Ucraina, elezioni, 37 milioni al voto
Aperti i seggi. Sono circa 37 milioni gli elettori chiamati alle urne per le prime elezioni dalla rivoluzione arancione del 2004. I primi exit-poll a chiusura di seggi alle 22:00.
26/3/2006
Seggi aperti fino alle 22:00,
è il primo voto
dalla rivoluzione arancione del 2004
KIEV. Sono stati aperti alle 7:00 (le 6:00 in Italia) i seggi per le elezioni legislative in Ucraina, la prima prova elettorale che deciderà non solo la composizione della nuova Rada, il parlamento locale, ma anche dei governi locali. Sono circa 37 milioni gli elettori chiamati alle urne per le prime elezioni dalla rivoluzione arancione del 2004. I primi exit-poll saranno disponibili a partire dalla chiusura dei seggi, alle 22:00 (le 21:00 in Italia), mentre i primi risultati parziali saranno diffusi durante la notte tra domenica e lunedì.
Il Partito delle Regioni, guidato dall'ex primo ministro Viktor Ianukovic, è in testa ai sondaggi con il 30% delle preferenze. Gli aventi diritto al voto dovranno scegliere fra 45 partiti e movimenti. La soglia minima per accedere alla Rada è del 3%, e stando ai sondaggi solo cinque-sette partiti dovrebbero farcela. Ma la competizione è incentrata sui primi tre, il Partito delle regioni del filo-russo Viktor Ianukovic, 'Nostra Ucraina' del presidente Viktor Iushenko, il Blocco Julia Timoshenko, la ex premier protagonista, assieme a Iushenko, della rivoluzione arancione.
Gli occhi sono puntati sul dopo-elezioni: nessuno dei tre è in grado di ottenere abbastanza voti per formare una sua maggioranza, e si specula sulla coalizione che emergerà: i forti dissapori fra gli ex compagni di battaglia Iushenko e Timoshenko rendono verosimile l'ipotesi di una "strana alleanza" fra il presidente e Ianukovic ,il suo un tempo acerrimo rivale nelle presidenziali del 2004 che erano sfociate nelle proteste di piazza e nella vittoria arancione. In ballo è la formazione del futuro governo: un emendamento costituzionale entrato in vigore il primo gennaio ha trasformato la Repubblica da presidenziale a parlamentare. Viene anche messo per la prima volta alla prova il sistema proporzionale, pensato per eliminare certi feudi creati dal vecchio maggioritario.




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