sai paolo, a proposito di cosa voglio, io non sostengo mica un modello economico per un altro. Ho un temperamento molto pragmatico in economia e non teorico. Capisco che a fronte di un capitalismo sfrenato e senza correzioni nasca marx, un capitalismo in crisi produca keynes, così come il socialismo reale abbia di converso Hayek e von Myses. Io sono solo convinto che il limite dell'economia italiana sia stata dato dall'impresa pubblica e dai difetti della pubblica amministrazione. C'erano comuni che hanno capitoli di spesa per sostenere i candidati elettorali nel maggioritario appartenenti alle loro stessa maggioranza per centinaia di migliaia di euro, per darti un'idea. E prima ancora era altrettanto. Quando d'Alema nel '99 va alla city di londra a dire che occorreva una rivoluzione liberale in Italia, era sulla mia stessa frequenza d'onda. Mica perchè si era convertito al liberalismo, ma perchè anche lenin si accorge nel 19 che occorre una nuova politica economica in Unione sovietica e riammette la proprietà privata, rivitalizza i kulaky e financo il libero scambio. E D'Alema al governo vuole fare la riforma delle pensioni e anche per quello lo sosteniamo. Solo noi però. Il programma di d'alema tramonta nel secondo mandato, viene stravolto con il governo amato e quando i ds tornano ad un congresso ci propongono la svezia. Scusa: e la rivoluzione liberale l'hanno fatta? Era una boutade la loro? Allora il mio sostegno a Berlusconi si spiega così: lui ha annunciato la rivoluzione liberale come l'annunziò d'alema. Come d'alema non l'ha fatta. Ma fino a quando non se la rimangia lo sostengo. Perchè magari disattende gli impegni, ma se prodi gli impegni li attende stiamo freschi. per cui io non sono affatto un liberista, come non sono un socialista. Sono per correggere gli squilibri. Fai un sistema svedese dell'italia e ti assicuro che ti ritrovi in sudamerica, perchè gli italiani nel giro di due anni chiameranno i colonnelli pur di toglierti di mezzo. Ora vado a lustrare la divisa, nel caso.




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