

Ultima modifica di Pompeo; 08-01-10 alle 20:34


No ma forse ti sfugge che nella mentalità del musulmano il murabitun -quello che sta nella fortezza in mezzo all'infedele- è un archetipo essenziale.
Voglio dire: poi è chiaro che il musulmano che vive e consuma e compra e vende o sgobba qui non è che abbia idee diverse da quella di essere un musulmano che vive,consuma,compre,vende e sgobba qui.
Non è che se ha l'acqua alla gola allora si rifugia o si identifica psicologicamente in qualcosa di diverso.
Dio mio è pure normale.


Guarda che il wahbismo è storicamente ,ed anche nella contemporaneità , una minoranza nell'Islam (i madhab che contano sono i Malikiti , Sciafeiti, Hanakiti e gli Hanbaliti , di cui il Wahabismo è solo una corrente di quest'ultimo).
Poi che esistano centomila maniere di vedere l'Islam è altro affare. Se vuoi ,ma si andrebbe fuori tema, posso fornirti le varie Fatwa delle varie scuole che citavo , che indicano/obbligano il Musulmano che vive in paesi Occidentali a ben comportarsi e ben agire.
Ma oggettivamente è fuori tema, e non ce ne frega una mazza.
L'immigrazione la considero negativa per altri motivi.
Tuttavia, e qui volevo arrivare, il vero problema che suscita è in primis culturale , poi economico e via discorrendo.
Ma è fattore slegato rispetto alla inesistente corrente dello "scontro di civiltà" che mette nello stesso calderone, Kebabbari, Hamas, Al Zoggaida e nazislamicomunisti.


Le dichiarazioni dei pretonzoli:
CEI, IMMIGRATI SENZA SOSTEGNO UMANO NE' ECONOMICO
CITTA' DEL VATICANO - L'episodio di Rosarno rappresenta "un segno di sofferenza e di degrado umano" che spinge "da un lato a condannare la violenza e dall'altro a considerare l'estremo disagio e la difficoltà di questa gente che non ha sostegno né umano né economico". Lo ha detto all'ANSA mons. Bruno Schettino, presidente della commissione episcopale per le Migrazioni della Cei. Mons. Schettino ha quindi lanciato un appello "alla calma e alla collaborazione nel tentativo di ricomporre il tutto in una dimensione di maggiore umanità e servizio ai poveri". "Noi - ha aggiunto - stiamo sempre dalla parte dei poveri".
Meno male che ci sono loro a difenderci dai kebab!




Ultima modifica di Pompeo; 08-01-10 alle 20:52


CASAPOUND CALABRIA SULLA RIVOLTA DI ROSARNO
Reggio Calabria, 8 gen. “E’ cronaca delle ultime ore che migliaia di immigrati clandestini hanno dato vita a duri scontri nel centro di Rosarno dopo che alcuni ragazzini hanno sparato con una pistola ad aria compressa verso gli extracomunitari colpendone qualcuno. Gesto vigliacco che va assolutamente condannato, ma che sembra più un pretesto che una causa”. A dichiararlo è Mimmo Gianturco, responsabile regionale di Casapound Italia in Calabria.
“Da anni - dichiara Gianturco - questi immigrati vivono in condizioni disumane, nel degrado più totale sia igienico che sociale. Hanno creato un ghetto in piena regola occupando ex fabbricati e trasformandoli in dormitori. Per sopravvivere fanno lavori qualsiasi, senza diritti e spesso sottopagati. Una situazione che è figlia dell’immigrazione forzata, voluta dai grossi imprenditori e da chi gestisce l’economia mondiale. Con il consenso della mala-politica, si e' creata una nuova schiavitù, e si e' consentito agli sfruttatori di mascherare il loro vero volto di razzisti con assurde e false affermazioni sull’integrazione e sull’accoglienza dei bisognosi. Ecco cosa succede nel momento in cui gli immigrati realizzano che in Italia non hanno sicurezze lavorative come non ne hanno gli italiani stessi”.
“Finte associazioni umanitarie - afferma Gianturco - guadagnano sulla falsa solidarietà e sulla gestione degli immigrati, creando un business ai danni dei contribuenti e dello Stato, che continua a finanziare queste lobby, causando un forte attrito sociale tra cittadini italiani ed immigrati. Il disagio sociale che si vive da anni a Rosarno, è la conseguenza della politica succube di grossi imprenditori e della ‘ndrangheta, che hanno trovato negli immigrati una manodopera a bassissimo costo, ignorando le vere esigenze lavorative dei cittadini rosarnesi, sempre più precari e sempre più ai margini di qualsiasi contesto lavorativo in città, costretti ad emigrare a loro volta verso il nord del Paese".
"E’ il momento di fermare queste tratte di schiavi - continua il responsabile calabrese - e tutelare i diritti lavorativi dei cittadini italiani, creando sviluppo nelle nostre città e non importando uomini da sfruttare. Esprimiamo la nostra solidarietà - conclude Mimmo Gianturco - verso quei cittadini, attaccati senza alcun motivo nelle loro auto e nelle loro case, poiché sono gli unici a pagare le colpe delle amministrazioni fallimentari e della politica mondiale della globalizzazione”.
Ultima modifica di Santa Teppa; 08-01-10 alle 20:53




Ma scusa, è normale: con gli italiani e gli europei sempre più secolarizzati, la Chiesa tenderà a difendere sempre di più i cristiani del Terzo Mondo.
E' una questione di marketing, in fondo: in Occidente il mercato non è più ricettivo come in Africa.
La maggior parte di quelli che sono a Rosarno sono ghanesi, quindi pecorelle...
Passata la buriana facciamo i conti