Risultato in bilico
Bisogna seguire lo spoglio dei voti fino all'ultimo seggio. I primi dati reali non confermano gli exit poll che attestavano un netto vantaggio del centrosinistra nelle politiche. Capiamo bene, quindi, coloro che in queste ore hanno consigliato prudenza, e ci prepariamo ad una lunga veglia elettorale per seguire lo spoglio fino all'ultimo voto. Crediamo che vi sia ancora una larga ed estesa incertezza nel risultato, come del resto è comprensibile sulla base di un ragionamento politico che non abbiamo mai smesso di fare.
Per il quale, se è vero che l'azione del governo è stata suscettibile di critiche e di atti controversi, così come la figura del premier è stata discussa non solo dagli avversari, ma anche in alcuni casi dai suoi alleati, tutto questo ha inciso sugli umori dell'elettorato; è altrettanto vero che un'alternativa credibile pretendeva una alleanza omogenea, dal profilo programmatico chiaro e ben definito, con un leader che comportasse una novità, cosa che il professor Prodi, come è fin troppo evidente, non può rappresentare. Le lacune di entrambi gli schieramenti consentono quindi un notevole equilibrio, lo stesso che si sta leggendo dalle proiezioni sui primi scrutini avvenuti.
Allora, vorremmo ancora sperare che gli italiani, nella loro maggioranza, abbiamo premiato e difeso una coalizione che ha saputo fronteggiare, nonostante i suoi difetti, una situazione molto difficile per il paese, ed ha indicato una piattaforma chiara per il rilancio economico, riducendo il peso dello Stato e mostrato una sostanziale compattezza nelle scelte della politica estera.
Dall'altra parte il professor Prodi, dopo aver presentato un programma di pesante aggravamento della condizione fiscale per tutti i contribuenti, ha già enunciato che il suo principale compito politico sarà quello di ripristinare la concertazione, e poi di decidere. E la sua concertazione non riguarda solo le parti sociali, ma le stesse forze di maggioranza, che sino all'ultimo si sono contrastate e che si contrasteranno. E c'è da credere che se poi dovesse decidere per le une o le altre, la sua maggioranza verrebbe meno come accadde già nel '96. Questo significherebbe una lunga fase di instabilità ed incertezza, che speriamo l'Italia si risparmi. Aspettiamo prima di fare considerazioni, che in ogni caso potrebbero essere avventate.
Roma, 10 aprile 2006
tratto da "Il Portale di Nuvola Rossa"
http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=2311






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