

bravi bravi
VALSESIA libera.. Paolo Tiramani


ottimo materiale legale per rimpinguare le casse della lega nord con i risarcimenti


Lettera del Segretario
Ai Lumbard, alla Guardia Nazionale Padana, agli iscritti al Movimento della Lega Nord.
Fermarsi, invertire la rotta. Basta con i pesci d’aprile.
Valligiani, resistenti della Padania insorgente,
vi scrivo dal mio ritiro obbligato a Ponte di Legno, dove sono costretto a terapie lunghe e dolorose, che non mi domano e non mi tolgono dal vostro affetto.
La malattia mi ha obbligato a lunghi periodi di riflessione, nei quali ho ripensato a nostro inizio, alla sofferenza che subivo quando ero studente precario alla Radio Elettra, alla fatica che ho dovuto provare quando, insieme ai miei compagni di scuola, dovevo lavorare in nero per potermi mantenere.
Ho ripensato a quando ho conosciuto mia moglie, che come sapete è terrona.
Ho rivissuto le origine della storia della nostra ricchezza, creata da tutti i migranti, interni ed esterni, che hanno reso grande questa terra lavorando nei nostri altoforni, alle presse, alle frese, nei cantieri.
Ho ripensato che i miei nonni hanno reso nobili queste valli combattendo con il fucile in spalla i predecessori di coloro i quali oggi siedono al nostro fianco in Parlamento.
Ho guardato negli occhi la mia badante, clandestina, che ogni mattina mi aiuta ad alzarmi, mi lava, mi aiuta dolcemente a superare le difficoltà ed il dolore e che fino ad oggi ho pagato solo poche centinaia di euro.
Ho rivisto la biscarata di Calderone in televisione ed ho pianto tutta la sera.
Non vi voglio nascondere nulla: è stato un momento catartico.
Volevamo portare la libertà dai Padroni di Roma e ne siamo diventati succubi, servi guerrafondai di riccastri che ci hanno fatto chiamare federalismo la nuova servitù americana.
Volevamo essere i libertadores del Nord e ci siamo trovati razzisti, utili idioti di poteri più grandi di noi.
Lumbard,
ci sono dei momenti in cui è meglio fermarsi, riflettere e mettersi in discussione.
Non sono più leghista, non sono più padano.
Sono confuso e gli occhi dolci della mia badante mi hanno spiegato del mondo molto più dei saggi del mio vecchio amico Miglio.
Sono semplicemente stufo e pentito di quanto abbiamo combinato.
Non ho più voglia di avere come braccio destro Roberto 2Maroni, che rimarrà famoso solo perchè ha precarizzato la vita di decine di migliaia di giovani, o quel matto cardiopatico di Borghetti che ormai viene preso a calci in culo da chiunque.
Lumbard,
ora basta: è tempo di capire che sciogliersi è l’unica strada che ci è rimasta.
Non ci saranno mai più ampolle sul fiume Po, grigliate a Pontida, manifestazioni razziste, proclami xenofobi, fiaccolate da Ku Klux Klan.
Basta.
Da oggi mi dedicherò al lavoro sociale volontario in favore dei tanti bravi lavoratori immigrati che da Sassuolo a Caserta rendono grande e ricco questo Paese.
Lumbard,
ora basta: mai più camicie verdi, mai più leggi razziste che portano il mio nome, mai più libersimo e guerra.
E basta con queste polemiche con i ragazzi dei Centri Sociali: sono persone che portano valori, aiutano la gente in difficoltà, ce l’avevano con noi perchè avevamo passato il segno e avevano ragione!
Basta.
Io torno a casa mia. Siamo sciolti e ovviamente anche la manifestazione concocata a Reggio Emilia è annullata.
Se ci andrete io sarò a disobbedire alla vostra presenza.
Il Vostro Umberto Bossi


Lettera del Segretario
Ai Lumbard, alla Guardia Nazionale Padana, agli iscritti al Movimento della Lega Nord.
Fermarsi, invertire la rotta. Basta con i pesci d’aprile.
Valligiani, resistenti della Padania insorgente,
vi scrivo dal mio ritiro obbligato a Ponte di Legno, dove sono costretto a terapie lunghe e dolorose, che non mi domano e non mi tolgono dal vostro affetto.
La malattia mi ha obbligato a lunghi periodi di riflessione, nei quali ho ripensato a nostro inizio, alla sofferenza che subivo quando ero studente precario alla Radio Elettra, alla fatica che ho dovuto provare quando, insieme ai miei compagni di scuola, dovevo lavorare in nero per potermi mantenere.
Ho ripensato a quando ho conosciuto mia moglie, che come sapete è terrona.
Ho rivissuto le origine della storia della nostra ricchezza, creata da tutti i migranti, interni ed esterni, che hanno reso grande questa terra lavorando nei nostri altoforni, alle presse, alle frese, nei cantieri.
Ho ripensato che i miei nonni hanno reso nobili queste valli combattendo con il fucile in spalla i predecessori di coloro i quali oggi siedono al nostro fianco in Parlamento.
Ho guardato negli occhi la mia badante, clandestina, che ogni mattina mi aiuta ad alzarmi, mi lava, mi aiuta dolcemente a superare le difficoltà ed il dolore e che fino ad oggi ho pagato solo poche centinaia di euro.
Ho rivisto la biscarata di Calderone in televisione ed ho pianto tutta la sera.
Non vi voglio nascondere nulla: è stato un momento catartico.
Volevamo portare la libertà dai Padroni di Roma e ne siamo diventati succubi, servi guerrafondai di riccastri che ci hanno fatto chiamare federalismo la nuova servitù americana.
Volevamo essere i libertadores del Nord e ci siamo trovati razzisti, utili idioti di poteri più grandi di noi.
Lumbard,
ci sono dei momenti in cui è meglio fermarsi, riflettere e mettersi in discussione.
Non sono più leghista, non sono più padano.
Sono confuso e gli occhi dolci della mia badante mi hanno spiegato del mondo molto più dei saggi del mio vecchio amico Miglio.
Sono semplicemente stufo e pentito di quanto abbiamo combinato.
Non ho più voglia di avere come braccio destro Roberto 2Maroni, che rimarrà famoso solo perchè ha precarizzato la vita di decine di migliaia di giovani, o quel matto cardiopatico di Borghetti che ormai viene preso a calci in culo da chiunque.
Lumbard,
ora basta: è tempo di capire che sciogliersi è l’unica strada che ci è rimasta.
Non ci saranno mai più ampolle sul fiume Po, grigliate a Pontida, manifestazioni razziste, proclami xenofobi, fiaccolate da Ku Klux Klan.
Basta.
Da oggi mi dedicherò al lavoro sociale volontario in favore dei tanti bravi lavoratori immigrati che da Sassuolo a Caserta rendono grande e ricco questo Paese.
Lumbard,
ora basta: mai più camicie verdi, mai più leggi razziste che portano il mio nome, mai più libersimo e guerra.
E basta con queste polemiche con i ragazzi dei Centri Sociali: sono persone che portano valori, aiutano la gente in difficoltà, ce l’avevano con noi perchè avevamo passato il segno e avevano ragione!
Basta.
Io torno a casa mia. Siamo sciolti e ovviamente anche la manifestazione concocata a Reggio Emilia è annullata.
Se ci andrete io sarò a disobbedire alla vostra presenza.
Il Vostro Umberto Bossi