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Discussione: Tabelle sulla Droga

  1. #161
    vae victis
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    Citazione Originariamente Scritto da Isabella
    Ma che risposta è? Non si tratta di essere destri o sinistri, ma di capire se una legge è basata sul populismo più becero oppure se è realmente efficace. Crisbio, non fosse altro che quella gente si becca i miliardi per legiferare...

    Basandomi su quanto dice bigas (mi pare) la dose di coca consentita dalla legge basata sul principio attivo è superiore a quella letale (contradditemi pure se non ho capito bene). Ti rendi conto dell'ipocrisia di fondo?
    La dose letale è un argomento molto seggettivo e opinabile,penso che se metti 10 eseprti a confrontarsi fra di loro direbbero tutti una cosa diversa.

  2. #162
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    Ma ragazzi casualmente tutti siti pro-marijuana eh?

    Ma i dati che certificano che da certi effetti dove li mettiamo???

  3. #163
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    Citazione Originariamente Scritto da Ricky-PdCI
    Ma ragazzi casualmente tutti siti pro-marijuana eh?

    Ma i dati che certificano che da certi effetti dove li mettiamo???
    a me non sembra che il sito dell'aduc (associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori) si possa definire semplicemente "pro marjiuana".
    magari dacci un'occhiata eh?

    http://aduc.it/dyn/

  4. #164
    .
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    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc
    La dose letale è un argomento molto seggettivo e opinabile,penso che se metti 10 eseprti a confrontarsi fra di loro direbbero tutti una cosa diversa.
    Può essere, ma è una sostanza che in quelle quantità può essere più pericolosa di venti spinelli, eppure è consentita. Per quanto abbia provato ad informarmi e letto di pareri differenti, non ho mai sentito parlare di quantità letali di canne...

  5. #165
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    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc
    La dose letale è un argomento molto seggettivo e opinabile,penso che se metti 10 eseprti a confrontarsi fra di loro direbbero tutti una cosa diversa.
    però tutti e 10 direbbero che, mentre la cocaina ha una dose letale, la marijuana non ce l'ha

  6. #166
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    Citazione Originariamente Scritto da Ricky-PdCI


    Ciao
    mi si è cancellato il post

    cmq il punto fondamentale del tuo discorso è:

    "E' da punire l'essere in"sballo"per il pericolo di guida e di lavoro in determinate condizioni!"

    ed escludiamo (nonostante alcune contraddizioni) ogni intento diverso (la droga si usa per andare fuori l'alcool no... perchè partiamo dal presupposto che tu vieteresti anche il semplice consumo di alcool.... ed è così altrimenti ti sei fregato colle tue mani


    ora sappiamo che il rischio esiste (e che il legisl. la pensi come te, quindi che NON ABBIA pregiudiziali ideologiche contro le droghe o l'alcool, cioè che non sia bigotto) , il legislatore ha due strade:

    1) punire il momento in cui mette a rischio l'incolumità altrui (quando il tossico si mette in macchina)

    2) ovvero punire il momento in cui si droga.


    scegliere quindi in che momento anticipare la soglia della punibilità.

    qui (se come vogliamo evitiamo ogni atteggiamento ideologico) dobbiamo parlare di mera probabilità.

    per mettere in pericolo un terzo debbo:

    bere.
    mettermi in stato di non piena coscienza (il che non è necessariamente automatico, visto che la tolleranza alle sostanze varia da soggetto a soggetto)
    mettermi in auto (o fare altra attività potenzialmente pericolosa)
    (e già commetterei un reato di pericolo astratto- http://www.altalex.com/index.php?idnot=5614 - di per se piuttosto contestato)

    QUINDI NON C'è NESSUN AUTOMATISMO CHE PORTA ALL'EVENTO SUCCESSIVO.

    è una anticipazione immotivata della soglia della punibilità...punisci un pericolo astratto di un pericolo astratto che è potenzialmente applicabile a un sacco di attività umane (es. possesso di farmaci... ex sonniferi che tant'è che se ti pigliano sotto farmaci alla guida vale = che per le droghe...)

    mi dirai: il farmaco serve anche ad altro (oltre che allo sballo) VERO

    ma se tu usi questo schema non punisci + la potenzialità di pericolo dello sballo (che è identica a quella del sonnifero)... bensì lo sballo in se.

    DAI QUINDI UN GIUDIZIO IDEOLOGICO SULLO SBALLO STESSO: non gli riconosci valore positivo (e nemmeno neutro) ergo lo punisci a differenza di altra sostanza (sonnifero).

  7. #167
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    Citazione Originariamente Scritto da assata
    a me non sembra che il sito dell'aduc (associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori) si possa definire semplicemente "pro marjiuana".
    magari dacci un'occhiata eh?

    http://aduc.it/dyn/
    Scusa,parlavo del messaggio di Cristiano...che casualmente era un sito pro-marijuana...

    Non l'ho trovato nel database,mi puoi dare il link?

    Non mi avete ancora risposto sugli effetti cmq....

  8. #168
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    IL TOSSICOLOGO: NON ESISTE UNA DOSE LETALE PER LA CANNABIS Tratto da "Liberazione" del 03/03/2006, p.7
    «C’è bisogno di informazione non di proibizionismo». Lo stralcio Fini-Giovandi secondo Nunzio Santalucia, tra i fondatori di Forum Droghe, del centro culturale Canapa e dell’associazione Canapa terapeutica, medico nel Sert del carcere di Pisa

    di Emanuela Del Frate

    Pubblicato sulla Gazzetta il 28 febbraio scorso, dopo la firma di Ciampi, lo stralcio del Ddl Fini-Giovanardi in materia di droghe è legge. Tra gli elementi maggiormente criticati dall’opposizione e dagli operatori del settore c’è sicuramente la riduzione delle tabelle che individuano le sostanze stupefacenti. Infatti se la vecchia legge 309/90 individuava 6 tabelle in cui, le sostanze sottoposte a controllo, venivano suddivise per ordine di importanza e pericolosità, ora la distinzione riguarda soltanto le sostanze che vengono usate terapeuticamente. Tutte le altre, dalla marijuana all’eroina, passando per ecstasy, oppiacei e cocaina, fanno parte di un’unica tabella che non fa distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti. Di questo e degli altri devastanti effetti della legge, ne discutiamo con Nunzio Santalucia. Medico tossicologo, fondatore di Forum Droghe, del Centro Culturale Canapa e dell’Associazione Canapa Terapeutica, presta servizio nel Sert del carcere di Pisa sin dal 1983.

    Esistono dei parametri scientifici che supportano questa equiparazione tra droghe leggere e droghe pesanti? Hanno veramente tutte la stessa pericolosità?

    No, questa è un’equiparazione che non ha nessun valore scientifico. Di fatto questa legge introduce un’unica tabella in cui rientrano tutte le sostanze stupefacenti. Non sono stati presi in considerazione parametri fondamentali. Le sostanze dovrebbero essere distinte in base alla dose letale, al grado di dipendenza che producono, agli effetti collaterali. Se si prendessero in considerazione almeno queste caratteristiche, dovremmo mettere al primo posto l’alcool e i barbiturici, mentre i cannabinoidi occuperebbero soltanto l’ultimo posto. Non esiste una dose letale per la cannabis. O meglio, esiste, ma nessuno fumando spinelli, sarebbe in grado di oltrepassarla. Certo, anche i cannabinoidi hanno degli effetti collaterali che vanno assolutamente conosciuti, ma non c’è paragone con quelli causati da una sostanza legale come l’alcool. Basta pensare a cosa significa mettersi alla guida dopo aver bevuto o dopo aver fumato. Io sono stato un istruttore di guida e ho sempre ritenuto che, quando si sale in macchina, è come se si avesse alle spalle un bazooka. Bisogna, quindi, essere lucidi e sempre coscienti, non si dovrebbe usare nessun tipo di sostanza. Ma, mentre l’alcool produce euforia e, a volte, fa perdere il senso del pericolo, i cannabinoidi abbattono l’ansia.

    Di fatto, l’equiparazione delle tabelle, reintroduce il concetto di “dose minima giornaliera consentita”che era stato abolito con il referendum del 1991...

    Esatto...innanzitutto in questa legge non c’è il rispetto del popolo italiano che con il referendum ha scelto una strada ben precisa che punta alla non criminalizzazione del consumo e alla non punizione. Inoltre, trovo inconcepibile il fatto che degli scienziati, che la commissione che sta studiando in questi giorni le tabelle, possa decidere sul destino delle persone. Un giudice si troverà a decidere se un consumatore è anche spacciatore basandosi sulle dosi indicate dalle tabelle. Così, si potrà essere condannati per spaccio anche se, di fatto, non si è mai commesso il reato. Trovo che questa legge sia assurda. Mi piace parlarne usando la definizione di “assurdità” che si trova nel vocabolario Devoto: “contraria alla logica del pensiero, della parola, dell’azione (...) Assolutamente sconveniente, inattuabile, incredibile”.

    Lei è autore,insieme a Salvatore Grasso,del “Libro bianco sugli usi terapeutici della Cannabis”. Quali pensa che potranno essere gli effetti della legge sui pazienti che utilizzano i cannabinoidi come medicinali?


    Conosco tantissimi malati di Aids, di cancro di sclerosi multipla, di epilessia e di molte altre malattie, che si curano usando questa sostanza da anni, autodenunciandosi in molte occasioni. Dal momento in cui è stata approvata questa legge, mi sono arrivate moltissime telefonate di questi pazienti che mi hanno annunciato che loro sarebbero andati avanti. Anche nell’illegalità, pur rischiando l’arresto, non rinunceranno ad usare questa medicina. Ecco, io ora voglio vedere cosa accadrà, cosa si dirà ad un tetraplegico sulla sedie a rotelle, che riesce ad avere un sollievo immediato agli spasmi soltanto fumando lo spinello. Voglio vedere come si farò a negargli l’utilizzo dei cannabinoidi. Non riesco ancora a capire se ci sarà da ridere o da piangere. Probabilmente rideremo piangendo.


    Altro elemento fondante di questa legge è la parificazione delle strutture pubbliche,i Sert,con quelle private,ovvero le comunità di recupero. Quali pensa possano essere gli effetti?
    Ci sono molte persone che dicono che sia stata fatta con fini elettorali, altri sostengono che sia una legge populista. Io non credo assolutamente che sia una legge populista. Credo che il vero motivo dell’approvazione sia legato al suo aspetto l’economico. I fondi anti droga esistono ed evidentemente, devono essere erogati a delle strutture precise: quelle che abbracciano la filosofia della “tolleranza zero”. Sono gli interessi economici che hanno portato a dare ai privati la possibilità di fare una diagnosi sulle tossicodipendenze, al pari delle strutture pubbliche. Le comunità private fioriranno e, sicuramente, diagnosticheranno dipendenze da cannabis e ospiteranno migliaia di consumatori. Ovviamente, ad ogni ospite corrisponde una retta quotidiana che sarà pagata dal Governo. E’ questa l’assurdità economica. Abbiamo la certezza che il proibizionismo ha un costo elevatissimo e l’Italia non ha le risorse per concedersi questo lusso. Neanche la più grande liberalizzazione delle sostanze costerebbe così tanto.

  9. #169
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    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc
    La dose letale è un argomento molto seggettivo e opinabile,penso che se metti 10 eseprti a confrontarsi fra di loro direbbero tutti una cosa diversa.
    esatto

    ed oltretutto a mio avviso si deve parlare di tollerabilità...

    anche le sigarette se te le spari in vena sono letali e pure il latte

    non è questo il punto.

  10. #170
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    Completato l'iter della nuova legge: soglie più alte rispetto alla proposta Fini. Ma i limiti calcolati in base al principio attivo “non hanno certezza scientifica”, riconosce la Commissione

    A cinque giorni dalle elezioni nazionali, escono le tanto attese tabelle per la definizione delle quantità massime consentite per il possesso di stupefacenti. Rispetto alla prima formulazione della norma firmata da Fini crescono le dosi limite tollerate per cocaina, cannabis e eroina e vengono definiti particolari parametri di giudizio per la definizione dell'eventuale sanzione, amministrativa o penale, da parte del giudice.

    Secondo gli intenti, il lavoro della Commissione droga del ministero della salute, presentato questa mattina a palazzo Chigi dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi, dovrebbe facilitare il compito dei magistrati. “La definizione di una serie di criteri permette di uscire dalla assoluta discrezionalità del giudice, che finora ha deciso per pura casualità – spiega Giovanardi - Adesso, invece, l'attività della Commissione permetterà una sorta di scientificità della decisione finale”.

    Finora però i sette parametri di giudizio analizzati dalla Commissione non riescono a raggiungere un giusto grado di attendibilità. Per ammissione dello stesso coordinatore della commissione, il dottor De Giuli: “I sette criteri che si basano sulla quantità di principio attivo, sulla frequenza giornaliera o settimanale di assunzione e sulle stesse capacità delle sostanze di indurre condizioni disabilitanti e pericolose, non hanno ancora una certezza scientifica. Non del tutto sicuri della loro applicabilità. Ci siamo ancora dati del tempo per compiere verifiche certe e per adesso ci siamo limitati a puntare sul primo, e al momento più certo, criterio della Dose Media Singola”.

    Criterio che, secondo il rapporto presentato dalla Commissione, si basa sulla “quantità di principio attivo per singola assunzione idonea a produrre in un soggetto tollerante e dipendente un effetto stupefacente e psicotropo”. La Dose Media Singola, combinata ad uno specifico moltiplicatore variabile in base alle caratteristiche di ciascuna classe di sostanze, definisce la quantità di detenzione massima per non incorrere nella sanzione penale in:
    • 500 milligrammi di principio attivo, pari a 5 grammi di sostanza lorda (principio attivo 10%) equivalenti a 15/20 spinelli per la cannabis
    • 750 milligrammi di principio attivo, pari a 1,6 grammi di sostanza lorda (pa 45%) pari a 5 assunzioni per la cocaina
    • 250 milligrammi di principio attivo, pari a 1,7 grammi di sostanza lorda (pa 15%)pari a 10 assunzioni 10 assunzioni per l'eroina.
    “Questo particolare sistema di calcolo riuscirà finalmente a salvaguardare il semplice possessore dalle accuse di spaccio – dice Giovanardi – Inoltre i diversi gradi di sanzione stabiliti dalla legge permettono gradi di giudizio più equi”.

    Ma in quali tempi? La poca attendibilità dei criteri riconosciuta da Giuli e la difficoltà di quantificare rapidamente la percentuale di principio attivo presente nella sostanza, sembrano complicare, invece che agevolare, il lavoro della polizia e dello stesso magistrato impegnato nella decisone di possibili fermi o sanzioni.

    Questa la risposta del ministro: “Al momento del fermo la polizia potrà valutare facilmente peso, principio attivo e eventuale contesto di azione”.


 

 
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