
Originariamente Scritto da
cristiano72
Perchè il centrosinistra va fermato, è un titolo forte, soprattutto se proposto ai tanti che, legittimamente, ritengono opportuno non partecipare alla sagra del bipolarismo del pensiero unico globalizzatore e livellatore.
Tuttavia,anche a volere ammettere che non vi siano sostanziali differenze tra gli schieramenti, quanto riportato a pagina 254 del programma del centrosinistra è per chi scrive di gravità sufficiente per rivolgere un appello in senso contrario anche a chi non avesse sostanziali motivi per recarsi il 9 Aprile alle urne.
Il "golpe" , passato sotto silenzio o quasi in questa assordante campagna elettorale, è tutto in poche ma esaustive righe che riportiamo testualmente
"Né possiamo ritardare l’attribuzione di nuovi diritti sul piano
della cittadinanza: dobbiamo introdurre il diritto di voto alle
elezioni amministrative dopo un congruo numero di anni di residenza,
riformare la legge sulla cittadinanza, legandola per i
nuovi nati allo «ius soli», riducendo il tempo necessario per
l’acquisizione e rendendo espliciti e ben definiti i requisiti
per la naturalizzazione."
Ed è attorno a quelle due parole latine virgolettate, "ius soli" (diritto del suolo, contrapposto a "ius sanguinis", diritto del sangue"), che rischia di compiersi il più grave attentato dall'Unità d'Italia ad oggi all'identità etnica di questo paese.
Ius soli, infatti, significa, "brutalmente", che acquisisce cittadinanza italiana chi nasce in questo paese.
Sic et simpliciter. Se sono necessarie elementari cognizioni di diritto per cogliere il significato del termine, anche a chi è digiuno di materie giuridiche non possono però sfuggire le immediate conseguenze che una tale previsione comporterebbe: il figlio di non italiani, a prescindere da qualsiasi altro elemento, acquisterebbe di diritto la cittadinanza italiana solo per il fatto di essere nato in Italia.
Al momento non ci è dato sapere quali eventuali limitazioni l'eventuale maggioranza di centrosinistra voglia introdurre a fianco di questo principio (che, se come si deduce dal testo venisse introdotto senza alcuna previsione accessoria, comporterebbe l'estensione di cittadinanza anche a figli di clandestini appena sbarcati in Italia) ma a pare ovvio che, ammesso e non concesso che qualche limite si voglia introdurre,l'introduzione normativa riguarderebbe comunque i figli della grande maggioranza degli stranieri che vivono qui.
L'introduzione scardinerebbe il principio base a cui è legata in Italia l'acquisizione di cittadinanza, ovvero l' essere figli di cittadini italiani (il cosiddetto ius sanguinis).
L'impatto devastante su una situazione già di per sè precaria, non credo abbia bisogno di grandi commenti, basti pensare che in 5 anni, e solo per questa introduzione normativa, tra i 250.000 e i 300.000 figli di stranieri acquisirebbero cittadinanza italiana, con proporzioni che nel nord italia potrebbero sfiorare il 20% dei nati italiani.
Inutile dire che non sono necessarie doti di chiaroveggenza per prevedere che, introdotto questo principio, seguirebbero conseguenzialmente meccanismi di facile acquisizione della cittadinanza per i genitori dei "nuovi" italiani, e per la concessione agli stessi del voto prima amministrativo (come già enunciato nel passo citato), e poi politico.
Ed è in fondo questo, il fine ultimo di ciò che ci si appresta a fare sulla pelle di questo paese.
metadestra.altervista.org
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