Ci eravamo lasciati alla fine del 2009 con pentiti che parlavano di accordi, presunti o meno, tra la mafia e i governi dal '93.
Ci eravamo lasciati con un presidente del consiglio in odore di mafia, con la narrazione particolareggiata della nascita di forza italia in concomitanza con la fine delle stragi di mafia.
Ci eravamo lasciati con un presidente del consiglio in guerra totale con tutte le istituzioni, sembravano vedersi all'orizzonte il saldo dei conti e minacce di ogni tipo.
Tutto finito.
E' bastato un panettone e un souvenir in faccia per azzerare tutto.
Non si parla più di mafia,nuovamente, ma di "riforme condivise", non si parla più di emergenza istituzionale ma di "confronto".
Basta, una presa per il culo dietro l'altra, un partito di opposizione che corre ai ripari quando vede l'avversario in difficoltà, un governo che galleggia sull'amnesia collettiva immediata.
Un popolo di foche.




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repapelle:
