
Originariamente Scritto da
turbociclo
Visto "Avatar"...cosa aggiungere? Certo, una gioia per gli occhi, atmosfere, colori, invenzioni ecc., a un certo punto mi sono istintivamente scansato perché mi sembrava che una bomba mi arrivasse addosso....
Per il resto, trama scontata che parte dal mito rousseaiano del "Buon Selvaggio" che vive in contatto con la natura e ne capisce i segreti, dalla poetica del "Fanciullino" di Pascoli capace di spontaneità e comunicazione con piante ed animali. In "Un uomo chiamato cavallo" (del 1970) l'eroe bianco, catturato da una tribù pellerossa, finisce con l'unirsi ad essa contro i nemici, dopo essersene conquistata la fiducia. Qualcuno forse si ricorderà di questo antico capolavoro. Riguardo al "Piccolo grande uomo" (sempre 1970) leggetevi queste poche righe:
Piccolo grande uomo (Il piccolo grande uomo nella versione cinematografica italiana) è un film diretto da Arthur Penn nel 1970. Come Soldato blu, dello stesso anno, affronta il tema degli Indiani da un punto di vista nuovo per l'epoca, raccontando la storia dell'unico sopravvissuto, insieme alla sorella Carolina, ad un attacco indiano quando era bambino. I due orfani vengono trovati tra i resti bruciati dei carri nell’immensa prateria da un Cheyenne di nome Ombra Silenziosa che li porta con sè al suo accampamento. Carolina scappa di notte; rimasto solo Jack viene adottato dai Cheyenne ed entra nelle grazie del loro capo, Cotenna di Bisonte, saggio e anziano sciamano. Il protagonista ha occasione di osservare il primitivo microcosmo della tribù cheyenne, dove esiste una grande libertà, anche in ambito sessuale (i guerrieri hanno spesso molte mogli e nella tribù è perfino tenuto in grande considerazione un omosessuale, che è libero di rimanere con le donne nei tepee e di non andare a combattere con gli altri uomini). Gli indiani vivono in armonia con la natura, credendo che tutto il mondo sia retto dal Grande Spirito, e sopravvivono con la caccia alla selvaggina catturata dai guerrieri della tribù. Questi ultimi hanno un patrimonio di valori improntato al rispetto e la lealtà, anche verso i nemici.
Insomma, vi pare che alla relativa novità degli effetti speciali ci sia qualcosa di nuovo rispetto alla "poetica" allora sì nuova di 40 anni fa? Non mi sono annoiato, è vero, perché alla fine il divertimento c'è, ma alla fine cosa rimane nel tempo?