ROMA - Sono molto negativi i dati economici italiani per i primi mesi del 2006 fotografati nel bollettino economico della Banca d'Italia. Per la prima volta dal 1994 il rapporto fra debito e prodotto interno lordo (pil) è salito. Nel 2005 è stato pari al 106,4% contro il 103,8% dell'anno precedente. Inoltre per la prima volta in dieci anni anche l'occupazione è in calo: -0,4% dopo essere rimasta pressoché invariata nel 2004. Il bollettino di Bankitalia rivela però che, paradossalmente, al tempo stesso il numero di persone occupate cresce dello 0,2%. La diversità deriva «soprattutto dagli aumenti dei lavori a orario ridotto e della Cassa integrazione. Per di più un giovane lavoratore su quattro è precario, percentuale che cresce a uno su due di chi ha trovato impiego nel 2005
TREMONTI: «VALE SOLO EUROSTAT» - «Non ho il minimo interesse per la moltiplicazione di dati che vengono fatti da varie fonti: il mio giudice è la Commissione europea e sono i dati Eurostat quelli fondamentali». Lo ha detto il ministro dell' Economia, Giulio Tremonti, intervenendo alla trasmissione «Porta a porta», ma senza riferirsi esplicitamente ai dati forniti da Bankitalia. «I conti dell'Italia - ha detto Tremonti replicando alle critiche di Enrico Boselli e Fausto Bertinotti - sono stati definiti quadrati in Europa e sono contento per il mio paese. Non sono di quelli che hanno detto che i conti pubblici sono allo fascio e, comunque vada, non lo dirò perché non è vero e perché non è politicamente giusto».
16 marzo 2006
ECCOLO ACCONTENTATO
ANSA) - BRUXELLES, 10 MAR - Il tasso di occupazione cala in Italia mentre e' in aumento in Europa: e' quanto emerge dagli ultimi dati pubblicati oggi da Eurostat e relativi al terzo trimestre del 2005. Secondo l'ufficio di statistica dell'Ue, nel terzo trimestre del 2005 in Europa il tasso di occupazione e' cresciuto tra lo 0,5 e lo 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2004. In Italia invece ha conosciuto una flessione stimata tra lo 0,4 e lo 0,7%. In sostanza in Europa il tasso di occupazione e' aumentato nel periodo preso in considerazione dal 63,6% al 64,1%, mentre in Italia e' sceso dal 57,8% al 57,4%, confermando che nella penisola si registra la percentuale di lavoratori piu' bassa dell'Eurozona. In termini assoluti, Eurostat stima che in Italia lavorino 22.187.000 persone. Nel secondo trimestre del 2005 tale numero era di 22.293.000. Quanto alle tipologie di lavoro, nella penisola sono aumentati lievemente gli impieghi a tempo parziale, passati dal 12,3% registrato nel terzo trimestre 2004 al 12,4% di un anno dopo, con una diminuzione dei lavori part-time per gli uomini (da 4,6% a 4,4%) e un incremento di quelli per le donne (da 24,3% a 24,8%). Sono invece diminuiti i contratti a tempo determinato (dal 12,6% al 12,3% del totale) in particolare per le donne (dal 14,8% al 14,2%), rimanendo sostanzialmente invariati per gli uomini (dal 11% al 10,9%).(ANSA) LD
Scusate amici se faccio un mini spamming ma mi sembrava importante restituire la cortesia informativa a Nuvola e ho aperto una discussione sul suo sito con questo post . Ma visto che normalmente mi vengono riindirizzati in discussioni non molto rilevanti, (e il buon nuvola mi informa sempre, molto correttamente,) per lasciare una traccia lo posti anche qui




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