SENZA SE E SENZA MA…..
CONTRO LA GUERRA E IL NEOLIBERISMO
ANCHE DOPO IL 9 APRILE
La campagna elettorale si sta rivelando molto dura e difficile. Se da una parte si assiste all’iniziativa mediatica del governo Berlusconi, che cerca disperatamente di recuperare il consenso perduto, dalla parte dell’Unione non è arrivato un messaggio forte e credibile di cambiamento e di alternativa alle politiche liberiste.
Il programma dell’Unione resta infatti dentro le coordinate delle politiche neoliberiste, a partire dal Patto di stabilità e dalla strategia di Lisbona; l’iniziativa di Rifondazione ha potuto solo temperarne alcuni elementi e introdurre qualche parziale correttivo. Anzi, le aspettative vengono mortificate da un’offensiva centrista e moderata dentro ai confini dell’Unione che ha trovato punti qualificanti nell’affondo sulla Tav, nel voto al parlamento europeo della direttiva Bolkestein, nella proposta di Prodi di riduzione del costo del lavoro, misura rivolta in gran parte alla Confindustria di Montezemolo.
Serve un salto di qualità nella proposta politica che non può essere schiacciata sul profilo programmatico dell’Unione ma che ha bisogno delle idee e delle proposte di una sinistra alternativa. Le idee e le proposte che, riteniamo, siano quelle fondamentali per battere Berlusconi.
Per questo proponiamo e sosterremo nella campagna elettorale alcune priorità programmatiche che affermino con nettezza che il “No alla guerra e al liberismo” continuerà anche dopo il 9 aprile, anche dopo un’eventuale vittoria del centrosinistra con un probabile insediamento del governo Prodi.
La prima priorità è “Abroghiamole tutte”, quindi la necessità di abrogare tutte le peggiori leggi del governo Berlusconi e non solo la Bossi-Fini: la legge 30, la legge Moratti, la legge sulle pensioni, la legge Fini sulle droghe, la legge 40 sulla fecondazione artificiale. Abrogare queste leggi non rappresenta solo una misura simbolica ma costituisce l’unico modo per impedire che il loro ridimensionamento o “superamento” costituisca il ritorno alle leggi del centrosinistra e cioè il pacchetto Treu, la Turco-Napolitano, la Zecchino-Berlinguer, la riforma Dini delle pensioni.
Non basta fare riferimento alla redistribuzione del reddito se non si adotta un sistema preciso per recuperare il salario perduto in venti anni di politiche liberiste. Per questo crediamo che il ripristino di una “Nuova scala mobile” sia una battaglia necessaria. Accanto a questo ci battiamo per l’introduzione del salario sociale per combattere la precarietà e l’aumento delle pensioni minime.
La precarietà si batte anche e in primo luogo ripristinando chiare rigidità nel mercato del lavoro a tutela del lavoro dipendente.
Il ritiro dall’Iraq deve essere certo e immediato.Ma l’Italia è presente anche su altri fronti, a cominciare dall’Afghanistan. L’impegno contro la guerra passa necessariamente anche dal ritiro da quei fronti, così come dalla riduzione delle spese militari, dalla chiusura delle basi militari straniere, dalla riconversione dell’industria bellica. E’ in questo quadro che ci battiamo contro il progetto di esercito europeo.
Lo stop alle privatizzazioni e alle liberalizzazioni va completato con un rilancio dell’intervento pubblico anche prevedendo nuove forme di ripubblicizzazione dei beni comuni e dei settori dell’energia, delle telecomunicazioni, dei trasporti, e della sanità.
Come Sinistra Critica siamo pienamente impegnati nella battaglia per cacciare Berlusconi e far avanzare le ragioni e gli interessi dei lavoratori, delle lavoratrici, dei precari, dei disoccupati, dei migranti.Vogliamo lavorare per creare le condizioni di una reale alternativa di società, di un cambio di sistema che non può che passare per una messa in discussione dell’attuale ordine sociale e economico.
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