
Originariamente Scritto da
Luca
Varese, 3 Giugno 2006
All’attenzione del Segretario cittadino Fabio Binelli e ,p.c., del Segretario provinciale Leonardo Tarantino e del Segretario nazionale Giancarlo Giorgetti.
Caro Fabio,
E’ con sommo rammarico che ti scriviamo per comunicarti la nostra decisione di abbandonare la militanza nella Lega Nord, restituendo le tessere. Si tratta di un passo che già da diverse settimane meditavamo di compiere, ma che avviene solo ora perché non era nostra intenzione intralciare la campagna elettorale dell’avvocato Fontana, verso cui nutriamo profonda stima, e di tanti altri validi militanti candidati nelle liste della Lega Nord.
Ora, però, che le elezioni amministrative sono passate e la questione torna ad essere eminentemente politica, noi non possiamo più tacere. Da troppi anni non ci riconosciamo più in questa Lega e nei suoi dirigenti. Le scelte sbagliate non si contano più: dalla fallimentare alleanza con Berlusconi e soci allo sciagurato apparentamento con Lombardo, il tutto all’interno di una linea di partito che ha completamente abbandonato l’indipendentismo e l’autonomismo, trasformando il Movimento in uno squallido partitucolo ITALIANO di destra. Sul nostro giornale e sulle frequenze della nostra radio si leggono e si sentono fino allo sfinimento le parole “Casa delle libertà”, mentre di indipendenza non si parla da anni..
Ancora più grave, forse, la situazione della classe dirigente del Movimento. L’arrivismo e il carrierismo sembrano essere completamente penetrati in Lega, a qualunque livello, persino nel movimento giovanile. L’impressione che troppo spesso si ha, come militanti, è quella di essere degli utili idioti, costretti a portare avanti battaglie opinabili e demagogiche con il solo risultato di portare a casa quella manciata di voti che consente alle truppe di via Bellerio per continuare ad avere una sedia sotto il sedere. Questo non è il nostro modo di intendere la politica.
E quando qualcuno ha provato a far notare tutte queste cose con coraggio e passione, come Max Ferrari, la soluzione è stata quella di espellere Max, come se i problemi si potessero nascondere sotto un tappeto. Permettici inoltre una considerazione su quell’episodio, Fabio: la Lega di Varese avrebbe dovuto schierarsi molto più decisamente in difesa di Max. Non solo perché era un militante della nostra sezione che andava dicendo cose pienamente condivisibili, ma perché permettere quella espulsione ha significato ammettere che da questo Movimento gli indipendentisti sono cacciati, mentre Rosi Mauro, Stefani, Balocchi e Brigandì hanno le loro belle scrivanie in via Bellerio e decidono cosa dobbiamo dire, fare o votare. E questo è inaccettabile.
Fabio, noi siamo sempre stati indipendentisti ed autonomisti, e continueremo ad esserlo per sempre. Speriamo sinceramente che un giorno le nostre strade si incontreranno di nuovo, all’interno di un movimento sano ed onesto che sappia essere la casa comune di tutti gli indipendentisti: quello che purtroppo, oggi, non è la Lega Nord.
Con stima ed affetto
I Militanti
Davide Alemanni
Francesco Tomasella