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Risultati da 81 a 90 di 96

Discussione: Che scoppola !!!

  1. #81
    più unico che raro
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    Citazione Originariamente Scritto da demos77
    Rizzo dice che la Rosa nel Pugno si può fare da parte perchè i sui seggi non contano...(ieri sera a Liberitutti).
    Complimenti a tutti gli elettori della Rosa nel pugno!
    Invece di stare nella coalizione di csx perchè non dar vita ad un movimento autonomo all'interno del cdx che abbracci tutte le forze liberali e liberiste del nostro paese, giovani sostenitori di RL, che condividono con voi gli stessi valori. Aprire una discussione sul punto acciocchè all'interno del cdx possa affermarsi una forza liberale laica ( non laicista) che si confronti con gli alleati della coalizione di cdx.Ciò può comportare una resa dei conti con gli ordodossi cristiani dell'UDC...ma dialoghiamo senza scontri...perchè la rivoluzione liberale e liberista può affermarsi soltanto all'interno del centrodestra...il nostro elevato numero potrebbe condizionare le scelte dei dirigenti!!!!!
    con chi sostiene e vota un populista affarista-arraffone-sbruffone non cè alcun valore in comune e nessun margine per un dialogo...con chi sta dalla parte dei Bossi, Calderoili, Borghezio, Buttijone, Giovanardi, Bondi...non cè nessuna rivoluzione liberale...solo bigottume, razzismo, egoismo e ignoranza...

    la scelta di stare a sinistra come negli anni 70 e 80 è e dev'essere strategica, per cambiare e far evolvere la sinistra italiana.

  2. #82
    fmnicosia
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    Rizzo è un maiale, ma magari l'avrà vinta. Quanto alla tua proposta, mi ricorda discussioni antiche con altri delle tue posizioni, che non capivano un piccolo dettaglio: che la destra i radicali non li vuole proprio (linea Giovanardi), a meno che non siano radicali di complemento sterile alla RL. Comunque la cosa che preferisco del tuo intervento è "acciocchè".

  3. #83
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    Citazione Originariamente Scritto da Liberalix
    con chi sostiene e vota un populista affarista-arraffone-sbruffone non cè alcun valore in comune e nessun margine per un dialogo...con chi sta dalla parte dei Bossi, Calderoili, Borghezio, Buttijone, Giovanardi, Bondi...non cè nessuna rivoluzione liberale...solo bigottume, razzismo, egoismo e ignoranza...

    la scelta di stare a sinistra come negli anni 70 e 80 è e dev'essere strategica, per cambiare e far evolvere la sinistra italiana.
    chapeau alla coerenza nonostante il voto. siate persuasi che dovrete farlo senza i radicali. per carità il tentativo è nobile sul lungo periodo; molto lungo visto come si mette l'elettorato di sinistra in Italia e come ragionate voi su Berlusconi.

    Perchè Berlusconi resta, nonostante i vostri tentativi di scegliervi l'avversario.
    e spero che dopo berlusconi venga uno con la tenacia di berlusconi

  4. #84
    Silente
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    Citazione Originariamente Scritto da fmnicosia
    Se io faccio finta di non capire tu proprio non capisci. Quello che potranno fare i radicali non lo so e lo vedremo, così come vedremo l'apporto di Rizzo. Certo è che affidarsi alla linea di quest'ultimo vorrebbe dire per l'Unione non vincere mai più un'elezione. Capisco che la prospettiva ti alletti.

    la prospettiva non solo mi alletta ma facendo i conti con i voti e sentendo Prodi parlare credo che si concretizzi.

    il primo banco di prova è la politica estera e la legge ad personam contro berlusconi che non sicuro la RnP appoggerà.

  5. #85
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    Citazione Originariamente Scritto da Hayekfilos
    chapeau alla coerenza nonostante il voto. siate persuasi che dovrete farlo senza i radicali. per carità il tentativo è nobile sul lungo periodo; molto lungo visto come si mette l'elettorato di sinistra in Italia e come ragionate voi su Berlusconi.

    Perchè Berlusconi resta, nonostante i vostri tentativi di scegliervi l'avversario.
    e spero che dopo berlusconi venga uno con la tenacia di berlusconi
    siamo consapevoli che dovremmo farlo senza alcuni radicali, pochissimi, che hanno scelto il centrodestra populista ed arraffone, che se ne frega delle istituzioni e che non ha rispetto per gli avversari..

  6. #86
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    Predefinito I piccoli exit poll di Christian Rocca

    di Luigi Castaldi

    Sul Foglio, mercoledì 12 aprile, Christian Rocca firma un articolo assai balzano, probabilmente per non guastare il tono dell’intera pagina che, insieme al suo, contiene altri tre articoli, balzani almeno tanto quanto: uno nel quale si cerca di dimostrare che a uscire sconfitto dalle elezioni del 9 aprile è Romano Prodi; un altro nel quale si cerca di dimostrare che il vero vincitore è Pierferdinando Casini; e un terzo nel quale si fa l’analisi delle rughe mimiche di Piero Fassino, cercando di dimostrare qualcosa, sì, può darsi, ma a va’ a capire cosa. Saprete com’è al Foglio, d’altronde: il cazzeggio e il sussiego si reggono l’un l’altro, sicché, se sono bilanciati a dovere, ciò che è balzano sembra molto serio. Non così l’articolo di Christian Rocca, poco serio fin dal titolo: “Fossi iscritto, chiederei un congresso per eleggere Della Vedova segretario”, la miglior specie del pasticciare per pasticciare.

    “Della Vedova segretario”: di cosa, gentilmente? Di Radicali Italiani, forse? Risulta a Rocca che Della Vedova sia iscritto a Radicali Italiani per il 2006? Come può diventarne segretario, se nemmeno è iscritto? Ma forse Rocca intendeva dire “segretario” della Rosa nel Pugno? Come sopra: Della Vedova non ne fa parte. Della Vedova è, allo stato, uno dei peones di Forza Italia, incidentalmente iscritto al Partito Radicale Transnazionale: nulla di più, nulla di meno.

    Immaginate che un giorno mi venga l’uzzolo di scrivere per Notizie Radicali un editoriale dal titolo “Fossi iscritto al Nuovo Psi, chiederei un congresso per eleggere Bobo Craxi segretario”. Bobo Craxi non c’entra niente col Nuovo Psi, di cui è segretario Gianni De Michelis: è nella stessa situazione di Benedetto Della Vedova, che non c’entra niente con Radicali italiani, di cui è segretario Daniele Capezzone. Bobo Craxi è passato alla coalizione opposta a quella nella quale è schierato il Nuovo Psi: è nella stessa situazione di Benedetto Della Vedova, che è nel centrodestra, mentre Radicali Italiani (soggetto politico tra i costituenti della Rosa nel Pugno) è nel centrosinistra. Bobo Craxi ha coltivato un sogno grandioso, ne ha ricavato una candidatura gentilmente offerta dai Ds: è nella stessa situazione di Benedetto Della Vedova, ma con felice vantaggio su Bobo Craxi, che non è stato eletto.

    Scelte legittime, sia chiaro. Ma, se io scrivessi un editoriale con quel titolo, sarebbe altrettanto legittimo da parte dei socialisti del Nuovo Psi considerarmi un cretino o un provocatore. Nel caso di Christian Rocca, da radicale, io sono assai indeciso. Cretino, tenderei ad escluderlo, sulla fiducia. Provocatore? Per conto di chi?

    “Marco Pannella fuori dal Parlamento, come da quattordici anni”: nel commentare i risultati elettorali della Rosa nel Pugno, Christian Rocca apre allo stesso modo di Bruno Vespa a Porta a porta. A leggere l’articolo sembra d’intravedere lo stesso sorrisetto obliquo. E sì che Christian Rocca ci tiene a far sapere che lui è un radicale ed è un amico. Tanto è un amico e tanta era la voglia di vedere Pannella in Parlamento, che ha deciso di votare Forza Italia, “malgrado Silvio Berlusconi sia il responsabile principe della mortificazione dei liberali nel centrodestra”, ammette. Si scusa, ma proprio non ce la faceva a stare in una coalizione nella quale ci sono Di Pietro, Diliberto e Bertinotti: ha votato per quella nella quale ci sono Giovanardi, Calderoli e la signora Mussolini, che sono assai meglio.

    Le cose sono andate come sono andate. Quattro giorni fa non c’era un solo radicale in Parlamento, oggi c’è una pattuglia di 18 eletti della Rosa nel Pugno e almeno la metà viene dai Radicali Italiani. Ma scrive Rocca: “Il fallimento elettorale della Rosa nel Pugno è clamoroso e ampiamente meritato”. E’ un fallimento clamoroso? Si poteva fa di più? Ma certo, è sempre così. E, poi, perché negarlo? Tutti i militanti della Rosa nel Pugno speravano di più: a dispetto della difficoltà che ogni novità incontra sul “mercato” elettorale; a dispetto dei mezzi economici al lumicino; dell’ostracismo televisivo, riconosciuto dall’Authority; dello speciale veto vaticano capillarmente diffuso fino all’ultima parrocchia di Lampedusa; a dispetto della brillante operazione lista-civetta di quel Benedetto Della Vedova che, partito col dire che, sì, lui andava nella Cdl, ma mica avrebbe usato l’aggettivo “radicale” a mo’ di pecetta, chiudeva la sua campagna elettorale dicendo che i veri radicali erano d’un tenero color salmone. Sì, a dispetto di tutto questo, i militanti della Rosa nel Pugno speravano almeno nel 3%, qualcuno addirittura di più, il 4%. Quelli della Cdl – Rocca compreso – non speravano di vincere le elezioni? Quelli dell’Ulivo non speravano di superare il 35%? Quelli della Fiamma non speravano almeno in un seggio? A dispetto di tutto, i militanti sperano, sono fatti così.

    Le cose sono andate come sono andate. E’ un fallimento clamoroso? Per Rocca sì. Qual è stato l’errore? “La laicità dello stato […] Come se davvero l’Italia corresse il rischio di trasformarsi in una teocrazia, soltanto perché Camillo Ruini, che non è il rappresentante di uno stato straniero ma dei vescovi italiani, interviene nel dibattito pubblico”. Che avremmo dovuto fare? Tenerci buono il cardinal Ruini, probabilmente. Chessò, come Rotondi o Mastella. Già, quanti seggi hanno preso Rotondi e Mastella?

    Le cose stanno come stanno. Ma rimane una questione: Christian Rocca ha fatto un “piccolo exit poll” tra i suoi conoscenti, radicali almeno quanto lui: tutti hanno “votato Caimano”. La qual cosa fa scrivere a Christian Rocca che il 2,5% raccolto dalla Rosa nel Pugno “sia in maggioranza un voto socialista”, i radicali veri, i radicali come lui, hanno votato Cdl. Regge il cazzeggio, mantenendosi al sussiego? Giudicate voi: in Campania, l’anno scorso, lo Sdi raccolse il 5,4% e quest’anno la Rosa nel Pugno ha raccolto il 2,6%. Verrebbe voglia di chiedere a Christian Rocca se abbia conoscenti in Campania, per commissionargli un altro “piccolo exit poll”.


    Notizie Radicali - 13 aprile 2006

  7. #87
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    Predefinito

    balzano assai questo Gastaldi

    diciamo però che siccome me lo hai messo a mo' di specchio

    devo dire pure che è tenero e commovente nella difesa dell'operazione Rosa nel Pugno.

    sempre meglio Rosa nel Pugno al Governo che Brodi e stRizzo, Cozzutta e l'orgoglioso comunista Diliberto

    ecco io preferirei Rosa nel P al 26%

    e mo' basta strapparsi gli stracci di dosso qui che Bertinotti è già al lavoro e dovreste esservi pure voi

  8. #88
    fmnicosia
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    Un appunto su Rocca: Ruini è italiano, ma dipende da uno Stato sovrano estero. Fu piuttosto sottaciuto, ai tempi del referendum sulla legge 40, che alla fine fu lo stesso papie (come lo chiamava Dario Fo ai tempi anticlericali di Mistero Buffo) a fare l'appello per l'astensione, suggellando ufficialmente e pubblicamente, in occasione solenne, l'operato del Ruini. Tutti fecero finta di non vedere, sentire e capire. Ricordo il vertice toccato da Ciampi quando gelò l'ex ufficiale delle SS dicendo: "Quando vengono a trovarmi i capi di Stato esteri io ho l'orgoglio di dir loro, indicando la cupola: Guardate, là c'è un ALTRO Stato, ergo non mi cagare il cazzo". E Misiratzi abbozzava.

  9. #89
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    Predefinito tratt da http://www.pri.it

    Rosa nel Pugno: presenza deludente, ecco i motivi/Differenze nei programmi economici e un anticlericalismo troppo acceso

    Se la provocazione diventa intolleranza

    A leggere superficialmente il risultato deludente della Rosa nel Pugno, si potrebbe giungere ad affrettate conclusioni: in base queste, portare avanti un programma tutto improntato sulla laicità non paga. E questa volta non si può dire che l'esposizione mediatica degli esponenti radicali e socialisti non sia stata massiccia.

    Senza voler entrare nelle questioni interne a quella formazione politica, possiamo invece, noi repubblicani, fare alcune considerazioni sugli errori che sono stati fatti e sulle possibili prospettive. Possiamo portare avanti tali riflessioni proprio perché la difesa della laicità dello Stato è da sempre una battaglia che combattiamo.

    A mio avviso, gli errori compiuti sono stati più di uno. Innanzitutto quello dell'alleanza. Come poteva una formazione che si ispira all'atlantismo in politica estera e che si dichiara a favore delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni, allearsi con il centrosinistra? Con esponenti che nelle piazze inneggiano alla tragedia di Nassirya? Con un leader, Romano Prodi, che nei giorni scorsi, alla Tv araba Al Jazeera, ha dichiarato di voler rivedere i rapporti con Hamas, aprendo così al nuovo governo palestinese, quando il resto della comunità internazionale è propenso a chiudere? Con forze che ritengono le privatizzazioni e le liberalizzazioni un male sociale? Che vogliono abolire la legge Biagi?

    Certo, le coalizioni di oggi sono quanto di più eterogeneo il panorama politico - di destra e di sinistra - possa proporre. Però, per un laico liberale ci sono alleanze più difficili da stringere rispetto ad altre.

    Ma errori sono stati compiuti anche da un punto di vista ideologico, oltre che di metodo. Si è confuso il concetto di laicità con il laicismo, che come tutti gli "-ismi" ha in sé i germi della intolleranza. Su questo punto non dobbiamo fare confusione. La Chiesa ha diritto di esprimere le proprie opinioni e di parlare alle coscienze: anzi, sorprenderebbe il contrario. La visione laica della vita non è visione non religiosa. La Fede è cosa che riguarda la sfera personalissima di ogni individuo e in quanto tale da rispettare. Quindi in un contesto di rispetto reciproco e di vivere civile ogni singola persona può, se vuole, farsi guidare dalle proprie convinzioni religiose. Nulla in contrario, anzi. Quando invece il concetto di laicità si tramuta in una cieca battaglia a tutto campo contro la religione, e contro la Chiesa cattolica in particolare, allora si sfocia nel laicismo e da qui nell'intolleranza.

    Professare la laicità dello Stato non vuol dire rinunciare alla razionalità e al rispetto.

    Laico è colui che sa di poter sbagliare, colui che non ha una verità precostituita da difendere fino alla morte, colui che accetta che su un determinato argomento il proprio interlocutore possa aver ragione. In questo, come possiamo dire laici i Verdi o i Comunisti? Appaiono piuttosto come dei manichei, gnostici depositari di una verità assoluta e fautori di una politica "palingenetica" portatrice inevitabile di schiavitù. E per questo possono bene essere considerati ancor più pericolosi della Chiesa.

    E questo errore ideologico è necessariamente connesso ed intrecciato all'errore di metodo. Nel portare avanti certe battaglie, i modi provocatori da oltranzisti anti-clericali, anche se pagano da un punto di vista mediatico, non sempre pagano per quanto riguarda il consenso, che difficilmente viene attratto o si consolida. Piuttosto la provocazione e i metodi estremi rischiano di attirare antipatie e di farsi bollare per intolleranti proprio da coloro verso cui quest'accusa è rivolta.

    Professarsi laico significa affrontare i problemi con pragmatismo, senza farsi guidare da alcun dogma, di qualunque matrice esso sia. A mio avviso, essere laici significa innanzitutto saper ascoltare le convinzioni altrui ed eventualmente provare a confutarle difendendo le proprie.

    Insomma, da queste elezioni esce sconfitto il laicismo e non il concetto di laicità, quest'ultimo proprio del pensiero liberaldemocratico e repubblicano, che è - e resta - immutato.

    Oggi è quanto mai avvertita la necessità di uno Stato veramente laico, che sappia creare dialogo e non scontro, che metta al bando ogni forma di anticlericalismo, intolleranza e dogmatismo ideologico. Per far questo non bisogna lasciarsi condizionare dal risultato deludente di alcune forze politiche che hanno fatto della laicità (meglio, del laicismo) la loro bandiera.

    Piuttosto, rilanciando la laicità nel senso sopra descritto, si potrà aprire una prospettiva politica di rilievo.

    Giovanni Postorino, Federazione
    Giovanile Repubblicana (Fgr)

  10. #90
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da nuvolarossa
    Piuttosto, rilanciando la laicità nel senso sopra descritto, si potrà aprire una prospettiva politica di rilievo.

    Giovanni Postorino, Federazione
    Giovanile Repubblicana (Fgr)
    ah si...tipo la presenza politica di rilievo del PRI 0,13%, 45.000 voti....3 eletti in un altro partito, il partito + laico e liberale del pianeta...

 

 
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