
Originariamente Scritto da
phoenix
fresca fresca da Novopress!
http://it.novopress.info/?p=3759
Sottofasciasemplice Idrovolante
Prodotto e distribuito da Perimetro (
perimetroscrl@tin.it )
Recensione a cura di Letizia Coppola per Novopress Italia Che Katanga fosse un genio, lo avevamo intuito da un decennio, ma che ci prendesse a calci in faccia con questo splendido Idrovolante, forse una delle uscite piu’ belle, sincere e spietate delle ultime albe, beh, tutto cio’ era impossibile prevederlo. Basterebbe un urlo di battaglia e di gioia per recensire questo gioiello, ma cercheremo di mettere da parte il nostro entusiasmo e ci sforzeremo di essere professionali.
Partiamo dalla confezione, farcita da un ricco libretto di 24 pagine con testi in italiano, francese, inglese e giapponese, tanto per essere sicuri e certi che tutti capiscano le sfuriate schiaffeggianti di Sottofasciasemplice! La grafica e’ eccellente, la produzione e’ una megaproduzione da far impallidire anche i dischetti da milioni di euro che trovate nei migliori supermercati. I piu’ vivi complimenti alla squadra di Perimetro che ha sfornato tale prodotto, ma che dico?, tale martellata sui denti, tale sfuriata apocalittica. Musicalmente all’avanguardia, potente, a tratti annichilente, di Idrovolante restera’ alla storia il pezzo, a mio avviso, cardine dell’opera, ovvero, Come Mai. Non ce’ una parola sbagliata in questo testo, non c’e’ una frase fuori posto, racchiude forse quello che tutti noi vorremmo riuscire ad esprimere, anche chi non lo sa, anche chi non ha capito?
La voce limpida, scandita e ferma, si abbina perfettamente, in un parlato che cresce piano piano fino al ritornello accattivante, alle chitarre che ricordano gli AC/DC, almeno nelle loro armonie cadenzate e crude. Il testo scivola come uno sputo violento che ti esplode in faccia, non c’e’ spazio per i buoni sentimenti, ma nemmeno per presunzioni predicatrici da pulpito di bassa lega. Perfetto, un brano perfetto, non ci sono altri aggettivi, o perlomeno, noi non ne troviamo.
Riccardo III e’ una martellata elettronica in cui si staglia una voce teatrale piena di R arrotate come lame, pronte per aggredire un esterefatto ascoltatore. I bassi sembrano quasi melodrammatici a sottolineare un requiem, ultima messa funebre di un mondo allo sfacelo, senza alcuna speranza, in cui predominano soltanto le “prese per il culo da buttafuori”.
La Legge ricorda vagamente le chitarre cadenzate dei Rammstein, ma evoca anche alcuni tratti di Zetazeroalfa, pur essendo assolutamente originale e scandita non tanto dalle note musicali, ma, ancora una volta, dalla voce che non lascia respiro di Katanga. Questa e’ la legge, non c’e’ una legge… un poema senza tregua, cui segue rapidamente la title track, Idrovolante. I suoni, quasi fusion, si intrecciano nella sperimentazione che da sempre rappresenta il marchio di fabbrica Sottofasciasemplice. Oseremmo dire nostalgica, racconta di un volo disperato, ma consapevole, che si eleva al di sopra di tutte le miserie umane, in un grido stridente che tutto osserva e tutto precede.
A seguire, Come mai, che e’ scientificamente provato, provochera’ dipendenza! E subito dopo e’ il turno di Lingua che non parlo, la lingua falsa delle seduzioni da cesso sbiadito di localini squallidi in cui si consumano storie di ordinaria cialtroneria. Musicalmente armoniosa ed elegante, in netto contrasto con l’abiezione che denuncia.
Perche’ sei libera e’ totalmente elettronica, la si potrebbe tranquillamente ballare se non fosse per l’inquietitudine che trasmette attraverso una voce roca e suadente che sembra ci prenda in giro… morbosamente, oscuramente a sottolineare storie di possessione che non conosciamo, o forse si?
Mediterraneo e’ un’afosa ode di romana memoria, ma di suoni britannici. Una sudaticcia canzone d’amore verso lidi vicini cui apparteniamo, e che ci appartengono. Ad essa segue, come una naturale evoluzione, Lampeggiante, che mantiene le melodie rarefatte e brit di Mediterraneo e di cui assaporiamo storie di voli regali e distaccati, ma uniti alla terra dalla lucetta aerea di segnalazione che si intravede nella nebbia.
Scacco al re e’ forse il brano che piu’ rimanda al passato musicale di Sottofasciasemplice, nonostante i ritmi ultra-moderni quasi nu-metal che accompagnano le mosse concitate e sincopate di un campo di guerra e di caccia in cui il protagonista e’ assediato e assediante allo stesso tempo. Non c’e’ dignita’ nell’immobilita’, e’ il messaggio che arriva, tra mille ostacoli, tra mille pericoli.
E siamo arrivati quasi alla fine, con una ballata intitolata Mercenario, l’unico pezzo non originale del disco, ripreso anche dalla Compagnia dell’Anello ed il cui scenario corrisponde a quello della provincia congolese separatista del Katanga, nel cui conflitto presero parte anche mercenari italiani, spesso ex-repubblichini. La chiusura del cd e’ affidata ad un brano strumentale molto bello, appunto, SFS Gran Finale.
Chiudiamo anche noi la recensione di Idrovolante, affermando questa semplice verita’: se non ce l’hai, hai perso.