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  1. #21
    Super Troll
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    Citazione Originariamente Scritto da thematrix
    a parte che solo una piccola minoranza dei socialisti erano interventisti( e i socialisti non volevano i soviet, quelli erano i comunisti) resta il fatto che i capitalisti si servirono dei fascisti per stroncare le proteste contadine e operaie
    inoltre, dopo la marcia su Roma il fascismo si assicurò la protezione di altri poteri forti come il Re e la chiesa
    anche questi sono fatti, se il re non avesse voluto i fascisti al governo avrebbe mandato l'esercito e avrebbe stroncato la marcia su Roma in un minuto
    invece non solo la permise, ma accolse Musollini a Roma come un trionfatore e gli diede l'incarico di formare il governo.
    il fascio ha messo a tacere la protesta dei proletari, socialisti o comunisti, che volevano solo migliori condiziini di vita..........la maggior parte di loro erano tanto ignoranti che non sapevano neppure cosa volesse dire soviet...........
    il fascismo ha invece difeso i privilegi dei ricchi e della chiesa........ arrivando a proibire l'emigrazione, rifiutando i passaporti, per evitare che in italia si potesse creare una carenza di mano d'0pera, come volevano i latifondisti e gli industriali.........per poter tenere bassi i salari.......
    le famose disposizoni in favore della natalità avevano esclusivamente questo scopo....... oltre a quello di avere a disposizione abbondante carne da cannone da buttare nelle varie avventure colonialiste ...........alle scopo di smerciare il surplus della nostra produzione agraria e industriale in cambio di,,,,,,,,, banane
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  2. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da Gigand
    beh, dai racconti dei miei nonni non mi sembra che i due "regimi" possano essere assimilati.

    Se le riforme le vuoi fare basta avere il coraggio di farle, negli ultimi anni ci sono state grosse riforme che hanno toccate enormi interessi (basta pensare alla riforma delle pensioni che ha rubato il futuro ad intere generazioni)
    Al di là delle riforme spicciole, è il sistema che rimane lo stesso, così come chi ne tiene le fila. L'illusoria alternanza al potere non è che uno specchietto per le allodole, che serve per tenere buona la gente.

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da x-mas
    Quasi daccordo sulla deriva razzista (vi sarebbero dei distinguo da fare)
    Riguardo il regime dittatoriale:
    Voi pensate che Prodi o Berlusconi abbiano la forza, la voglia, e il Potere di fare delle vere rivoluzioni come quelle appena descritte?

    Per fare quelle riforme c'è bisogno di Potere forte e decisionismo.

    Credete che oggi il grande capitalismo bancario sarebbe daccordo a fare una legge che elimini il signoraggio?

    Non saranno mai daccordo e farebbero fallire tutto perchè si toccherebbero degli interessi enormi e sovranazionali.
    Se aspetti che ti diano il loro consenso non li farai mai.
    ma per favore!subito dopo la rivoluzione avete represso insieme alla polizia filofascista i poveri operai che lavoravano nelle fabbriche.
    peccato che da ogni azione compiuta dai vostri squadristi,la polizia sia rimasta indifferente.ma questo successe gia' da prima della rivoluzione.

  4. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da Eridano
    Il marxismo è molto più razzista.
    ceeeeerto,certo hai ragione

  5. #25
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    LA RELIGIONE E' CONSIDERATA VERA DALLA GENTE COMUNE, FALSA DAI SAGGI E UTILE DAI GOVERNANTI.
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    Citazione Originariamente Scritto da x-mas
    Difatti quello Fascista fu' un grande e per molti versi irripetibile regime popolare.

    Non confondete chi vuole distruggere lo stato per lasciare campo libero alle razzie di Banche, speculatori, e pescecani vari
    con chi vuole costruire uno stato forte e inattacabile, uno stato che sia in grado di difendere gli interessi della Nazione e del popolo che la abita in contrasto con quegli interessi.

    Mettetevi d'accordo. C'e' chi tra di voi dice che il fascismo e' stata la risposta al bolscevismo; e c'e' chi dice, come nel tuo caso, che il fascismo fu una sorta di rivoluzione nata da idee socialiste che si proponeva un regime popolare. Allora a parte il fatto che il fascismo bisogna dividerlo in tre periodi; il primo fascismo 21/28; il secondo 29/43 ed il terzo 43/45. Il primo aveva indubbie venature socialisteggianti ma per poco, in quanto la prima cosa che fecero le squadracce del duce fu quella di difendere i latifondisti al Sud contro i diritti dei contadini che morivano di fame e che volevano solo un pezzo di terra per sopravvivere. Al Sud erano le camicie nere che difendevano le grandi proprieta' baronali; quindi questa impostazione sicialisteggiante non ha avuto ragione d'esistere. Per quanto rigurada il Nord erano le squadracce fasciste che difendevano le fabbriche del capitale e contro le rivendicazioni salariali degli operai. Non parliamo degli abusi, degli sprechi, degli arricchimenti illeciti dei vari gerarchi come Farinacci o Balbo, (bisogna dire che Mussolini era il solo forse che non approfittava della situazione di potere, leggere l'archivio segreto di Mussolini per referenze). Riguardo all'ultimo fascismo, quello di Salo' , sarebbe meglio stendere un velo pietoso.

  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da un uomo libero
    Mettetevi d'accordo. C'e' chi tra di voi dice che il fascismo e' stata la risposta al bolscevismo; e c'e' chi dice, come nel tuo caso, che il fascismo fu una sorta di rivoluzione nata da idee socialiste che si proponeva un regime popolare. Allora a parte il fatto che il fascismo bisogna dividerlo in tre periodi; il primo fascismo 21/28; il secondo 29/43 ed il terzo 43/45. Il primo aveva indubbie venature socialisteggianti ma per poco, in quanto la prima cosa che fecero le squadracce del duce fu quella di difendere i latifondisti al Sud contro i diritti dei contadini che morivano di fame e che volevano solo un pezzo di terra per sopravvivere. Al Sud erano le camicie nere che difendevano le grandi proprieta' baronali; quindi questa impostazione sicialisteggiante non ha avuto ragione d'esistere. Per quanto rigurada il Nord erano le squadracce fasciste che difendevano le fabbriche del capitale e contro le rivendicazioni salariali degli operai. Non parliamo degli abusi, degli sprechi, degli arricchimenti illeciti dei vari gerarchi come Farinacci o Balbo, (bisogna dire che Mussolini era il solo forse che non approfittava della situazione di potere, leggere l'archivio segreto di Mussolini per referenze). Riguardo all'ultimo fascismo, quello di Salo' , sarebbe meglio stendere un velo pietoso.

    Ma prima di aprire bocca le hai lette sopra le LEGGI (CARTA CANTA BELLO!)
    fatte dal Fascismo?

    La storia non è quella che ti raccontano a scuola!

  7. #27
    Scire est posse
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    nel lungo elenco sono per caso compresi
    - l'abolizione della libertà di stampa
    - l'abolizione della libertà di opinione
    - l'abolizione del diritto di sciopero
    - l'abolizione delle opposizioni
    - la legalizzazione della violenza squadrista
    - gli esili e le condanne a morte degli oppositori
    - le leggi razziali
    - il decreto con cui si entra nella seconda guerra mondiale

    Possibile che voi fascisti ignoranti non vi accorgiate che non si può barattare la libertà con qualsiasi riforma, per quanto buona essa sia?
    Possibile che continuate a calpestare la democrazia???

    Beh, sì, in effetti è possibile... siete fascisti... gente da terza media...

    Citazione Originariamente Scritto da x-mas
    Il Male assoluto
    Quel che segue è un elenco “frammentario ed incompleto, ma significativo, di alcune leggi, riforme ed opere che furono realizzate dal Fascismo e che cambiarono il volto della società italiana, ottenendo al regime e a Benito Mussolini quel consenso popolare, quasi totale, che oggi la cultura e la storiografia ufficiale si affannano a disconoscere” (purtroppo riuscendoci).

    “Tutela lavoro Donne e Fanciulli”,
    legge promulgata il 26.4.1923, Regio Decreto n° 653:

    E’ una delle prime leggi sociali del Fascismo: nasce solo sei mesi dopo la Marcia su Roma del 22 Ottobre 1922, ed è chiaramente indicatrice di quella che sarà la politica sociale degli anni futuri del regime. Negli anni e nei secoli precedenti né la Chiesa, né la borghesia, né i socialisti ed i sindacati erano riusciti a migliorare ed a rendere umana la condizione delle donne e dei fanciulli, che erano costretti a lavorare nelle fabbriche, nelle miniere o come braccianti nelle campagne.

    “Assistenza ospedaliera per i poveri”,
    legge promulgata il 30.12.23, Regio Decreto n° 2841.

    Questa legge trasforma in diritto alle cure gratuite la discrezionalità caritatevole di associazioni benefiche, per lo più religiose, che fino ad allora aveva condizionato la vita o la morte delle persone che non disponevano di mezzi propri per accedere alle cure ospedaliere.

    Che il lettore provi ad ammalarsi nella “culla della più grande democrazia: negli Usa” e compari l’attuale stato sociale vigente in quel Paese con quello di “quell’Italia” di ben ottanta anni fa.

    “Assicurazione Invalidità e Vecchiaia”.
    Legge promulgata il 30.12.1923, Regio Decreto n° 3184.

    La legge decreta il diritto alla pensione d’invalidità e vecchiaia tramite un’assicurazione obbligatorie, al cui pagamento concorrono sia i lavoratori che i datori di lavoro.

    Il lavoro, componente fondamentale del nuovo Stato fascista, è un dovere (altro che “diritto”, come si ciancia oggi, nda) per ogni cittadino, ma che lo riscatta da quella posizione di servitù in cui lo Stato liberale aveva messo il lavoratore, per trarlo in una posizione di libertà e di dignità che lo investe in quanto uomo, e non solo in quanto lavoratore, e per questo gli assicura la certezza del sostentamento alla fine di una carriera di lavoro.

    “Riforma della Scuola (Gentile)”.
    R.D.L. n° 1054 del 6.5.1923.

    La volontà di modernizzazione, che fin dalle origini pervade il movimento fascista, spinge il nuovo governo a progettare la creazione di una numerosa e preparata classe dirigente, in grado di sostenere un vasto disegno di sviluppo nazionale: obiettivo, questo, non realizzabile senza una scuola moderna, razionale, dinamica, produttiva ed accessibile a tutti.

    “Riduzione dell’orario di lavoro a 8 ore giornaliere”,
    R.D.L. n° 1955 del 10.9.1923

    Prima del Fascismo quasi tutto era lasciato all’arbitrio del datore di lavoro, che spesso, con il ricatto psicologico della disoccupazione, costringeva i lavoratori a orari massacranti e in ambienti di lavoro malsani e insicuri.

    E’ facilmente comprensibile come questa serie di leggi sociali, se da un lato proteggevano i lavoratori dallo sfruttamento, dall’altra danneggiavano gli industriali, il grande capitale, gli speculatori: e questi divennero gli oppositori del regime. Tuttavia il cammino intrapreso dal Fascismo non si fermerà sino a quando le potenze plutocratiche mondiali non si coalizzeranno per abbattere un regime che stava diventando, per esse, pericoloso.

    “Opera Balilla e Colonie marine per ragazzi”.
    Con questo provvedimento, scrive Mezzano, il Fascismo attuò una rivoluzione significativa sottraendo alla Chiesa, anche al di fuori della scuola, l’educazione della gioventù che divenne di pertinenza dello Stato

    “Opera Nazionale Dopolavoro”
    Quasi in parallelo a ciò che per i giovani era la GIL, nasce per i lavoratori l’OND. Questo organismo ha il compito di portare cultura e svago tra la classe operaia, che nel passato era stata costretta ad una vita esclusivamente di lavoro, di sacrifici e d’ignoranza.

    “Opera Nazionale Maternità e Infanzia”,
    RD n° 718 del 15.4.1926.

    Nella nuova società la cura e l’importanza delle donne e dei fanciulli, implicita nella dottrina fascista, assume l’importanza di istituzione mediante la fondazione dell’”Opera Nazionale Maternità e Infanzia”. L’ONMI vuole dare e darà un concreto supporto a quella fondamentale cellula umana e sociale che è la famiglia, intesa non quale generatrice di forza di lavoro e di consumo, come è nella concezione materialistica del capitalismo e del marxismo, ma quale culla e nucleo vitale delle tradizioni, della storia e del futuro della Nazione e dello Stato. Centro vitale della famiglia è, per il Regime fascista, la madre (…).

    Con questa legge lo Stato si fece carico dell’assistenza e dell’aiuto alle madri, volgendo particolare attenzione alle cure per le madri-lavoratrici. Questa legge, anticipatrice dei tempi è, quindi, una delle innovazioni più prestigiose del regime fascista. Furono istituite in ogni provincia le “Case della madre e del bambino”, gli asili nido, i dispensari del latte: tutte organizzazioni che giunsero ad accogliere circa 2 milioni di assistiti.

    “Assistenza agli illegittimi, abbandonati o esposti”,
    legge dell’8.5.1927, RDL n° 798.

    Mezzano: Con questa legge lo Stato si assume la responsabilità di provvedere a quei bambini non desiderati che erano prima senza tutela ed alla mercé della carità privata e quindi considerati persone di seconda categoria.

    Oggi, in “regime democratico”, molti fanciulli vengono abbandonati ai pedofili e alla droga. Le donne reclamano la libertà sessuale e il “diritto all’aborto”, sanzionato e garantito addirittura dallo Stato. E quando lo Stato non interviene il povero lattante viene abbandonato come immondizia, in un cassonetto. D’altra parte, come disse Luciano Violante, “Questo è lo Stato dei diritti e della libertà”.

    “La Carta del Lavoro”,
    Pubblicazione sulla “Gazzetta Ufficiale” n° 100 del 30.4.1927.

    Puntualizza il rapporto fondamentale tra Fascismo e mondo del lavoro. Dichiara, istituzionandoli, i principi basilari a tutela dei lavoratori, nonché la preminenza, nello Stato Fascista, dell’interesse prioritario che lega gli obiettivi dello Stato a quelli del lavoro e dei lavoratori.

    La “Carta del Lavoro” intendeva portare a confronto, su uno stato di parità, secondo un progetto di collaborazione e solidarietà che superasse la rovinosa filosofia materialistica della lotta di classe, due tradizionali antagonisti sociali: il capitalismo e il lavoro. Sarebbe troppo lungo elencare tutti i vantaggi per i lavoratori previsti in questa legge rivoluzionaria.

    Ne elenco solo alcuni: obbligatorietà della stipula di Contratti collettivi di categoria; istituzione della Magistratura del Lavoro; diritto alle ferie annuali; istituzione della indennità di fine rapporto; istituzione degli uffici di collocamento statali; assicurazione sugli infortuni sul lavoro; assicurazione per la maternità; assicurazione contro le malattie professionali; assicurazione contro la disoccupazione; Casse mutue per le malattie eccetera.
    L’antifascista Gaetano Salvemini scrisse: L’Italia è diventata la Mecca degli studiosi della scienza politica, di economisti, di sociologi, i quali vi si affollano per vedere con i loro occhi com’è organizzato e come funziona lo Stato corporativo fascista (…).

    Oggi, invece, quotati giornali stranieri si affollano per denunciare la mafia politica e la pletora di deputati e senatori che siedono in Parlamento, pur essendo stati condannati dalla giustizia per reati vari. Non c’è che dire, anche oggi, siamo “studiati”.

    “Esenzioni tributarie per le famiglie numerose”
    RDL n° 1312 del 14.1.1928
    e
    “Assegni familiari”
    RDL n° 1048 del 17.6.1937.

    Mezzano scrive: In coerenza con la dichiarata importanza che il Fascismo attribuiva alla famiglia come cellula fondamentale della società, era importantissimo sgravare dalle spese fiscali quelle famiglie che già avevano impegni finanziari onerosi a causa dell’elevato numero dei componenti.

    Grazie a queste leggi lo Stato riconosceva agli operai che si sposavano entro il venticinquesimo anno un assegno nuziale di 700 lire. Inoltre, se i coniugi guadagnavano meno di 1.000 lire lorde al mese, veniva loro concesso un prestito senza interessi compreso tra le 1.000 e le 3.000 lire. Alla nascita del primo figlio, il prestito si riduceva automaticamente del 10%; così, gradualmente, sino alla nascita del quarto figlio, il prestito veniva condonato.

    Il capofamiglia con prole numerosa (sette figli) godeva di privilegi particolari: Mussolini inviava, o consegnava personalmente, 5.000 lire, oltre una polizza di assicurazione. Una tessera gratuita valida per tutti i mezzi pubblici cittadini giungeva al capofamiglia tramite la locale sezione della Federazione fascista. Altri privilegi per queste famiglie numerose erano: la possibilità di contrarre prestiti a tasso bassissimo, sconti nell’affitto degli appartamenti, assegni familiari ragguardevoli. E ancora: per gli operai con un figlio, lire 3,60 la settimana; lire 4,80 per quelli con due o tre figli; 6 lire per quelli con quattro figli e oltre.

    “Legge sull’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali
    e legge istitutiva dell’INAIL”,

    RD. n° 928 del 13.5.1929 e RD. n°264 del 23.3.1933,

    “Legge istitutiva dell’INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale)”,
    RDL n° 1827 del 4.10 1935.

    Nel quadro della ristrutturazione del mondo del lavoro e nei rapporti tra i lavoratori e lo Stato, queste due leggi risolvono l’annoso problema delle conseguenze negative che situazioni accidentali potevano procurare a chi lavorava in particolari settori.

    Il Regime fascista nel suo “programma politico e sociale per l’ammodernamento e l’industrializzazione del Paese”, come osservato anche da James Gregor, non poteva eludere una globale politica previdenziale. La competenza dell’INPS andava dall’invalidità e vecchiaia alla disoccupazione, dalla maternità alle malattie.

    Altre assicurazioni coprivano, praticamente, la totalità dei prestatori d’opera, garantendo così all’Italia un altro primato mondiale. Sulla scia dell’INPS sorsero, sempre negli anni ’30, l’INAM, l’EMPAS, l’INADEL, l’ENPDEP, tutti enti che permetteranno poi, anche se fra scandali, ruberie e arroccamenti di potere politico, all’Italia post-fascista di tutelare i lavoratori.

    “Istituzione del Libretto di Lavoro”.
    Mezzano osserva: Proseguendo nel perfezionamento delle norme a tutela dei lavoratori, per contrastare fenomeni come il lavoro nero, lo sfruttamento illecito di categorie deboli come donne e fanciulli, gli abusi sull’orario di lavoro e l’evasione dei contributi lavorativi e previdenziali e per far sì che, in generale, fossero rispettatetutte le leggi emanate a difesa del mondo del lavoro, viene istituito il Libretto di Lavoro.

    “Riduzione dell’orario di lavoro a quaranta ore settimanali”
    RD. n°1768 del 29.5.1937.

    Mezzano: Non appena le condizioni generali dell’economia e dell’industria italiane lo permettono, il Fascismo continua la marcia intrapresa sin dal 1923 in direzione della riforma globale del mondo del lavoro, investendo parte del vantaggio economico nella ulteriore diminuzione dell’orario di lavoro e sottolineando il principio che il lavoro e il profitto debbono essere strumenti e non fini della società.

    Questa legge (poi meglio conosciuta come “sabato fascista) era già prevista nel programma fascista del 1919 e si inserisce con naturalezza nell’obiettivo di forgiare lo “Stato del Lavoro” nel quale la figura del lavoratore si trasforma sempre più da salariato in protagonista e compartecipe dell’impresa.

    “Legge istitutiva dell’ECA" (Ente Comunale di Assistenza).
    RDL n° 847 del 19.6.1937.

    Sempre Mezzano: Viene istituito, in ogni comune del Regno, l’ ”Ente Comunale di Assistenza”, allo scopo di assistere individui e famiglie in stato di necessità e di controllare e coordinare tutte le altre associazioni esistenti che abbiano analogo fine.

    Mussolini e i suoi seguaci realizzarono uno Stato sociale, nonostante le difficoltà create lungo il loro cammino, decisamente all’avanguardia coi tempi, e questo senza aver avuto la possibilità di alcun esempio precedente. La validità di “quel sistema” è convalidata dal fatto che “quelle innovazioni”, come ha scritto Vittorio Feltri: durano fino ad oggi, e sarebbero durate ancor più se l’inefficienza, l’incapacità e la disonestà dei Governi dei giorni nostri non le avessero distrutte.
    Prodi for president

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da Nolan
    Ma prima di aprire bocca le hai lette sopra le LEGGI (CARTA CANTA BELLO!)
    fatte dal Fascismo?

    La storia non è quella che ti raccontano a scuola!
    ma che mi frega a me dei figli di puttana che mussolini fece allevare dallo stato,,,,,, visto che in massima parte erano erano figli dei gerarchi............se poi non mi davano il passaporto e non potevo neppure emigrare........... allo scopo che ci fossero braccianti in eccedenza e i salari potessero rimanere bassi....... come volevano industrriali e agrari????
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  9. #29
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    [quote=mrcage]nel lungo elenco sono per caso compresi
    - l'abolizione della libertà di stampa
    - l'abolizione della libertà di opinione
    - l'abolizione del diritto di sciopero
    - l'abolizione delle opposizioni
    - la legalizzazione della violenza squadrista
    - gli esili e le condanne a morte degli oppositori
    - le leggi razziali
    - il decreto con cui si entra nella seconda guerra mondiale
    [quote]

    Argomenta qualcosa di buono che abbia fatto il comunismo sovietico, cinese, bulgaro, rumeno,Jugoslavo,Albanese, oltre a quello che scrivi sopra.

  10. #30
    Super Troll
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    [QUOTE=x-mas][quote=mrcage]nel lungo elenco sono per caso compresi
    - l'abolizione della libertà di stampa
    - l'abolizione della libertà di opinione
    - l'abolizione del diritto di sciopero
    - l'abolizione delle opposizioni
    - la legalizzazione della violenza squadrista
    - gli esili e le condanne a morte degli oppositori
    - le leggi razziali
    - il decreto con cui si entra nella seconda guerra mondiale

    Argomenta qualcosa di buono che abbia fatto il comunismo sovietico, cinese, bulgaro, rumeno,Jugoslavo,Albanese, oltre a quello che scrivi sopra.
    è il comunismo che tI ha fatto UOMO ......... PRIMA ERI SOLO UNA COSA DEI PADRONI E DEI PRETI
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

 

 
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