
Originariamente Scritto da
bowman
Sul discorso della storiografia ti smentisco.
Studio storia e stavo discutendo la scorsa settimana del consenso al fascismo con il capo dipartimento di storia contemporanea di una delle maggiori università capitoline di cui seguivo il corso (inutile specificare sia anche uno dei maggiori contemporaneisti italiani).
Discutevamo sulla tesi del "totalitarismo imperfetto" del fascismo.
Il fascismo infatti, nonostante i pareri contrari, permeava la società italiana a tutti i livelli, e sebbene permettesse di esistere a Chiesa e Monarchia, quelle forze tuttavia non gli negavano un sostegno pressoché totale da parte dell'opinione pubblica.
Gli oppositori, quali comunisti e socialisti, negli anni '30 erano ridotti a qualche migliaio di unità in tutta Italia, i cattolici erano in massima parte filo-fascisti ecc.
Insomma la storiografia "seria" non nega il consenso popolare, che nel 1935 era pressoché totale, e iniziò a infrangersi con i duri anni di guerra e le privazioni patite dall'Italia.
Certo già nel 1940 non si andò in guerra cantando come nel 1915, nel 1942 il consenso era ai minimi, e nel 1943 tutti sappiamo cosa avvennne...
Tuttavia VA RICORDATO, che molti operai in bandiera rossa o iscritti al partito socialista nel 1919-20 erano sostenitori fervidi del fascismo, o comunque silenziosamente compiacenti quindici anni dopo, e molti fascisti "convinti" divennero oppositori, magari comunisti, solo dopo l'8 settembre.
...tuttavia i fascisti hanno ragione. Di appoggio in Italia ne avevano, e tanto....