A Mosca la polizia ha disperso una manifestazione anti-Lukashenko
Bielorussia, caccia ai leader dell'opposizione
Alexander Kozulin arrestato con l'accusa di teppismo; il capo dei manifestanti Milinkevich si nasconde per non essere catturato
MINSK (Bielorussia) - Il nuovo appuntamento è stato fissato per il 26 aprile, quando si terrà una nuova manifestazione nazionale per protestare contro il voto del 19 marzo, giudicato una farsa. Ma in Bielorussia la miccia è già accesa e la situazione rischia subito di sfuggire di mano. Dopo le manifestazioni spontanee dei giorni scorsi, lo sgombero forzato della piazza d'ottobre deciso nella notte tra giovedì e venerdì e il faccia a faccia tra polizia e manifestanti che sabato si è concluso con diversi arresti e le voci di una persona morta, a fare temere l'implodere della situazione è la caccia che viene data ai leader dell'opposizione. Uno, Alexander Kozulin, sarebbe già in stato di fermo; l'altro, Alexander Milinkevich, è invece nascosto in qualche luogo segreto per timore di essere arrestato.
LA UE «INORRIDITA» - Una vicenda sconcertante, quella dei due capi partito braccati dalle autorità, che fa crescere le preoccupazioni in tutto il mondo libero. L’Unione europea ha invitato la comunità internazionale ad unirsi alla sua viva protesta contro la repressione messa in atto dalle autorità bielorusse nei confronti dei dimostranti e, soprattutto, contro l'arresto di Kozulin. In un comunicato l’Austria, che detiene la presidenza di turno dell’Ue, si è detta testualmente «inorridita dalla violenza usata contro i dimostranti delle autorità bielorusse». Nella nota l’Ue chiede l’immediato rilascio di Kozulin e di altri membri dell’opposizione, invocando la solidarietà della comunità internazionale. L’Austria «sollecita i partner internazionali dell’Ue ed in particolare altri Stati vicini della Bielorussia, a tenere la stessa posizione verso la Bielorussia».
GLI ARRESTI - Secondo quanto affermato oggi dal gruppo in difesa dei diritti umani Vasnya, oltre 100 persone sono state arrestate solo sabato nella capitale bielorussa durante le proteste contro la rielezione per un terzo mandato consecutivo allo scrutinio del 19 marzo del presidente Alexander Lukashenko. Aleksandr Kozulin, è finito in manette al termine degli scontri avvenuti fra gli agenti in assetto antisommossa e un corteo formato da un migliaio di manifestanti. Il corteo era diretto verso il carcere dove sono detenuti alcuni manifestanti arrestati nei giorni scorsi. La moglie di Kozulin, Irina Kozulina, ha dichiarato di aver appreso che il marito è detenuto in un carcere a Jodino, a est della capitale. «Abbiamo minacciato - ha dichiarato la donna all'agenzia Afp - di recarci sul posto con un importante gruppo di giornalisti e di nostri sostenitori e di restare davanti al centro di detenzione preventiva». Secondo la moglie, contro di lui la procura starebbe intentando un'inchiesta per «teppismo» per aver partecipato a manifestazioni di protesta a Minsk caricate dalle forze di sicurezza e finite in tafferugli, e di rischiare per questo fino a sei anni di carcere.
PROTESTA A MOSCA - Intanto nel pomeriggio di domenica la polizia russa ha disperso una piccola protesta non autorizzata a sostegno dell’opposizione bielorussa, nei pressi dal ministero degli Esteri di Mosca. Una decina di manifestanti hanno tentato di dispiegare striscioni con su scritto «No Lukashenko», «Sì Osce" e «Russia non appoggiare Luka», ma il mini-meeting è durato pochi minuti. Le forze dell’ordine hanno fermato i 10 attivisti, e con loro sono finiti in commissariato anche un fotografo e un cronista radio. Contrariamente a Stati Uniti ed Europa, Mosca aveva riconosciuto la validità del voto di una settimana fa, che consegna a Lukashenko un nuovo mandato presidenziale.




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