Sì... la CdL elegge direttamente "Pergine - Fiemme - Fassa" e "Trento" con i resti... e pensare che un tempo qui imperversava il MSI!


Sì... la CdL elegge direttamente "Pergine - Fiemme - Fassa" e "Trento" con i resti... e pensare che un tempo qui imperversava il MSI!


Non lo trovo trovo tra i dati del MI.


Musi è stato eletto in Campania 2.


Prima di scendere nel merito delle piaghe del nostro micromondo repubblicano, vorrei fare qualche considerazione generale su queste elezioni.
Chi ha vinto.
Ha vinto il centrosinistra, oggi forse lo potremo confermare con qualche certezza in più, dal momento che il voto degli italiani all’estero ci è venuto in soccorso, rivelandosi un boomerang micidiale per tutta la destra. Certamente però è una vittoria a metà, risicatissima, piena di incognite. E’ probabile che un governo Prodi riuscirà a tenersi in piedi anche al Senato, contando pure su qualche trasfugo dalla CdL e sull’appoggio della maggioranza dei senatori a vita. Ma certamente non si tratta di una vittoria da declamare con la faccia di bronzo, come è stato fatto impudentemente dal palco in piazza Santi Apostoli ieri sera. Gli elettori non sono una massa di imbecilli: hanno capito che il risultato è stato molto debole e deludente, che non ci aspetterà un periodo tranquillo, che Berlusconi è sempre lì, che in definitiva c’è ben poco da festeggiare. Le facce stralunate e cadaveriche di Rutelli e Fassino alle spalle di un Professore inspiegabilmente su di giri, la musica di Fossati mandata a palla per coprire il silenzio sgomento della folla, erano lo specchio di una situazione surreale, di una vittoria da sbandierare a dispetto dei santi.
Adesso sarà tutto molto difficile. Berlusconi resta al suo posto ancora per più di un mese. Ciampi ha un compito delicato che si accavalla alla scadenza del suo mandato, e gestire in queste condizioni il passaggio di consegne del governo e della Presidenza della Repubblica non sarà per niente facile, con un percorso tutto da costruire, ricco di insidie e di possibili colpi di scena. La destra contesta i risultati e reclama un governo istituzionale. La sinistra ha l’esigenza di irrobustire la propria maggioranza. Siamo solo all’inizio di un tunnel, e non sappiamo davvero se e come ne usciremo.
I risultati.
I risultati sono per certi aspetti sorprendenti.
La destra ha retto bene, e tutta quanta. E’ cresciuta l’UdC, An e Lega non hanno perso voti (la Lega, mi pare ne abbia perfino guadagnati), e soprattutto è mancato il tanto agognato crollo di Forza Italia. Una flessione c’è stata, ma ben più contenuta rispetto alle aspettative che le recenti tornate elettorali avevano alimentato. Un italiano su quattro vota ancora per Berlusconi, lo vuole, lo ammira, lo sostiene. Questa è la cruda realtà. E questa è, al di là di ogni altra cosa, la peggiore sentenza uscita dall’urna. Una verità che fa perdere la fiducia nei nostri concittadini, una verità che rende il Paese perennemente spaccato e che non sana le ferite della nostra democrazia.
A sinistra, l’Ulivo non ha sfondato, ma ha vinto la sua scommessa. Ds e Margherita sono rimasti al palo, mentre l’Ulivo ha raggiunto quasi 3 punti in più dei suoi componenti sciolti. La strada verso il Partito Democratico è ora in discesa, ed è molto probabile che il processo riprenderà quota con più vigore e determinazione. E’ un dato oggettivo, che nulla ha a che vedere col giudizio di merito che ne si può dare, e con l’opportunità di aderirvi o meno.
C’ è da notare però che, proprio al mancato decollo dell’Ulivo (31,2% a fronte di un 33-34 possibile) hanno fatto da controcanto tutte le forze minori, ciascuna a vario titolo premiata, con la sola eccezione dell’Udeur: la Rifondazione “governativa” ha tenuto alla Camera, e ha tracimato al Senato; Diliberto ha ottenuto un buon successo personale; i Verdi sono andati discretamente; Di Pietro si è rivelato una vera e propria sorpresa. Dato per clinicamente morto e a forte rischio di sbarramento, ha dribblato l’ostacolo sia alla Camera che al Senato, portando una nutrita truppa di parlamentari (Ossorio compreso). Infine la Rosa nel Pugno: non ha strabiliato, ha preso il minimo sindacale, ma si conferma un progetto in grado di pesare, un nucleo di partenza su cui costruire nel tempo qualcosa di più solido. A differenza delle aspettative di molti, dunque, l’elettorato di sinistra ha diversificato le sue scelte, ha voluto dare peso anche alle forze minori, che tutte insieme fanno un 18-20%, contrapposto all’idrovora ulivista.
La legge elettorale.
I risultati dimostrano che questa legge è potenzialmente buona, ma concretamente sbagliata. Funziona bene la Camera, non il Senato. In una situazione di sostanziale pareggio, il premio di maggioranza su base nazionale garantisce a chi ha un solo decimale in più di governare con un largo margine. Il Senato invece, è un disastro, perché schiavo di una riforma costituzionale aberrante. Questo dovrebbe indurre da un lato i cittadini a bocciare sonoramente la devolution al referendum, dall’altro il sistema politico ad adottare i necessari correttivi a questa legge elettorale.
Il proporzionale con premio di maggioranza può funzionare molto bene. E gli italiani hanno votato in massa, con questa legge. Motivo in più per non gettare in mare il bambino con l’acqua sporca.


Aggiungo alle perfette annotazioni di Paolo, che con il vecchio sistema (Mattarellum), Berlusconi avrebbe rivinto le elezioni. E' stato proprio il tanto avversato proporzionale a garantire la vittoria al csn. Nel nostro campo, personalmente sono molto soddisfatto dell'esito elettorale. I Repubblicani per l'Unione hanno eletto Ossorio parlamentare nelle liste di IDV. E' stato premiato, lasciatemelo dire, un lavoro serio di anni. Qualcuno, nell'area repubblicana del csn non ha voluto stringere alcun accordo con noi (per motivi che dovrò sempre capire), impedendo che si iniziasse a ricreare un nucleo repubblicano compatto nell'Unione. Oggi questo qualcuno lascia a quanto vedo solo un grosso cumulo di macerie.


Benissimo, bravo Ossorio che ha giocato su tutti i tavoli possibili ed immaginabili per avere il suo posticino, e solo per lui, occhio, mica per altri. Noi nel nostro disastro almeno la faccia ce l'abbiamo messa, è andata male, pace , la vita dei Repubblicani non è finita ieri, figurati te......a proposito, ora a chi lo lascia il posto alla regione??
saluti
echiesa


Boh. Con due soli simboli, Prodi contro Berlusconi, mi piacerebbe sapere come sarebbe andata a finire. Nel 2001 l' Ulivo aveva preso dai partiti della destra oltre 1 milione di voti, adesso molta gente mica lo sapeva che votando Casini votava Berlusconi.Originariamente Scritto da Giuseppe Gizzi


Non è un paradosso, credo che sia andata veramente così.Originariamente Scritto da brunik


Vivissime felicitazioni per l'On. OSSORIO, forse un embrione di qualcosa che sarebbe già potuto nascere . . .Originariamente Scritto da Giuseppe Gizzi
Saluti


Il problema, Brunik, è che oltre a Casini, la gente ha rivotato Berlusconi. Il Cavaliere è rimasto in piedi, non è stato travolto da questo suffragio. Può benissimo continuare a reggere la coalizione, a tenere in ostaggio i suoi alleati, ad insidiare il governo e ad imbarbarire il sistema.Originariamente Scritto da brunik
Ho paura che chi sognava il ritorno del Cavaliere nella sua dimora dorata (ed io tra questi), si ritroverà a proseguire il solito incubo.