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Discussione: Ciao, mi presento

  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da Eymerich
    Ssshhh Augustinus, non mi disturbare... sto cercando di far ragionare un fratello smarrito per riportarlo sulla retta via... dammi una mano piuttosto
    Ma quello è proprio smarrito di suo, perchè è in malafede, nega l'evidenza, dunque è irrecuperabile.
    Comunque, se vuoi una mano, visto il suo fideismo , perchè non gli ricordi Sal 19, 1, "I cieli narrano la gloria di Dio, e l'opera delle sue mani annunzia il firmamento" ed Eb 3, 4, "Ogni casa infatti viene costruita da qualcuno; ma colui che ha costruito tutto è Dio"? Che sia in malafede lo dimostra il fatto che non sa neppure cosa disse Gesù a S. Tommaso. Ne ho già parlato altre volte, ma siccome è in malafede finge di non ricordarsi. Finge di non sapere che il verbo usato da Gesù nel Vangelo è un participio aoristo e, quindi, un passato ("pisteusantes"). E che perciò la nostra fede non è di creduli, ma fondata su precisi segni.

  2. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da aguas
    1) Sei tu che affermi la dimostrabilità dell'esistenza di Dio: fallo, invece di dire che è possibile senza farlo

    2) E' chi deve provare che una cosa esiste a fornire la prova, non il contrario.

    3) Il mio discorso sulla indimostrabilità di Dio tende a evidenziare che la fede autentica non è alla ricerca di prove. Del resto chi va alla ricerca di prove partendo dalla fede già di per se prescinde dalle prove, ma cerca solo conferme, a posteriori, delle proprie convinzioni.

    4) Chi ritiene essenziale alla fede la dimostrazione dell'esistenza di Dio (di quale Dio poi?) è perché non ha abbastanza fede e si rifugia nella superstizione. Come l'apostolo Tommaso.
    1) Qui ci sono le cinque vie in sintesi, questa è la dimostrazione. Buona lettura ed attendiamo le "sistematiche smonatature"

    2) Non è affatto vero, non siamo in tribunale , non c'è l'onere della prova: in filosofia ogni affermazione va dimostrata, quelle dell'esistenze, come quelle della non-esistenza. Aspettiamo le tue "cinque vie" della non-esistenza di Dio.

    3) Chi ha fede non necessita di "prove", ma:
    - mostra la ragionevolezza del suo credere mediante dimostrazioni razionali
    - fa apologetica

    4) E questo quarto punto da dove salta fuori? Comunque guarda il punto 3: non è essenziale, ma ha una sua funzionalità.


    Continui a mancare di metodo e logica nel discorrere, ma sono convinto che puoi fare di più: non è che non ci arrivi, è che non ti applichi. Su aguas, su...
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus
    Finge di non sapere che il verbo usato da Gesù nel Vangelo è un participio aoristo e, quindi, un passato ("pisteusantes"). E che perciò la nostra fede non è di creduli, ma fondata su precisi segni.
    Ma gli hai spiegato che cos'è l'aoristo? Magari pensava a qualche piatto regionale, e non ci ha capito più nulla

    "Precisi segni", dici bene Augustinus. Ma un "cieco" non vede nulla, e come faccio a spiegargli la differenza fra rosso e verde, o fra luce e buio? Forse solo mostrandogli che si è smarrito nelle tenebre, facendogli intendere che la Luce della Verità ti può cambiare la vita, che c'è qualcosa che va oltre la disperazione e la solitudine interiore nella quale sta vivendo. Se solo mettesse da parte il suo orgoglio e riconoscesse in cuor suo (non dico qui, davanti a noi, ma in cuor suo!) che si è sbagliato; se si aprisse alla Verità.... Sono convinto che io e te, Augustinus, saremmo i primi a rallegrarcene.
    O forse, spero di no ma lo temo, sto solo perdendo tempo....
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  4. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da Eymerich
    Ma gli hai spiegato che cos'è l'aoristo? Magari pensava a qualche piatto regionale, e non ci ha capito più nulla

    "Precisi segni", dici bene Augustinus. Ma un "cieco" non vede nulla, e come faccio a spiegargli la differenza fra rosso e verde, o fra luce e buio? Forse solo mostrandogli che si è smarrito nelle tenebre, facendogli intendere che la Luce della Verità ti può cambiare la vita, che c'è qualcosa che va oltre la disperazione e la solitudine interiore nella quale sta vivendo. Se solo mettesse da parte il suo orgoglio e riconoscesse in cuor suo (non dico qui, davanti a noi, ma in cuor suo!) che si è sbagliato; se si aprisse alla Verità.... Sono convinto che io e te, Augustinus, saremmo i primi a rallegrarcene.
    O forse, spero di no ma lo temo, sto solo perdendo tempo....
    Il soggetto sa bene cosa sia l'aoristo, visto che in passato si è mostrato fautore di una lettura "originale" del testo biblico.
    Il problema è che, come detto, questi è in malafede ed animato da un odio recondito verso la Chiesa cattolica ed i cattolici - quelli veri, of course - non certo quelli incoerenti che si vanta di incontrare.
    Guarda, se fosse solo ignorante, non sarebbe in colpa. Ma per il fatto che nonostante la pazienza dimostrata in passato per spiegargli le cose, ritorni sempre con pervicacia sui medesimi argomenti - ampiamente sbugiardati -, ciò lascia chiaramente intendere che si tratta di persona disonesta intellettualmente e, quindi, in malafede. Credo che sia più vero quanto dici alla fine: cioè parlare con questo individuo - che in passato si era iscritto come "fuego", ma poi fu bannato - è solo una perdita di tempo. Infatti, ci sono dei laici(sti) in buona fede ed nel loro forum ne ho incontrati diversi - e questo lo dico in tutta onestà dandone pubblicamente atto, ma vi sono altri, come nel caso del soggetto che ci interessa, che sono persone intrinsecamente malvage, perverse e pervertitrici, che negano anche l'evidenza. In effetti, come sai, errare è umano, perseverare è diabolico .... .
    Se ho risposto talora ai suoi posts è per evitare che altri siano trascinati dalla sua malizia. Ma un dialogo onesto e piano con quel soggetto è IMPOSSIBILE.

  5. #25
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    Predefinito ricominciamo...

    Come dice la canzone.. ricominciamo...

    vi siete persi come al solito...

    Il problema presentato dal nuovo forumista era : Perchè gli dei sono scomparsi e Cristo è invece rimasto ?

    Ottimo il discorso del monoteismo iniziale, successivamente decaduto... ma non completo... i segni, per i credenti, c'erano. E ritorniamo nuovamente ad episodi come Elia e i sacerdoti di Baal...
    Ma potremmo ritornare anche più indietro, ovvero all'uscita degli ebrei dall'Egitto ed all'attraversamento del deserto...

    Qualcuno potrebbe dire : anche gli dei presentavano segni : sì quelli tipici dello spiritismo, che gruppuscoli più o meno occulti continuano ancora oggi a praticare con costanza...

    Ma il comandamento di Dio è chiaro : non bisogna tentare Dio... la via ascetica, la via autentica è un'altra cosa...

    A presto...

  6. #26
    Bibidibobidibù
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    benvenuto sul forum (camerata) ribelle...

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da Celtic
    benvenuto sul forum (camerata) ribelle...
    Uao! Un altro camerata! Sono proprio contento.
    Grazie mille per il benvenuto!!!

  8. #28
    Assatanata, cogliona & indegna
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    Già cogliona ed oggi anche "indegna di essere italiana"!!!
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    Citazione Originariamente Scritto da Caterina63
    Caro Roberto....sai indicarmi che cosa di buono hanno fatto per l'uomo questi dèi pagani?

    Grazie e benvenuto.......
    boh.... han ispirato Hercules??? Quel cartoon tanto carino della Disney... Mi è venuto così spontaneamente ironico

  9. #29
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    Allora, qualcuno ci spiega:

    1) Perché è tanto necessario alla fede di molti cristiani dimostrare l'esistenza di Dio?

    2) Di quale Dio si tratta essendo immaginabile innumerevoli forme di essere soprannaturale? Potrebbe essere solo uno degli dei pagani, no?

    Xenia: quali sarebbero questi "segni" della presenza di Dio, anzi del Dio ebreo? E quel Dio ebreo è il Dio cristiano?

    E come è possibile credere che la Bibbia narri episodi effettivamente verificatisi e non sia invece la trasposizione delle tradizioni religiose ebraiche?

  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da aguas
    Allora, qualcuno ci spiega:

    1) Perché è tanto necessario alla fede di molti cristiani dimostrare l'esistenza di Dio?

    2) Di quale Dio si tratta essendo immaginabile innumerevoli forme di essere soprannaturale? Potrebbe essere solo uno degli dei pagani, no?

    Xenia: quali sarebbero questi "segni" della presenza di Dio, anzi del Dio ebreo? E quel Dio ebreo è il Dio cristiano?

    E come è possibile credere che la Bibbia narri episodi effettivamente verificatisi e non sia invece la trasposizione delle tradizioni religiose ebraiche?
    sei talmente banale e ridicolo nel tuo argomentare che mi chiedo come si possa nella logica scendere talmente in basso. Neppure i bambini ragionano così!!!!
    La nostra fede, la fede cristiana intendo, non è una fede di creduli, ma è fondata su precisi segni, che manifestano Altro.
    Non sola fides, insomma. Non siamo persone cieche ed irrazionali.
    Le "innumerevoli forme di soprannaturale" (????), ammesso che siano buone, provengono solo da Dio, creatore e padre. Gli dei pagani sono demoni o non esistono. Dio si è rivelato quale unico vero Dio - e qui, che è un passo ulteriore, serve la fede.
    Gli ebrei non hanno lo stesso nostro Dio, poichè essi l'hanno rifiutato. Ed anzi gli stessi ebrei ci tengono a sottolineare questa diversità. Alla leggenda del Dio unico e comune tra Ebrei e Cristiani non credono neppure i primi, poiché essi ritengono che i secondi non possano definirsi propriamente monoteisti, ma anzi sarebbero colpevoli d’idolatria: spiegava, al riguardo, Rav. Di Segni che «si discute se la divinità di Gesù possa essere compatibile, per un non ebreo (perché per l’ebreo non lo è assolutamente), con l’idea monoteistica. La risposta a questa domanda nella teologia ebraica … non è univoca. La conseguenza è che secondo l’opinione rigorosa [della teologia ebraica, ndr.] il cristiano potrebbe non essere nella strada per la salvezza» (R. DI SEGNI, Noè procedeva con Dio, l’universalismo ebraico, conversazione del 17 gennaio 2002 al Seminario Maggiore – S. Giovanni in Laterano, in Shalom, 2002, fasc. n. 2, 1 ss.). La “deificazione” di Gesù Cristo è considerata dagli Ebrei, infatti, come idolatria (cfr. A. UNTERMAN, Dizionario di usi e leggende ebraiche, Roma-Bari, 1994, 120), che espone i gentili (vale a dire i non ebrei e gli ebrei convertiti), che non rispettano il precetto noachide del rigido monoteismo, almeno in teoria, alla pena di morte (ibidem, 211).
    La proposta, il compromesso suggerito da Rav. Di Segni, allora, affinché i cristiani possano sperare di ottenere la “patente” di monoteisti dagli ebrei, sarebbe quella di giungere ad ammettere che questi, che possiederebbero ed osserverebbero la Torah, avrebbero «una loro via autonoma, piena e speciale verso la salvezza che non ha bisogno di Gesù» (R. DI SEGNI, op. cit., passim). Appunto, una via parallela di salvezza.
    Ma proprio questo punto è irrinunciabile per una fede autenticamente cattolica. Un teologo dei nostri giorni, buon conoscitore della Tradizione, scrive: «La Trinità non è un problema astratto, bensì ciò che sostanzia il nostro vivere umano, lo sprone a corrispondere alla vocazione di esser persona relazionata all’altro. … La forza del monoteismo cristiano risiede in questa limpida verità: l’Unico Dio è unità originaria e scambievole di amore in cui le tre persone si donano reciprocamente, e questo si è reso vivo nella Pasqua di nostro Signore Gesù Cristo» (N. CIOLA, L’unica mediazione cosmica e universale di Cristo e l’odierno dibattito intorno al pluralismo religioso, in Cristologia e Trinità, Roma 2002, 209). Pertanto, nel dialogo interreligioso, «la discriminante resta sempre l’unicità del Cristo in ordine alla salvezza assoluta dell’uomo e della storia. È chiaro però che ne è coinvolta una questione connessa molto importante, anzi fondativa: di che tipo di monoteismo si tratta? La sfida verte perciò sul monoteismo trinitario e il mistero dell’Incarnazione» (Ibidem, 207. Cfr. anche dello stesso autore, il saggio Monoteismo cristiano come monoteismo trinitario, in Lateranum, 55 (1989), 208 ss.).
    Quanto all'ultimo punto, la Scrittura - almeno l'Antico Testamento - è trasposizione scritta di una "tradizione", nel senso di un fatto tramandato per generazioni, per via orale, di padre in figlio.

 

 
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