Originariamente Scritto da Gappista
Accordo con la CDL non significa che FN sposa integralmente il programma della CDL.
infatti:
La nostra proposta di politica estera si articola sui seguenti punti:
1 - Costituzione di un blocco europeo basato su affinità e comuni valori politici e spirituali e, in particolare sulla difesa delle radici cristiane. Tale blocco dovrà essere politicamente coeso, armato e dovrà comprendere, in ruolo propulsivo, la nuova Russia di Putin. Rifiuto della leadership americana ed in particolare della politica “neoconservative” incline a nuove guerre.
2 - politica di vicinanza cordiale col mondo arabo allo scopo di disinnescare le tensioni esistenti e di promuovere una situazione di giustizia e reciprocità tra tutti i popoli del Medio Oriente,con particolare riferimento alla situazione palestinese .
3 - difesa a oltranza delle comunità cristiane minacciate di estinzione dalla prepotenza fondamentalista islamica in Turchia, Kossovo, Cipro, Egitto,Bosnia e Libano. Blocco totale dell’ immigrazione islamica in Europa.
4 - definitivo no alla Turchia in Europa.
o o USCITA DELL’ITALIA DALLA NATO E DELLA NATO DALL’ITALIA
L’utilizzo di armi contenenti il pericolosissimo “uranio impoverito” durante l’aggressione contro la Serbia da parte dell’esercito americano, la strage della funivia del Cermis causata dalla pirateria dei piloti statunitensi, il continuo emergere di patologie come cancro e leucemia tra i soldati italiani impegnati nella penisola balcanica ci devono obbligatoriamente far ripensare il ruolo della NATO per liberare l’Italia da un giogo che ci vincola ormai da oltre cinquant’anni.
La presenza costante ed arrogante di basi americane nel nostro territorio è un pericolo per tutti i cittadini; lo stato di occupazione militare sottesa all’alleanza atlantica non può perdurare in un Paese che deve essere libero ed indipendente!
Forza Nuova chiede l’immediata espulsione di tutte le strutture ed i mezzi militari stranieri dal suolo patrio, e la rottura repentina di qualsiasi patto o alleanza strategica che mira solamente alla supremazia dell’interesse anglo-americano in Europa.
Non è possibile che i nostri figli siano costretti ad essere schierati in conflitti e guerre non volute e solamente nocive per il nostro Popolo.
La nuova Europa non dovrà essere asservita a logiche imperialiste eredi della guerra fredda; l’Italia dovrà essere promotrice di un esercito unico europeo formato da professionisti e svincolato dalle decisioni della Casa Bianca.
La presenza inoltre nelle basi Nato di ordigni nucleari rappresenta un gravissimo pericolo per l’intera Comunità Nazionale.
o o POTENZIAMENTO DEGLI INTERESSI NAZIONALI NELL’UNIONE EUROPEA
Forza Nuova propone una totale rivisitazione del ruolo assunto dal Parlamento Europeo: quest’organo che dovrebbe assumere le più importanti decisioni di politica comunitaria, non è altro che una compagine frammentata ed inutile di sterili schematismi burocratico-politici.
Tutti i cittadini italiani si sono accorti dell’inadeguatezza e della farraginosità del suo operato. Tra l’altro i giganti dell’unione europea come Germania e Francia veicolano indiscutibilmente i propri interessi a scapito delle richieste degli altri stati membri.
Forza Nuova esige chiarezza e trasparenza nei rapporti di forza tra gli Stati e l’eliminazione dei cartelli di potere rappresentati dai gruppi parlamentari europei portatori d’interessi partitici sovranazionali invece di dar voce alle rispettive volontà nazionali.
o o AVVERSIONE ALL’ALLARGAMENTO DELL’UE
Forza Nuova si oppone fieramente all’entrata nell’UE di paesi quali Turchia ed Israele, non solo geograficamente non europei, ma profondamente differenti per Storia, Tradizione, Cultura e Religione.
La Turchia oltre ad essere un Paese instabile e sottosviluppato inciderebbe in maniera mortale nell’entrata in Europa di milioni di extracomunitari clandestini in cerca di fortuna. Rappresenterebbe inoltre un durissimo attacco alla Cristianità del nostro Continente supportando l’espansione dell’Islam e delle sue degenerazioni.
In linea con l’eminente parere espresso dall’Arcivescovo di Bologna Biffi crediamo che la diffusione in Europa di moschee e minareti possa danneggiare irreversibilmente l’identità del nostro Popolo.
Anche Israele è uno stato instabile e guerrafondaio che, se inserito all’interno dell’Unione, minerebbe drasticamente i rapporti politici e commerciali con i paesi arabi e mediorientali produttori di petrolio, infierendo oltremodo sulle nostre capacità energetiche.
Invochiamo a gran voce l’entrata nell’ UE della Russia non comunista di Putin, gigante euro-asiatico e baluardo difensivo della Cristianità. Con una Russia in Europa si potrebbe certamente allentare il giogo americano creando un equilibrio politico militare finalmente stabile e si potrebbe finalmente dar vita al grande obiettivo strategico di un Europa dal Portogallo agli Urali.
o o NO ALLA MONETA UNICA EUROPEA
Il fallimento economico dell'operazione Euro è sotto gli occhi di tutti: giorno dopo giorno la valuta dell'Unione Europea perde terreno nei confronti del dollaro, con conseguente danno dell'economia dei Paesi
dell'Unione che hanno aderito al sistema valutario unico (ricordiamo che la Gran Bretagna, vera e propria quinta colonna Angloamericana all'interno
della UE, ha preferito non integrarsi).
Tralasciando l'analisi delle scelte strategiche discutibili della Banca Centrale Europea, la riflessione che va fatta è semplicemente una: come può una moneta, espressione massima della sovranità, dell'indipendenza e della potenza economica di una Nazione o, come nel caso dell'Unione Europea, di una federazione di Stati, imporsi e farsi valere sui mercati
quando non è sostenuta da un potere politico reale, deciso, autorevole?
L'Euro è stato il parto di pochi burocrati asserviti agli interessi delle multinazionali e dei poteri forti, non il prodotto fisiologico nato da una vera unione degli interessi popolari e nazionali europei.
La differenza con il dollaro, principale antagonista valutario dell'Euro è lampante: dietro alla moneta statunitense c'è una classe politica che si muove compatta ed in modo deciso per sostenere gli interessi federali, una classe politica che vede come fumo negli occhi la possibilità di un Europa
veramente indipendente e sovrana.
Come possiamo noi europei pretendere di costituire una potenza economica e politica unitaria quando permettiamo al nostro principale avversario e
concorrente di imporre sanzioni, dettare le direttive economiche, mantenere da sessant'anni una forza di occupazione militare sul nostro suolo e addirittura scatenare una guerra entro i confini continentali (vedi Kosovo)?
No all'Euro quindi, a meno che l'Europa Unita diventi veramente un'entitá in grado di far valere le sue ragioni ed i suoi interessi in politica estera cosí come sui mercati internazionali.
La proprietà della valuta europea, così come quella nazionale, dovrà essere comunque restituita al Popolo, limitando lo strapotere delle banche nazionali, che sono tali solo di nome ma non di fatto.
o o NO AL DIRITTO UNICO EUROPEO
Sin dalla fine dell’ultima guerra mondiale è iniziata una campagna di promozione dell’unificazione del diritto degli Stati membri della Comunità Europea.
Ma se si guarda alla sostanza attuale delle Istituzioni Europee, si può osservare che vi sono sempre crescenti aree di rapporti (quali quelli collegati alla concorrenza o alla libera circolazione di persone, delle merci e dei capitali) nelle quali alcuni dei massimi poteri di regolamentazione, di decisione e di giurisdizione, vengono esercitati nei confronti dei cittadini non più a livello dei singoli Stati ma a livello Comunitario, e questo fenomeno porta ad un snaturamento del principio di Sovranità Nazionale.
Si è arrivati quindi ad un’affermazione del Diritto Comunitario come Ordinamento rispetto a quello degli Stati membri, caratterizzato da validità ed effettività nella sfera di ciascuno di essi.
L’Ordinamento Comunitario è infatti direttamente efficace e prevale sull’Ordinamento concorrente di ogni Stato membro, provocando così l’evizione della disciplina apprestata dagli Ordinamenti Nazionali e limitando notevolmente la Sovranità Nazionale di ciascun Paese.
o o DIFESA DEI PRODOTTI ITALIANI
Il ruolo subalterno dell’Italia rispetto ad altri paesi membri dell’Unione traspare anche dall’inadeguatezza e latitanza dei nostri governanti nel difendere e salvaguardare i prodotti nazionali. La vertenza delle quote latte, la distruzione di agrumi ed olio, fino a giungere al ritiro dal commercio delle “bistecche con l’osso” sono solo i primi segnali di una crisi dei settori produttivi agro-alimentari nazionali.
Per migliaia di lavoratori l’entrata in Europa ha rappresentato il motivo di chiusura delle aziende, l’abbattimento dei profitti ed in taluni casi la povertà!
Forza Nuova propone l’immediata stesura di un registro nazionale dei prodotti a rischio da tutelare, e la nascita di una commissione permanente di vigilanza parlamentare che contesti in Europa il sistema delle quote ridando così ossigeno alle bistrattate categorie produttive nostrane.
IL NOSTRO CREDO IN PARLAMENTO
IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI....




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