Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Votare il meno peggio

  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Votare il meno peggio

    Ragazzi non si può pretendere troppo dalla politica italiana, ormai molti di noi lo hanno imparato a loro spese. Tuttavia è falso che i "politici siano tutti uguali", e ancora più falso che sia indifferente che al governo ci sia il Centrodestra o il Sinistra-EstremaSinistra. Non tutte le critiche dell'Opposizione al governo Berlusconi sono sbagliate, anzi talune sono proprio centrate. Non tutte le proposte di Romano Prodi sono disprezzabili o inattuabili, anzi....qualcuna sarebbe necessaria e opportuna. Tuttavia..... se si tirano correttamente le somme, mi pare evidente che lo schieramento rosa-rosso-verde non solo non possa rappresentare gli interessi generali del Paese, ne' quelli del "ceto medio" produttivo, meglio del CentroDestra, ma che si accinga a rappresentare un netto "ritorno al passato", riguardo alla concezione della politica, della gestione della "cosa pubblica", della relazione fra libertà e giustizia, fra libertà ed eguaglianza, fra Stato e famiglia, fra Stato e individuo, fra valori e interessi, fra tradizione e progresso, fra Italia ed Europa, fra Italia e Stati Uniti, fra Italia e Occidente, eccetera. Inoltre nella Disunione Prodinottista c'è letteralmente tutto e il contrario di tutto: i cattolici dossettiani "ruinisti", i mangiapreti radical-laicisti, la destra economica degli interessi forti della grande industria (quella della privatizzazione degli utili e della socializzazione delle perdite), l'anticapitalismo sfasciavetrine dei "centri sociali", l'estrema sinistra "antisionista" e antiamericana, i "kennediani" alla Veltroni...........
    Non credo che si possa fare altrimenti: turiamoci il naso, e torniamo a votare per la coalizione guidata da Berlusconi.

    Saluti liberali

  2. #2
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    da liberale sono molto deluso dal centrodestra, come molti d'altronde.
    ma andrò a votare turandomi il naso!

    la mia critica non va a berlusconi ma alla sua compagnia
    al sogno berlusconiano di una nuova italia più moderna, prospera e libera continuo a crederci

    dopo 5 anni di lontananza venerdi' ho deciso di riscrivermi a forza italia
    spero vinceremo, ma se perdessimo so che forza italia scomparirà
    mi sono riscritto perchè credo nelle mie idee e nei miei valori
    e se la nave, in cui ho creduto e a cui ho donato tante energie e speranze, affondasse io affonderò con lei!

    il coraggio è la virtù degli uomini forti e liberi!!

    alla mia libertà non rinuncerò mai
    come non rinuncerò mai ai miei sogni e alle mie speranze
    e non rinuncerò mai a cercare di trasmettere tutto il mio entusiasmo, la mia tenacia e il mio ottimismo a voi, amici miei
    in questi 2 giorni di elezioni passiamo farcela, dobbiamo farcela e ce la faremo!

    coraggio ragazzi! abbiate fiducia! tutti a votare per VINCERE!

    e come vi ho già ripetuto 1000 volte

    siate sereni

  3. #3
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    Non vedo altre alternative... votare per il csx vuol dire tornare al passato... e vuol dire anche pagare + tasse...
    Assolutamente, turarsi o non turarsi preferisco il cdx.

  4. #4
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    COSSIGA, VOTERO' PER LA CASA DELLE LIBERTA'
    VOTO STRATEGICO, NON PIENAMENTE CONVINTO E SOFFERTO

    Roma, 9 apr. (Adnkronos) - ''Ho con grande sofferenza deciso: pur avendo grande stima per Romano Prodi, per Massimo D'Alema, per Franco Marini (molto meno per l'onnivagante ed inaffidabile bravo ragazzo Francesco Rutelli!), ho deciso di votare per la Casa delle liberta'''. Ad annunciarlo, in una lunga dichiarazione, e' il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga''.

  5. #5
    SENATORE di POL
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    dal quotidiano LIBERO di oggi, la dichiarazione di voto del Direttore:

    "ELEZIONI VOTATE BENE FRATELLI

    di VITTORIO FELTRI


    Non regaliamo il governo a Mortadella e compagni. Che se vincono faranno la festa all'Italia

    I giornali della sinistra, cioè quasi tutti, esprimono sollievo per la fine della campagna elettorale di cui dicono peste e corna: la più cattiva, la più volgare, la più noiosa. De gustibus. Personalmente l'ho trovata stucchevole nella prima parte e appassionante nella seconda. È sempre stato così. Il clima si scalda con l'avvicinarsi dell'evento, ed è fatale che la fase conclusiva sia densa di punti esclamativi, intemperanze verbali, insulti e parolacce. I candidati al Parlamento sono uomini e donne, hanno un sistema nervoso che si logora con l'intensificarsi degli sforzi (anche fisici), e qualche volta si lasciano andare, perdono il controllo. Non c'è nulla di strano. Quasi nessuno rispetta il galateo a tempo pieno; il linguaggio scurrile ormai è familiare; si usa nelle scuole, nelle università, negli uffici, nelle case. Chissà perché tutti sono abilitati a tirare "porconi" eccetto i politici, considerati diversi quando, invece, sono per definizione i rappresentanti del popolo. Ebbene ci rappresentano sotto ogni aspetto, anche il peggiore. Paradossalmente, dovremmo esserne soddisfatti. Macché, fior di carrettieri con lingua da trivio si indignano perché dalla bocca di Berlusconi è uscito un ordinario "coglioni", pronunciato in un ambito ristretto, un'assemblea di commercianti. Una piccola coglionata si è trasformata in un casus belli. Alcuni tetri progressisti si sono spinti a pretendere le scuse pubbliche del Cavaliere. Hanno alzato la voce: ritira i coglioni e non azzardarti più a tirarli fuori. Vabbé. Il duello televisivo fra i due aspiranti premier è stato regolato in modo che somigliasse a una partita di canasta; è mancato solo il tè con i pasticcini. Tanto chiasso per i coglioni e neppure una protesta per le balle. Ne sono state raccontate a iosa, secondo prassi, di qua e di là. Quelli dell'Unione si sono lagnati dei toni aspri e di certe invettive, proprio loro che da dodici anni danno a Berlusconi del mafioso, del dittatore, per rammentare un paio di cosette simpatiche a lui dedicate con estrema eleganza. Siamo di memoria lunga. Nel 1994 un missino per bene quale Tatarella subì un linciaggio morale perché era stato nominato ministro: come, uno sporco fascista al governo? Lo subì per opera caritatevole degli stessi chicchettoni che oggi s'adontano se uno in tivù li accusa d'essere comunisti. Questa è curiosa: sono leader di partiti comunisti (bertinottiani o dilibertini) però si offendono se li definisci comunisti) A proposito di toni aspri, ieri Lietta Tornabuoni sulla Stampa accennava nel fondo ad alcuni slogan del 1948 a sostegno della Democrazia cristiana. Uno è interessante: "meglio un prete oggi che un boia domani". Si riferisce all'esigenza di respingere l'avanzata del socialcomunismo legatissimo all'Unione sovietica. Ho scritto "interessante" perché dimostra un fatto mai riconosciuto dai compagni. In quegli anni, con Stalin saldamente in sella, era noto agli avversari del Pci che la dittatura del proletariato era guidata da una gerarchia di assassini qualificati, altrimenti non si giustificherebbe quel boia nel citato slogan democristiano. Era noto a tutti tranne ai comunisti dell'epoca e pure delle epoche successive, visto che il Pci fu sciolto, anzi, rimescolato quarantadue anni dopo; ma due grumi sono rimasti: il Partito dei comunisti italiani e Rifondazione comunista. Come la mettiamo, compagni, con l'ignoranza che attribuite alla destra? Non ha torto il Cavaliere se in questa circostanza elettorale ha evocato il Quarantotto. Qui non si tratta semplicemente di esercitare il diritto di voto e decidere chi debba governare, ma anche di scegliere fra una coalizione raccogliticcia, male assemblata e poco affidabile, la Cdl, e una coalizione comprendente due partiti comunisti, un ex partito comunista, i Verdi (talmente verdi da essere rossi), i cattocomunisti della Margherita e minutaglia varia; una coalizione con due soli collanti: l'antiberlusconismo e un programma in cui la quota massimalista ha lasciato impronte profonde. D'Alema negli anni Novanta disse: vorrei un Paese normale. Bella frase, condivisibile, ma esprimeva un desiderio irrealizzabile per motivi storici. L'Italia repubblicana non ha mai avuto una autentica sinistra di governo, dato che questa era dominata dalla componente comunista guardacaso "alleata" di fatto con l'Urss, da cui era finanziata per fungere da quinta colonna in una nazione, la nostra, sottoscrittrice del Patto Atlantico. In piena guerra fredda, avevamo tra i piedi un Pci che svolgeva, su ordinazione sovietica, propaganda contro l'America ovvero il Paese del quale eravamo soci e che era in conflitto con la patria del socialismo reale. D'Alema e Fassino sono eredi di quel Pci che non hanno mai rinnegato; e sono in combutta con Diliberto e Bertinotti, comunisti dichiarati. Con gente simile in competizione per andare al governo, come si può aspirare ad avere un Paese normale? L'Italia fra l'altro non ha avuto nemmeno una destra "potabile" in quanto il Msi discendeva direttamente dal fascismo e An discende direttamente dal Msi. Quindi, da un canto una sinistra di derivazione comunista o ancora comunista; dall'altra una destra di derivazione fascista: ovvio che la democrazia fatichi a compiersi e che l'alternanza non rientri nella routine. Una distinzione però è d'obbligo, Mentre il fascismo è roba vecchia e non restaurabile, e nessuno ne teme il ritorno, il comunismo è roba recente e le ferite che ha prodotto sanguinano ancora e suscitano sentimenti di diffidenza. Cosa di cui la sinistra è perfettamente consapevole, tanto è vero che nella corsa a Palazzo Chigi non è rappresentata da un proprio leader, bensì da un alieno cattolico, Prodi, già boiardo di Stato, già ministro del governo Andreotti, dotato di un volto pacioso, con un eloquio ispirato e rassicurante. Un finto pacioccone scartato nel 1998 e ripescato nel 2005 proprio per attirare i moderati i quali si illudono che con lui capo il caravanserraglio progressista sarà innocuo. Ciao. Mortadella se tenterà di infilare nella mordacchia i musi di Bertinotti e Diliberto sarà buttato giù dallo scranno, come avvenne nel '98. Il problema dunque non è tanto avere la sinistra al governo, ma avere questa sinistra che non dispone di un Blair e di una base laburista, bensì di un burocrate quale Prodi e di una base vermiglia, antiamericana, pacifista, noglobal, tifosa dei fondamentalisti islamici, tollerante con chiunque minacci l'Occidente e la sua cultura (massì, superiore). E vi risparmio un altro pistolotto sulla politica fiscale dell'Unione, le cui tendenze rapinose sono chiare a tutti. Coglioni compresi. P.S. : scordavo di rivelare chi voterò, ammesso vi interessi. Senato: Forza Italia. Camera: Lega Nord. Perché Lega? Un voto di stima e di incoraggiamento a sopravvivere."

    Saluti liberali

  6. #6
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    Ora..... esco per votare.

    Senescentemente

  7. #7
    SENATORE di POL
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    Fatto. Come nel 2001. Anche allora pensavo di aver votato lo schieramento "meno peggio", ma all'epoca lo ritenevo comunque migliore di quanto si sia dimostrato. In ogni caso....l'accozzaglia di Sinistra-EstremaSinistra proprio non avrei potuto votarla.
    La mia preferenza è andata a Gianfranco Fini. Malgrado tutto e malgrado talune "componenti" del suo partito.

    Saluti liberali

  8. #8
    SENATORE di POL
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    Alla fine, tecnicamente, ha vinto il "più peggio". Anche se di strettissima misura e solo nella camera......dove votavano anche i giovanissimi "figli di operai".
    Ah...e gli italiani all'estero hanno fatto il resto.

    Saluti liberali

 

 

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