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  1. #61
    -Uruz-
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    Citazione Originariamente Scritto da phoenix
    fresca fresca da Novopress!

    http://it.novopress.info/?p=3759


    Sottofasciasemplice Idrovolante

    Prodotto e distribuito da Perimetro (perimetroscrl@tin.it )
    Recensione a cura di Letizia Coppola per Novopress Italia Che Katanga fosse un genio, lo avevamo intuito da un decennio, ma che ci prendesse a calci in faccia con questo splendido Idrovolante, forse una delle uscite piu’ belle, sincere e spietate delle ultime albe, beh, tutto cio’ era impossibile prevederlo. Basterebbe un urlo di battaglia e di gioia per recensire questo gioiello, ma cercheremo di mettere da parte il nostro entusiasmo e ci sforzeremo di essere professionali.
    Partiamo dalla confezione, farcita da un ricco libretto di 24 pagine con testi in italiano, francese, inglese e giapponese, tanto per essere sicuri e certi che tutti capiscano le sfuriate schiaffeggianti di Sottofasciasemplice! La grafica e’ eccellente, la produzione e’ una megaproduzione da far impallidire anche i dischetti da milioni di euro che trovate nei migliori supermercati. I piu’ vivi complimenti alla squadra di Perimetro che ha sfornato tale prodotto, ma che dico?, tale martellata sui denti, tale sfuriata apocalittica. Musicalmente all’avanguardia, potente, a tratti annichilente, di Idrovolante restera’ alla storia il pezzo, a mio avviso, cardine dell’opera, ovvero, Come Mai. Non ce’ una parola sbagliata in questo testo, non c’e’ una frase fuori posto, racchiude forse quello che tutti noi vorremmo riuscire ad esprimere, anche chi non lo sa, anche chi non ha capito?
    La voce limpida, scandita e ferma, si abbina perfettamente, in un parlato che cresce piano piano fino al ritornello accattivante, alle chitarre che ricordano gli AC/DC, almeno nelle loro armonie cadenzate e crude. Il testo scivola come uno sputo violento che ti esplode in faccia, non c’e’ spazio per i buoni sentimenti, ma nemmeno per presunzioni predicatrici da pulpito di bassa lega. Perfetto, un brano perfetto, non ci sono altri aggettivi, o perlomeno, noi non ne troviamo.
    Riccardo III e’ una martellata elettronica in cui si staglia una voce teatrale piena di R arrotate come lame, pronte per aggredire un esterefatto ascoltatore. I bassi sembrano quasi melodrammatici a sottolineare un requiem, ultima messa funebre di un mondo allo sfacelo, senza alcuna speranza, in cui predominano soltanto le “prese per il culo da buttafuori”.
    La Legge ricorda vagamente le chitarre cadenzate dei Rammstein, ma evoca anche alcuni tratti di Zetazeroalfa, pur essendo assolutamente originale e scandita non tanto dalle note musicali, ma, ancora una volta, dalla voce che non lascia respiro di Katanga. Questa e’ la legge, non c’e’ una legge… un poema senza tregua, cui segue rapidamente la title track, Idrovolante. I suoni, quasi fusion, si intrecciano nella sperimentazione che da sempre rappresenta il marchio di fabbrica Sottofasciasemplice. Oseremmo dire nostalgica, racconta di un volo disperato, ma consapevole, che si eleva al di sopra di tutte le miserie umane, in un grido stridente che tutto osserva e tutto precede.
    A seguire, Come mai, che e’ scientificamente provato, provochera’ dipendenza! E subito dopo e’ il turno di Lingua che non parlo, la lingua falsa delle seduzioni da cesso sbiadito di localini squallidi in cui si consumano storie di ordinaria cialtroneria. Musicalmente armoniosa ed elegante, in netto contrasto con l’abiezione che denuncia.
    Perche’ sei libera e’ totalmente elettronica, la si potrebbe tranquillamente ballare se non fosse per l’inquietitudine che trasmette attraverso una voce roca e suadente che sembra ci prenda in giro… morbosamente, oscuramente a sottolineare storie di possessione che non conosciamo, o forse si?
    Mediterraneo e’ un’afosa ode di romana memoria, ma di suoni britannici. Una sudaticcia canzone d’amore verso lidi vicini cui apparteniamo, e che ci appartengono. Ad essa segue, come una naturale evoluzione, Lampeggiante, che mantiene le melodie rarefatte e brit di Mediterraneo e di cui assaporiamo storie di voli regali e distaccati, ma uniti alla terra dalla lucetta aerea di segnalazione che si intravede nella nebbia.
    Scacco al re e’ forse il brano che piu’ rimanda al passato musicale di Sottofasciasemplice, nonostante i ritmi ultra-moderni quasi nu-metal che accompagnano le mosse concitate e sincopate di un campo di guerra e di caccia in cui il protagonista e’ assediato e assediante allo stesso tempo. Non c’e’ dignita’ nell’immobilita’, e’ il messaggio che arriva, tra mille ostacoli, tra mille pericoli.
    E siamo arrivati quasi alla fine, con una ballata intitolata Mercenario, l’unico pezzo non originale del disco, ripreso anche dalla Compagnia dell’Anello ed il cui scenario corrisponde a quello della provincia congolese separatista del Katanga, nel cui conflitto presero parte anche mercenari italiani, spesso ex-repubblichini. La chiusura del cd e’ affidata ad un brano strumentale molto bello, appunto, SFS Gran Finale.
    Chiudiamo anche noi la recensione di Idrovolante, affermando questa semplice verita’: se non ce l’hai, hai perso.

    Ce l'ho

  2. #62
    LONGINO
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    uppe!come mai come mai...

  3. #63
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    susu, che oggi o domani posto la mia

  4. #64
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    Citazione Originariamente Scritto da lupo1982
    susu, che oggi o domani posto la mia
    ...tsé...

    Intanto questa è quella di Azione Tradizionale (Raido):

    SFS - Idrovolante

    Di Admin (del 04/05/2006 @ 102:07, )

    Quarto, nuovissimo lavoro dei SottoFasciaSemplice. Una breccia avanguardista nel panorama della musica d’ambiente, un fulmine futurista che spezza col passato e si proietta dieci anni avanti nel futuro. Katanga riconferma quel che ha fatto con gli altri tre cd. Testi ricercati e musica d’impatto, col solito supporto della consolle. La hit dell’album è senza dubbio Come Mai, un pezzo che è lo specchio della realtà che ci circonda, descritta senza mezzi termini e giri di parole, lanciata dal primo, eloquente verso “Ma che bel mondo di merda che vi siete costruiti…” per continuare poi come un mattone lanciato addosso a compagni e perbenisti. E’ una lama affilata che colpisce diretto. Libera è una poesia ritmata, una techno-ballata, uno stacco d’amore che diverte e invoglia a ballare. Scacco Matto e soprattutto La Legge sono altri due pezzi che spingono il dito verso il Repeat dello Stereo, perché i testi colpiscono per l’originalità e la genialità delle parole (Lo specchio mi gridava in piedi, in piedi non è ancora finito, le regole sono di ferro, la legge è sofferenza, la sofferenza è vita, la vita è lo sforzo di volere, la vita è lo sforzo di scalare). Il tema del titolo del cd è portato avanti dalla traccia seconda, Idrovolante, e da Lampeggiante che ci portano alla scoperta del velivolo immaginariamente vissuto in tempo di guerra. La chiusura del lavoro fa rilassare muscoli, nervi e testa. Bella Il mercato di Lucera, riadattata alle esperienze dell’ex-Intolleranza, bravo anche a placare l’atmosfera nella veste di cantastorie folkloristico. L’ultimo pezzo, SFS-Gran Finale, anche in questo lavoro come negli altri, porta il nome del gruppo, ed è un arrivederci che lascia ben sperare ad un nuovo capitolo (speriamo!) della saga SottoFasciaSemplice. L’attesa e le aspettative del pubblico sono state in sostanza ben ripagate. E’ bello anche sfogliare il libretto tradotto in più lingue, augurio di un’espansione all’estero di questo genere, che, così volutamente ed insistentemente portato avanti, sembra voler dire “Chi mi ama mi segua!”. A voi la scelta.

  5. #65
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    e questa è quella di nonConforme:

    Sottofasciasemplice
    "Idrovolante"
    CD Paranoise/RTP 2006
    a cura di Jack Marchal


    Lunedì sera - È arrivato ‘Idrovolante’. Presunzione automatica di capolavoro. Perchè erano ben sei anni che aspettavo il quarto opus di SFS e perché voglio la presidenza del fan-club. Tre albums sfornati dal 1998 al 2000, cinque anni di silenzio. Crisi di astinenza. Ammetto che non era facile figurarsi un nuovo rilancio dopo la trilogia iniziale.
    Il primo pezzo si riferisce al Riccardo III di shakespeariana memoria. Scommettiamo: “Un idrovolante, il mio regno per un idrovolante!”, dovrebbe essere roba del genere. Nei precedenti CD il tema della diserzione c’era già.
    Primo brano, e secondo, e terzo brano. Ballare fuori di questa vita, una legge non c’è, decollare dalla laguna (Venezia?) senza piano di volo. Recitativi sempre più declamatori, percussioni barbariche, temporali sintetici, chitarre stridnti, magnifico riff del decollo. Stile SFS epurato fino all’ossa, ridotto al nucleo insolubile, unitonale, zero melodia, SFS ha definito una musica modale a se. Ciò che faceva l’originalità di ‘CorriCiccio’, ‘Perseo’, ‘Duomo di Metallo’, eccolo elevato alla massima potenza.
    Con ‘Come Mai’ il voltaggio cresce ancora, alimentato da un geniale riff cloridrico. SFS si è superato con questa dichiarazione di guerra — pardon, di non-guerra.
    Si rilascia un pò la tensione col quinto pezzo (‘Lingua che non Parlo’), sorte di incursione turistica nel mondo convenzionale, sottolineata d’un basso reggae.
    Con il n° 5 si apre una parentesi bizarra. ‘Libera’, un pezzo techno che parla d’amore. Sì, sì, Mr. K. osa dichiarare ‘ti amo’, che oscenità non moderna. Fa seguito una specie di canzone con una melodia o pressoché, e accordi, e gimmicks sonori che vi arpionano subito le orecchie: ‘Mediterraneo’. Atmosfera di pomeriggio stanco sotto il sole, l’illusione benevolente che si ha dall’autostrada (o dal cielo) quando si intravedono i vecchi paesini. Nostalgia d’un mondo sommerso? Mr K. parla di sangue e di suolo, e addirittura di ‘mare nostrum’ come se fossero cose evidenti.
    In simmetria con la prima parte, ‘Lampeggiante’ re-introduce l’idrovolante, e lo stupendo ‘Scacco Matto’ torna al clima arrabbiato dei primi pezzi, esponendo l’atroce realtà delle battaglie senza speranza (“Quanti tori nell’arena hanno pensato che stavano per cavarsela?”). Allora, viva la fuga, la mobilità e l’idrovolante.
    Poi, chitarra acustica, voce e nichilismo terminale: SFS da la sua (magnifica) versione d’un classico che via facendo rovina le ultime illusioni. La gente che vive oggi sulle rive del Tevere non deve essere tanto diversa di quella che il mercenario ha lasciato a Lucera, con moglie ancora più grassa e digitale terrestre. Esaurite le ‘poche regole’ perimetriche.
    L’ultimo pezzo si chiama ‘SFS Gran Finale’. Aspettavo una cosa crepuscolare, wagneriana, epica, funebre… Beh no, si sente una gentile sonata per sintetizzatori che pone un sorriso ambiguo sui paesaggi vetrificati che abbiamo sorvolato. Balliamo liberi, torniamo all’inizio. Ecc.

    Giovedì sera Oltre le traduzioni in diverse lingue (nipponica inclusa) il libretto ci gratifica per prima volta dei testi in lingua originale. Gentile cortesia, apprezzatissima da chi come me dispone solo di una comprensione (perlomeno) lacunosa dell‘italiano orale e che consente prendere subito la misura dell’eccezionale qualità dei testi. La tonalità complessiva conferma una sensazione già presente con ‘Crociato’, quella d’un parallelismo con ‘Una Stagione all’Inferno’ di Arthur Rimbaud.
    ‘Come mai’ è senz’altro il pezzo più forte dell’album, musicalmente — il testo è invece piuttosto scontato. La partenza del ritmo a 1’27” è un momento semplicemente stravolgente, rimane dopo tanti ascolti il culmine assoluto dell’album. Secondo me, per qualità del testo e adeguazione della musica, ‘Scacco Matto’ sarebbe l’altro punto alto dell’album ma posso dire quasi lo stesso de ‘La Legge’, ‘Idrovolante’ e quasi tutti gli altri. Questo CD è il più ammaestrato e rigoroso di SFS.
    Se la parentesi onirica ‘Libera’ + ‘Mediterraneo’ rompe in apparenza l’omogeneità tematica, se questi corpi estranei sono collocati al centro, non dovrebbe essere a caso in un album tanto costruito. E mi accorgo adesso che una pista di lettura va aperta dall’analogia con ‘Una Stagione all’Inferno’ (di cui — per chi non conosce — una frasi chiave verso la fine è “eccomi reso al suolo, con un dovere da cercare e la rugosa realtà da stringere!…”). Insomma, dopo tutto, il tempo sarebbe venuto di tornare a questi concetti illusori e démodé, la patria e l’amore? (l’amore — per chi non conosce— è un affare di mucose, di secrezioni, di processi cerebrali associati, fenomeno storicamente correlato alla musica tonale, che come essa è apparso nel Trecento e ormai sopravvive solo nella cultura di masse).
    Allora non mi sorprende più che il ‘Gran Finale’, di cui devo confessare che mi ha fatto inizialmente l’effetto di una delusione, infatti è una riproposta di ‘Mediterraneo’ (con la stessa caratteristica progressione armonica REm-FA-SOL-DO), travestita su una ritmica ripresa da ‘Libera’. Fa senso. Un senso che sarebbe: beate illusioni necessarie, siate benvenute.
    Boh, è la mia chiave di lettura, quella di stasera. Non dico che sia la vera, e che in assoluto ne sia bisogno di una. Teniamo presente, ‘Idrovolante’ è opera d’arte, fatta di poesia e innanzitutto musica.
    Una occhiata al libretto: il Savoia-Marchetti è la versione SM-55X (Anno Dieci), quella fatta in 1932-33 per la Crociera del Decennio. La laguna era quella di Orbetello.




  6. #66
    email non funzionante
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    La stupenda COME MAI facciamola ascoltare anche qui dai...

  7. #67
    die Vernichtung
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    Citazione Originariamente Scritto da LONGINO
    Ma che bel mondo di merda che vi siete costruiti,
    ma quanti complimenti che vi siete meritati,
    allora,
    eccoti seduto con le mani nei i capelli
    che ti chiedi COME MAI COME MAI
    anche quelli a cui volevi tanto bene
    sono pronti al tradimento,
    COME MAI anche tu al centro
    nonostante il tuo stipendio
    non è più questa la vita che vi avevano promesso
    e i bisogni ed i diritti che vi avevano concesso,
    restano solo bacarozzi
    e non andranno via
    perchè lo sporco da cui vengono
    vi si è incrostato nella vita
    e guardate il vostro mondo
    come perde, come arranca,
    tutti quanti comandanti di una nave che già affonda
    ecco qua le vostre anime nell'inferno dei cialtroni
    a cercare nuovi trucchi, nuove giustificazioni

    vi chiederete COME MAI COME MAI COME MAI
    vi chiederete COME MAI COME MAI COME MAI
    vi chiederete COME MAI COME MAI COME MAI
    vi chiederete COME MAI COME MAI COME MAI

    vi chiederete COME MAI
    è perchè avete rinunciato
    a difendere il futuro di ciò che vi è stato dato
    e per questo i vostri figli non vi sanno rispettare
    non conoscono il rispetto, non hanno niente da imparare
    sempre allegri e pronti a tutto alle cinque di mattina
    imbottiti di pasticche, merendine e cocaina
    sono questi i vostri giovani, vi dovevano salvare
    sono andati fuori strada con la macchina del padre,
    sono questi i vostri giovani, a cui avevate insegnato
    i valori della pace e gli errori del passato
    sono questi i vostri giovani, democratici e sinceri,
    rimbambiti da giochetti, puttanate e cellulari

    vi chiederete COME MAI COME MAI COME MAI
    vi chiederete COME MAI COME MAI COME MAI
    vi chiederete COME MAI COME MAI COME MAI
    vi chiederete COME MAI COME MAI COME MAI

    COME MAI i vostri figli, la vostra unica speranza
    vi ripetono gli slogan di voi coglioni anni Sessanta
    i pagliacci di indymedia, i nuovi rivoluzionari
    tra black block, pacifisti e disobbedienti vari
    sempre colpa dell'america per il nuovo partigiano
    ma poi i nemici sono questi, una lattina ed un panino
    e allora guarda come frignano quando arrivano gli sbirri
    sotto sotto, gratta gratta, sono loro i veri yankee
    sono loro il risultato del disastro nucleare
    sono loro i veri figli di questa sporca falsa pace
    con la faccia di guevara e le bandiere arcobaleno
    sono loro i veri figli del sogno americano

    vi chiederete COME MAI COME MAI
    vi chiederete COME MAI COME MAI
    vi chiederete COME MAI COME MAI
    vi chiederete COME MAI COME MAI

    e intanto fuori dall'Europa, come in Zombie di Romero
    arrivano le masse senza soldi nè lavoro,
    e poi da tutti i continenti che avete derubato
    imbottito di stronzate e poi abbandonato
    le masse impoverite, ingannate dall'astuzia
    di chi ha fatto del mercato la sua unica giustizia,
    quelli mica giocano col videotelefonino
    non c'hanno mica le lenzuola che ci rimbalza coccolino,
    quelli mica hanno la mamma che gli prepara il caffelatte
    con il dolce, il cornettino, con la vestaglia e le ciabatte,
    con il padre antirazzista che porta a spasso il cane
    mentre sfrutta allegramente le puttane nigeriane,
    altro che rapimenti, in Sardegna e in Aspromonte,
    niente firme anni Settanta, con partiti e finte bionde,
    quelli poche chiacchiere, e se la Lega ce l'ha duro
    quelli c'hanno solo i denti e te li cacciano nel culo!

    vi chiederete COME MAI COME MAI
    vi chiederete COME MAI COME MAI
    vi chiederete COME MAI COME MAI
    vi chiederete COME MAI COME MAI

    ci chiederete COME MAI ma noi non vi risponderemo
    veniteci a cercare ma noi non ci saremo
    ecco che va in malora il vostro mondo degli uguali,
    e se tutto questo è il bene allora sì che siamo il male,
    e se parliamo di coraggio è perchè siamo preparati
    a combattere per nulla nelle strade, negli stadi
    in un mondo di rovine destinato a rovinare,
    dando fuoco ai cassonetti quando arrivano i blindati,
    quindi eccoti seduto con le mani nei capelli
    senza soldi, senza storia, senza terra, senza figli
    non c'è un punto di ritorno in questa tua maledizione
    non c'è un punto di raccordo e non c'è una soluzione
    questa volta non finisce, non arrivano gli inglesi
    non c'è più una bomba atomica da tirare ai Giapponesi,
    è la fine del tuo mondo, ma noi non ci saremo
    e la tua triste storia falsa nemmeno la vedremo!

    vi chiederete COME MAI COME MAI COME MAI
    vi chiederete COME MAI COME MAI COME MAI
    vi chiederete COME MAI COME MAI COME MAI
    vi chiederete COME MAI COME MAI COME MAI
    vi chiederete COME MAI COME MAI COME MAI
    vi chiederete COME MAI COME MAI COME MAI
    vi chiederete COME MAI COME MAI COME MAI.............


    (SottoFasciaSemplice)
    .

  8. #68
    www.palermoantagonista.tk
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    Al tizio che vuole la presidenza nazionale del fan club io rispondo che prima dovrà battermi ad un congresso nazionale!

    Ho ricevuto il cd l'altro giorno.....è qualcosa di stravolgente! Me lo sono ascoltato fino alle 4 del mattino con il lettore mp3 tenendo gli occhi sbarrati sul libretto.

    E' un cd che deve essere ascoltato più volte e un consiglio per tutti: prendete l'enciclopedia e cercate "riccardo III" così capite il senso della canzone numero 9.

    P.S. Il mercenario di Lucera mi ha convinto ad arruolarmi tra le milizie mercenarie africane per fare soldi e spenderli tutti in whisky e puttane!

    S P E T T A C O L O!

  9. #69
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    Predefinito Da la Belgique!

    http://be.novopress.info/?p=830



    Que Katanga, le chanteur, soit un génie, nous le savions depuis une décennie, mais de là à se prendre une telle claque à l’écoute « d’idrovolante », on avait dû mal à l’imaginer.
    Cet album, en plus d’être à un cri de ralliement pour la bataille, nous donne la joie d’être très professionnel dans son enregistrement et dans sa présentation.
    Commençons par la pochette, 24 pages de texte en français, italien, anglais et japonais comme pour s’assurer que nul ne puisse ignorer le sens de ces textes furieux.
    Le graphisme du CD est excellent, aussi ne faut-il pas oublier de chaudement féliciter l’équipe de Perimetro.
    Musicalement, Sottofasciasemplice nous prouve qu’ils peuvent être une nouvelle fois à l’avant-garde Les textes parlent de mercenaires en Afrique, de marteau dans les dents, de furie apocalyptique, de modernité et d’individualisme. La chanson « Come Mai » est probablement la pièce maitresse de l’album. Pas une parole déplacée dans ce texte, pas une phrase ratée, en 7 minutes, il réussit à dépeindre notre « beau monde de merde » mieux que jamais nous aurions pu l’exprimer. Au chant de Katanga, à la diction parfaite, commence lentement avant d’accélérer sur la fin accompagné par une guitare qui n’est pas sans rappeler « Hell’s Bells » d’AC/DC.
    La chanson « Riccardo III » est plus électronique. Les paroles sont théâtrales et multiplient les R. l’accompagnement à la basse fait penser à un requiem, dernière messe funèbre pour notre monde. La musique de « Legge » pourrait évoquer à Rammstein et Zetazeroalfa. Pourtant encore une fois la voix de Katanga imprime une empreinte particulière à cette chanson. « Idrovolante », le titre après lequel l’album fut baptisé raconte un survol métaphorique de la misère humaine. On pourrait décrire toutes les chansons mais le plus simple serait-il tout simplement de se procurer cet excellent album.
    Sottofasciasemplice sait nous surprendre, varier son style, du morceau le plus électronique à des morceau quasi « metal » en passant par une ballade quasi « Country » pour l’excellente reprise « Mercenario » (sur les fascistes italiens réfugiés en Afrique après guerre). À noter que c’est de cette chanson que le chanteur tire son surnom puisque la plupart de ces mercenaires italiens allèrent combattre dans une région séparatiste du Congo : le Katanga.

  10. #70
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    Citazione Originariamente Scritto da phoenix
    ed ecco a voi anche 'come mai'
    che fa molto 25 aprile
    messa temporaneamente online in forma video
    (ma nn si vede niente non vi preoccupate!)
    da zentropa

    http://www.dailymotion.com/video/134126
    "Contenuto censurato"????

 

 
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