Originariamente Scritto da ilgiardiniere
Intanto ogni elezione ha caratteristiche peculiari.
Infatti, le coalizioni variano.
I confronti andrebbero fatti con le elezioni politiche e non con altre tanto per incominciare.
Quindi andrebbero valutate le coalizioni, le forze scese in campo, per vedere le differenze tra una elezione e l'altra.
Quindi andrebbe valutato il contesto "storico" di quella elezione (cosa assai complessa viste le mille cose che si dovrebbero considerare).
Insomma, dovremmo fare uno studio "ad hoc" per una analisi seria.
Tuttavia, una prima analisi "pilota" puo' essere senz'altro fatta, sulla base di concetti piuttosto validati.
Perdere circa il 5% dei voti sul totale dei voti, in un movimento che ha sfriorato il 30%, non significa emorragia mortale, ma perdite quasi fisiologiche (evito inopportune metafore).
L'elemento novità e' destinato con il tempo a scemare. Gli eventi negativi che i cittadini percepiscono, sono inevitabilmente riversati sul governo.
Una parte dunque dell'elettorato suscettibile di "transumanza" ha quindi cambiato il suo voto (dove? si aprirerbbe un altro dibattito).
Dopo diversi anni, ritrovarsi al 24%, nonostante tutto, a fronte anche (ripeto) di cio' che ci dicono in molti (e per la verità di cio' che ho osservato io nei giorni pre-elettorali, nel mio paese e nella mia provincia dove tanta gente ha votato con entusiamo forza italia, gli stessi che l'hanno sempre votata, ed altri, una piccola parte, nuovi), vista l'alta affluenza, significa essersi stabilizzati su di un potenziale zoccolo duro.


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