Un mondo di muri
by Samira Shackle

Published in Analisi & Reportages, Italiano,
on 13/01/2010


Country: Israel, Palestine,
Website: New Statesman,
Tags: Gaza, Human Rights, Immigration, India, Israel, Pakistan, Palestine, Separation Barrier, United States

13/01/2010

Original Version: A bordered world

Israele si appresta a costruire una barriera lungo il confine con l’Egitto; Gaza è circondata da muri; Israele è circondata da muri; ma anche altrove nel mondo, muri e barriere di sicurezza crescono e si sviluppano

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Israele ha annunciato il suo piano di costruire un muro lungo la frontiera con l’Egitto, per tenere fuori gli immigrati clandestini e proteggersi contro il terrorismo.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha detto che sarà costruita una barriera che blocchi le principali vie d’infiltrazione lungo i 266 km di frontiera, e che verranno installate avanzate apparecchiature di sorveglianza. Il costo totale sarà di circa 273 milioni di dollari (1 miliardo di shekel).

Migliaia di migranti provenienti dall’Eritrea, dall’Etiopia e dalla Somalia hanno attraversato il confine nel corso degli ultimi anni. Netanyahu ha detto che, sebbene i rifugiati potranno ancora chiedere asilo in Israele, “questa è una decisione strategica per garantire il carattere ebraico e democratico di Israele”.

Questo muro, dunque, sarebbe in grande misura pragmatico, eppure le barriere fisiche sono cariche di un simbolismo di oppressione – da Gaza al muro di Berlino. Ma quanto sono diffusi questi sbarramenti, perché sono lì, e quali sono i paesi che ne fanno maggior uso?

Qui di seguito facciamo solo alcuni esempi delle barriere di separazione che esistono lungo i confini dei paesi, ma tali esempi rappresentano un’immagine della tensione politica di cui essi sono espressione, e della complessa tecnologia che comportano. È interessante notare che la costruzione di muri è stata proposta ai confini tra Pakistan e Afghanistan e tra Russia e Cecenia – è questa la risposta ai conflitti transfrontalieri e a problemi come il contrabbando e l’immigrazione?

Israele
La nuova barriera porterà a compimento la copertura di quasi tutti i confini di Israele. Ehud Barak, ministro della Difesa israeliano, riassume la posizione di Israele, quando dice: “Abbiamo bisogno di un recinto, come ho detto 10 anni fa, che ci separi da tutti i nostri vicini. Con i palestinesi abbiamo bisogno di due Stati per due popoli, una recinzione che circondi una solida maggioranza ebraica; noi saremo qui e loro saranno lì”.

In effetti, una barriera corre lungo l’intero confine terrestre della Striscia di Gaza. La sezione che la separa da Israele è stata costruita nel 1994, ed è composta di una recinzione metallica con sensori. Gaza è separata dall’Egitto da un muro di cemento e acciaio, costruito dopo il 2004.

Una barriera simile è attualmente in costruzione in tutta la Cisgiordania, ma ha suscitato enormi polemiche. La Corte internazionale di giustizia ha dichiarato nel 2004 che “la costruzione della barriera contrasta con il diritto internazionale”. Infuria il dibattito, perché il muro (in alcuni punti alto 8 metri) non è stato costruito lungo la linea dell’armistizio del 1949 ma all’interno della Cisgiordania, annettendo le zone con importanti insediamenti israeliani, e le fonti idriche.

I coloni, ed altri, hanno anch’essi protestato, sostenendo che nessuno dei territori dovrebbe essere abbandonato da Israele. La costruzione del muro si è fermata nel 2007, a quanto sembra per mancanza di fondi.

Altrove, i confini di Israele sono l’eredità fisica di guerre passate con gli Stati vicini. I suoi confini con il Libano e la Siria sono protetti da sofisticate barriere di sicurezza, con sorveglianza elettronica e sistemi d’allarme, e sono il risultato dell’armistizio del 1949 e della guerra del 1967, rispettivamente.

Il confine con la Giordania – il più pacifico dei confini di Israele – in gran parte non è fortificato, fatta eccezione per la sezione adiacente alla Cisgiordania.

India
L’India – il settimo Paese più grande del mondo – ha anch’essa costruito muri lungo i propri enormi confini a partire dalla metà degli anni ‘90.

La costruzione della barriera del Kashmir indiano è stata completata nel 2004, per 550 km della contestata linea del cessate il fuoco lunga 740 km, al fine di prevenire il contrabbando di armi e di mantenere lontani i militanti separatisti pakistani. La barriera elettrificata è alta 8-12 metri, ed è composta anche da una rete di dispositivi di rilevamento termico e di allarmi, dove la presenza dell’alimentazione elettrica lo consente. E’ ben all’interno del territorio controllato dagli indiani, anche se il Pakistan sostiene che viola gli accordi bilaterali.

Circa metà dell’irrequieta frontiera di 2.900 km con il Pakistan è anch’essa protetta da barriere, e l’India prevede di estenderle per l’intera lunghezza del confine. Una barriera al confine con il Bangladesh è in costruzione per evitare l’ingresso degli immigrati clandestini, mentre si spera che un’analoga costruzione al confine birmano ostacolerà il contrabbando e il terrorismo.

America
554,1 dei 3.141 km del confine tra Messico e Stati Uniti sono protetti da una barriera di separazione, volta a tener fuori gli immigrati clandestini e ad arginare il traffico di stupefacenti. Tale barriera è presente soprattutto nel Nuovo Messico, in Arizona e in California, mentre la costruzione sta andando avanti in Texas, e si compone di una serie di brevi muri alternati con delle “barriere virtuali”, che includono un sistema di sensori e telecamere.

Negli ultimi 13 anni, circa 5.000 migranti sono morti lungo il confine, secondo la Commissione Nazionale per i diritti umani del Messico, una constatazione che è stata confermata anche dalla American Civil Liberties Union.




Samira Shackle è una scrittrice e giornalista; scrive abitualmente sul britannico New Statesman


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