Ti ringrazio.Originariamente Scritto da Legionnaire
Ti ringrazio.Originariamente Scritto da Legionnaire


L'articolo è interessante, il problema però risiede proprio nella sovrapopolazione del terzo mondo che in qualche modo sta trovando uno sfogo verso l'Europa in crisi di natalità.
Ongni provvedimento coatto quindi, a mio avviso, non risolverebbe nulla. Il problema è serio e ci vogliono risposte serie che però in questo contesto geopolitico e sociale mondiale non vedo.
L'Europa dovrebbe cambiare modello culturale e sociopolitico ed alleanze e guardare verso i paesi poveri in modo che questi possano "svilupparsi" secondo modi e tradizioni proprie.
Dovrebbe favorire politiche di controllo delle nascite nel terzo mondo.
1) gli 'inevitabilismi' sono comodi alibi per giustificare l'esistente
2) la volontà politica può sempre modificare una situazione data. Se non la si pensa così, meglio scegliere il giardinaggio.
3) lo 'sviluppo', in quasiasi modo lo s'intenda, va combattuto. Si veda Latouche il movimento per la decrescita
4) non puoi parlare di 'tradizioni proprie' e poi parlare di favorire politiche di controllo della natalità. Perché favorirle significa intervenire attivamente allo scopo di modificare 'modi e tradizioni proprie'.
5) la soluzione? Se loro vogliono fare una barca di figli s'accomodino pure. Noi però ci riserviamo il diritto di badare ai nostri interessi ributtandoli a mare. Magari, finiranno per capirlo da soli che il boom demografico non li aiuta di certo.


Convinto ti avessero mangiato i vermi....Originariamente Scritto da Paul Atreides
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Bentornato Paul!!!!
Il tuo nome è stato menzionato e mitizzato tantissime volte con nostalgia su questo forum.... non vedo l'ora di leggere l'articolo... a presto.


Bentornato, caro Paul!![]()
bel sito www.alburno.it
un richiamo ai monti locali.mi piace.
il grande franco freda che fa ?


Domanda A.Il punto 9) dice, "ammettere la naturalizzazione solo in caso di matrimonio con un/a connazionale"
Mi spieghi meglio Paul? Si intende "ammettere la naturalizzazione solo nel caso un non italiano sposi un italiano"?
Domanda B. "Favorire l'immigrazione intraeuropea". Su questo punto come su tutti gli altri mi trovo assolutamente d'accordo.
Vorrei chiedere però a Paul (e agli altri partecipanti al topic) se a questo debba essere a loro giudizio aggiunto un discrimen culturale e/o religioso.
Mi riferisco in particolare all'atteggiamento da assumere nei confronti degli immigranti albanesi, che sono , almeno nominalmente (anche se il discorso andrebbe sviluppato) al 75% circa di religione mussulmana.


Bentornato a Paul, che spero scriva più spesso.
Non sono d'accordo con l'articolo. Quanto scrivo sotto è quello che penso sul fenomeno migratorio verso l'Europa e non in generale.
La densità ha secondo me ha un ruolo poco rilevante in questo fenomeno migratorio. È vero che ci sono aree popolate in modo assurdo, come fanno supporre i 50.000 ab./Km² de Il Cairo, ma vi potrei anche chiedere quanti egiziani conoscete/ci sono in Europa, la loro presenza in Italia/Europa fa sorridere se raffrontata al quella di marocchini/rumeni/albanesi/turchi/pachistani.
Vi dirò che secondo me anche le condizioni economiche c'entrano poco. In caso contrario saremmo pieni di nigeriani, che sono fra i più poveri in Africa e che vivono in uno dei paesi africani con la più alta densità. Così non è. Paradossalmente ci sono molti più senegalesi, che vivono in uno stato poco popolato, con soli 52 ab./Km², con un Pil altissimo nell'Africa sub-sahariana, cioè 1.600 $ all'anno pro-capite, e con una crescita del 4,5% ogni anno.
Per concludere, dite quello che volete, ma secondo me gli immigrati qui presenti sostanzialmente ce li andiamo a cercare noi e ce li andiamo a cercare anche tra quelli che potrebbero dare meno problemi.
Il nostro sistema economico si basa su un numero, il Pil, che cresce solo se aumentano i profitti delle imprese. E i profitti delle imprese aumentano solo se diminuiscono i costi (leggasi gli stipendi) e, guarda caso, l'immigrazione contribuisce proprio a questo. Spesso l'immigrazione è richiesta proprio dagli stati: lo dimostrano i vari accordi intra-europei, come lo scambio tra Italia, Belgio e Germania tra mano d'opera e carbone o quelli con gli Usa ad inizio secolo. E non ho motivo di dubitare che i pakistani e gli indiani in UK ed i magrehbini in Francia siano venuti senza avere la certezza di trovare lavoro. E guarda caso pakistani ed indiani erano venuti già a contatto con il modo di essere inglese e i magrehbini con quello francese, tanto che mi pare fossero cittadini francesi anche se nati in Algeria. Quindi, innegabilmente sono i più compatibili culturalmente con i nativi. È spiegabile anche l'immigrazione nei paesi che hanno avuto un passato coloniale ridicolo: la Germania fece degli accordi con la Turchia e con la Jugoslavia, così come li fece con l'Italia. E l'Italia non ha avuto bisogno di accordi solo per via delle migrazioni interne. Non escludo che i paesi scandinavi, per dimostrare la loro magnanimità, abbiano accolto a braccia aperte i somali. Successivamente però questo fenomeno ha dato problemi perchè p divenuto di proporzioni poco controllabili: col formarsi delle comunità straniere è facile che gli stranieri qui presenti invitino i loro connazionali (male che vada si attaccano allo stato sociale) e questo fenomeno ha forse reso la presenza degli stranieri in Europa un vero e proprio problema.
Un saluto anche a voi
PS. x Cristiano
Matrimonio con uno/una italiana
Personalmente non faccio preferenze tra immigrati filippini cattolici, cinesi confuciani e marocchini islamici. Sono contrario a prescindere. Sugli albanesi: la mia avversione per loro risale alla guerra per il Kosovo. La religione non c'entra nulla.
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