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  1. #1
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    "Bisogna fare Comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth che vivano nell'Umiltà , nella Semplicità e nella Lode , dove l'altro è CRISTO"
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    Predefinito L'Eucarestia nei primi 3 secoli

    Ecco come San Giustino nella sua prima apologia descrive l'Eucarestia nelle prime comunità cristiane.

    S. Giustino mem.
    Dalla Prima Apologia di Giustino

    L’Eucaristia è carne e sangue di quel Gesù incarnato

    LXV. - 1. Noi allora, dopo aver così lavato chi è divenuto credente e ha aderito, lo conduciamo presso quelli che chiamiamo fratelli, dove essi si trovano radunati, per pregare insieme fervidamente, sia per noi stessi, sia per l'illuminato, sia per tutti gli altri, dovunque si trovino, affinché, appresa la verità, meritiamo di essere nei fatti buoni cittadini e fedeli custodi dei precetti, e di conseguire la salvezza eterna.
    2. Finite le preghiere, ci salutiamo l'un l'altro con un bacio.
    3. Poi al preposto dei fratelli vengono portati un pane e una coppa d'acqua e di vino temperato; egli li prende ed innalza lode e gloria al Padre dell'universo nel nome del Figlio e dello Spirito Santo, e fa un rendimento di grazie per essere stati fatti degni da Lui di questi doni.
    4. Quando egli ha terminato le preghiere ed il rendimento di grazie, tutto il popolo presente acclama: "Amen". La parola "Amen" in lingua ebraica significa "sia".
    5. Dopo che il preposto ha fatto il rendimento di grazie e tutto il popolo ha acclamato, quelli che noi chiamiamo diaconi distribuiscono a ciascuno dei presenti il pane, il vino e l'acqua consacrati e ne portano agli assenti.
    LXVI. - 1. Questo cibo è chiamato da noi Eucaristia, e a nessuno è lecito parteciparne, se non a chi crede che i nostri insegnamenti sono veri, si è purificato con il lavacro per la remissione dei peccati e la rigenerazione, e vive così come Cristo ha insegnato.
    2. Infatti noi li prendiamo non come pane comune e bevanda comune; ma come Gesù Cristo, il nostro Salvatore incarnatosi, per la parola di Dio, prese carne e sangue per la nostra salvezza, così abbiamo appreso che anche quel nutrimento, consacrato con la preghiera che contiene la parola di Lui stesso e di cui si nutrono il nostro sangue e la nostra carne per trasformazione, è carne e sangue di quel Gesù incarnato.
    3. Infatti gli Apostoli, nelle loro memorie chiamate vangeli, tramandarono che fu loro lasciato questo comando da Gesù, il quale prese il pane e rese grazie dicendo: "Fate questo in memoria di me, questo è il mio corpo". E parimenti, preso il calice e rese grazie disse: "Questo è il mio sangue"; e ne distribuì soltanto a loro.


    *********************************************

    Ora io chiedo in senso litugico:


    Cosa è cambiato dopo l'avvento dell'imperatore Costantino?


    Ancora, cosa è cambiato dopo la riforma luterana, e la conseguente controriforma del concilo di Trento?


    Perchè nella controriforma si è esaltato di più (sottolinendolo fortemente) il sacrificio, a dispetto della figura della risurrezione?


    Perche il Vaticano II, la sua ragione di essere?


    Una storia di cambiamenti liturgici lunga 17 secoli, si può risolvere in quattro righe?

  2. #2
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    Predefinito Catechismo della Chiesa Cattolica

    PARTE SECONDA
    LA CELEBRAZIONE DEL MISTERO CRISTIANO

    SEZIONE SECONDA
    «I SETTE SACRAMENTI DELLA CHIESA»

    CAPITOLO PRIMO
    I SACRAMENTI DELL'INIZIAZIONE CRISTIANA


    IV. La celebrazione liturgica dell'Eucaristia
    La Messa lungo i secoli
    1345 Fin dal secondo secolo, abbiamo la testimonianza di san Giustino martire riguardo alle linee fondamentali dello svolgimento della celebrazione eucaristica. Esse sono rimaste invariate fino ai nostri giorni in tutte le grandi famiglie liturgiche. Ecco ciò che egli scrive, verso il 155, per spiegare all'imperatore pagano Antonino Pio (138-161) ciò che fanno i cristiani:
    « Nel giorno chiamato del sole ci si raduna tutti insieme, abitanti delle città o delle campagne.
    Si leggono le memorie degli Apostoli o gli scritti dei profeti, finché il tempo consente.
    Poi quando il lettore ha terminato, il preposto con un discorso ci ammonisce ed esorta ad imitare questi buoni esempi.
    Poi tutti insieme ci alziamo in piedi ed innalziamo preghiere » 173 « sia per noi stessi [...] sia per tutti gli altri, dovunque si trovino, affinché, appresa la verità, meritiamo di essere nei fatti buoni cittadini e fedeli custodi dei precetti, e di conseguire la salvezza eterna.
    Finite le preghiere, ci salutiamo l'un l'altro con un bacio.
    Poi al preposto dei fratelli vengono portati un pane e una coppa d'acqua e di vino temperato.
    Egli li prende ed innalza lode e gloria al Padre dell'universo nel nome del Figlio e dello Spirito Santo, e fa un rendimento di grazie (in greco: ,ÛP"D4FJ\"), per essere stati fatti degni da lui di questi doni.
    Quando egli ha terminato le preghiere ed il rendimento di grazie, tutto il popolo presente acclama: Amen.
    Dopo che il preposto ha fatto il rendimento di grazie e tutto il popolo ha acclamato, quelli che noi chiamiamo diaconi distribuiscono a ciascuno dei presenti il pane, il vino e l'acqua "eucaristizzati" (,LP"D4FJ02X<J@H) e ne portano agli assenti ». 174
    1346 La liturgia dell'Eucaristia si svolge secondo una struttura fondamentale che, attraverso i secoli, si è conservata fino a noi. Essa si articola in due grandi momenti, che formano un'unità originaria:
    — la convocazione, la liturgia della Parola, con le letture, l'omelia e la preghiera universale;
    — la liturgia eucaristica, con la presentazione del pane e del vino, l'azione di grazie consacratoria e la Comunione.
    Liturgia della Parola e liturgia eucaristica costituiscono insieme « un solo atto di culto »; 175 la mensa preparata per noi nell'Eucaristia è infatti ad un tempo quella della Parola di Dio e quella del Corpo del Signore. 176
    1347 Non si è forse svolta in questo modo la Cena pasquale di Gesù risorto con i suoi discepoli? Lungo il cammino spiegò loro le Scritture, poi, messosi a tavola con loro, « prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro » (Lc 24,30). 177
    Lo svolgimento della celebrazione
    1348 Tutti si riuniscono. I cristiani accorrono in uno stesso luogo per l'assemblea eucaristica. Li precede Cristo stesso, che è il protagonista principale dell'Eucaristia. È il Sommo Sacerdote della Nuova Alleanza. È lui stesso che presiede in modo invisibile ogni celebrazione eucaristica. Proprio in quanto lo rappresenta, il Vescovo o il presbitero (agendo in persona Christi Capitis – nella persona di Cristo Capo) presiede l'assemblea, prende la parola dopo le letture, riceve le offerte e proclama la preghiera eucaristica. Tutti hanno la loro parte attiva nella celebrazione, ciascuno a suo modo: i lettori, coloro che presentano le offerte, coloro che distribuiscono la Comunione, e il popolo intero che manifesta la propria partecipazione attraverso l'Amen.
    1349 La liturgia della Parola comprende « gli scritti dei profeti », cioè l'Antico Testamento, e « le memorie degli Apostoli », ossia le loro lettere e i Vangeli; all'omelia, che esorta ad accogliere questa parola come è veramente, quale Parola di Dio 178 e a metterla in pratica, seguono le intercessioni per tutti gli uomini, secondo la parola dell'Apostolo: « Raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere » (1 Tm 2,1-2).
    1350 La presentazione dei doni (l'offertorio): vengono recati poi all'altare, talvolta in processione, il pane e il vino che saranno offerti dal sacerdote in nome di Cristo nel sacrificio eucaristico, nel quale diventeranno il suo Corpo e il suo Sangue. È il gesto stesso di Cristo nell'ultima Cena, « quando prese il pane e il calice ». « Soltanto la Chiesa può offrire al Creatore questa oblazione pura, offrendogli con rendimento di grazie ciò che proviene dalla sua creazione ». 179 La presentazione dei doni all'altare assume il gesto di Melchisedek e pone i doni del Creatore nelle mani di Cristo. È lui che, nel proprio sacrificio, porta alla perfezione tutti i tentativi umani di offrire sacrifici.
    1351 Fin dai primi tempi, i cristiani, insieme con il pane e con il vino per l'Eucaristia, presentano i loro doni perché siano condivisi con coloro che si trovano in necessità. Questa consuetudine della colletta, 180 sempre attuale, trae ispirazione dall'esempio di Cristo che si è fatto povero per arricchire noi: 181
    « I facoltosi e quelli che lo desiderano, danno liberamente ciascuno quello che vuole, e ciò che si raccoglie viene depositato presso il preposto. Questi soccorre gli orfani, le vedove, e chi è indigente per malattia o per qualche altra causa; e i carcerati e gli stranieri che si trovano presso di noi: insomma, si prende cura di chiunque sia nel bisogno ». 182
    1352 L'anafora. Con la preghiera eucaristica, preghiera di rendimento di grazie e di consacrazione, arriviamo al cuore e al culmine della celebrazione:
    Nel prefazio la Chiesa rende grazie al Padre, per mezzo di Cristo, nello Spirito Santo, per tutte le sue opere, per la creazione, la redenzione e la santificazione. In questo modo l'intera comunità si unisce alla lode incessante che la Chiesa celeste, gli angeli e tutti i santi cantano al Dio tre volte Santo.
    1353 Nell'epiclesi essa prega il Padre di mandare il suo Santo Spirito (o la potenza della sua benedizione 183) sul pane e sul vino, affinché diventino, per la sua potenza, il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo e perché coloro che partecipano all'Eucaristia siano un solo corpo e un solo spirito (alcune tradizioni liturgiche situano l'epiclesi dopo l'anamnesi).
    Nel racconto dell'istituzione l'efficacia delle parole e dell'azione di Cristo, e la potenza dello Spirito Santo, rendono sacramentalmente presenti sotto le specie del pane e del vino il suo Corpo e il suo Sangue, il suo sacrificio offerto sulla croce una volta per tutte.
    1354 Nell'anamnesi che segue, la Chiesa fa memoria della passione, della risurrezione e del ritorno glorioso di Gesù Cristo; essa presenta al Padre l'offerta di suo Figlio che ci riconcilia con lui.
    Nelle intercessioni, la Chiesa manifesta che l'Eucaristia viene celebrata in comunione con tutta la Chiesa del cielo e della terra, dei vivi e dei defunti, e nella comunione con i Pastori della Chiesa, il Papa, il Vescovo della diocesi, il suo presbiterio e i suoi diaconi, e tutti i Vescovi del mondo con le loro Chiese.
    1355 Nella Comunione, preceduta dalla preghiera del Signore e dalla frazione del pane, i fedeli ricevono « il pane del cielo » e « il calice della salvezza », il Corpo e il Sangue di Cristo che si è dato « per la vita del mondo » (Gv 6,51).
    Poiché questo pane e questo vino sono stati « eucaristizzati », 184 come tradizionalmente si dice, « questo cibo è chiamato da noi Eucaristia, e a nessuno è lecito parteciparne, se non a chi crede che i nostri insegnamenti sono veri, si è purificato con il lavacro per la remissione dei peccati e la rigenerazione, e vive così come Cristo ha insegnato ». 185

  3. #3
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    5. Dopo che il preposto ha fatto il rendimento di grazie e tutto il popolo ha acclamato, quelli che noi chiamiamo DIACONI distribuiscono a ciascuno dei presenti il pane, il vino e l'acqua consacrati e ne portano agli assenti.


    Dopo che il presbitero aveva consacrato , solo il diacono , e non una suora qualunque o un cristiano qualunque poteva distribuire l'eucarestia.
    Da tener presente come ai tempi di Giustino martire ancora non si delineavano bene quali fossero gli elementi eucaristici ,infatti ai suoi tempi non erano ancora conosciuti tutti i vengeli e non conoscevano ancora tutto il nuovo testamento e le lettere di Paolo .
    meditate, gente ,meditate a quali sciempiaggini siamo giunto noi oggi .

  4. #4
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    L'Anafora attribuita a San Giacomo il fratello del Signore è indubbiamente, assieme a quella di Addai e Mari, la più antica Preghiera Eucaristica intera che ci sia pervenuta. Vorrei pubblicarla su Forum perchè è poco nota. La Chiesa Ortodossa la utilizza ancora due volte l'anno. Piu' frequentemente a Gerusalemme dove san Giacomo adelfotheos fu il primo vescovo.

    S: Pace a tutti.
    P: Ed allo Spirito tuo.
    D: Stiamo composti, stiamo con devozione, stiamo con timore di Dio, stiamo con compunzione, stiamo intenti per offrire la santa anafora in pace a Dio.
    P: Misericordia di pace, sacrificio di lode.
    Il Sacerdote toglie il velo dai Santi Doni e dice segretamente:
    E togliendo i veli che simbolicamente stanno attorno a questo sacro cerimoniale, rivelati Tu chiaramente a noi: riempi la nostra visione intellettuale con la luce assoluta, e, purificata la nostra povertà da ogni macchia della carne e dello spirito, rendila degna di questa tremenda e terribile presenza: poiché Tu sei un Dio Tuttomisericordioso e pieno di grazia, e noi a Te rendiamo la lode e il ringraziamento, al Padre, e al Figlio, e al Santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli.
    A voce alta.
    S: L’amore di Dio e Padre, la grazia del Signore e Figlio, e la comunione e il dono del Santo Spirito siano con tutti voi.
    P: E con lo spirito tuo.
    S: Teniamo alti la mente e cuori.
    P: Sono rivolti al Signore.
    S: Rendiamo grazie al Signore.
    P: E' degno e giusto.
    Il Sacerdote, inchinandosi, prega segretamente
    E' veramente degno e giusto, conveniente e dovuto, lodare Te. inneggiare a Te, benedire Te, adorare Te. rendere grazie a Te. Creatore di tutte le creature visibili e invisibili, tesoro dei beni eterni, fonte di vita e di immortalità. Signore e Dio di tutte le cose; Te cantano i cieli immensi e le loro potenze, il sole,a luna e il coro di tutte le stelle, la terra, il mare e tutto ciò che è in esso, la Gerusalemme celeste, l'assemblea degli eletti, la Chiesa dei primi uomini che sono scritti in cielo, gli spiriti dei giusti e dei profeti, le anime dei martiri e degli apostoli; gli angeli, gli arcangeli, i troni, le dominazioni, i principati, le potestà, le virtù terribili, i cherubini dai numerosi occhi, i serafini dalle sei ali. Tutti acclamano passandosi la voce senza mai tacere in lodi interminabili.
    A voce alta:
    S: L'inno trionfale della tua gloria meravigliosa con voce chiara cantano, esclamano, lodano, gridano e dicono:
    P: Santo, santo, santo... etc.
    Il Sacerdote, fa il segno della croce sui doni e dice segretamente:
    S: Santo sei Tu, Re dei secoli e donatore di ogni santità. Santo anche il Figlio tuo Unigenito il nostro Signore Gesù Cristo, mediante il quale Tu hai creato ogni cosa. Santo è anche il tuo Santo Spirito, che scruta ogni cosa, anche la tua profondità, o Dio. Santo sei Tu, onnipotente, buono, terribile, misericordioso, onnicompassionevole verso le tue creature; Tu che creasti l'uomo dalla terra a tua immagine e somiglianza, e gli desti la gioia del paradiso. E quando egli trasgredì il tuo comandamento e andò in rovina, Tu non lo disprezzasti né lo i abbandonasti, o Buono, ma lo castigasti come un Padre buono; lo richiamasti con la legge, lo istruisti con i profeti; e poi mandasti nel mondo lo stesso Figlio tuo Unigenito, il nostro Signore Gesù Cristo affinché Egli, con la sua venuta, potesse rinnovare e restaurare la tua immagine. Il quale, disceso dai cieli, prese carne dal Santo Spirito e dalla Vergine Deipara Maria, e visse tra gli uomini adempiendo l'economia della salvezza della nostra stirpe. In procinto di sopportare la sua volontaria e vivificante morte sulla Croce.. Egli, senza peccato tra noi peccatori, nella notte in cui fu tradito, o piuttosto in cui si consegnava per la salvezza del mondo
    prende ti pane e continua segretamente:
    Prendendo il pane nelle sue sante e pure e immacolate e immortali mani, innalzando gli occhi in cielo, e offrendolo a Te, suo Dio e Padre, diede grazie, lo benedisse, lo spezzò e lo diede a noi suoi discepoli e apostoli dicendo:
    A voce alta:
    S: Prendete, mangiate: questo è il mio corpo, che per noi sì spezza in remissione dei peccati.
    P: Amen.
    avendo riposto ti santo pane-, e prendendo il calice dice segretamente:
    Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese il calice, e avendo mescolato vino e acque, levati gli occhi al cielo, e presentandolo a Te, suo Dio e Padre, rese grazie, lo benedisse, lo consacrò e lo riempì di Santo Spinto, e lo diede ai suoi discepoli e apostoli dicendo:
    A voce alta:
    S: Bevetene tutti: questo e il mio sangue della nuova alleanza, sparso per voi e per molti in remissione dei peccati.
    P: Amen.
    Il Sacerdote continua segretamente:
    S: Fate questo in memoria di me. Perché ogni volta che mangerete questo pane e berrete questo calice annuncerete la morte del Figlio dell'uomo, confesserete la sua resurrezione fino al suo ritorno.
    D: Crediamo e confessiamo:
    P: La tua morte, o Signore annunciamo, e la tua resurrezione confessiamo.
    Il Sacerdote continua segretamente :
    S: Ricordando dunque noi peccatori le sue vivificanti sofferenze, la sua croce di salvezza, la sua morte e la sua sepoltura, e la resurrezione dai morti al terzo giorno, e la sua ascensione al ciclo, e la sede alla tua destra, nostro Dio e Padre, e la sua seconda gloriosa e terribile venuta, quando Egli verrà nella gloria a giudicare i vivi e i morti, e a rendere a ciascuno secondo le sue opere, anche noi peccatori, offriamo a Te, o Signore, questo tremendo e incruento sacrificio, pregando che Tu non ci traili secondo i nostri peccati né ci ripaghi secondo le nostre iniquità. Ma che Tu, secondo la tua misericordia e il tuo indicibile amore, scavalcando e cancellando il manoscritto contro di noi, che Ti supplichiamo, ci dia i tuoi doni celesti ed eterni (che occhi non hanno visto, orecchie non hanno udito e che non sono entrati nel cuore dell'uomo) che Tu hai preparato, o Dio per coloro che Ti amano; e non rigettare, o Signore filantropo il popolo a causa mia o dei miei peccati.
    Ad alta voce.( tre volte):
    S: Perché il tuo popolo e la tua Chiesa Ti supplicano.
    P: Abbi pietà di noi. Signore Iddio, Padre Onnipotente. (3Volte)
    Il Sacerdote, continua segretamente:
    Abbi pietà di noi, o Dio Onnipotente. Abbi pietà di noi, o Dio nostro Salvatore, Abbi pietà di noi, o Dio secondo la tua grande misericordia, e manda su di noi e su questi Doni offerti il tuo Tuttosanto Spirito. Lo Spirito sovrano e vivificante, che siede sul trono con Te nostro Dio e Padre e col Figlio tuo Unigenito che regna con Te; consustanziale e coeterno; che parlò nella legge e nei profeti, e nel tuo Nuovo Testamento; che discese in forma di colomba su nostro Signore Gesù Cristo nel fiume Giordano e prese dimora in Lui; che discese sui tuoi apostoli in forma di lingue di fuoco nella camera alta della santa e gloriosa. Sion il giorno della Pentecoste: questo tuo Tuttosanto Spirito, manda, o Signore su di noi e su questi doni offerti
    Ad alta voce:
    S: Affinché venendo, con la sua santa, e buona e gloriosa presenza, santifichi questo pane e lo faccia il santo corpo del tuo Cristo.
    D. e P: Amen.
    S: E questo calice il prezioso sangue del tuo Cristo.
    D. e P: Amen.
    Il Sacerdote, continua segretamente:
    Affinché sia per tutti coloro che ne partecipano remissione dei peccati, e per la vita •eterna, per la santificazione delle anime e dei corpi, per il compimento di opere buone, per la stabilità della tua santa Chiesa cattolica, che Tu hai fondato sulla roccia della fede, affinché le porte dell'inferno non prevalgano su di essa: liberandola da ogni eresia e scandalo e da coloro che operano iniquità, conservandola fino alla pienezza dei secoli.
    D: Amen.
    P: Ricordati di noi Signore Dio, Padre onnipotente. (ripetuto più volte. fino all’ecfonesi del Sacerdote)Il Sacerdote, continua segretamente:
    Li presentiamo a Te.. o-Signore, per i Santi Luoghi che hai glorificato con la Teofania del tuo Cristo e con la venuta del tuo Tuttosanto Spirito; in modo particolare per la santa e gloriosa Sion, madre di tutte le chiese; e per tutta la santa Chiesa, cattolica ed apostolica sparsa per il mondo; concedile, o Signore, i doni del tuo Tuttosanto Spirito; ricordati, o Signore, anche dei nostri santi Padri e Vescovi che dispensano rettamente. la parola della tua verità in. tutto il mondo In primo luogo ricordati, o Signore Dio nostro, del venerato e eminentissimo nostro Metropolita N., concedigli una vecchiaia onorata, mantienilo longevo a pascere il tuo popolo in tutta pietà e saggezza, ricordati, o Signore, di questo ordine sacerdotale, del diaconato in Cristo, di ogni altro ministero, di tutto l'ordine della Chiesa e della nostra fratellanza in Cristo e di tutto il popolo cristiano. Ricordati, o Signore, dei Sacerdoti con noi concelebranti che operano in questo santo momento davanti al tuo Altare, attenti al tuo santo e incruento sacrificio, e concedi a loro e a noi di parlare nell'aprire la bocca a gloria e lode del tuo santissimo Nome. Ricordati o Signore per la grandezza della tua misericordia e della tua pietà anche di me misero e peccatore, indegno tuo servo, e guardami nella pietà e nella misericordia, liberami e proteggimi o Signore Sabaoth da coloro che mi inseguono e non entrare in giudizio con il tuo servo, e come abbonda in me il peccato, mi sovrabbondi la tua grazia. Ricordati o Signore anche dei Diaconi, che circondano il tuo Altere, concedi loro una vita irreprensibile, mantieni loro intatta la di diaconia e rendi forti i loro passi. Ricordati o Signore della tua santa città di Dio in cui abitiamo e della capitale e di ogni città e regione e di coloro che in esse abitano nella fede e nella pietà ortodossa e concedi loro pace e sicurezza. Ricordali o Signore dei nostri governanti e di tulle le Autorità civili e militari, prendi arma e scudo e alzali a loro difesa, sottomettendo loro ogni popolo nemico e barbaro, regola i loro voleri affinché trascorriamo una vita serena e tranquilla in ogni pietà e saggezza. Ricordati o Signore dei naviganti, dei riandanti degli emigranti cristiani, di coloro che sono in catene o in prigione, di coloro in schiavitù e in esilio, di coloro ai lavori forzati e nelle torture che sono in amara schiavitù, dei nostri padri e fratelli per un tranquillo ritorno a casa loro. ricordati o signore di coloro che sono in un'impotente vecchiaia, che sono malati, che soffrono e di quelli che sono tormentati da spiriti immondi, per la loro pronta guarigione e salvezza, da Te, o Signore Iddio. Ricordati o Signore di ogni anima cristiana afflitta, e che soffre e ha bisogno del tuo soccorso, o Dio e per il ritorno degli erranti. Ricordati o Signore di coloro che vivono in verginità, in pietà e in ascesi, dei nostri fratelli che vivono sui monti, in spelonche e nelle grotte della terra, combattendo per il tuo santo Nome. Ricordati o Signore del bene di tutti, abbi misericordia di tutti o Signore; riconciliati con tutti noi; rendi pacifico il tuo popolo; elimina gli scandali, annienta i nemici; fai cessare le divisioni nella tua Chiesa; sciogli in fretta la confusione delle divisioni, abbassa l'arroganza dei pagani, rialza la fronte dei cristiani Ortodossi, concedici la tua pace e il tuo amore, o Dio nostro Salvatore, speranza. di tutta la terra. Ricordati o Signore della salubrità dell'aria, delle piogge feconde, delle buone rugiade, dell'abbondanza dei frutti e delle messi, e dell'annuale corona della tua bontà; gli occhi di tutti infatti sono rivolti a Te, e Tu concedi loro il cibo a tempo opportuno; apri la tua mano e ricolma ogni vivente a sazietà. Ricordati o Signore dei nostri genitori, parenti e amici (N.). Ricordati di tutti quanti Ortodossi, o Signore, che abbiamo rammentato e di quelli che non abbiamo rammentato: concedi loro contro il terreno il celeste, contro il caduco l'imperituro, contro il temporale l’eterno, secondo la parola del tuo Cristo, poiché Tu hai il potere di vita e di morte. Ancora degnati di ricordarti, o Signore, dei nostri santi padri, patriarchi, profeti, Apostoli, martiri, confessori, dottori, pii e di ogni spirito giusto che riposa nella tua fede. Ricordati o Signore della voce dell'arcangelo: Gioisci, piena di grazia, il Signore con Te, tu sei benedetta tra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, poiché hai generato il Salvatore delle anime nostre.
    A voce, alta ed incensando:
    S: In specie della Tuttasanta, intemerata, più che benedetta, Sovrana nostra, la Deipara e Sempre vergine Maria.
    P: Ricordati di noi Signore Dio, Padre onnipotente.
    Il Sacerdote, continua segretamente:
    S: Del santo glorioso Profeta, precursore e Battista Giovanni, dei Santi Apostoli, dei santi Profeti, Patriarchi e Giusti, santi Martiri e Confessori Ricordati, Signore Iddio dei nostri santi Padri e arcivescovi e di ogni carne, di quelli di cui abbiamo fatto moria e di quelli che non abbiamo menzionato. Riposali nel luogo dei viventi.. nel tuo Regno, nella gioia del tuo Paradiso, nel seno di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, dei santi Padri nostri da dove si è allontanato ogni dolore, sofferenza e gemito. Dove sovrasta la luce del tuo volto e risplende per sempre. A noi o Signore concedi una fine cristiana della vita, gradevole, senza peccato e pacifica, dietro i passi dei tuoi eletti o Signore qualsiasi cosa Tu vuoi e come la vuoi senza vergogna e senza colpa, per l’Unigenito tuo Figlio, il Signore. Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo. Egli infatti è l'unico senza. peccato apparso sulla terra.
    D: E per la pace e la stabilità di tutto il mondo e delle sante chiese di Dio e per tutti coloro dei .quali ciascuno ha presentato le offerte o che ha in mente e per il popolo presente e di tutti e di tutte.
    A voce alta:
    S: Concedi anche a noi e a loro o Signore buono e filantropo.
    P: Togli, rimetti e perdona, o Dio le nostre colpe, volontarie ed involontarie, quelle che conosciamo e quelle che non conosciamo.
    S: Per la grazia, la misericordia e la filantropia del tuo Cristo, col quale sei benedetto e glorificato insieme al Santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli.
    P: Amen.

  5. #5
    Vincent II
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da niocat55
    Ecco come San Giustino nella sua prima apologia descrive l'Eucarestia nelle prime comunità cristiane.

    S. Giustino mem.
    Dalla Prima Apologia di Giustino

    L’Eucaristia è carne e sangue di quel Gesù incarnato

    LXV. - 1. Noi allora, dopo aver così lavato chi è divenuto credente e ha aderito, lo conduciamo presso quelli che chiamiamo fratelli, dove essi si trovano radunati, per pregare insieme fervidamente, sia per noi stessi, sia per l'illuminato, sia per tutti gli altri, dovunque si trovino, affinché, appresa la verità, meritiamo di essere nei fatti buoni cittadini e fedeli custodi dei precetti, e di conseguire la salvezza eterna.
    2. Finite le preghiere, ci salutiamo l'un l'altro con un bacio.
    3. Poi al preposto dei fratelli vengono portati un pane e una coppa d'acqua e di vino temperato; egli li prende ed innalza lode e gloria al Padre dell'universo nel nome del Figlio e dello Spirito Santo, e fa un rendimento di grazie per essere stati fatti degni da Lui di questi doni.
    4. Quando egli ha terminato le preghiere ed il rendimento di grazie, tutto il popolo presente acclama: "Amen". La parola "Amen" in lingua ebraica significa "sia".
    5. Dopo che il preposto ha fatto il rendimento di grazie e tutto il popolo ha acclamato, quelli che noi chiamiamo diaconi distribuiscono a ciascuno dei presenti il pane, il vino e l'acqua consacrati e ne portano agli assenti.
    LXVI. - 1. Questo cibo è chiamato da noi Eucaristia, e a nessuno è lecito parteciparne, se non a chi crede che i nostri insegnamenti sono veri, si è purificato con il lavacro per la remissione dei peccati e la rigenerazione, e vive così come Cristo ha insegnato.
    2. Infatti noi li prendiamo non come pane comune e bevanda comune; ma come Gesù Cristo, il nostro Salvatore incarnatosi, per la parola di Dio, prese carne e sangue per la nostra salvezza, così abbiamo appreso che anche quel nutrimento, consacrato con la preghiera che contiene la parola di Lui stesso e di cui si nutrono il nostro sangue e la nostra carne per trasformazione, è carne e sangue di quel Gesù incarnato.
    3. Infatti gli Apostoli, nelle loro memorie chiamate vangeli, tramandarono che fu loro lasciato questo comando da Gesù, il quale prese il pane e rese grazie dicendo: "Fate questo in memoria di me, questo è il mio corpo". E parimenti, preso il calice e rese grazie disse: "Questo è il mio sangue"; e ne distribuì soltanto a loro.

    Lo schema liturgico è riproposto in modo praticamente identico nelle celebrazioni neocatecumenali. Chiedo conferma.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Vincent II
    Lo schema liturgico è riproposto in modo praticamente identico nelle celebrazioni neocatecumenali. Chiedo conferma.
    Io sto cercando di fare un dialogo serio, ponendo una premessa, delle domande e un documento del CCC riguardo l'odierna Liturgia Eucaristica.

    Perchè e che centra saltare alla identicità delle celebrazioni neocatecumenali?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Vincent II
    Lo schema liturgico è riproposto in modo praticamente identico nelle celebrazioni neocatecumenali. Chiedo conferma.
    schema non confermato !
    vai avanti .

  8. #8
    Vince in bono malum!
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    Se ti chiedessi cosa è la S.Messa, in poche parole, che diresti?
    «Beato chi, in mezzo alla confusione dei princìpi contraddittori, libero da ogni ricerca di popolarità, discepolo fin nelle minime cose di questa Chiesa a cui appartiene l'avvenire del tempo e quello della eternità, avrà saputo attraversare una così terribile crisi senza aver sacrificato sulla via la sia pur minima parte di verità».

    Dom Prosper Guéranger

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Patrizia
    Se ti chiedessi cosa è la S.Messa, in poche parole, che diresti?
    a chi ?

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Patrizia
    Se ti chiedessi cosa è la S.Messa, in poche parole, che diresti?
    Se è per me.

    Io ti risponderei quella di oggi (con 2000 anni di Tradizione alle spalle) ripulita da 17 secoli (da Costantino al Vaticano II) di aggiunte esempio: intronizzazzione (che poteva durare ore), scola cantorum, messe personali (a pagamento), la massificazione delle assemblee dei fedeli nelle grandi basiliche (con tutta la confusione che ne comportava), l'eccessiva incensazione di tutto di più, la lingua latina, la naturale risposta alla riforma luterana (sottolineatura dell'aspetto sacrificale con relativa diminuzione dell'aspetto del mistero pasquale e quindi della resurrezione), il cambio dell'antica e più importante professione di fede, dal "Credo" apostolico, a quello niceo-costantinopolitano ecc. ecc.
    Non per nulla GP II richiamava la rinascita dell'Eucarestia in piccole comunità in cui si davano (come in quelle antiche) i segni della fede.

 

 
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