Colline Ste-geneviève, nei pressi del Panthéon, il 18 aprile 1963, un giovane di 27 anni cade sotto il fuoco dei poliziotti parigini.
Aveva appena ingoiato un qualcosa contenete dei segreti sul suo gruppo, gli viene tagliata la gola negli istanti che seguirono la sparatoria… La stampa ufficiale non spendera’ una sola riga per lui.

Jean de Brem era uno studente, militava in un movimento di giovani indipendenti. Dopo una brillante campagna in Algeria, luogotenente para’, partecipa all’operazione di Suez. Tornato civile, entra nel giornalismo. Convinto del declino della nostra civilizzazione, si unisce all’Oas-Métro (organizzazione paramilitare - Organisation de l’Armée Secrète) dalla sua creazione, ma l’unica soluzione che intravede giace nell’unione dei popoli europei.
Affonda allora la penna nella complessa storia del continente bianco e redige il Testament d’un européen (Tesamento di un europeo), esprimendo la potenza di un destino comune, all’interno di una grandiosa epopea ancora incompiuta. Avvicinatosi alle convinzioni ed alla spiritualita’ di Jean Bastien-Thiry, Jean de Brem cadra’ 37 giorni dopo l’esecuzione del suo amico. Lo stesso numero di giorni che separarono l’assassinio di Brasillach dalla morte di Drieu…

Jean-Nicolas Marcetteau de Brem, alla veglia della sua morte scrisse:

“Ogni gesto compiuto verso un’Europa unita proteggera’ il tesoro in seno al mondo. Tacciatemi di romanticismo, che importa! Per me, il tesoro del mondo e’ raccolto nello sguardo di un infante dipinto da Vélasquez, in un’opera di Wagner o in una cattedrale gotica. E’ un cavaliere bretone o una necropoli di Champagne. E’ nel Romancero du Cid o nei tratti hugoliani dell’ l’enfant grec. E’ la’ nell’aquila Schönbrunn, nell’Alcazar di Toledo o nel Colosseo romano, nella Torre di Londra o in quella di Galata, scorre nel sangue di Budapest e attraversa la Porta di Brandeburgo, ultima frontiera di un’Europa mutilata. Per tutte queste pietre, per ognuna di queste croci, per la memoria dell’eroismo e del genio dei nostri padri, per questo suolo ed il ricordo di un grande passato, la lotta non sara’ mai vana.

Piccola Geneviève di Parigi, patrona d’Europa, sola contro le orde di mongoli, tu simbolizzi il nostro spirito di resistenza. E tu, Alessandro, biondo vincitore sotto lo sguardo di Dio, macedone dai diecimila fedeli, tu che hai conquistato l’Oriente con la spada e con la fede, in piedi contro il destino ed il senso ultimo della Storia, simboleggerai un giorno il trionfo dell’Europa imperiale.”