no,quella di Colle.Originariamente Scritto da Il_Grigio
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no,quella di Colle.Originariamente Scritto da Il_Grigio
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Il diritto di voto per gli Italiani all'estero è giusto, proprio in base ad una sorta di "ius sanguinis" (come ricordato da vlad). Il dramma del turbocapitalismo è la funzione catartica (!?) delle tasse... chi se ne frega, quand'anche non pagassero contributi in Italia!? Benché ormai sia così, non è l'economia che deve muovere la politica... semmai, è la politica che dovrebbe avere il controllo dell'economia. È naturale che un cittadino italiano, anche laddove residente all'estero (meteci), partecipi alla "cosa pubblica" della propria nazione, cui è legato dalla lingua, dall'etnia e dalle tradizioni. Il vero problema, semmai, è che dall'abolizione della leva obbligatoria non si sono trovati altri escamotage perché l'individuo - a prescindere dalla residenza - sia soggetto attivo nella collettività. E non è certo il servizio civile volontario, così concepito, a farne le veci.![]()


si subito passata la frontiera, a Matera però ci arriva a piedi perchè non gli lasciano nemmeno le ruoteOriginariamente Scritto da yurj
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Originariamente Scritto da Silvioleo
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Sbaglio?Originariamente Scritto da SubZero


concordo con siso e con pensiero ()


Bah...mio zio abita negli USA da cinquantanni, mia zia pure, i figli sono nati lì e non parlano una parola d'italiano, i miei stessi zii sono venuti in Italia solo tre volte e faticano a parlare la propria lingua d'origine....perchè accidenti dovrebbero decidere per la mia vita, per le mie mie leggi, per il mio paese quando vivono e respirano una realtà totalmente diversa dalla mia?proprio in base ad una sorta di "ius sanguinis"
Sulla base di un principio di sangue talmente annacquato da incroci di generazioni e generazioni di persone da non essere mai uguale a se stesso col passare dei secoli?
L'appartenenza ad uno stato deriva dalla vita vissuta in quel posto, dall'accettazione delle regole proprie di questo stato, dall'acquisizione dei costumi che comunque si evolvono col tempo...loro sono americani in tutto e per tutto, nella mentalità e nel modo di vivere, di italiano non è rimasto niente se non il cognome...


Perchè per qualcuno il concetto di italianità va oltre le frontiere. È un concetto culturale, per cui chi fa parte della "famiglia" (uhmmm... che termineOriginariamente Scritto da Isabella
) italiana, viene accolto e considerato "fratello".
Questo il concetto generale, alcuni pensano che passando attraverso le votazioni, questo processo di identificazione si fortifichi.
È inoltre un fattore economico, gli italiani all'estero di solito sono ben messi economicamente.


Ma certo, anzi, togliamo Ciampi dal quirinale e mettiamoci Mobuto o Mohammed, già che ci siamo.Originariamente Scritto da Il_Siso


Che ne sai, magari governa benissimo.Originariamente Scritto da Fenris
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