che cosa è l'OPUS DEI?


che cosa è l'OPUS DEI?


Fondata nel 1928 a Madrid da monsignor Escrivà de Balaguer ed assurta a prelatura personale nel 1982, l'Opus Dei -di cui fan parte numerosi personaggi pubblici di spicco- ha incarnato in sè i principi rivoluzionari del Vaticano II.
E' per questo che ha trovato e trova sostegno e ampi consensi tra i papi e il clero modernista.
da: don Giulio Tam, Documentazione sulla Rivoluzione della Chiesa, n.2
"L'Opus Dei incarna e realizza probabilmente il modello del “cattolico” desiderato dalla Pseudo-Restaurazione. [...]
Durante il Sinodo 1987, si è visto anche la corrente progressista lamentarsi dei diversi “movimenti”, della loro mancanza di obbedienza al pastore locale, rimproverandoli di usare una pastorale parallela, di chiudersi in se stessi, senza prendere parte ai problemi della diocesi (card. Lorscheider, O.R., 9 e 11 ottobre 1987); e i conservatori perorare in loro favore (card. Ratzinger, O.R., 7 ottobre 1987).
La dottrina dell'Opus Dei la troviamo nei suoi stessi libri. Il testo utilizzato è un'opera in spagnolo, pubblicato a Madrid. Si tratta di un'antologia di testi di autori approvati dall'Opus Dei stesso, i cui libri sono editi da Rialp (39).
«La direzione delle opere …apostoliche. Questi lavori, come si sa, rispondono a un fine soprannaturale. Essi sono tuttavia concepiti e diretti con una mentalità laica… e non sono dunque confessionali » (“Mons. Escriva de Balaguer”, Salvator Bernal, ed. Rialp, p. 309).
Le case dell'Opus Dei sono delle residenze interconfessionali dove «vivono degli studenti di tutte le religioni e ideologie» (“Conversaciones con Mons. Escriva de Balaguer”, ed. Rialp, p. 117).
«L'affermazione del pluralismo per i cattolici, nei primi anni dell'Opus Dei, fu una novità incomprensibile per molti, perché essi erano stati formati su un piano totalmente opposto» (“Mons. Escriva…” p. 311).
«L'Opera era così la prima associazione della Chiesa che apriva fraternamente le sue braccia a tutti gli uomini, senza distinzione di credo né di confessione» (“Tiempo de caminar” ed. Rialp, Ana Sastre, p. 610).
«Noi amiamo la necessaria conseguenza della libertà, ossia il pluralismo. Nell'Opus Dei il pluralismo è desiderato, amato e non solamente tollerato, e non crea alcuna difficoltà» (p. 127).
«Queste non sono solamente parole: la nostra Opera è la prima organizzazione che, con l'autorizzazione della Santa Sede, ammette dei non cattolici, cristiani e non. Io ho sempre preso le difese della libertà di coscienza» (“Mons. Escriva” (p. 296).
«Quando nel 1950, il Fondatore ottenne infine dalla Santa Sede il permesso di ammettere nell'Opera dei preti diocesani e di poter nominare dei non cattolici – non cristiani compresi – come cooperatori dell'Opera, la famiglia spirituale dell'Opus Dei fu completa» (p. 244).
«Che la Santa Sede possa ammettere come cooperatori tutte quelle persone (cattolici o no, anche dei non cristiani) che desideravano cooperare materialmente o spiritualmente all'apostolato dell'Opera era qualcosa di inaudito nella pratica pastorale della Chiesa; questo rumore di serrature, di porte che si aprono, inserendo dei benefattori protestanti, scismatici, ebrei, musulmani e pagani… È soltanto dopo lustri e, con l'inizio della corrente ecumenica, che questo passo audace che gli avrebbe potuto causare molte incomprensioni, si attuò in modo del tutto naturale nella storia contemporanea
» (“El Fundador de l'Opus Dei”, Andrés Vasquez de Prado, ed.
Rialp, p. 235).
«…Per mantenerla (l'opera), oltre ai membri dell'Opus Dei, vi sono altre persone che aiutano, certe non sono cattoliche e un gran numero, un grandissimo numero non sono cristiane…» (Dichiarazione verbale di Mons. Escriva de Balaguer, “Tiempo…” p. 615).
«Gli organismi competenti della Santa Sede sono giunti alla convinzione che una tale concessione è per il momento impossibile.
L'Opera non rientra in alcune delle forme associative riconosciute dal diritto della Chiesa. Un alto personaggio della Curia ha detto a Don Alvaro del Portillo: «Voi siete arrivati con un secolo d'anticipo (“Tiempo…” p. 326).
Il Concilio Vaticano II ha promulgato solennemente ciò che Mons. Escriva de Balaguer, con la sua spiritualità, la sua vita e l'Opus Dei, insegnava e praticava già da parecchie decine di anni… (p. 14).
Il Fondatore dell'Opus Dei, dopo numerosi anni di incomprensione, ebbe la soddisfazione di vedere importanti Padri conciliari, quali i cardinali Frings (Colonia), König (Vienna), Lercaro (Bologna) e altri, riconoscerlo come un vero precursore del Vaticano II, soprattutto in ciò che concerne quei punti capitali che segnano per il Concilio la strada da seguire nell'avvenire (p. 303).
Davanti ai dei giornalisti, Mons. Escriva dichiarò che, in occasione di un'udienza, egli aveva detto al Papa Giovanni XXIII: “Nella nostra Opera, tutti gli uomini, cattolici o no, hanno trovato un luogo amabile: non ho imparato l'ecumenismo da Vostra Santità"…» (p. 246). (Ci piacerebbe sapere dove lo ha imparato… n.d.r).
«Per i Papi Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II l'Opus Dei e il suo fondatore erano già, di fatto, storici obiettivi che annunziavano l'inizio di una nuova epoca del cristianesimo» ("Opus Dei”, Peter Bergler, ed. Rialp,
p. 243).
«Si deve essere soddisfatti nel concludere questo Concilio. Sono trent'anni, questo mese, che mi si trattava da eretico, per aver predicato un certo spirito che ora è raccolto in modo solenne dal Concilio nella Costituzione dogmatica “De Ecclesia”. Si vede che noi vi avevamo preceduto, che voi avete pregato molto» (“Tiempo” p. 486).
«Il Fondatore dell'Opus Dei è un “conservatore” (…) di una profondità e di una convinzione tali che ne fanno nello stesso tempo, il più grande rivoluzionario
cattolico di questi ultimi secoli» (“Opus Dei”… p. 243).
«La realtà ecumenica di “Camino” obbliga a chiedersi, come delle pagine il cui testo è così profondamente marcato, abbiano potuto diffondersi tra persone appartenenti ad ambienti culturali, non lontani dall'origine di “Camino” ma, così diversi tra loro» (“Estudios sobre Camino”, Mons. Alvaro del Portillo, ed. Rialp, p. 48).
«Questa dimensione umana di “Camino” spiega la capacità dimostrata da questo libro a entrare in contatto con le aspirazioni di ogni uomo o donna veramente consapevoli della propria dignità, indipendentemente dalle loro convinzioni religiose; si offre così al lettore il desiderio e lo slancio verso una vita più pulita e più nobile» (p. 52).
«Durante il mio lavoro nelle Commissioni del Concilio Vaticano II, ho potuto constatare come si facesse strada nei suoi documenti, talvolta laboriosamente, un concetto di vita cristiana e dei criteri pastorali che sono come l'atmosfera di “Camino”» (p. 55).
«A quell'epoca “Camino” ha preparato milioni di persone a entrare in sintonia e a ricevere in profondità alcuni degli insegnamenti più rivoluzionari che trent'anni più tardi saranno promulgati dalla Chiesa nel Concilio Vaticano II» (p. 58).
Il Papa: «Voi avete certamente un grande ideale perché dall'inizio esso ha anticipato la teologia del laicato che caratterizzerà in seguito la Chiesa del Concilio e del dopo Concilio» (Allocuzione del 19 agosto 1979).
Escriva de Balaguer e la sua opera erano dunque progressisti, ma essendo stati sorpassati a sinistra dal Concilio e dal dopo Concilio, sono ora considerati conservatori.
Conoscendo ciò, la beatificazione di Escriva de Balaguer ci lascia perplessi; egli è in effetti presentato come il modello della nuova cristianità, questo cristiano che tace, nasconde, combatte le conseguenze pubbliche della Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo."


Diciamo così: un nero cavallo di Troia, che staziona ai bordi del Corpo mistico.
Luca


Una sorta di rotary club ecclesiastico.


Ma stai scherzando?!Originariamente Scritto da Martha
L'Opus Dei incarna l'esatto opposto, il clero medevalista.


Ma va là: sono liberi e filogiudei.
Altro che medievalisti.
Opus Dei Opus Judei


Si tratta di una specie di organizzazione segreta che formalmente non lo è: corrisponde a qualcosa di simile all' "estrema destra" vaticana. E' una delle due storiche fazioni che si contendevano il potere in Vaticano (l'altra era la cosiddetta cordata "massonico-curiale"), che grazie anche e soprattutto alla trasformazione in prelatura personale da parte di Wojtyla ha finito col prevalere su quella rivale ed attualmente ha in mano il Vaticano. E' una piovra che ha tentacoli dappertutto perchè possiede o influenza giornali, tv, radio e università, con un potere finanziario enorme. Il quartier generale è a Roma.Originariamente Scritto da aleida88


Per essere davvero "medievali" dovrebbero rifiutare i documenti liberali del Concilio Ecumenico Vaticano II e celebrare la S.Messa secondo il rito di San PioV (non citando il nome di chi siede materialmente sul Trono di Pietro...essendo privo di formale Autorità http://www.politicaonline.net/forum/...ad.php?t=53731).Originariamente Scritto da -ART-
Sull'Opus Dei abbiamo già parlato in passato. Si possono leggere anche le vecchie discussioni.


Ma hai letto quanto ho riportato? E' tutta farina di Balaguer eh... e come vedi è tutta la dottrina del Vaticano II.Originariamente Scritto da -ART-
Cmq, sull'argomento, ho trovato molto interessante l'opuscoletto di don Hervé Gresland, Escrivà de Balaguer e l'Opus Dei


Hai sottomano qualche link?Originariamente Scritto da Sùrsum corda!
Grazie![]()