di degrado e ad inviarmi (all'email suggerimenti_sito@italiadeivalori.it) il materiale fotografico corredato di data e luogo dello scatto, le pubblicherò nel mio blog.

    Nel frattempo il nostro inviato al processo per lo scandalo dei rifiuti in Campania, così come sto facendo per quello Mills e Spartacus, ha girato un servizio dell’udienza del processo Bassolino-Impregilo, udienza che come avrete appreso è stata rinviata. Nel processo che lo coinvolge, l'ancora in carica governatore della Campania Antonio Bassolino, è accusato, insieme ad altre 28 persone, di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture.

    Riporto di seguito il testo del servizio del nostro inviato.

    "C’è anche il governatore della Campania, Antonio Bassolino, fra le 29 persone rinviate a giudizio accusate di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frodi pubbliche in forniture. L’inchiesta riguarda la Fibe, società controllata da Impregilo, che secondo l’accusa si sarebbe intascata i fondi pubblici che dovevano servire a far funzionare l’inceneritore di Acerra che avrebbe dovuto trasformare i rifiuti in energia tramite combustione.

    Ebbene, l’inceneritore in questione non è mai entrato in funzione e i rifiuti sarebbero stati disseminati e nascosti in vaste discariche abusive della Campania.
    Secondo i pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo gli impianti di Acerra dichiarati difettosi avrebbero comportato ulteriori vantaggi economici per la Fibe. Perciò hanno congelato i conti correnti italiani del gruppo Impregilo per un valore di 750 milioni di euro.

    L’udienza di oggi mercoledì 24 settembre 2008, la quarta, si svolge nell’aula bunker del carcere napoletano di Poggioreale presieduta dal gup Alberto Vecchione.
    Ci sono volute 2 ore per fare l’appello dei presenti, decine di avvocati che rappresentano ben 552 comuni campani che si sono dichiarati parte offesa, 152 dei quali costituiti in parte civile.

    Molti degli avvocati assenti all’appello sono arrivati in ritardo, nessuno degli imputati è presente in aula, tantomeno Antonio Bassolino, inizialmente nella doppia veste di accusato in quanto commissario straordinario per l’emergenza rifiuti e di parte lesa in quanto governatore della regione Campania. Ebbene in questo processo ne risponde solo in qualità di accusato, difeso dall’avvocato Massimo Krogh. A rappresentare la regione Campania è stato nominato un commissario d’ufficio.

    L’inchiesta iniziata nel 2005, dopo 3 anni non è ancora giunta a dibattere nemmeno le questioni preliminari, e tanto meno oggi sembra si possa iniziare, visto che sono molte le questioni sollevate, tra cui l’ammissione nella citazione di responsabilità. In pratica alcuni comuni chiedono di citare in giudizio il Ministero dell’Interno, senza capire bene a quale titolo, e il dipartimento della protezione civile. Ma non solo. In aula alcuni difensori, tra cui quelli di Fibe contestano le notifiche inviate dal Tribunale, che sarebbero state recapitate con 19 giorni di anticipo anziché i 20 minimi previsti. Tutte sollevazioni che inducono gli avvocati delle parti chiamate in causa a chiedere il rinvio dell’udienza.

    Il collegio giudicante dopo un’ora e mezza di camera di consiglio, per voce del gup Vecchione, ha ritenuto leggitime le richieste avanzate, e di conseguenza accolto la richiesta di rinvio dell’udienza rimandata al 12 novembre prossimo.
    Ora sentiamo qualche battuta a caldo dall’avvocato difensore di Bassolino Massimo Krogh e dall’avvocato che rappresenta lo Stato, che è Federico Vigoriti.

    Daniele Martinelli: Avvocato. In questo processo c'è stato il ricorso di 552 comuni che hanno chiesto di entrare come parte civile. Come si configura questa mossa?
    Massimo Krogh: Si configura un processo molto poco gestibile, perché il numero delle parti e la carenza delle strutture giudiziarie non consente una gestione del processo praticabile. Questo naturalmente, per me che difendo il governatore Bassolino, è una cosa che dispiace. Vorremo fare il processo al più presto possibile per dimostrare la sua non colpevolezza.
    Daniele Martinelli: A parte la sua posizione di Presidente della Regione, parte lesa e anche...
    Massimo Krogh: Lui come Presidente della Regione purtroppo è imputato, però come tale si ritiene innocente, vuole fare il processo e lo vuole fare presto.
    Daniele Martinelli: Cosa ha detto in questi giorni Bassolino, dato che non si è presentato?
    Massimo Krogh: Su questo non posso fare commenti da parte del mio cliente.

    Daniele Martinelli: Avvocato. Questa riunione di consiglio ha allungato i tempi di questo processo. Che sta succedendo?
    Federico Vigoriti: Succede che non riusciamo ancora a raggiungere neanche la fase delle questioni preliminari. Siamo ancora, dopo quattro udienze e una quinta del 12 novembre, a cui è stato rinviato il processo, nella fase della costituzione delle parti. In pratica, questa fase che dovrebbe occupare soltanto il momento iniziale del dibattimento si sta protraendo purtroppo, per il numero delle parti che vi sono intervenute, per parecchi mesi.
    Daniele Martinelli: Per cui si avvicina una prescrizione reale di questo processo.
    Federico Vigoriti: Si. In applicazione delle norme vigenti, credo che i reati più gravi, se i calcoli sono esatti, si prescriveranno a fine 2011 e inizio 2012. In pratica, di qui al 2012 processualmente parlando è come dire da qui a dopodomani. Sarà veramente un miracolo se riusciremo entro il termine di prescrizione dei reati ad arrivare ad una sentenza di primo grado."


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    Predefinito Riferimento: Il processo Bassolino-Impregilo

    14 Novembre 2008
    Processo Bassolino/2

    proc_bassolino.jpg

    Pubblico il video ed il testo del servizio del nostro inviato all'udienza, di giovedi 13 novembre, del processo Bassolino.

    "Alle mie spalle il carcere di Poggioreale, dietro quel muro c'è l'aula bunker dove si tiene l'udienza del processo sui rifiuti che vede imputate trenta persone, tra cui anche Antonio Bassolino, che è il presidente della regione Campania, il procuratore di Napoli ha vietato ai giornalisti di fare registrazioni audio e video del procedimento, decisione che critichiamo perché la valenza del personaggio chiamato in causa che è pubblico, il processo dovrebbe avere visibilità. Ricordo che Antonio Bassolino è imputato di abuso di ufficio.
    Durante l'udienza, gli avvocati degli oltre 200 comuni campani che si sono costitiuti parte civile, come in un giochino, hanno cercato di mettere sul tavolo nuove citazioni di responsabilità civile e di sollevare presunti vizi di notifica.
    Tra loro anche l'avvocato del comune di Napoli, Giuseppe Dardo, per due delibere approvate il 26 settembre scorso dalla giunta Iervolino che avevano suscitato il sospetto che la sindaca avesse teso una mano al governatore per ottenere l'ennesimo rinvio del dibattimento e traghettare il processo verso la prescrizione. Le delibere riguardavano la costituzione di parte civile nei confronti delle 5 aziende imputate perché quella nei confronti delle persone fisiche era avvenuta il 2 luglio scorso.
    Se i giudici, presieduti da Giovanni Fragola Rabuano, avessero accolto le richieste, si sarebbe ottenuto un altro rinvio del processo.
    I pm titolari dell'inchiesta Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, vedendo come si stavano mettendo le cose, si sono subito opposti rifacendosi al principio della ragionevole durata del processo
    Dopo quasi 3 ore di camera di consiglio i giudici accelerano: nell'ordinanza dicono di ammettere soltanto le parti che si erano costituite entro il 2 luglio scorso, data della prima udienza.
    Dello stesso avviso dei pm anche l'avvocato Federico Vigoriti che rappresenta lo stato.

    Avv. Vigoriti: Io non posso valutare scopi reconditi, l'esistenza di varie strategie, non posso fare dietrologie. Il dato di fatto è che ci sono state queste richieste di costituzione di parte civile, ma in pratica, il Tribunale, con l'ordinanza che ha pronunciato, ha stabilito che possono continuare a stare nel processo solo quelle parti civili, salvo le questioni preliminari che faremo, che si sono costituite nell'udienza del due luglio. Quelle che si sono costituite dopo sono state estromesse tutte quante dal processo. Oggettivamente è un passo avanti perché è stato formulato il calendario per la formulazione delle questioni preliminari. Finalmente abbiamo superato la fase della costituzione delle parti, ora andiamo avanti con le questioni preliminari.

    D.Martinelli: Quindi si può dire che si allontana lo spettro della prescrizione?

    Avv. Vigoriti: Più che si allontana, direi sia meno vicino. Comunque la prescrizione rimane fissata per l'inizio del 2012 e per arrivare a quella data c'è ancora tempo.

    Le prossime udienze sono previste tutte di mercoledì, a partire dal 19 novemre. Il 10 dicembre è previsto l'inizio del dibattimento."


  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Il processo Bassolino-Impregilo

    21 Novembre 2008
    Processo Bassolino/3

    bassolin.jpg

    Pubblico il video ed il testo del servizio del nostro inviato all'udienza del processo Bassolino di mercoledì 19 novembre.

    "Carcere di Poggioreale di Napoli. Si è appena conclusa l'udienza del processo che vede imputato anche Antonio Bassolino, governatore della regione Campania, intanto alcuni aspetti un po' inquietanti o forse da sottolineare: questa videocamera che mi sta riprendendo è l'unica che ha tentato di varcare questa soglia stamattina. Non c'erano altri giornalisti armati di videocamera o di registratori. O meglio, ero io e un tecnico di Radio Radicale che ha cercato a sua volta di registrare ciò che si diceva in aula per mandare in onda, e invece c'è un preciso provvedimento del procuratore generale di Napoli, che vieta alla stampa l'ingresso in questo processo. Noi giornalisti siamo entrati come pubblico. Ci hanno disarmato di tutto, persino dei telefonini, anche i computer, e ovviamente la videocamera. Siamo entrati senza nulla e invece dentro l'aula bunker, gli avvocati, i pm e tutte le ottanta persone che c'erano oltre a noi avevano si a i computer che i telefonini che squillavano durante il dibattimento, con gente che si alzava dal proprio posto per rispondere. Noi invece non potevamo far niente. Questo il primo aspetto inquietante, per il quale penso come giornalista, di rivalermi in qualche modo. O con un'intervista al procuratore che metterò online, anche per capire le ragioni di questa decisione che mi sembra del tutto illegittima, o con un ricorso al Tar della Campania.

    Fuori campo: Adesso che l'udienza è finita si può entare in aula a fare interviste? No.

    Detto questo veniamo al merito della mattinata. L'udienza di stamane era dedicata alla difesa degli imputati. Gli avvocati difensori hanno cercato di annullare le parti civili di alcuni enti che vi elenco: la Coldiretti Campania, l'ente turistico Ischia e la Casa del consumatore che sono operative in Campania ma con sedi legali fuori regione, quindi non si sa bene a quale titolo chiedano risarcimenti. Ci sono anche altri enti come il Comitato giuridico di difesa ecologica, in cui risulta socio addirittura un magistrato della corte d'appello di Napoli, tal Omero Ambrogi. Poi quando è toccato all'avvocato Botti difendere le posizioni di due imputati che rispondono al nome di Alfonso Sorace e De Biase. Ebbene l'avvocato ha subito sollevato la presunta incompatibilità di Federico Vigoriti, già intervistato nelle scorse settimane per il blog, incompatibile perché a data già fissata per l'udienza di questo processo, l'avvocato Vigoriti che rappresenta lo Stato con la presidenza del consiglio dei ministri e il commissariato,era contemporaneamente difensore dei due imputati. L'avvocato Botti ha chiesto alla Corte giudicante di annullare la posizione di Vigoriti, i giudici si sono ritirati in camera di consiglio per decidere, sembrava si dovessero esprimere in merito alla richiesta dell'avvocato Botti, invece, rientrati in aula, hanno invitato altri avvocati a fare le loro osservazioni e hanno rimandato l'udienza a mercoledì prossimo. Data in cui vi terrò aggiornati e sapremo qualcosa in più, intanto su questa censura dedicata ai giornalisti, e poi, ovviamente, vi dirò cos'avranno deciso i giudici in merito alla posizione dell'avvocato Vigoriti. Vigoriti che abbiamo sentito assieme a Giuseppe Vitiello che rappresenta la regione Campania.

    D. Martinelli: Avvocato Vigoriti, allora, dopo quello che ha detto oggi la difesa sulla sua situazione di avvocato incompatibile? E' vero che lei è stato difensore di 2 imputati mentre sapeva di essere contemporaneamente avvocato dello Stato?
    F. Vigoriti: Lo so di essere avvocato dello Stato da ventisei anni, cioè da quando sono entrato in servizio.

    D.Martinelli: Però anche di due imputati a quanto pare!
    F. Vigoriti: I due imputati, anni fa non ricordo quanti ma sicuramente quando le indagini preliminari erano ancora in corso, chiesero e ottennero il patrocinio dell'Avvocatura dello Stato. L'unico atto in cui furono assistiti è stato l'interrogatorio di garanzia. Non una lunga serie di interrogatori ma un interrogatorio che si è svolto nella stessa giornata della durata di un'ora ciascuno. Un paio di mesi dopo ai due imputati fu revocato il patrocinio dell'Avvocatura dello Stato, quindi da quel momento molto anteriore alla richiesta di rinvio a giudizio, l'Avvocatura dello Stato cessò di essere loro difensore.
    In realtà il problema non sono io che mi sono costituito parte civile, ma è l'Avvocatura perché noi avvocati siamo pienamente fungibili reciprocamente senza nemmeno bisogno di delega.

    D.Martinelli: Però chi la nomina potrebbe anche non sapere che lei nello stesso tempo difende!
    F.Vigoriti: Nessuno mi nomina! Purtroppo la normativa sull'Avvocatura dello Stato non è molto nota agli avvocati del libero Foro, altrimenti l'avvocato Giuseppe Vitiello non avrebbe potuto fare quella richiesta di trasmissione del verbale al Consiglio dell'Ordine degli avvocati per l'esercizio eventuale dell'azione disciplinare, perché questo denota la mancata conoscenza di un dettaglio, e cioè che gli avvocati dello Stato non sono iscritti all'Albo, ma come i magistrati sono iscritti in un ruolo. I magistrati sono iscritti in un ruolo presso il Ministero della Giustizia, gli avvocati e i procuratori dello Stato sono iscritti in un ruolo presso la presidenza del Consiglio dei Ministri. Il nostro organo gerarchicamente subordinato è l'Avvocatura generale dello Stato. E il nostro organo disciplinare è il Consiglio degli avvocati e procuratori dello Stato. Naturalmente io lo farò presente alla prossima udienza, sempre se si terrà in vista di un possibile sciopero degli avvocati, ma non appena prenderò la parola assieme all e altre questioni preciserò anche questo dettaglio, al fine di evitare un inutile trasferimento di carte, magari suggerirò al presidente del Tribunale che riterrà di accogliere la mia richiesta, anziché mandarla al Consiglio dell'Ordine, che la mandi al nostro organo disciplinare, che fa parte dell'Avvocatura generale dello Stato, la stessa che mi ha incaricato di fare questa causa.

    D.Martinelli: Avvocato Vitiello, lei cos'ha da dire in merito alla sollevazione dell'avvocato Botti, riguardo alla presunta incompatibilità dell'avvocato Vigoriti?
    G.Vitiello: Ritengo che l'eccezione sollevata dal collega Botti sia un'eccezione di pregio che meriti attenzione, evidentemente, io, come difensore della regione Campania, cioè dei cittadini, non posso che essere preoccupato dell'esistenza di un eventuale vizio che possa inficiare la validità del procedimento per come si è svolto fino ad oggi. Sono fiducioso che i giudici ben sapranno valutare la posizione dell'avvocato Vigoriti. Certamente è stato estremamente problematico il comportamento del collega dell'avvocatura, e per questo l'avvocato Botti ha giustamente sollecitato l'intervento processuale e anche quello del consiglio dell'Ordine che io rappresento, e che riceverà dal Tribunale gli atti dell'eccezione sollevata, per eventuali violazioni disciplinari. Ciò pur ben consci come consiglio dell'ordine del fatto che l'avvocato dello Stato è dipendente dell'amministrazione statale. Ma nella nuova valutazione legislativa delle libere professioni come quella di avvocato, ritengo che un margine, quantomeno per una valutazione strettamente deontologica, possa ancora essere ritenuta possibile pure per il consiglio dell'Ordine.

    D.Martinelli: Nella peggiore delle ipotesi cosa potrebbe succedere, l'annullamento del processo?
    G.Vitiello: Credo che il problema sia molto più complesso e non facilmente risolvibile in due battute, tantomeno ritengo di dover porre ragionamenti tecnici che tedierebbero gli ascoltatori, ma evidentemente, per quello che riguarda almeno le posizioni dei due assistiti dell'avvocato Botti potrebbe sorgere, se accolta l'eccezione di violazione del diritto di difesa, per il contrasto evidente tra l'avere l'avvocato dello Stato Vigoriti che ha difeso due imputati come difensore, fino al momento del rinvio a giudizio, e poi essere diventato avvocato di parte civile contro di loro, almeno per questi due soggetti, il processo potrebbe retrocedere nella sua fase istruttoria."

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Il processo Bassolino-Impregilo

    27 Novembre 2008
    Processo Bassolino/4

    probasso4.jpg

    Pubblico il video ed il testo del servizio del nostro inviato all'udienza del processo Bassolino di mercoledi 26 novembre.

    "Udienza del processo sullo scandalo dei rifiuti che vede imputato anche Antonio Bassolino, ovviamente anche oggi le riprese sono state vietate ai giornalisti, ma anche le registrazioni audio. Veniamo a sapere che la Corte giudicante non si oppone alla registrazione delle fasi dibattimentali, ma bensì l'ordine parte dalla procura, poiché l'aula bunker trovandosi all'interno dell'area del carcere, rientra sotto il controllo diretto della procura stessa, che perciò ha il potere di vietare l'ingresso ai mezzi di registrazione. Una situazione paradossale che contrappone, anche se involontariamente, da un lato il tribunale che non si oppone alle registrazioni e dall'altro la procura che impedisce agli apparecchi che registrano di varcare la soglia del carcere.
    Una sintesi di questa giornata di udienza da parte dell'avvocato Giuseppe Vitiello che difende la regione Campania.

    Intervista:

    Avv. Vitiello: L'udienza di oggi si è articolata sul completamento delle eccezioni svolte dalla difesa degli imputati, eccezioni che riguardavano il tentativo di estromettere dal processo le parti civili, in particolare la regione Campania e gli altri comuni costituiti. L'avvocatura dello stato, anch'essa aveva chiesto l'estromissione di tutte le parti civili. I giudici, come avevano preannunciato, non hanno annunciato alcunché si riporteranno alla prossima udienza e si sono riservati anche sulla eccezione relativa alla incompatibilità dell'avvocato Vigoriti a ricoprire come avvocatura dello stato la difesa della parte civile, del responsabile civile anche in relazione alla precedente questione di aver assunto la difesa dei due imputati contro cui poi si è costituito come avvocatura. Noi come regione Campania ci siamo opposti alla richiesta di esclusione perché riteniamo che tutti i cittadini abbiano il diritto di essere rappresentati.

    D.Martinelli: Ovviamente se i giudici dicessero di cambiare avvocato dello stato, questo poi si ripercuoterebbe sui tempi processuali?
    Avv.Vitiello: Ritengo che assolutamente i giudici non possono sostituire l'avvocato dello stato, non rientra nelle loro competenze, tanto meno nei loro poteri. Possono con un'ordinanza stabilire se ci sono inconciliabilità delle posizioni ed evidentemente, in tal caso, dovrà essere l'avvocatura dello stato, al corrente di questa incresciosa situazione che si è verificata in uno dei più delicati processi degli ultimi anni soprattutto nei confronti della cittadinanza intera, e spero convintamente che vogliano attuare tutte le procedure necessarie per sanare questa situazione.

    Massimo Krogh, uno degli avvocati di Bassolino ha puntato sulla nullità del decreto di rinvio a giudizio sollevando la genericità dei capi di imputazione formulati dai pm Noviello e Sirleo. «Al mio assistito è contestato i l reato di truffa in concorso con altre 24 persone senza le prove che ci sia stata intesa tra i concorrenti nel reato. L'accusa si basa su un contributo causale senza dire per ciascuno degli imputati come e quando si sarebbe accordato con gli altri. Formulato così genericamente il capo d'imputazione non consente a Bassolino di difendersi.

    Anche la difesa di Impregilo, rappresentata da Alfonso Maria Stile, solleva molte obiezioni sulla costituzione di parte civile di comuni, Province e associazioni che reclamano i danni del disastro rifiuti. In aula ha detto che non è possibile costituirsi parte civile nei confronti di una persona giuridica, quale appunto è Impregilo.
    L'avvocato Montone che difende alcuni comuni ha ripreso le obiezioni avanzate una settimana fa dall'avvocato Botti circa la presunta incompatibilità dell'avvocato Federico Vigoriti, che in questo processo rappresenta il Ministero dell'Ambiente e la presidenza del consigl io dei ministri in qualità di parti lese.
    Montone ha obiettato la nullità della sua posizione poiché avendo difeso gli imputati Sorace, De Biase e Mogàvero in qualità di procuratore dello Stato, non potrebbe oggi patrocinare le parti lese, visto che potrebbe esser venuto a conoscenza di dettagli che riguardano gli imputati, potenzialmente utili alla difesa degli enti che oggi Vigoriti rappresenta.
    Federico Vigoriti, dal canto suo, ha difeso la sua posizione dicendo che il suo è un ruolo che prescinde dal singolo poiché potrebbe essere ricoperto da uno qualunque dei 365 procuratori dello Stato. Non è come la difesa di un cliente per un avvocato del libero foro». Vigoriti ha aggiunto di aver assistito Mogavero e De Biase in un unico interrogatorio, in cui ciascuno dei due attribuiva all'altro condotte che secondo l'accusa si configuravano come falso ideologico. Da qui la decisione dell'avvocatura di rimett ere il mandato».
    Dopo 9 ore di udienza arenatasi sulle eccezioni non ci sono stati passi avanti e le obiezioni di Botti e Montone nei confronti di Vigoriti potrebbero indurre i giudici a pronunciarsi sulla posizione di quest'ultimo già mercoledì prossimo. Se dicessero che Vigoriti è incompatibile il processo per almeno 3 dei 30 imputati potrebbe ripartire da zero."

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    Predefinito Riferimento: Il processo Bassolino-Impregilo

    9 Dicembre 2008
    Processo Bassolino/5

    bassolino5.jpg

    In Campania e a Napoli le istituzioni sono state manovrate da un gruppo che usava fondi pubblici per scopi privati. Istituzioni delle quali abbiamo chiesto, fin dall'inizio, le dimissioni (leggi "Bassolino si dimetta").

    Pubblico il video ed il testo del servizio del nostro inviato all'udienza del processo Bassolino di mercoledì 3 dicembre.

    "Carcere di Poggioreale, Napoli, udienza del processo Bassolino-Impregilo, prima di entrare nel merito dell'udienza di oggi un paio di precisazioni e aggiornamenti. In questa giornata, mercoledì tre dicembre, i giornali aprono con la vicenda Sky e delle reazioni di Berlusconi in merito all'Iva, e soltanto nelle pagine profonde della cronaca, nel misto della pubblicità, finisce la notizia della procura di Catanzaro, letteralmente accerchiata dalla politizia penitenziaria venuta da Salerno, dalla cui procura cittadina è partita un'inchiesta voluta dall'ex pm locale Luigi De Magistris, come saprete ora trasferito a fare il giudice del tribunale del riesame qui a Napoli. Un'inchiesta senza precedenti, un articolo dai toni inediti che, dato il contenuto, meritavano senz'altro la prima pagina, a tal proposito c'è da dire che Repubblica ha pubblicato un titolo civetta in prima pagina, questo per dirvi che clima si respira qui a Napoli alla luce dell'avvenimento di Catanzaro, che ha riguardato l'inquisizione di diversi magistrati. Questa è una parte. La seconda parte riguarda il permesso di poter entrare in aula bunker del carcere con le videocamere. A tal proposito faremo ricorso al Tar della Campania in questi giorni proprio per poter ottenere il permesso di entrare, visto che nemmeno ai registratori è consentito di registrare le fasi dibattimentali di questo processo molto importante.
    Veniamo all'udienza di oggi. In aula c'erano circa ottanta persone, fra cui moltissimi avvocati in rappresentanza dei duecento comuni campani che si sono costituiti parte civile, perciò si chiede un risarcimento danni, c'è anche questo aspetto da sollevare, il processo non punta a ripulire le discariche abusive che sono state create grazie al deposito abusivo dei rifiuti, ma i comuni chiedono soldi per poter essere risarciti del danno ambientale, e della sorte di quei rifiuti purtroppo non si parla. Comunque i l processo va in questa direzione, mira a chiarire le posizioni di trenta persone imputate a vario titolo e cinque società controllate da Impregilo, imputate come soggetti giuridici, peraltro oggetto di polemica. Secondo alcuni difensori degli imputati i soggetti giuridici non potrebbero essere imputati ma secondo i pm sì, veniamo perciò alla requisitoria del pm Sirleo, che ha ovviamente rigettato tutte le sollevazioni delle precedenti udienze, ve le elenco: ha cominciato a contestare la contestazione supplettiva, ossia ci sono stati alcuni difensori che hanno contestato il metodo di rinvio a giudizio di alcuni imputati ma che secondo il pm sono stati rispettati. Poi c'è la questione della lesione del diritto di difesa che anche in questo caso il pm ha rigettato ritenendolo inconsistente per una serie di motivi che non sto ad elencarvi per non dilungarmi, in merito alla posizione di Federico Vigoriti, lo ricorderete, l'avvocato che rappresenta l'avvo catura dello Stato, c'erano stati un paio di avvocati, fra cui Montone che difende tre imputati, fra cui De Biase e Mogavero, per il quale c'è un'ulteriore precisazione da fare, dicevano appunto che Vigoriti era incompatibile in quella veste poiché per un certo periodo in passato avrebbe difeso due imputati, mentre oggi, rappresentando lo Stato, quegli imputati li accusa, ebbene secondo Sirleo la posizione di Vigoriti è regolare poiché va inteso in una veste impersonale qual è appunto l'Avvocatura dello Stato.
    Per quanto riguarda l'incompetenza funzionale del tribuanale di Napoli, dovete sapere che l'avvocato che difende Mogavero, uno degli imputati, ha detto che questo tribunale è incompetente e che perciò il processo va trasferito a Roma perché la residenza di magistrati operativi nella procura napoletana, in aree inquinate alla lente di questo processo, procurerebbe dei conflitti.
    Il problema è che se questo processo fosse trasferito a Roma ripartirebbe da zero, perché ai due pm sarebbe tolta la titolarità dell'inchiesta dalle mani. Ebbene, Sirleo, ha sottolineato che se questa eventualità fosse valida dovrebbe riguardare anche tutti quei processi in corso sugli abusi edilizi, nelle cui immediate vicinanze potrebbero abitare magistrati operativi nella stessa procura in cui quei processi sono in corso.
    Questi sono una serie di tentativi che le varie difese cercano di fare per allungare il più possibile i tempi in modo da avvicinare la prescrizione, oggi ci si aspettava un'ordinanza dei giudici che non c'è stata, ricordo che la corte giudicante è presieduta da Giovanni Fragola Rabuano, l'udienza prevista per mercoledì prossimo è stata annullata e rinviata al 17 dicembre prossimo, a causa della mole di memorie che anche oggi, alcuni avvocati hanno depositato agli atti.
    Il 17 dicembre è attesa una maxi ordinanza nella quale i giudici dovranno esprimersi in merito alla posizione dell'avvocato Federico Vigoriti, si pronuceranno anche sull'eventuale trasferimento a Roma di questo processo, ma soprattutto si pronunceranno sul ruolo delle parti civili. A tal proposito i giudici potranno dire che sono troppi i comuni che pretendono di essere risarciti, in tal caso se escludessero molti comuni potrebbero escludere anche molti avvocati, il che si tradurrebbe in una diminuzione drastica del numero delle persone necessarie alla presenza delle udienze di questo processo, e se il numero dei presenti diminuisse potrebbe significare il trasferimento fisico del processo dall'aula bunker, l'unica in tutta Napoli in grado di contenere un centinaio di persone, a un'aula diversa, fuori dall'area del carcere e in questo caso decadrebbe quel divieto imposto dal procuratore, che per ragioni di sicurezza, dentro l'aula bunker sta vietando ai giornalisti e ai video operatori di riprendere e di registrare le fasi dibattimentali di questo processo.
    Con questo per oggi è tutto. L'appuntamento, qui al carcere di Poggioreale, è rimandato a mercoledì 17 dicembre."

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    Predefinito Riferimento: Il processo Bassolino-Impregilo

    15 Gennaio 2009
    Processo Bassolino/6

    processobass6.jpg

    Pubblico il video ed il testo del servizio del nostro inviato all'udienza del processo Bassolino di mercoledi 14 gennaio.

    "Carcere di Poggioreale a Napoli, oggi è mercoledì 14 gennaio 2009, sono riprese le udienze del processo Bassolino-Impregilo dopo la pausa natalizia, con un nuovo presidente della Corte giudicante, che è la giudice donna Ramaldella che sostituisce Giovanni Rabuano, andato a fare il presidente del Tribunale a Nola (NA). Questo cambio non ha comportato il blocco del processo perché Rabuano è riuscito a concludere con l’anno vecchio, tutte le fasi preliminari. Oggi in aula bunker c’erano tutti gli avvocati che rappresentano ben 553 comuni, un numero altissimo che ha tutto il sapore di portare confusione al processo, per cercare di bloccarlo o quantomeno di impedirne i lavori, tant’è che oggi c’è stato ancora una volta un appello molto lungo, c’è stata l’apertura ufficiale delle fasi dibattimentali e il giudice ha deciso di rimandare il tutto alla prossima udienza del 28 gennaio, giornata nella quale ci sarà l’astensione degli avvocati, e probabilmente quella data sarà ulteriormente da posticipare presumibilmente al primo mercoledì di febbraio. Mentre stiamo realizzando il servizio (si è appena conclusa l’udienza) non abbiamo ancora la data ufficiale, la sapremo fra pochi giorni, ovviamente ve la faremo sapere. Ora due parole con due dei pochi avvocati che rilasciano dichiarazioni dopo questa mattinata.

    Avv.F.Vigoriti: Oggi sono state formulate tutte le richieste di prova, cioè il processo, conclusa la fase delle questioni preliminari, a seguito della dichiarazione dell’apertura del dibattimento comincia ad entrare nel vivo. Ed inizia con la relazione del Pubblico Ministero e le richieste di prova di tutte le parti, sulle quali poi il tribunale dovrà decidere con un’ordinanza. Dato il numero delle parti, e quindi la mole delle richieste e di documenti che verranno depositati, è comprensibile che il tribunale si prenda un lasso di tempo per studiare tutto, per poi decidere quali prove dovranno essere assunte in dibattimento e quali, viceversa, verranno escluse. Queste a cominciare dalle liste teste che sono assai corpose, si pensi che soltanto il pm chiede di sentire una novantina di testimoni, ma se non vado errato, il difensore di Impregilo chiede addirittura di sentire tutti i sindaci dei comuni campani che sono 552. Perciò probabilmente dovranno essere fatti degli sfoltimenti di queste liste altrimenti diventerebbe un processo ingestibile e impossibile da celebrare.

    D.Martinelli: Il 28 gennaio ci sarà lo sciopero degli avvocati perciò?
    Avv.F.Vigoriti: Perciò secondo me il processo il 28 non si farà.

    D.Martinelli: I comuni che si sono costituiti parte civile in Campania sono 553, un numero altissimo.
    Avv.G.Vitiello: Sì, le parti civili sono notevolmente aumentate ma lo erano già fin dall’inizio. Certamente il tribunale ha ritenuto di doverli ammettere facendo un ragionamento di carattere giuridico apprezzabile e indubbiamente il numero e la plètora dei partecipanti graverà sulla trattazione processuale. Ma credo che sarà intelligenza delle parti civili, regioni, comuni, e anche altre parti civili ammesse, cercare di semplificare l’attività processuale riducendo al minimo interventi se non essenzialmente necessari ai fini procedurali."

  7. #7
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    Predefinito Riferimento: Il processo Bassolino-Impregilo

    7 Febbraio 2009
    Processo Bassolino: gli italiani devono sapere

    napoli_030209.jpg

    Pubblico il video ed il testo del servizio del nostro inviato all'udienza del processo Bassolino di mercoledì 4 febbraio.

    "Salve a tutti mi trovo all'esterno del carcere di Poggioreale di Napoli, è mercoledì 4 febbraio 2009, oggi è andata in scena l'udienza del processo Impregilo-Bassolino. Udienza che non ha portato a novità, anzi! Il processo si è arenato ancora per vizi di forma che poi vi spiegherò meglio. Prima di arrivare alla conclusione vorrei riassumere velocemente l'intera vicenda: una mega truffa ai danni delle tasche degli italiani perché, intanto questa inchiesta è nata su segnalazione dell'ex prefetto della città, Corrado Catenacci, che nel 2002 vedendo che le cose non funzionavano fece una denuncia alla procura di Napoli, che cominciò le indagini che hanno portato all'inchiesta. Procura che ha affidato ai pm Noviello e Sirleo il ruolo dell'accusa e perciò si cerca di far luce sulla fine di questi soldi, nostri, che Impregilo ha incassato per raccogliere, differenziare e smaltire i rifiuti dell'intera regione Campania che invece non ha fatto. Questo mancato assolvimento di un servizio pagato con le nostre tasche ha provocato ulteriori danni perché il governo ha dovuto sborsare altri soldi per tamponare ciò che Impregilo non ha fatto. Il processo mira a stabilire le responsabilità penali dei 27 imputati, fra cui il numero uno di Impregilo Cesare Romiti, e diversi responsabili delle 5 società che controllava e che avevano il compito di gestire l'affare rifiuti qui in Campania.

    Bassolino è imputato di abuso d'ufficio perché nel 2001 era già governatore della Campania però era anche Commissario straordinario dell'emergenza rifiuti ed è accusato di aver avallato, assecondato e favorito in questa truffa Impregilo, firmando documenti che autorizzavano questo scempio senza alcun controllo. Invece gli altri capi d'imputazione che riguardano gli altri imputati, Impregilo come soggetto giuridico e i 27 imputati come persone fisiche, sono frode in forniture pubbliche e truffa aggravata.

    Dunque di questi soldi non c'è traccia, di almeno 200 milioni che il governo ha sborsato nei confronti di Impregilo per gestire la raccolta differenziata dei rifiuti. Il mancato assolvimento di questo servizio per il quale non c'è un processo in corso, nel frattempo ha creato un enorme danno alle tasche di noi italiani perché abbiamo speso più di 500 milioni di euro. Questo è il dato in possesso dell'Avvocatura di Stato che è parte civile nel processo in rappresentanza della presidenza del consiglio dei ministri. 500 milioni di euro che dal 2001 al 2007, circa 7 anni, 60-70 milioni l'anno di danno in più! Perché ad esempio, il fatto di pagare le ferrovie per caricare i rifiuti su un treno diretto in Germania con la preghiera che ci smaltissero per poi sentirsi dire che di quelle schifezze la Germania non se ne fa niente perché non sono state differenziate, col risultato che il convoglio ha dovuto fare dietro front, è un doppio danno che si è ripercosso sulle nostre tasche.

    Perciò gli iniziali 200 milioni di euro sommati ai 500 fanno in tutto 700 milioni, tutta questa operazione che non ha portato a niente e probabilmente non restituirà giustizia perché se questo processo andrà in prescrizione non sapremo mai se Impregilo ha rubato questi soldi. Non sapremo mai chi evntualmente questi soldi se li è messi tasca. Non sapremo mai se questi soldi sono finiti anche nelle tasche di coloro che hanno collaborato e contribuito a coprire, eventualmente, questa mega truffa o mancato assolvimento del servizio. Non riavremo giustizia perché i soldi spesi in più li abbiamo messi noi per dover gestire ancora oggi quella che è un'emergenza che riguarda i rifiuti. Non ci sarà nemmeno ripagato il danno ambientale, cioè il danno alla salute nostra e dei nostri figli, perché il non gestire i rifiuti per lasciarli a marcire, mentre quei pochi che sono stati bruciati negli inceneritori non dovevano finire mischiati fra bucce di banana, stoffa e plastica, che creano emissioni inquinanti. Ebbene anche di questo più nessuno ne risponderà. Tant'è che questo processo non mira a capire se l'inquinamento ha prodotto danni, ma mira a stabilire le responsabilità penali per capire l'entità del danno e chi dovrà risarcirlo!

    Però il processo si arena su vizi di forma perché finora le difese non hanno portato nessuna prova che cerca di smontare le tesi dell'accusa, bensì si attaccano ai cavilli: oggi c'è stato un tentativo di rinvio dell'udienza da parte di un sostituto dell'avvocato Cavalli, a difesa dell'imputato Di Pelliccia, direttore generale della Fibe, perché impegnato nelle elezioni della cassa forense, la cassa di previdenza degli avvocati, mentre i suoi sostituti sono impegnati in altri delicati procedimenti.

    I giudici presieduti da Adele Scaramella in mezz'ora di camera di consiglio, hanno deciso di respingere la richiesta di rinvio, ma subito dopo c'è stata una seconda richiesta di rinvio, formulata dall'avvocato Tuccillo, difensore degli imputati Cattaneo e Urciuoli, rispettivamente amministratore delegato e presidente del cda della Fibe, poiché non ha ricevuto i documenti con le accuse formulate dai pm. Giustamente ha detto "se io non so cosa i pm dicono nelle accuse, come faccio io oggi ad avere anche soltanto una teorica difesa per i miei assistiti? Bisogna che rinviate l'udienza". Voi vi chiederete, bene perché questo avvocato non ha ricevuto i documenti con le accuse dei pm? Perché avrebbe dovuto fargliele recapitare in ufficio la cancelleria del tribunale! Perché la cancelleria non li ha recapitati? Vallo a capire! Non si sa. Qui entriamo in un'altra sfera che riguarda - ahime - l'efficienza della macchina della giustizia, che evidentemente riguarda anche l'efficienza di una cancelleria. Verosimilmente, dico io, gravata da un numero ridotto di persone che avranno un carico di lavoro che non riusciranno a smaltire.

    Tant'è che in una seconda camera di consiglio durata un'ora e mezza, i giudici hanno dovuto accogliere questa richiesta di rinvio, rinvio che è stato fissato inizialmente l'11 di febbraio, cioè mercoledì prossimo, e poi rinviato ulteriormente a sabato 14 perché l'11 qualche avvocato non potrà presentarsi, quindi a dimostrazione della volontà dei giudici di voler continuare questo processo, hanno rinviato il tutto il sabato mattina alle 9 e mezzo. Sempre qui, nell'aula bunker del carcere di Poggioreale, che in base alla seconda ordinanza sarà di nuovo chiusa alle videocamere e alle registrazioni. Le immagini che avete visto e che vedete in sovrimpressione si riferiscono proprio alla giornata di oggi, nella quale inspiegabilmente, il procuratore generale Vincenzo Galgano ha ritirato il divieto, forse perché pensava che questo processo poteva spostarsi fisicamente in un'altra aula, fuori dal carcere, cosa che invece non avverrà, per cui siam potuti entrare coi registratori e gli operatori con le videocamere, però è stata un'eccezione. I giudici, durante la lettura della seconda ordinanza, hanno ricordato che il procuratore ha emesso un secondo provvedimento che vieta alle telecamere di riprendere.

    Per altro c'è da sottolineare che durante l'udienza di stamane, alcuni avvocati, accorgendosi della presenza delle videocamere, si sono subito opposti. Volevano che le videocamere si spegnessero. Sentite.

    Questo processo ha una valenza pubblica importante, riguarda i nostri soldi, il destino di centinaia di milioni di euro, intascati da una società privata, di cui non si sa nulla e ha valenza pubblica perché fra gli imputati c'è il governatore della Campania ancora in carica, accusato di aver favorito questa mega truffa, per il quale si profila un seggio alle prossime elezioni europee, almeno questo trapela dalle ultime indiscrezioni.

    Profili politici a parte, tutto ciò serva anche per ribadire che questo processo si continua ad arenare su sciocchezze, motivate ma pur sempre sciocchezze, quindi la possibilità che si arrivi in prescrizione senza nemmeno una sentenza di primo grado, è reale. Per ora è tutto. Ci riaggiorniamo sabato 14 febbraio."

  8. #8
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    Predefinito Riferimento: Il processo Bassolino-Impregilo

    26 Febbraio 2009
    Bassolino: incollato alla poltrona

    bassolino_nodimissioni.jpg

    Pubblico il video ed il testo del servizio del nostro inviato all'udienza del processo Impregilo-Bassolino di mercoledì 25 febbraio.

    Il nostro inviato è riuscito a rivolgere qualche domanda al presidente della regione Campania, Antonio Bassolino, il quale conferma la sua volontà di rimanere saldamente incollato alla poltrona.

    Venerdi 6 marzo saremo a Napoli, in Piazza dei Martiri a partire dalle ore 15:00, perché è dalla Campania che il Paese deve ripartire e tornare in Europa, di cui oggi fa parte soltanto sulla carta, ma da cui questo governo ci allontana nei fatti con scelte diametralmente opposte a quelle dei paesi membri.


    Testo dell'intervento

    "Processo Impregilo-Bassolino, sono all'esterno del carcere di Poggioreale di Napoli, udienza di mercoledì 25 febbraio 2009 si è appena conclusa dopo tre ore di camera di consiglio, i giudici hanno accolto in parte le richieste dei Pubblici Ministeri che riguardano sia i testimoni che i sindaci che rappresentano i loro comuni che si sono costituiti parte civile. In pratica i giudici hanno detto che di questi 552 comuni potranno essere al massimo cinque i sindaci che potranno costituirsi testimoni. Perciò sarà a discrezione dei difensori scegliersi quali. Hanno escluso una serie di documenti e di faldoni inseriti nella documentazione utile al processo, hanno disposto la perizia descrittiva delle intercettazioni telefoniche depositate dai due Pubblici Ministeri, e hanno anche rigettato anche la richiesta della Regione Campania che, dopo già un precedente rigetto, avevano richiesto di nuovo di coinvolgere fra i colpevoli anche la presidenza del Consiglio dei ministri. A questo punto tutto è rimandato a mercoledì 4 marzo, udienza in cui saranno presenti in aula il maresciallo Tagliento e l'ingegner Pomodoro, e anche il perito che dovrà giurare per la trascrizione delle intercettazioni. Giornata nella quale il governatore Antonio Bassolino è stato a Pomigliano d'Arco, a portare la propria testimonianza ai dipendenti della Fiat-Alfa che sono cassintegrati, ho quindi approfittato per fare una puntatina a Pomigliano proprio per chiedere a Bassolino di questa vicenda che lo riguarda in prima persona. Sentite l'intervista.

    D.Martinelli: Presidente, chiedo scusa, una sola domanda, lei è candidato alle elezioni europee col Partito democratico giusto?
    Guardia del corpo di A.Bassolino: No! Cosa sta dicendo? Da quando?

    D.Martinelli: Non è vero?
    Guardia del corpo di A.Bassolino: Parliamo di Pomigliano.

    A.Bassolino: Sto qui per gli operai Fiat. Per le europee non so...
    D.Martinelli: Mi scusi presidente... (lui se ne va), presidente Bassolino chiedo scusa, due sole parole sulla situazione rifiuti in Campania, presidente.
    A.Bassolino: Sì, si sta lavorando... (se ne va)

    D.Martinelli: Mi può rispondere? C'è la sua guardia del corpo che non mi lascia avvicinare.
    A.Bassolino: Ma no! Non ho guardie del corpo! E quindi non deve dire c'è la sua guardia del corpo perché io non ho guardie del corpo.

    D.Martinelli: Mi scusi... volevo solo avere una sua impressione sulla situazione rifiuti in Campania.
    A.Bassolino: Stiamo lavorando intensamente per uscirne, in collaborazione con Bertolaso, e si sta lavorando incrementando la raccolta differenziata, attrezzando discariche tecnicamente fatte bene, e poi cercando di aprire al più presto anche quello che è necessario in materia di termovalorizzatori come quello di Acerra.

    D.Martinelli: Quindi Berlusconi che ha detto che sono scomparsi i rifiuti conferma che non è vero allora?
    A.Bassolino: Sì, si è fatto un passo in avanti per uscire dalla fase più acuta dell'emergenza, ma bisogna contiunare a lavorare molto col contributo di tutti per uscire dalla crisi dei rifiuti anche in modo strutturale e per uscire in modo strutturale senza false alternative, bisogna che ci sia un salto in avanti nella raccolta differenziata, e questo è in corso, e che ci siano anche discariche e termovalorizzatori.

    D.Martinelli: Un'ultima domanda, in merito alla situazione del processo Impregilo? Ci sono persone che hanno chiesto le sue dimissioni, lei che cosa si sente di rispondere?
    A.Bassolino: A quelli che hanno chiesto le mie dimissioni? Mio dovere era...

    D.Martinelli: Nessuno la sta accusando, tuttavia in qualità di imputato...
    A.Bassolino: Sì si va beh, io rispetto pienamente la magistratura, mai detto una parola contro, ho affrontato amministrando diverse volte dei problemi e ne sono sempre uscito. Quando ho fatto il sindaco e ora a testa alta, perché non ho mai fatto nulla di illegale.

    D.Martinelli: quindi non si dimette?
    A.Bassolino: Io sto qui, come vede!

    D.Martinelli: No, per dimostrare ai giudici che magari lei ha ragione, per carità...
    A.Bassolino: Per?

    D.Martinelli: Lei non si dimette per dimostrare ai giudici che lei non ha nessuna colpa in quello che la accusano? di abuso d'ufficio?
    A.Bassolino: No, ma quello non c'entra assolutamente nulla, io sto qui perché sono dalla parte dei lavoratori e poiché non ho fatto nulla di male, questo verrà fuori anche affrontando regolarmente le imputazioni che rivolgono i magistrati.

    D.Martinelli: E conferma che non è candidato alle europee?
    A.Bassolino: Che c'entrano le europee sto qui con...(non si capisce e se ne va)."

  9. #9
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    Predefinito Riferimento: Il processo Bassolino-Impregilo

    5 Marzo 2009
    Processo Bassolino: tentativo di allungare i tempi

    bassolino_napoli.jpg

    Pubblico il video ed il testo del servizio del nostro inviato all'udienza del processo Impregilo-Bassolino di mercoledì 4 marzo.

    "Aula bunker del carcere di Poggioreale di Napoli, mercoledì 4 marzo 2009, il processo Impregilo-Bassolino è entrato finalmente nel vivo del dibattimento.
    In aula hanno cominciano a deporre i primi 2 degli oltre 100 teste previsti per questo processo, nel quale il governatore della Campania è imputato di abuso d'ufficio.
    Il primo ad essere stato interrogato è stato il maresciallo del Noe Mario Taliento, il quale ha confermato che già nel 2002 venivano alterati i codici che consentono di portare agli impianti di compostaggio i rifiuti organici di qualità scadente che invece dovevano finire nelle discariche.
    Il secondo interrogatorio, durato quasi 3 ore, ha riguardato Paolo Polinelli, milanese, ingegnere specializzato in consulenze in campo ambientale, consulente delle banche che hanno finanziato la realizzazione degli impianti campani su richiesta del Commissario straordinario ai rifiuti.
    Polinelli ha detto che gli impianti di S.Maria Capua Vetere e Acerra non rispettavano le normative inserite nel contratto per produrre combustibile. Per questo motivo sia i dirigenti della Fibe che il consorzio di imprese che avevano l'incarico di costruire gli impianti erano stati avvertiti.
    Polinelli, che esaminò la validità del progetto sotto il profilo tecnico ed economico degli impianti, ha aggiunto presso gli impianti non c'era nemmeno un presidio per il controllo del livello di umidità dei rifiuti, determinante per la produzione del cdr in quanto «maggiore è l'umidità minore è il potere calorifico». Circostanza che secondo Polinelli i tecnici sapevano già prima che gli impianti fossero costruiti.
    Vale a dire dal 1999, anno in cui anche le banche furono messe al corrente ma che finanziarono comunque il progetto nel 2003, con il solo impegno da parte della Fibe di modificare, se necessario, «l'impiantis tica per il raggiungimento della qualità richiesta».
    Insomma, prima ancora della costruzione degli inceneritori già si sapeva che ne sarebbe uscito un prodotto non adatto ad essere bruciato.
    La testimonianza dell'ingegner Polinelli, lo ricordo, è servita ai pm Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello per cercare di dimostrare che c'è stata consapevolezza sia da parte degli amministratori che degli imprenditori, che gli impianti di cdr realizzati in Campania non erano in grado di trasformare i rifiuti in energia.
    Al momento del contro esame delle difese, gli avvocati Cavalli e Stile hanno chiesto ai giudici di rinviare l'udienza perché dovevano esaminare meglio i fax e le email oggetto di contestazione da parte dei pm, che sono state messe nelle mani di Polinelli durante la sua testimonianza.
    Documenti che le difese dovrebbero conoscere a memoria ma che hanno trovato d'accordo, creando un precedente insolito.
    Quello di rinviare un'udienza senza il controesame delle difese.

    C.Enselmi: Purtroppo una decisione sconcertante perché contro tutte le regole del codice di procedura perché non rispetta l'immediatezza del contraddittorio. In pratica il tribunale ha valutato di dare tempo alla difesa degli imputati di prepararsi il controesame, avranno tempo una settimana per farlo. Chiaramente, è un ordine processuale ma non è che il codice prevede questo perché l'immediatezza del contraddittorio prevede, come il pm è pronto per impostare la propria accusa, così le difese devono essere pronte a fare questo controesame. Una decisione che creerà un precedente speriamo che non capiterà più però è stata questa la decisione del tribunale oggi.

    D.Martinelli: Per i difensori un modo per allungare i tempi ovviamente?
    C.Enselmi: Non solo per allungare i tempi perché chiaramente per la prossima udienza devono essere sentiti anche altri testimoni, e quindi verranno scalati perché tutta la giornata sarà fatta dal controesame dell'imputato di oggi, però, chiaramente, anche per i difensori si recupera tempo a discapito delle parti civili e della soluzione a breve di questo processo.

    Allora, dopo questa decisione insolita, l'udienza è rimandata a mercoledì 11 marzo, giornata in cui tornerà in aula l'ingegner Polinelli per il controesame degli avvocati della difesa, e nella quale è atteso in qualità di testimone anche l'ex presidente della commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano."

  10. #10
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    Predefinito Riferimento: Il processo Bassolino-Impregilo

    16 Marzo 2009
    Processo Bassolino: scarsa attuazione del piano

    procbassolino10.jpg

    Pubblico il video ed il testo del servizio del nostro inviato all'udienza del processo Impregilo-Bassolino di mercoledì 10 marzo.

    "Mercoledì 10 marzo nell'aula bunker del carcere di Poggioreale di Napoli si è tenuta l'ennesima udienza del processo Bassolino.
    Il controesame dei difensori ha puntato sulla scarsa attuazione del piano di raccolta differenziata.
    In particolare Paolo Siniscalchi, difensore di Fisia Italimpianti, ha detto che siccome gli impianti campani erano uguali a quelli installati a Cagliari, ancora oggi in funzione, il problema era la differenziazione dei rifiuti che non c'è stata, a differenza di quanto imponeva il piano regionale.
    I rifiuti indifferenziati, durante la combustione, producevano un potere calorifico inferiore al necessario, rendendo vani i tentativi di produrre il CDR.
    Il problema, secondo Siniscalchi, era sollevato anche dal personale, che lamentava difficoltà di gestione dei flussi di rifiuti in entrata, superiori a quelli supportati dagli impianti.
    Alle 15 è stata la volta dell'ex senatore Sodano.
    Da un suo esposto cominciarono le indagini sul ciclo dei rifiuti hanno portato al processo Bassolino: lo ha detto in aula l'ex presidente della commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano, durante la sua deposizione.
    «Giulio Facchi, imputato nel processo, mi aveva segnalato molti punti critici nel ciclo dei rifiuti. Uno dei principali era che gli impianti producevano ecoballe senza che l'inceneritore fosse pronto per bruciarle. Perciò venivano stoccate per tempi lunghissimi trasformando i siti in discariche, senza averne le caratteristiche di sicurezza. Punti critici - che secondo Sodano - Facchi segnalava sempre anche a Bassolino».
    Stoccaggi che nel capitolato di gara non erano previsti: «Lo smaltimento delle ecoballe era a carico della Fibe, lo stoccaggio, introdotto da Bassolino, diventava un onere per lo Stato». Fu il commissariato ad accollarsi le spese per allestire i siti e adeguare gli impianti — per esempio quello di Caivano — in seguito alle proteste della popolazione per i miasmi provenienti dalle balle.
    Un altro punto importante della deposizione dell'ex senatore ha riguardato il dimensionamento degli impianti per la produzione di combustibile da rifiuti. Nel '98 l'allora ministro dell'Ambiente, Edo Ronchi, aveva chiesto al presidente della Regione, Antonio Rastrelli, che si bruciasse la metà dei rifiuti che giungevano negli impianti dopo che ne fosse stato tolto a monte, grazie alla raccolta differenziata, il 35 per cento. Negli anni successivi, invece, gli impianti furono dimensionati per bruciare tutti i rifiuti raccolti.
    La deposizione di Sodano si è protratta per oltre tre ore ed è stata caratterizzata da battibecchi tra difesa e accusa, rappresentata dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo. Anche alcuni avvocati della difesa hanno rivolto domande all'ex senatore: tra loro Giuseppe Fusco, che assiste Bassolino, che ha voluto sapere se il governo fosse a conoscenza di quelo che accadeva in Campania.
    Sodano ha risposto che le sue prime interrogazioni risalgono al 2001 e che più di una volta aveva chiesto al ministro Matteoli di risolvere il contratto, poi risolto nel 2005 con decreto.
    Fusco ha anche chiesto se Sodano verificava di persona che Bassolino fosse effettivamente informato da Facchi sulle criticità: il teste ha risposto di no.
    Il controesame è stato rinviato a mercoledì perché, a causa del temporale, nell'aula bunker è mancata la luce. Il tutto è rimandato all'udienza di mercoledì prossimo sempre qui nell'aula bunker del carcere di Poggioreale."

 

 
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