
Originariamente Scritto da
tolomeo
Proseguiamo e portiamo Basilio da Rossini a Mozart ?
BASILIO
(al Conte)
Ah, del paggio quel che ho detto
era solo un mio sospetto.
Tuttavia... tuttavia...
Come mai adesso sono così amici ?
4 luglio 1993
Milano. Uffici della Procura.
Le urla si sentono fin sulla strada. E' un interrogatorio pesante. Ma Prodi nega. Di Pietro legge allora al presidente dell'Iri i verbali che contengono le dichiarazioni di Giuliano Graziosi (Stet) e Franco Reviglio (Eni). Prodi annaspa. Non ricorda. Alla fine ammette solo
pressioni da parte di Craxi e Andreotti. Poi verrà congedato da di Pietro fino al lunedì che non ci sarà con le parole citate in precedenza.
Dall'interrogatorio di Romano Prodi da parte di Di Pietro:
"Va bene professore, torni a Roma e rifletta bene su quello che abbiamo detto. Ci rivediamo lunedì, sappia però che potremmo essere costretti a farla continuare a riflettere lontano da casa".
Prodi, del trattamento a cui è stato sottoposto, va a dolersene anche con il Presidente della Repubblica Scalfaro, il quale, capendo che Di Pietro non capiva affatto come andava il mondo, l'8 di luglio 1993 dichiara a freddo:
"Non c'è dubbio che il carcere per convincere l'inquisito a parlare non è nel rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo".
Un po' in ritardo a pronunciarsi se si pensa a tutti quei tantissimi inquisiti innocenti... ma in tempo per dare un chiaro segnale a Di Pietro.
E Prodi si salvò ancora una volta.
E Di Pietro con lui mollò l'osso...
(Forse continua, chissà!)
"L'astuto briccone che, grazie alla propria destrezza e alla propria abilità, non si fa scoprire e sfugge, se non ai sospetti, alla punizione, troppo spesso è accolto nel mondo con indulgenza che non merita affatto." Teoria dei sentimenti morali.
