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Discussione: 25 Aprile

  1. #401
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    Citazione Originariamente Scritto da Demonius
    L'Italia vera è quella dei partigiani,dei cittadini liberi che si sono battuti per la libertà!Domani orgogliosi di ricordare le loro gesta,per la loro e la NOSTRA LIBERTà!Grazie!
    Altro che libertà! Una sequela di infamie, delitti e ruberie in nome della fottuta "rivoluzione" comunista... E ringraziamo pure gli accordi di Yalta e la presenza angloamericana, se no l'Italia finiva ingoiata dalla dittatura staliniana.

    Il Gladiatore è un uomo d’onore e un patriota, soprattutto il Gladiatore è innocente, lo dice la II Corte di Assise di Roma. Lui si che si è impegnato per libertà... non tu, partigiano!
    2010:

  2. #402
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    Prigione di Pavullo, 26.11.1944

    Mia adorata Pally, sono gli ultimi istanti della mia vita. Pally adorata ti dico a te saluta e bacia tutti quelli che mi ricorderanno. Credimi non ho mai fatto nessuna cosa che potesse offendere il nostro nome. Ho sentito il richiamo della Patria per la quale ho combattuto, ora sono qui... fra poco non sarò più, muoio sicura di aver fatto quanto mi era possibile affinché la libertà trionfasse.

    Baci e baci dal tuo e vostro Paggetto

    Vorrei essere seppellita a Sestola.

  3. #403
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    Predefinito Lettere di condannati a morte della Repubblica Sociale Italiana

    GUIDO MARI

    Miei cari,
    muoio senza rimpianti, perché so di avere la coscienza pulita e so di avere compiuto il mio dovere verso la Patria.
    Mai come ora sento di amarvi e vi sento vicini. Non piangete troppo su di me e ricordatemi sempre nelle vostre preghiere.
    So di aver sempre fatto il mio dovere di figlio e di avervi sempre amato con tutto me stesso, anche se forse non ve l'ho saputo sempre dimostrare.
    Perdonatemi se qualche dolore vi ho dato. Iddio vi protegga e vi dia la forza di sopportare questo grande dolore.
    Che il mio sangue frutti almeno qualcosa di buono per l'Italia che tanto ho amato Vi abbraccio e vi bacio forte forte.
    Guido


    GUIDO MARI di Milano è studente universitario quando nel '44 viene chiamato alle armi. È assegnato alla Brigata “Resega” e fa il suo dovere di combattente disciplinato e fedele fino a quando non viene catturato e ucciso dai criminali comunisti della "Garibaldi" senza alcun processo.
    2010:

  4. #404
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    Luigi Mascherpa

    Di anni 51 - contrammiraglio - nato a Genova il 16 aprile 1893 Osservatore aeronautico nella prima guerra mondiale - decorato di Medaglia d'argento al Valor Militare -. Comandante nel settembre 1943 della base navale di Lero (Egeo), dopo l'armistizio italiano ne organizza la difesa e assume il comando delle isole dell'Egeo -. Dopo i massicci bombardamenti aerei tedeschi, iniziati su Lero il 26 settembre e l'attacco navale tedesco dei 12 novembre successivo, dirige la difesa dell'isola sino all'esaurimento delle munizioni e alla conseguente resa, avvenuta il 14 novembre 1943 -. Fatto prigioniero dai tedeschi e deportato in Polonia - nel gennaio 1944 tradotto a Verona nelle carceri Gli Scalzi e, nell'aprile successivo, a Parma nelle carceri San Francesco - semidistrutte quest'ultime in seguito a bombardamento aereo e quindi assalite da partigiani che ne liberano i detenuti politici, rifiuta, con l'ammiraglio Ingo Campioni, di sottrarsi all'imminente processo -. Processato il 22 maggio 1944 dal Tribunale Speciale di Parma -. Fucilato il 24 maggio 1944, al poligono di tiro di Parma, con l'ammiraglio Inigo Campioni Medaglia d'Oro al Valor Militare.

    Frida mia,

    sii forte e coraggiosa. Iddio ti proteggerà... Ti abbraccio con tutta l'anima e con te mia Madre, i miei fratelli, la nonna tutti. Prega per me nelle tue preghiere come io dall'alto. dove Dio vorrà mettermi, ti seguirò sempre. Ti lascio un nome intemerato che ha una sola colpa: avere amato la Patria! Addio, Frida mia, perdonami dei dolori - di tutti i dolori - che ti ho dato nella vita. Il Padre Abate De Vincentis mi ha assistito fino all'ultimo - ti dirà di me. Coraggio ancora, Frida mia: Iddio ti farà sopportare tutto... un ultimo bacio terreno dal tuo

    Luigi

  5. #405
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    a proposito di PARROCI....

    Aldo Mei

    Di anni 32 - sacerdote - nato a Ruota (Lucca) il 5 marzo 1912 -.Vicario Foraneo del Vicariato di Monsagrati (Lucca) - aiuta renitenti alla leva e perseguitati politici - dà ai partigiani assistenza religiosa -. Arrestato il 2 agosto 1944 nella Chiesa di Fiano, ad opera di tedeschi, subito dopo la celebrazione della Messa - tradotto a Lucca, sotto l'imputazione di avere nascosto nella propria abitazione un giornalista ebreo-. Fucilato alle ore 22 del 4 agosto 1944, da plotone tedesco, fuori Porta Elisa di Lucca.

    4 agosto 1944

    Babbo e Mamma,

    state tranquilli - sono sereno in quest'ora solenne. In coscienza non ho commesso delitti: solamente ho amato come mi è stato possibile. Condanna a morte - I° per aver protetto e nascosto un giovane di cui volevo salva l'anima, 2° per aver amministrato i sacramenti ai partigiani, e cioè aver fatto il prete. Il terzo motivo non è nobile come i precedenti - aver nascosto la radio.

    Muoio travolto dalla tenebrosa bufera dell'odio io che non ho voluto vivere che per l'amore! << Deus Charitas est>> e Dio non muore. Non muore l'Amore! Muoio pregando per coloro stessi che mi uccidono. Ho già sofferto un poco per loro.....E' l'ora del grande perdono di Dio! Desidero avere misericordia; per questo abbraccio l'intero mondo rovinato dal peccato - in uno spirituale abbraccio di misericordia. Che il Signore accetti il sacrificio di questa piccola insignificante vita in riparazione di tanti peccati - e per la santificazione dei sacerdoti.

    Oh! la santificazione dei sacerdoti. Oggi stesso avrei dovuto celebrare Messa per questa intenzione - invece di offrire a Gesù - offro me a Lui, perché faccia tutti santi i suoi ministri, tutti apostoli di carità - e il mio pensiero va anche ai confratelli del Vicariato, che non ho edificato e aiutato come avrei dovuto. Gliene domando umilmente perdono. Mi ricordino tutti al Signore. Sia dato a ciascuno un'offerta di 75 lire per una applicazione di S. Messa a suffragio della povera anima mia.

    Almeno 100 Messe che siano celebrate per riparare eventuali omissioni e manchevolezze e a suffragio dell'anima mia.

    A Basilio - Beppe e loro mogli e figli carissimi - alla Nonna e Argia - alla zia Annina, Carolina, Livia, Giorgina - Dante, Silvio, Annunziato, ecc., e a tutti i parenti - a tutti i conoscenti, a tutti i Ruotesi, cosa dirò? Quello che ho ripetutamente detto ai figli di adozione, i Fianesi. Conservatevi tutti nella grazia de Signore Gesù Cristo - perché questo solamente conta quando ci si trova davanti al maestoso passo della morte - e così tutti vogliamo rivederci e starsene indissolubilmente congiunti nella gioia vera e perfetta della unione eterna con Dio in cielo.

    Non più carta - all'infuori di questa busta - e anche la luce sta per venir meno. Domani festa della Madonna potrò vederne il volto materno? Sono indegno di tanta fortuna. Anime buone pregate voi tutte perché mi sia concessa presto - prestissimo tanta fortuna!

    Anche in questo momento sono passati ad insultarmi - << Dimette illis - nesciunt quid faciunt>>. Signore che venga il Vostro regno! Mi si tratta come un traditore - assassino. Non mi pare di aver voluto male a nessuno - ripeto a nessuno - mai che se per caso avessi fatto a qualcuno qualche cosa di male - io qui dalla mia prigione - in ginocchio davanti al Signore - ne domando umilmente perdono.

    Al sacerdote che mi avviò al Seminario D. Ugo Sorbi il mio saluto di arrivederci al cielo. Ai carissimi Superiori del Seminario, specialmente a Mons. Malfatti e al Padre Spirituale D. Giannotti - l'invito che mi assistano nel punto più decisivo della mia esistenza - la morte - mentre prego il Signore a ricompensarli centuplicatamente come sa far Lui.



    4 agosto - ore 5

    Alla donna di servizio Perfetti Agnese. Il Signore vi ricompensi per quanto avete fatto per me e in aiuto al mio ministero. Vi chiedo perdono di non avervi sempre dato esempio di santità sacerdotale. Vi raccomando di diventare Santa...

    Vi raccomando la povera Adriana e cose sue - per quella famiglia - perché il Signore salvi tutti io volentieri principalmente muoio....

    Alla Biblioteca Parrocchiale che tanto raccomando all'Azione Cattolica lasciò La vita di G. C. di Ricciotti e i due volumi del Messaggio Sociale di Giordani. Le raccomando caldamente l'A.C. specialmente ai cari giovani e alle care giovani - che siano tutti e sempre degni dell'altissimo ideale.

    Ringrazio affettuosamente, saluto e Benedico tutti i catechisti per la generosa cooperazione e consolazione prestatami nel mio ministero.

    Un pensiero particolare di incoraggiamento e di lode alla Mery. L'Oratorio lo affido al Cuore Sacratissimo di Gesù, fiat voluntas tua.

    Il Signore ricompensi tutte le anime buone che nel mio ministero mi sono state di consolazione e di aiuto. Il più largo e generoso perdono a chi in qualche modo mi avesse potuto addolorare. Un pensiero ed una esortazione caldissima a quei poveri fratelli che sono più lontani dalla pratica religiosa. Ho fatto troppo poco in vita per queste pecorelle più sbandate. Ora in morte l'assicuro che anzitutto per essi e perla loro salvezza offro la mia povera vita.

    Muoio anzitutto per un motivo di carità. Regina di tutte le virtù Amate Dio in Gesù Cristo, amatevi come fratelli. Muoio vittima dell'odio che tiranneggia e rovina il mondo - muoio perché trionfi la carità cristiana.

    Amate la Chiesa - vivete e morite per Lei - è la Vita e la Morte veramente più bella.

    Tutto il popolo ricordi e osservi il voto collettivo di vita cristiana. Fuggite tutti il peccato unico vero male che attrista nel tempo e rovina irreparabilmente nella eternità.

    Grazie a quanti hanno gentilmente alleviato, con preghiere e con altro la mia prigionia e la mia morte.

    Il povero Don Aldo Mei, indegno Parroco di Fiano.

  6. #406
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    Predefinito Lettere di condannati a morte della Repubblica Sociale Italiana

    ENRICO VEZZALINI

    23 settembre 1945
    Mia Lena, mia sposona santa, mia sposa d'oro,
    ecco quell'alba senza aurora che gli uomini nemici hanno voluto ed il Signore ha concesso. Fra poco sarò fucilato.
    Ieri sera mi sono addormentato col pensiero rivolto al prossimo decimo anniversario del nostro matrimonio: nella notte, svegliato, penso come fare a farti giungere per quel giorno alcune rose.
    T'amo Lena, più che non ami la vita. Non è una frase: è una luce, pure in questo momento.
    Immagino quale sarà lo strazio tuo e quello di Luisa. Ennio, per fortuna non capirà.
    Non ti rivolgo le solite raccomandazioni di fedeltà alla mia memoria: farai sempre quanto ti detta il tuo cuore e non sbaglierai mai. Ti chiedo perdono di qualunque male commesso e specialmente di... questo, che non posso evitare. Ti scongiuro di fare quanto puoi per essere forte, perché non scenda nel cuore dei nostri due piccoli questa aria di tragedia.
    Soffro pensando a voi: restate poveri e soli. Voi meritavate un altro destino!
    Iddio, che ora non può non ascoltarmi, deve darvi aiuto.
    Avrei però voluto essere ancora con te, con voi. Mai come ora ho sentito internamente quanto sia infinito il mio amore per te e quanto sinceramente profondo e violento sia l'affetto per la mia Principessa d'oro e per il mio Ennio, il mio bel maschione che mi portava nella sua vigorosa bellezza tanto ricordo di te.
    Vi amo, vi amo, vi amo.
    Tu sai quante cose potrei dire, quante!
    Me ne vado, forte, forte, forte.
    Oggi più di ieri la mia certezza che la Fede che mi ha portato a cadere per lei è la vera, la giusta, mi dà l'orgoglio di chiedere a te ed ai miei bambini di non vergognarvi del nome che portate: sono stato sinceramente onesto in tutta la mia vita privata, lealmente soldato in tutta quella politica.
    Non mi atteggio a martire: ma tu almeno non disprezzare questa fedeltà che riaffermo nel momento in cui mi costa la vita.
    Possa almeno il mio sangue placare l'odio degli uomini, compensarli di ogni altro sadismo di vendette e... quelli che resteranno possano guardare oltre ed assai più in alto di questo corpo che vale tanto poco e dell'egoismo che fa cercare per le persone e non per la Patria la soddisfazione di vittorie che non danno storia.
    Tu sai, tu che mi sai tutto, che sono sempre stato tenace in questa mia Fede: oggi mi si chiama traditore; ma io non ho mai tradito. Non la Patria, alla quale ho dato, come soldato, tutto il povero valore personale che possedevo; non la umanità, alla quale ho offerto un lavoro senza soste ed il mio poco ingegno: non la famiglia alla quale penso con adorazione fino all'ultimo momento: a mio Padre, che venero ed ho sempre venerato; a mia Madre che vorrei non sapesse mai (ed in questo c'è il mio ultimo grido d'amore per lei!), a Nora, che mi fu, più che sorella, amico, ed ai tuoi cari, ad Amos ed a Luisa, buoni come una leggenda... a Luisina, nella sua nuvoletta, a Neno, nella sua innocenza a te, a te, a te che sapesti essere tutto.
    Non ho tradito, non tradirei, se restassi vivo. Forse per questo cado. Ma con me non cade il mio Ideale. Se non fosse perché ci siete voi, sarebbe bello cantare la nostra canzone di Fede e finire urlando: per l'Italia e per il Fascismo: Viva la Morte! Alleva Ennio e Pucci: falli come te e dì loro che il papà non era un criminale. Gli uomini hanno sbagliato.
    Ti adoro, sposa santa, e ti bacio e bacio tutti in te che fosti e sarai fino all'ultimo la mia amica.
    Tuo Enrico.
    Ciao, Puccettino, principessa d'oro. Ciao, Neno, bello come un amore.

    Al padre:

    Babbo,
    il tuo Enrico, che volesti generoso come tuo padre, garibaldino, e, come te, volontario per la Patria, cade. Cade da soldato della propria Fede, con fierezza. Sii fiero.
    Sii forte.
    Bacio te, mamma; Nera, Bianca... ed i miei cari. Aiutali; li lascio nella miseria.
    E ricorda sempre loro che non c'è che la vita del sacrificio che possa permettere di morire con assoluta fortezza.
    Ti bacio.
    Tuo Enrico


    Quale pluridecorato, il Vezzalini ha chiesto d'essere fucilato al petto: non l'ha ottenuto. Ma le sue ultime parole sono state: - Perdono a tutti! Viva l'Italia!
    2010:

  7. #407
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    Bruno Parmesan (Venezia)

    Di anni 19 - meccanico tornitore - nato a Venezia il 14 aprile 1925 -. Partigiano nel Battaglione "Val Meduna", 4^ Brigata, I Divisione delle Formazioni Osoppo-Friuli -. Catturato nel gennaio 1945 a Meduno (Udine), in seguito a delazione, per opera di militi delle Brigate Nere -. Processato il 2 febbraio 1945 dal Tribunale Militare Territoriale tedesco di Udine -. Fucilato alle ore 6 dell'11 febbraio 1945, contro il muro di cinta del cimitero di Udine, con Gesuino Manca ed altri ventidue partigiani.

    Udine, 10 febbraio 1945

    Caro Papà e tutti miei cari di famiglia e parenti,

    dalla soglia della morte vi scrivo queste mie ultime parole. Il mondo e l'intera umanità mi è stata avversa. Dio mi vuole con sé.

    Oggi 10 febbraio, il tribunale militare tedesco mi condanna. Strappa le mie carni che tu mi avevi fatto dono, perché hanno sete di sangue.

    Muoio contento perché lassù in cielo rivedrò la mia adorata mamma. Sento che mi chiama, mi vuole vicino come una volta, per consolarmi della mia dura sorte. Non piangete per me, siate forti, ricevete con serenità queste mie parole, come io sentii la mia sentenza.

    Ore mi separano dalla morte, ma non ho paura perché non ho fatto del male a nessuno; la mia coscienza è tranquilla.

    Papà, fratelli e parenti tutti, siate orgogliosi del vostro Bruno che muore innocente per la sua terra.

    Vedo le mie care sorelline Ida ed Edda che leggono queste ultime mie parole: le vedo così belle come le vidi l'ultima volta, col loro dolce sorriso. Forse qualche lacrima righerà il loro volto. Dà loro coraggio, tu Guido, che sei il più vecchio.

    Quando finirà questa maledetta guerra che tanti lutti ha portato in tutto il mondo, se le possibilità ve lo permetteranno fate che la mia salma riposi accanto a quella della mia cara mamma.

    Guido abbi cura della famiglia, questo è il mio ultimo desiderio che ti chiedo sul punto di morte. Auguri a voi tutti miei cari fratelli, un buon destino e molta felicità. Perdonatemi tutti del male che ho fatto. Vi lascio mandandovi i miei più cari baci.

    Il vostro per sempre

    Bruno

  8. #408
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    Luigi Pierobon (Dante)

    Di anni 22 - laureando alla facoltà di belle lettere di Padova - nato a Cittadella (Padova) il 12 aprile 1922 -. Tra i primi partigiani sui monti di Recoaro terme (Vicenza), alla costituzione della I^ Brigata Garibaldi è designato comandante del I° Battaglione "Stella" operante nel Vicentino - nel marzo e aprile 1944 guida numerosi colpi di mano contro reparti e automezzi fascisti e tedeschi - su di una strada nei pressi di Recoaro, ove all'inizio del 1944 si è insediato il Quartier Generale tedesco in Italia, con quattro dei suoi libera sette compagni che su di un autocarro tedesco vengono condotti alla morte - a Montecchio Maggiore con quaranta dei suoi assale la sede del Ministero della Marina della Repubblica Sociale Italiana, disarma il presidio e fa bottino di armi, munizioni e materiali - è designato comandante della Brigata -. Catturato il 15 agosto 1944, a Padova, in seguito a delazione - tradotto nella Casa di Pena di Padova -. Fucilato il 17 agosto 1944 a Padova, per rappresaglia alla uccisione del colonnello Fronteddu, con Primo Barbiero, Saturno Baudin, Antonio Franzolin, Pasquale Muolo, Cataldo Presicci, Ferruccio Spigolon . mentre contemporaneamente vengono impiccati Flavio Busonera, Ettore Calderoni e Clemente Lampioni -. Medaglia d'Oro al Valor Militare.

    A mamma e papà,

    Nell'ultimo momento un bacio caro, tanto caro. Ho appena fatto la SS. Comunione. Muoio tranquillo. Il Signore mi accolga fra i suoi in cielo. E' l'unico augurio e più bello che mi faccio. Pregate per me.

    Saluto tutti i fratelli, Paolo, Giorgio, Fernanda, Giovanni, Alberto, Giuliana, Sandro, lo zio Giovanni, tutti gli zii e le zie. Un bacio a tutti.

    Il Padre qui presente, che mi assiste, vi dirà i miei ultimi desideri.

    Un bacio caro.

    Luigi Pierobon

  9. #409
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  10. #410
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    Giancarlo Puecher Passavalli

    Di anni 20 - dottore in legge - nato a Milano il 23 agosto 1923 -. Subito dopo l'8 settembre 1943 diventa l'organizzatore ed il capo dei gruppi partigiani che si vanno formando nella zona di Erba-Pontelambro (Como) - svolge numerose azioni, fra cui rilevante quella al Crotto Rosa di Erba, per il ricupero di materiale militare e di quadrupedi -. Catturato il 12 novembre 1943 a Erba, da militi delle locali Brigate Nere - tradotto nelle carceri San Donnino in Como - più volte torturato -. Processato il 21 dicembre 1943 dal Tribunale Speciale Militare di Erba -. Fucilato lo stesso 21 dicembre 1943, al cimitero nuovo di Erba, da militi delle Brigate Nere -. Medaglia d'Oro al Valor Militare -. E' figlio di Giorgio Puecher Passavalli, deportato al campo di Mauthausen ed ivi deceduto.

    Muoio per la mia Patria. Ho sempre fatto il mio dovere di cittadino e di soldato: Spero che il mio esempio serva ai miei fratelli e compagni. Iddio mi ha voluto... Accetto con rassegnazione il suo volere.

    Non piangetemi, ma ricordatemi a coloro che mi vollero bene e mi stimarono. Viva l'Italia. Raggiungo con cristiana rassegnazione la mia mamma che santamente mi educò e mi protesse per i vent'anni della mia vita.

    L'amavo troppo la mia Patria; non la tradite, e voi tutti giovani d'Italia seguite la mia via e avrete il compenso della vostra lotta ardua nel ricostruire una nuova unità nazionale. Perdono a coloro che mi giustiziano perché non sanno quello che fanno e non sanno che l'uccidersi tra fratelli non produrrà mai la concordia.

    A te Papà l'imperituro grazie per ciò che sempre mi permettesti di fare e mi concedesti.

    Gino e Gianni siano degni continuatori delle gesta eroiche della nostra famiglia e non si sgomentino di fronte alla mia perdita. I martiri convalidano la fede in una Idea. Ho sempre creduto in Dio e perciò accetto la Sua volontà. Baci a tutti.

    Giancarlo

 

 
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