Gli uomini politici del nostro tempo potranno in contrarsi e discutere quanto vogliono, il presente non è nelle loro mani, né, tantomeno l'avvenire E la macchina del progresso continua a travolgere il mondo, con le ferree leggi dell'economia, in una logica tutta impersonale, ma appunto per questo terribilmente più esatta. Se il rapporto che unisce gli uomini a Dio è quello dell'amore mistico e della conoscenza della verità trascendente per il Verbo, il rapporto che unisce gli uomini tra loro avrebbe potuto essere soltanto la comunione della Grazia nell'ordinamento della Gerarchia come irradiarsi di luce dal centro dell'universo fino alla più piccola e, più lontana creatura. Sii tratta di due aspetti di un’unica carità sostanziata dallo Spirito Santo; carità di cui l'Apostolo Giovanni, che nel cenacolo riposava sul Cuore di Cristo e che, solo tra i Dodici, si portò sul Calvario ai piedi della Croce, conosce il segreto e lo trasmette per la Tradizione monastica e per la Tradizione equestre. Giovanni fu il primo che di corsa arrivò al Sepolcro a constatare l'avvenuta Resurrezione, e ai monaci e ai cavalieri spetta il compito della guardia alla Terra Santa e alla sapienza tradizionale.
E di quel segreto, di quella sapienza, per il Pontefice erede di Pietro, si tien salda la Chiesa nella verità del dogma; mentre la falsa unità e il falso benessere del mondo moderno è opera del, tradimento di Giuda, e rinnova la crocifissione del Salvatore. Gesù nel cenacolo preannuncia il tradimento senza fare il nome del traditore; ed è a Giovanni che Pietro si volge per sapere a chi allude il Maestro. Giovanni volge la domanda a Gesù che risponde: «E' colui al quale porgerò del pane inzuppato. E inzuppato del pane lo diede a Giuda, figliolo di Simone Iscariote. Appena Giuda ebbe preso il boccone di pane Satana entrò in lui. Gli disse pertanto Gesù: Quello che hai da fare fallo presto. Nessuno dei commensali comprese perchè glielo avesse detto, mentre alcuni pensavano che, siccome Giuda aveva la borsa, Gesù avesse detto; Compera quanto ti è necessario per la festa; oppure: che desse qualche cosa ai poveri» (Giovanni XIII 26 e sgg.).
Dunque nessuno dei commensali aveva compreso il senso della frase: «Quello che hai da fare fallo presto», significato che, da parte nostra abbiamo interpretato anche come incalzare del progresso moderno, fino alla rovina della Chiesa, come crocefissione ultima operata dall'Anticristo. Alcuni dei Dodici, tuttavia (non certo Giovanni né Pietro che erano stati istruiti da Gesù), credettero che il Maestro avesse mandato Giuda a operare per il bene della Chiesa (a preparare la festa), altri che lo avesse mandato a far del bene ai poveri. E se l'incitamento di Gesù a Giuda è da interpretarsi come l'incalzare del progresso, l'equivoco in cui caddero gli Apostoli che non avevano udita la spiegazione di Gesù a Pietro e a Giovanni, corrisponde esattamente all'atteggiamento di quella parte del clero che plaude al progressismo come a un effetto della Grazia, e vede nelle sciocche pianificazioni e nelle inquiete riforme sociali del nostro tempo il bene della povera gente in seno alla civiltà cristiana. E così, in tale equivoco, migliaia e migliaia di cristiani lavorano, nella massima buona fede, al tradimento della Chiesa (1).
[[ (1) E d'altra parte, la stessa figura. di Giuda, così come ci appare dalle visioni della Beata Caterina Emmerich, concorda pienamente col quadro da noi tracciato sul Vangelo secondo Giovanni. «Giuda - dice la Emmerich - aspettava dal suo tradimento ben altro esito di quel che ottenne; perché voleva egli bensì guadagnare il prezzo del suo misfatto ed amicarsi i Farisei dando loro Gesù nelle mani, ma però non pensava per nulla alla condanna ed alla Crocifissione di Gesù, che non erano affatto nelle sue intenzioni... Vedendo crescere le molestie e le persecuzioni, pensò, prima che ogni cosa finisse, rendersi propizi i principali e i più possenti nemici di Gesù, perché Gesù non diventava mai re, e il sommo sacerdote e i primati del Tempio erano gente che, d'altra parte, lo affascinavano, e quindi si andò sempre più impegnando coi loro mezzani, che per ogni maniera il carezzavano...» (La dolorosa Passione di Nostro Signor Gesù Cristo secondo le visioni di Anna Caterina Emmerich - Milano - Volpato e Compagno, 1855 - quinta edizione - pag. 127) Ogni commento ci sembra superfluo; è il profilo del... moderno cristiano d'avanguardia che per rispondere alle esigenze del proprio tempo tradisce la Chiesa senza nemmeno vedere (o non volendo vedere) le tragiche conseguenze del suo comportamento. Quanto alla Provvidenza, se di Giuda si servì per la salvezza dell'umanità affrettando la Crocefissione, dei cristiani d'avanguardia si sta servendo, forse, come di accoliti ciechi per affrettare il regno dell'Anticristo e, quindi, il ritorno del Messia. Ancora una volta è necessario che vi siano scandali... ma guai a coloro che ne saranno gli autori! ]]
Non di carità sono infatti sostanziate le nuove riforme sociali, ma da un fanatico impulso ugualitario. È il paradiso in terra: nessuno deve più soffrire, ogni sofferenza materiale e corporale deve bandirsi ad ogni costo. mentre la sofferenza dell'anima ha da essere guardata solo come conseguenza del disagio materiale ed economico. E d'altra parte, il benessere economico è considerato come primo ed essenziale fattore di civiltà di cultura, di formazione... spirituale! Ma in realtà, la distribuzione dei beni di consumo e d'uso non ha nulla a che fare con l'amore, con la carità; anzi: è un provvedimento radicale affinché non si debba più assistere al concretarsi dell'amore nel gesto del fratello che aiuta il fratello... Son cose che testimoniano della realtà viva del Cristo sulla terra, e vanno bandite.
Nel migliore dei casi, si vuole che nessuno più soffra nel mondo; perchè chi gioisce, o crede di gioire, non sia turbato, nella coscienza, dal dolore degli infelici; e così nulla di ciò che è umano deve sopravvivere nel mondo. Si deve invece attuare ]a distribuzione e la assistenza regolare e meccanica nel funzionamento più impersonale ed esatto, affinché la bestia possa trionfare sulla terra, col suo numero d'uomo, al posto dell'Uomo universale Cristo Gesù. Si crede che il progresso, cioè Giuda, debba far presto a preparare la pasqua ut unum sint, e questa unità dovrebbe realizzarsi nello stato moderno, stato che si deve del tutto disinteressare della confessione dei cittadini perché la religione ha da essere soltanto un rapporto puramente individuale tra ogni singolo uomo e Dio; stato, perciò, le cui norme devono fondarsi sul più completo agnosticismo, mentre solo alla gerarchia sacerdotale sarebbe lasciato il compito di ordinare la Chiesa senza che questa possa esprimersi in nessun ordinamento civile.
Attilio Mordini – Il Tempio del Cristianesimo – pp. 195-197




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