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Discussione: Invito al voto

  1. #1
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    Predefinito Invito al voto

    Il 9 e 10 aprile a decidere delle sorti dell’Italia sarà paradossalmente chi non voterà, piuttosto che chi si recherà alle urne. L’Italia è infatti divisa tra la minoranza guidata dall’ex partito comunista, e la maggioranza che ad esso si è sempre opposto e si oppone. E mentre gli elettori della sinistra sono tutti determinatial voto, tra gli elettori di centrodestra è forte la tentazione di disertare.
    In tanti, infatti, serpeggia un sentimento di delusione. Si aspettavano una rivoluzione liberale che non si è ancora realizzata, si aspettavano che l’Italia cambiasse più e meglio di quanto non sia cambiata. Noi li comprendiamo, condividiamo con loro questo sentimento e vogliamo essere interpreti e garanti della loro volontà di un più deciso impegno a realizzare la rivoluzione liberale.
    Noi crediamo che in tante, troppe, occasioni la Cdl abbia peccato di ingenuità, di sudditanza nei confronti dei poteri forti, di incapacità di gestire il potere con la determinazione e la dignità che vengono dal consenso, di eccessiva ricerca del compromesso anche quando non era necessario, di estenuante litigiosità interna, di disattenzione e scarsa disponibilità ad ascoltare e a stare tra la gente, di incapacità a comunicare tutto il buono
    realizzato e di contrastare tutto il falso sparso sul paese dai nostri avversari e dai media con loro compiacenti.
    E, cosa più grave di tutte, di aver sottovalutato i tanti segnali di allarme che venivano dalle infelici prove elettorali degli ultimi anni.
    Noi siamo convinti che, nonostante tutto questo, il governo Berlusconi sia stato il migliore dal secondo dopoguerra.
    Che le tante riforme fatte siano state tutte importanti, coraggiose, intelligenti, necessarie e che abbiano dato inizio alla irreversibile modernizzazione dell’Italia e alla sua trasformazione in un paese fondato sulla libertà.
    Noi, però, sappiamo che le riforme hanno bisogno di tempo per manifestare i loro effetti, mentre gli italiani hanno dovuto scontare il prezzo di una crisi economica le cui responsabilità vengono da lontano, insieme al continuo attacco di una politica intrisa di odio nei nostri confronti, ai limiti della guerra
    civile, scatenata con cinismo e spesso con violenza fisica da una sinistra che non ha nulla a che fare con il laburismo e la socialdemocrazia delle democrazie occidentali.
    Noi diciamo ai delusi che quella rivoluzione è ancora a portata di mano, della stessa mano che segnerà sulla scheda la sorte dell’Italia e degli italiani.
    Noi ricordiamo ai delusi che quel popolo che ha sempre resistito attivamente all’equivoca egemonia comunista è ancora maggioritario nella società italiana, nel lavoro, nelle imprese, nelle professioni e nei cuori della gente. Ma rischia di diventare per la prima volta minoritario nelle urne, per nostra responsabilità
    e per loro delusione.
    Noi avvertiamo i delusi che la sconfitta della Cdl provocherebbe il crollo della speranza della gente libera che vedrebbe tramontare, chissà per quanto, l’unica occasione possibile di una rivoluzione liberale.
    Per questo rivolgiamo ai delusi un appello. E offriamo loro un impegno sull’onore per il quale chiediamo ancora 5 anni di fiducia.
    Lo chiediamo con l’orgoglio degli obiettivi realizzati, e con la volontà di fare di più e meglio.
    Noi siamo consapevoli che le grandi rivoluzioni liberali del nostro tempo, come
    quelle della Thatcher e di Reagan, si sono sempre realizzate con il secondo mandato, non con il primo. Il lavoro iniziato 5 anni fa deve essere compiuto.
    Noi ci impegniamo a batterci per un governo di persone competenti, che abbia e dimostri sempre una forte e visibile passione politica, capace di fare, ma anche di ascoltare, comprendere, rispondere e decidere.
    Noi ci impegniamo a lavorare ancor di più per Forza Italia, per farne un partito diverso dagli altri, dove si discutano ancor più apertamente idee, uomini e programmi, capace di rappresentare sempre meglio quel blocco sociale e politico che a Forza Italia ha dato in questi anni la sua fiducia, ma anche affidato una missione in parte incompiuta.
    Noi siamo con Berlusconi e a lui intendiamo garantire tutta la forza politica necessaria per resistere all’assedio soffocante della vecchia
    politica che spinge sempre, come è nella sua natura, a compromessi al ribasso.
    Tanto leali, quanto liberi: questa è la nostra identità e la nostra credibilità, insieme al nostro impegno a saper dire di no, a dire sempre la verità e a mostrarla ai cittadini, nonostante l’assordante rumore delle mistificazioni che provengono da quasi ogni parte.
    Chiediamo ai delusi di non disertare le urne, consegnando l’Italia a coloro che la riporterebbero indietro.
    Lo chiediamo con orgoglio, con passione, con animo libero e sincero, e col sentimento di chi è con gli italiani che lavorano, che producono, che rischiano
    tutti i giorni, che si affacciano al futuro e lo vogliono limpido e rassicurante, ricco di libertà e di opportunità.
    Gli italiani liberi possono vincere ancora.

    Renato Brunetta, Paolo Guzzanti su il Foglio

    saluti

  2. #2
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    Predefinito

    questo annuncio è stato pubblicato sul foglio, sul giornale, sul tempo, sul QN, libero, il giorno, italia oggi, l'opinione, il gazzetino

  3. #3
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    Predefinito E questo è uno dei motivi

    I girotondini non cedono, il Cav. è incompatibile.
    Colombo (ex Fiat ed ex direttore de L'Unità):"Si faccia come in America".

    Roma. Al confronto D’Alema e Fassino sembrano Bondi e Cicchitto.
    Paragonati a Furio Colombo, per esempio, che si candida con i Ds e non è un girotondino però promette questo al Foglio e ai propri elettori:
    “Appena entrato in Parlamento, non mi toglierò il cappotto – sempre che non faccia troppo caldo – prima d’aver depositato una proposta di legge sul conflitto d’interessi che renda incompatibili la proprietà di mezzi di comunicazione come Mediaset e qualsiasi ruolo di governo. A senso, non mi spingerei fino a chiedere l’ineleggibilità ma aspetto che un giurista mi spieghi bene la materia”.
    Questo intende fare, “per quel poco che conto”, l’ex direttore dell’Unità mentre ascolta come tutti le dichiarazioni con le quali i Massimo D’Alema e Piero Fassino assicurano che un’eventuale maggioranza di centrosinistra non obbligherà Silvio Berlusconi a vendere la propria azienda (anzi D’Alema ha perfino consigliato al Cav. di cedere tutto ai figli).
    Invece per Colombo “nei paesi civili non si può essere insieme proprietario dei mezzi di comunicazione non statali e di quelli statali su licenza della presidenza del Consiglio. La nostra è una situazione unica al mondo insieme con i casi della Russia di Putin, in cui l’Enzo Biagi di turno viene arrestato, e della Thailandia che è un paese in rivolta”.
    Precisazione ulteriore: “Quanto ai diritti civili e politici di Silvio Berlusconi, essi devono rimanere intatti compatibilmente con gli interessi degli altri cittadini”.
    Spiegazione: “E’ inaccettabile che una limitazione dei suoi privilegi sia considerata come una privazione di diritti. La sua proprietà delle televisioni è libera e totale fino a che non mi governa”.
    Il fatto che la dirigenza diessina la pensi diversamente non ispira in Colombo sentimenti polemici perché viene scavalcato dalla proposta di legge che lui sta elaborando “per importare la cultura di quella società di fatto che è l’America nella società di diritto europea”.

    Poi c’è Francesco Pancho Pardi che è un leader dei girotondini e da due giorni ha inviato all’Unità un articolo di replica all’appello promosso dal Foglio affinché il Cav. non venga espropriato delle sue proprietà o del diritto alla politica. “L’articolo dovrebbe uscire oggi – dice Pancho Pardi – e la notizia è che promuoveremo una legge d’iniziativa popolare per rendere ineleggibile Silvio Berlusconi. Sarà un’iniziativa formidabile di pressione civile”.
    Scontato secondo loro che il Cav. non possa più candidarsi a Palazzo Chigi, i girotondini cercheranno di “tornare alla lettera di una legge del 1957 che, se applicata, avrebbe impedito fin dall’inizio a Berlusconi di presentarsi agli elettori”.
    Neanche capo dell’opposizione
    Pardi non si stupisce dell’atteggiamento “accomodante e indolore” dei Ds: “Mi aspettavo questo riflesso di Pavlov, loro credono che, una volta vinte le elezioni, non ci sia più bisogno d’intervenire sul conflitto d’interessi berlusconiano; oppure che basti una cessione in famiglia di Mediaset per sanare una grave ferita istituzionale”. Invece no, i girotondini non resteranno inerti, ne stanno già dibattendo (“l’altroieri in Lunigiana”) e insomma nessuno creda che con l’Unione al governo si addormenterà la loro girotondeggiante vigilanza: “Non aspettiamo altro per ricominciare a muoverci, è la nostra leva principale d’intervento per dire all’Europa che anche da noi i proprietari di mezzi di comunicazione sono ineleggibili. Certamente sono incompatibili con l’esercizio del governo, ma a giudicare dalla crescente importanza dei media direi che non possono neppure stare a capo dell’opposizione. Devono stare fuori dalla politica”.

    Poi c’è Marco Travaglio che è il più disincantato di tutti e ha una memoria contundente che trasferisce nei libri e utilizza per colpire i vertici diessini: “D’Alema e Fassino non fanno passi indietro perché non hanno mai fatto passi avanti. La loro sarà una pagliacciata, devono fingere d’intervenire perché sennò la gente va a prenderli sotto casa. Ma quando parlano di blind trust vuol dire che non hanno intenzione di stabilire incompatibilità tra l’impegno politico di Berlusconi e il suo possesso di televisioni e giornali. Sono talmente comunisti e poco liberali da pensare che Mediaset sia un bene del paese e non di Berlusconi. Quando il Cavaliere disse: vendo a Murdoch, a sinistra risposero: non lo faccia, per carità, così arrivano gli stranieri. I Ds non hanno nessuna voglia di scontrarsi e fa loro comodo trovarsi di fronte a un grande conflitto d’interessi per crearsene uno più piccolo, come hanno tentato di fare nell’estate scorsa con l’affare Unipol-Bnl”.
    Secondo Travaglio, “fosse per Prodi il conflitto d’interessi berlusconiano verrebbe risolto radicalmente, ma gli azionisti di maggioranza dell’Unione non lo lasceranno fare”. Travaglio si produce anche in una genealogia dell’inciucio: “Vige ancora il patto di casa Letta, Gianni Letta, rivelato da Luciano Violante in Parlamento il 28 febbraio 2002”. In quella occasione, durante una discussione sul conflitto d’interessi, “Violante rassicurò Anedda di An invitandolo a consultare l’onorevole Berlusconi cui era stata data garanzia piena che non sarebbero state toccate le sue televisioni”. L’assicurazione – Travaglio lo spiega in un capitolo del suo libro “Inciucio” (è intitolato
    “Querciaset”) –risalirebbe appunto “a una cena tra il Cavaliere e D’Alema consumata nella sala da pranzo di Letta dopo la caduta del primo governo Berlusconi.
    Come ammise D’Alema medesimo nel gennaio del 1995 in un programma di Funari”. “L’unica posizione seria – conclude Travaglio – è quella che obbliga Berlusconi all’ineleggibilità. Invece l’inciucio prosegue e io mi chiedo se la manfrina di casa Letta avrà una scadenza”.

    In coda c’è il senatore dei Ds Stefano Passigli. Lui nel 2001, a poche settimane dalle elezioni, mentre l’Ulivo declinante cercava di riscrivere la legge sul conflitto d’interessi nella commissione Affari costituzionali del Senato, cercò di far passare il principio dell’ineleggibilità-incompatibilità. Oggi Passigli sostiene d’avere tra le mani “una formula risolutiva già esplorata in privato con alcuni politici di centrodestra che sarebbero d’accordo: “Però non gliela dico adesso dal momento che ho deciso di rivelarla domani in tv a Otto e mezzo. Al momento il senatore conferma che per la sinistra “è impossibile lasciare la legge Frattini così com’è. Ma bisogna fare una disciplina generale, legiferare senza prendere spunto dall’anomalia berlusconiana.
    Una proposta è quella già firmata nel 2002 da Fassino, Rutelli e dai capigruppo del centrosinistra: non obbliga alla vendita patrimoniale, lascia che sia un’Authority a valutare caso per caso”.
    Quella proposta non ammette la cessione del patrimonio ai famigliari. “Perché non risolverebbe il conflitto”.
    D’Alema ha detto che il Cav. può cedere tutto ai figli.
    “Era un modo di dire”.

    Sempre su il Foglio del 30 marzo

    saluti

  4. #4
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    Brunetta chi ?

    Ah,si,lo "SPILUNGONE"


  5. #5
    live long and prosper
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    Citazione Originariamente Scritto da normale
    Brunetta chi ?

    Ah,si,lo "SPILUNGONE"

    mi spiegate perchè l'altezza di una persona dovrebbe essere motivo di critica o pregiudizio???

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Libero
    mi spiegate perchè l'altezza di una persona dovrebbe essere motivo di critica o pregiudizio???
    Perché per i sinistri qualsiasi cosa è buona per demonizzare l'avversario
    Sono così, loro, sono razzisti ideologici.

  7. #7
    Ridendo castigo mores
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    risiamo al " turiamoci il naso" ...votando il " meno peggio" che comunque fara' schifo in quanto politicamente incapace quando non aiaddiruttura ladro ...

    in pratica la democrazia consiste nello scegliere se morire subito " di sinistra" o un po piu' dopo " di demenza" ...

    bella scelta' e bella democrazia vero ? ...Era meglio un governo "comunista" nel 1948 o solo nel 1996 ? la differenza non e' poca anche se comunque l' abbiamo preso nel c**o ..

    quindi vabbene , ancora una volta .. " forza mafia !!! " ..
    "dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
    Marx


    (graucho..:-))

  8. #8
    Ridendo castigo mores
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    Citazione Originariamente Scritto da brunik
    mAI SENTITO DALLA DESTRA UN COMPLIMENTO AL mORTADELLA, UNO CHE FA LA MARATONA IN 4 ORE.

    E' GIUNTA L'ORA DI RIPARARE.
    si ,io lo ammetto ..
    ....e' stato un grande atleta come mao..
    "dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
    Marx


    (graucho..:-))

  9. #9
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    Lo faccio io un appello al voto.

    AMICI, FORUMISTI, NON C'ENTRANO NIENTE DESTRA E SINISTRA.

    BERLUSCONI E' DI DESTRA? UNO CHE HA ASSUNO 50.000 STATALI E FATTO ESPLODERE LA SPESA PUBBLICA? NON DICIAMO SCEMENZE.

    PRODI E' DI SINISTRA? UNO CHE HA PRIVATIZZATO PIù DELLA THATCHER E CHE VA IN CHIESA TUTTE LE DOMENICHE? NON DICIAMO CASTRONERIE.

    LA VERA SCELTA E' SE ESSERE PRO O CONTRO BERLUSCONI E IL SUO SISTEMA DI POTERE.

    SE SIETE PRO BERLUSCONI, VOTATE FI, LEGA, AN, UDC.

    SE SIETE CONTRO IL BERLUSCONISMO E VOLETE ARIA NUOVA, VOTATE MARGHERITA, DS, UDEUR, DI PIETRO, VERDI, RIFONDAZIONE, PDCI, PENSIONATI, REPUBBLICANI EUROPEI, UNO TRA QUESTI IN BASE ALLE VOSTRE IDEE.

    PURTROPPO LA LEGGE CHE VI AVREBBE PERMESSO DI SCEGLIERE SEMPLICEMENTE TRA PRODI E BERLUSCONI E' STATA ABOLITA DALLA COSIDDETTA DESTRA, GLI ESPERTI DI BERLUSCONI HANNO CERCATO DI INTORBIDIRE LE ACQUE CON QUESTO TRUCCHETTO CHE CI HA PRIVATO DELLA LEGGE CHE AVEVAMO VOLUTO NEL 93.

    RICORDATE SEMPRE IL MONITO DI IVA ZANICCHI: E PROVIAMO STO BERLUSCONI, SE TRA 5 ANNI NON VA BENE GLI DFIAMO UN CALCIO NEL SEDERE.

    I 5 ANNI SONO PASSATI, BERLUSCONI NON E' ANDATO BENE, E' GIUNTA L'ORA DEL CALCIO NEL SEDERE.

    GRAZIE.

  10. #10
    Idealista DemoProletario :-)
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    Avete cancellato pure il mio post che metteva in risalto come quel tipo di stampa fosse inattendibile perche' ammanicata con Berlusca.....ma che modo di moderare e' questo!? Vi state plasmando il 3ad come lo volete....e questo non e' corretto!
    "HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!"

 

 
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