DS: IN DIREZIONE I MALUMORI DELLA QUERCIA Dopo la vittoria elettorale senza festa, e l'esiguo scarto di voti a favore dell'Unione sulla Cdl, e' iniziata, stamane, una direzione nazionale dei Ds dal 'sapore amaro'. Piu' di uno i motivi del malumore. Da una parte, l'esito elettorale del partito fermo al 17,2% con delle 'giustificazioni' che non convincono tutti, dall'altra e principalmente, la partita per le elezioni alle maggiori cariche istituzionali, non escluso il Quirinale. Il malessere rimane per il fatto che il nome di Massimo D'Alema sia entrato nel 'tritacarne' del totopoltrone e che alla Quercia non sia ancora riconosciuta, ufficialmente, una rappresentanza. Cesare Salvi osserva che "la cosa si e' ingarbugliata", mentre "per il Quirinale si decide sempre nelle ultime 48 ore". Diversi i toni ma non la sostanza di Pierluigi Bersani esponente di spicco della maggioranza di partito. D'Alema al Quirinale? "Perche' no? tutto e' percorribile, D'Alema puo' fare tanti mestieri ma oggi siamo di fronte ad un altro problema che resta tutto da risolvere", cioe' le presidenze delle Camere. Sullo sfondo la 'saggezza' di Giovanni Berlinguer: "La cosa - spiega - si sgarbuglia tornando a parlare di politica e non di nomi, lanciando al Paese un messaggio per far conoscere come si intendono risolvere i problemi del Paese. E' chiaro che ci sono sul campo richieste legittime dei partiti - prosegue riferendosi al totopoltrone - ma le soluzioni per soddisfarle sono tante".




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