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Risultati da 1 a 10 di 45

Discussione: Donne Fasciste

  1. #1
    ardimentoso
    Ospite

    Predefinito Donne Fasciste

    Apro questo post per colmare una lacuna storica dimostrata da alcuni forumisti, quali elettra, la quale ha dimostrato di avere scarsa conoscenza delle donne "fasciste".
    Riamnete delle vostre convinzioni, ma vi invito a leggere queste lettere.

    datemene possibilità

  2. #2
    ardimentoso
    Ospite

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    l S.A.F. (Servizio Ausiliario Femminile)

    Furono le prime donne soldato d’Italia. Il Servizio fu istituito nella primavera del 1944 con Decreto Ministeriale 18 aprile 1944. L’11 ottobre i reparti ormai addestrati, giurarono fedeltà alla R.S.I.

    Già prima della costituzione ufficiale i Fasci Femminili fornivano personale per servizi ausiliari e la Decima Flottiglia MAS già nel marzo 1944 aveva un proprio reparto ausiliario femminile.

    Ma con la costituzione ufficiale del corpo il S.A.F. ebbe una sua organicità.

    Furono istituiti dei corsi di addestramento. Il primo, per la preparazione dei quadri, fu il Corso “Italia” che si tenne al Lido di Venezia. Iniziò il 1° Maggio 1944 e terminò il 18 giugno. Seguirono: il Corso “Roma” (1.7-18.8), il Corso “Brigate Nere” poi “Onore” (31.8-4.11), il Corso “Giovinezza” (5.11-18.12), il Corso “Fiamma” (1.1.45-28.2.45), il Corso “18 aprile” (1.3.45-18.4.45). Anche l’Opera Balilla organizzò due corsi per giovani inferiori a 21 anni: il Corso “Avanguardia” e il Corso “Ardimento”. Anche la “Decima” organizzò tre corsi per ausiliarie. Il 1° Corso “Nettuno” iniziò il 5.6.44 a Sulzano e si concluse a Grandola. L’8.9.44 le 45 allieve prestarono giuramento. Il 2° Corso si concluse col giuramento in data 18.12.44. Il 3° Corso iniziò nel gennaio 1945 a Col di Lana presso Vittorio Veneto e si concluse col giuramento il 23 marzo 1945. E altri Corsi furono organizzati dai C.M.P.

    Il S.A.F. ebbe un Comandante Generale nella persona della contessa Piera Gatteschi-Fondelli e fu organizzato in Comandi Provinciali dipendenti dai C.M.R.

    Le ausiliarie, assegnate ai vari reparti, svolgevano servizi ospedalieri, servizi negli uffici militari, servizi nelle mense e nei posti di ristoro, servizi nella contraerea.

    Il 30 ottobre 1944 risultano in servizio 7237 ausiliarie. Esse furono impiegate in servizi ausiliari presso i vari reparti, anche al fronte. Si comportarono sempre con grande fede e coraggio e pagarono un elevato tributo di sangue. Le prime cadute furono sei ausiliarie che morirono nell’attentato a Ca’ Giustinian a Venezia il 27.7.1944. Al 18 aprile 1945 risultavano 25 cadute, 8 ferite, 7 disperse, 13 proposte per decorazioni.

    Ma durante le tragiche giornate di sangue di fine aprile e maggio le ausiliarie massacrate furono oltre 300. Il S.A.F. fu il reparto che, in rapporto ai suoi organici, ebbe la percentuale più alta di caduti.

  3. #3
    ardimentoso
    Ospite

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    Ausiliaria FRANCA BARBIER, Medaglia d'oro al Valor Militare, 20 anni, nata a Saluzzo, figlia di un colonnello degli alpini in Dalmazia, sorella di un volontario della RSI, uccisa con un colpo alla nuca dal comandante partigiano "Mèzard" a Champorcher (Valle d'Aosta) il 25 luglio 1944 dopo che il plotone d'esecuzione si era rifiutato di eseguire l'ordine di fuoco.



    24.7.44 XXII

    Mamma mia adorata,

    purtroppo è giunta la mia ultima ora. E' stata decisa la mia fucilazione che sarà eseguita domani, 25 luglio. Sii calma e rassegnata a questa sorte che non è certo quella che avevo sognato. Non mi è neppure concesso riabbracciarti ancora una volta. Questo è il mio unico, immenso dolore. Il mio pensiero sarà fino all'ultimo rivolto a te e a Mirko. Digli che compia sempre il suo dovere di soldato e che si ricordi sempre di me. Io il mio dovere non ho potuto compierlo, e ho fatto soltanto delle sciocchezze, ma muoio per la mostra Causa e questo mi consola.

    E' terribile pensare che domani non sarò più, ancora non mi riesce di capacitarmene. Non chiedo di essere vendicata, non ne vale la pena, ma vorrei soltanto che la mia morte servisse d'esempio a tutti quelli che si fanno chiamare fascisti e che per la nostra Causa non sanno che sacrificare parole.

    Mi auguro che papà, che (parola incomprensibile) con tantissimo affetto e al quale penso tanto, possa ritornare da te e che anche Mirko non ti venga a mancare. Vorrei dirti ancora così tante cose, ma tu puoi ben immaginare il mio stato d'animo e come mi riesca difficile riunire i pensieri e le idee.

    Ricordami a tutti quanti mi sono stati vicini. Scrivi anche ad Adolf W. all'albergo Campana, a Pinerolo, che mi attendeva proprio oggi da lui. La mia roba ti verrà recapitata ad Aosta, Io sarò sepolta qui perché neppure il mio corpo vogliono restituire.

    Mamma, mia piccola Mucci adorata, non ti vedrò più, mai più, e neppure ho il conforto di una tua ultima parola, né della tua immagine.

    Ho presso di me una piccola fotografia di Mirko: essa mi darà il coraggio di affrontare il passo estremo, la terrò con me.

    Addio mamma mia, cara povera Mucci; addio, Mirko mio, fai sempre innanzi tutto il tuo dovere di soldato e di italiano. vivete felici quando la felicità sarà concessa agli uomini, e non crucciatevi tanto per me. Io non ho sofferto in questa prigionia e domani tutto sarà finito per sempre.

    Della mia roba lascio te, Mucci, libera di decidere. Vorrei che la mia piccola fede la portassi sempre tu per mio ricordo. Salutami Vittorio. A lui mi rivolgo perché in certo qual modo mi sostituisca presso di te e ti assista in questo momento tragico per noi.

    Addio per sempre, Mucci.

    Franca

  4. #4
    ardimentoso
    Ospite

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    Ausiliaria scelta LIDIA FRAGIACOMO 33 anni, nata a Trieste, fucilata a Nichelino (TO) il 30 aprile 1945 dai partigiani comunisti della 105a brigata "Garibaldi" assieme ad altre quattro commilitone dopo aver perorato la salvezza della sua comandante, facendosi passare, mentendo, per la più alta in grado. Senza una famiglia sua, l'ultima lettera è indirizzata alla signora Giovanna Albanese, di Torino, presso la quale era stata per molti anni a servizio, prima di arruolarsi nel SAF.



    Carissima signora Giovanna,

    quando riceverete questa mia, io sarò nel mondo dei più, in un mondo più buono; forse avremo finito di soffrire. Sono felice di dare la mia vita per l'Italia, per questo nostro ideale. Forse, il mio sangue non sarà inutile: mi hanno promesso di salvare la mia Comandante e ciò mi fa estremamente felice. Il mio desiderio terreno è solamente uno: che l'Italia possa ritornare una, libera e grande. Non mi spiace morire, perché so che in questo mondo vi sono soltanto brutture e nell'altro troveremo giustizia, almeno così spero. Siate forte e fiera nel dolore. Io se avrò la fortuna di andare in Paradiso pregherò per la nostra Italia. Baciatemi forte Marinuccio, la zia e la contessina. Al maggiore i miei più cari saluti. Anche a Crac un bacio. Come vedete, sono tranquilla, UN bacio forte a Voi, Viva l'Italia

    Ausiliaria scelta Fragiacomo Lidia.

  5. #5
    ardimentoso
    Ospite

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    Ausiliaria scelta LAURA GIOLO, 25 anni di Torino, fucilata a Nichelino (TO) assieme a Lidia Prestigiacomo, il 30 aprile 1945. IN servizio a Milano, si trovava nelal sua città in licenza. Fu catturata per aver espresso indignazione di fronte alla scena selvaggia del linciaggio di un fascista.





    Cari tutti, sono gli ultimi istanti della mia vita. E' già uscita la sentenza. Non posso chiedervi che una cosa: perdonatemi. Spesso, sempre forse, non ci siamo compresi e questa incomprensione mi costa la vita. Forse me la sono anche voluta. Non lo so. Io muoio innocente. So di non aver sparso sangue; questo mi tranquillizza in questi ultimi istanti. Papà, a te perdono vivissimo; so quante lacrime e affanni ti costo, ma non mi hai voluta capire. Mamma mia, coraggio, coraggio ! Hai altri figli: pensa a loro. Mimmi mia buona, addio. Lia, tesoro mio, gioia mia, ciao per sempre. Dio mi assisterà. Veglierò su di te. Infiniti auguri al mio Benito caro. Salutatemi Ruggero, non inimicatevi con lui. Non è cattivo. E quando il mio povero amato Carlo tornerà dalla prigionia, dategli la mia catenina d'oro. Gli appartiene. Consolatelo. Siate forti, tutti: ve lo chiedo io che dalla vita non attendo più nulla. Perdonate a tutti. Anche voi. Ve lo comando. Un bacio a tutti.

    Laura

  6. #6
    ardimentoso
    Ospite

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    Ausiliaria MARGHERITA AUDISIO, 20 anni di Torino, fucilata a Nichelino (TO) il 26 aprile 1945. La sua ultima lettera è inviata alla madre, anch'essa ausiliaria della RSI. I comunisti le consentirono di scrivere l'ultima lettera anche alla sorella. La famiglia apprese così che la ragazza era morta serena solo perché aveva ottenuto di essere fucilata al petto, come un soldato. "Carissima Luciana" diceva la lettera "fra pochi minuti sarò fucilata. una consolazione devo darti: fucilazione al petto e non alla schiena. Raggiungo papà in paradiso, perché mi sono confessata e comunicata, e con lui vi proteggerò tutti. TRU sai che sono sempre stata una pura della mia fede: in essa ho sempre creduto, credo ancora e per essa sono contenta di morire. Consola la mamma. Perdono a tutti. Viva l'Italia! Ti bacio. Tua sorella".


    26 aprile 1945

    Mamma, io vivo per la Patria e per la Patria saprò morire. Tutti i pensieri, le passioni di adolescente, di giovane ventenne, non mi hanno fatto volgere gli occhi dall'orizzonte ove è la mia Patria. Madre delle mie carni, mi comprendi? Quindi, non piangerai, madre mia. TU che nel mondo seminasti lacrime, non piangerai. Questo per me è l'unico tormento, l'unico dubbio che lascio qui in terra. L'altra mia angoscia, per la Madre grande, si placherà con la morte. E' la mia sorte. Ma una cosa voglio ancora dire. Patria mia, il nostro sacrificio non sarà vano. Ritornerai ancora unita, grande, bella. E Iddio dall'alto ti proteggerà, mentre i Morti ti guideranno. Italia credo sempre in te: risorgerai! Sorelle mie di fede, questo è il mio credo.

  7. #7
    ardimentoso
    Ospite

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    Ausiliaria ADELINA CONTI - MAGNALDI 34 anni, di Cuneo, madre di tre bambini, moglie del vicepodestà di Cuneo, Giovanni Magnaldi, fucilata a Cuneo il 4 maggio 1945, dopo che i partigiani comunisti le avevano impedito di ricevere i conforti religiosi.



    Lucio, Carla, Dora, tesori miei, la vostra mamma che vi ha tanto amato sta per lasciarvi: io nulla ho da rimproverarmi, perciò me ne andrei tranquilla e rassegnata, se non mi straziasse il pensiero per voi, miei figli amatissimi.

    Lucio, tu, da maggiore, se Dio avrà voluto togliervi anche papà, veglierai sulle tue sorelle; Tu Carla, mia diletta, farai da mammina a Dora che resterà, così piccina, priva delle carezze materne. Studiate, crescete buoni e abbiate vivo l'esempio di vostro padre che vi ha tanto amato tutti e che vi ha dato prove indubbie del suo amore. Se poi la notizia della sua morte non fosse vera, avrete in lui una guida, un appoggio. Caro Vanni, tanto amato, mi dicono che sei morto. Io non voglio crederlo. Qualcosa mi dice che non è vero. Se sei vivo, ti raccomando i piccoli. Amali anche per me, sorvegliali, fà che non sentano la mia mancanza. Ti ho amato tanto, caro Vanni: esaudisci il mio desiderio, così sarò più contenta.

    Addio miei cari, ricordatemi e pregate per me, che di lassù, dove sarò, pregherò per voi. La vostra mamma

  8. #8
    ardimentoso
    Ospite

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    Ausiliaria BARBARA FORLAN 24 anni, maestra di Castelfranco Emilia (MO), fucilata il 5 maggio 1945 a Rosasco (PV). Questa è l'ultima lettera inviata alla madre, contraria alla sua scelta, prima di essere catturata.


    Mamma carissima, ieri ho avuto due vostre lettere. Sono stata veramente contenta di avere vostre notizie e dubito quando potrò averne ancora perché i nostri cari "ribellucci" da alcuni giorni fanno saltare il trenino che arriva a metà strada da noi e compiono scorribande.

    Anche questa volta, mamma, hai voluto essere pungente nelle tue parole, ma io ora ti faccio una domanda: "Cosa debbo fare per meritarmi il tuo perdono?". Io credo che riuscirei a ottenerlo solo a questa condizione: venire a casa. E' così? Sappi, mamma, che prima di intraprendere questo cammino, ho molto, dico molto pensato e discusso da sola nelle notti insonni, nella mia camera. Quanti quesiti mi sono posta! Risolvendoli sempre per la grande fede e l'amore che porto per te e per la mia cara Patria, con una soluzione: partire.

    La morte non mi spaventa come mai mi ha spaventata. Non la temo. Le vado incontro giorno per giorno, ora per ora. L'unico mio rammarico sarebbe il trapasso senza il tuo perdono. Sia fatta, mamma, la tua volontà. Non ti chiederò più nulla. Me ne starò sola, con le mie montagne. Confiderò loro, che sono più vicine al Giudice Supremo, le mie angosce, i miei dolori, i miei crucci. Rina

  9. #9
    ardimentoso
    Ospite

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    Ausiliaria ANGELA MARIA TAM, terziaria francescana, fucilata il 6 maggio 1945 a Buglio, in Monte (SONDRIO) dopo essere stata sottoposta a ripetute violenze carnali. Ottenuto di poter vedere un sacerdote, gli consegnò il seguente testamento morale.



    Muoio perdonando a tutti e chiedendo perdono se ho offeso o disgustato qualcuno. Sono lieta di raggiungere in Cielo i nostri Eroi. Sarà così bello, in Cielo. Ho cantato durante tutto il viaggio da Sondrio a Buglio le canzoni della Vergine. Ho passato in prigione ore di raccoglimento e di vicinanza a Dio.

    Vivia l'Italia! Gesù la benedica e la riconduca all'amore e all'unità per il nostro sacrificio. Così sia.

  10. #10
    ardimentoso
    Ospite

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    cazzo....me sò sbagliato...lo volevo mette sul principale......

 

 
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