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  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da Antiglobal
    ... a giudicare dagli interventi fortemente "tecnologici" dei sostenitori del nucleare.... direi che in effetti e' vero.... meglio gli altri due in cui riescono a "dire qualcosa" che non sia "gettiamo a mare le scorie"
    Tu ci ridi ma, i francesi hanno fatto studi approfonditi in tal senso e se questi studi fossero letti senza preconcetti forse si potrebbe cominciare ragionare senza ironia.
    Parlavano di contenitori a forma di "missile" che rilasciati in determinate zone oceaniche si sarebbero piantati nel fondo marino a diversi metri di profondità sotto la superficie terrestre, trovando così una soluzione per lo stoccaggio delle scorie.
    E' percorribile? Mah..forse si...forse no...

    Non sono un nuclearista convinto, anzi, ma nuclearista per necessità...o troviamo un'alternativa VALIDA o costringiamo gli altri a chiudere con il nucleare, non si può continuare sulla strada delle favole.
    Tutt'e due le opzioni sono sul tavolo...la prima è lontana e difficilmente percorribile nel medio termine, la seconda, assurda, ma migliore.

    Il costo dell'energia in Italia (dipendenza dal petrolio in primis) ha costi che ci mettono fuori mercato rispetto ai nostri concorrenti, dobbiamo quindi scegliere una volta per tutte quale via scegliere, il lento declino con la prospettiva di un Italia fuori da tutti i mercati che contano oppure una via intelligente che ci riporti competitivi sui mercati internazionali.

    Non ho la palla di vetro...immagino solo che, con il sole e le fantasiose energie rinnovabili, mi vedo già con una vanga in mano e quattro galline nel cortile per sbarcare il lunario...

  2. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da Antiglobal
    Il principale svantaggio del nucleare sono le drammatiche conseguenze in caso di incidente. L'epilogo di Chernobyl ha causato conseguenze globali e, ancora oggi, non si conosce il reale impatto sulla salute. Se da un lato le nuove centrali di ultima generazione garantiscono un livello di sicurezza elevato, dall'altro non si può fare a meno di pensare che anche la centrale di Chernobyl era stata considerata sicura a suo tempo.
    E' vero. Ma a fronte della non conoscenza dell'impatto di Chernobyl sulla salute che da dire che noi tutti conosciamo, ma facciamo finta di ignorare, il terribile impatto delle centrali a petrolio, che immettono valori di gas proibiti nella nostra aria che in Italia sforano abbondantemente quelli consigliati da Kyoto.
    Inoltre c'è da considerare le problematiche geo-politiche: se a livello globale la lotta per l'acaparramento delle risorse petrolifere portasse a guerre sempre più devastanti (es. Iran) o si arrivasse addirittura all'uso "tattico" di armi nucleari, sicuramente l'insieme di pozzi di petrolio bruciati, armi proibite al fosforo bianco, esplosioni nucleari tattiche, uranio impoverito probabilmente farebbe più vittime e più inquinamento di Chernobyl.
    Le scorie radioattive devono essere stoccate per migliaia di anni. Nessun paese al mondo è giunto a una soluzione definitiva di stoccaggio. In Italia, nel 2003 si fermò in protesta un'intera regione italiana per impedire la realizzazione di un deposito geologico di scorie.
    Tutto il combustibile fissile del pianeta sarà comunque esaurito tra circa 150 anni di uso intensivo. L'equivalente in scorie di tale periodo di utilizzo porterebbe, in Italia, ad un paio di depositi pari a miniere molto grosse. Il che significa che lasceremmo sì un paio di "catacombe" piene di veleni ai nostri pro-pro nipoti, ma le moderne tecnologie di stoccaggio non dovrebbero permettere grandi contaminazioni esterne (se saranno stoccate con correttezza e non illegalmente ovvio). Infine, quando tali catacombe saranno vecchie come le piramidi sicuro il livello di radioattività sarà tanto basso da nuocere ben poco o nulla gli abitanti del pianeta di allora...
    La produzione di armi nucleari resta l'ultimo grande handicap. Non si può negare un legame tecnologico tra la produzione civile di energia nucleare e l'industria bellica. Nel 2004 gli USA e altri paesi occidentali fecero grande pressione sull'Iran per impedire la costruzione di una centrale nucleare civile proprio per il timore che questi impianti fossero utilizzati anche per finalità belliche. Pertanto il legame tra le due attività esiste.
    Si però gli apparati industriali sono diversi.
    Sempre di centrali nucleari si tratta, ma non è che una costruita per azionare turbine a vapore con riscaldamento di barre di uranio permetta poi di arricchire uranio fissile e trasformarlo in plutonio con tanta facilità.
    Si tratta comunque di impianti abbastanza diversi.
    Il costo reale del nucleare. Da circa 15 anni nessun paese occidentale, salvo la Finlandia, ha messo in cantiere nuove centrali nucleari. Il nucleare comporta costi elevati fin dalla realizzazione degli impianti.
    L'aumento del prezzo del petrolio abbassa il costo reale del nucleare.
    Vanno poi ad aggiungersi i costi militari per garantire la sicurezza dagli attentati terroristici e i costi per smantellare la centrale nucleare al termine della sua attività.
    Cosa potrebbe fare un attentato terroristico? Per causare una tragedia dovrebbe far esplodere la cupola di contenimento della centrale nel momento esatto in cui si sta operando la fissione.
    Abbastanza difficile, considerando che le cupole sono corazzate e ci vorrebbe un attacco missilistico di ottima portata. Probabilemente neanche un aereo dirottato avrebbe la potenza ed il tempismo adeguati.

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da medsim
    Spiegati meglio, cosa intendi per sacrificare?

    E' risaputo che nei reattori la reazione viene inibita tramite barre di controllo, come dicevi poco prima, che generalmente sono Cadmio, Boro ed altri materiali ed impediscono che la reazione diventi incontrollata e assuma una connotazione esplosiva pur mantenendola ad un livello tale da autoalimentarsi.
    Nella teoria generale dei sistemi reazionati, l'effetto della controreazione si ottiene entro determinati parametri.

    Dopodiche' il sistema se pur controreazionato diviene instabile....

    Trasposta al nucleare, la teoria dei sistemi indica che se per caso si superano i parametri, il patatrack succede...

    Ringrazio per gli apprezzamenti.

  4. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da bowman
    E' vero. Ma a fronte della non conoscenza dell'impatto di Chernobyl sulla salute che da dire che noi tutti conosciamo, ma facciamo finta di ignorare, il terribile impatto delle centrali a petrolio, che immettono valori di gas proibiti nella nostra aria che in Italia sforano abbondantemente quelli consigliati da Kyoto.
    Inoltre c'è da considerare le problematiche geo-politiche: se a livello globale la lotta per l'acaparramento delle risorse petrolifere portasse a guerre sempre più devastanti (es. Iran) o si arrivasse addirittura all'uso "tattico" di armi nucleari, sicuramente l'insieme di pozzi di petrolio bruciati, armi proibite al fosforo bianco, esplosioni nucleari tattiche, uranio impoverito probabilmente farebbe più vittime e più inquinamento di Chernobyl.


    Tutto il combustibile fissile del pianeta sarà comunque esaurito tra circa 150 anni di uso intensivo. L'equivalente in scorie di tale periodo di utilizzo porterebbe, in Italia, ad un paio di depositi pari a miniere molto grosse. Il che significa che lasceremmo sì un paio di "catacombe" piene di veleni ai nostri pro-pro nipoti, ma le moderne tecnologie di stoccaggio non dovrebbero permettere grandi contaminazioni esterne (se saranno stoccate con correttezza e non illegalmente ovvio). Infine, quando tali catacombe saranno vecchie come le piramidi sicuro il livello di radioattività sarà tanto basso da nuocere ben poco o nulla gli abitanti del pianeta di allora...


    Si però gli apparati industriali sono diversi.
    Sempre di centrali nucleari si tratta, ma non è che una costruita per azionare turbine a vapore con riscaldamento di barre di uranio permetta poi di arricchire uranio fissile e trasformarlo in plutonio con tanta facilità.
    Si tratta comunque di impianti abbastanza diversi.

    L'aumento del prezzo del petrolio abbassa il costo reale del nucleare.

    Cosa potrebbe fare un attentato terroristico? Per causare una tragedia dovrebbe far esplodere la cupola di contenimento della centrale nel momento esatto in cui si sta operando la fissione.
    Abbastanza difficile, considerando che le cupole sono corazzate e ci vorrebbe un attacco missilistico di ottima portata. Probabilemente neanche un aereo dirottato avrebbe la potenza ed il tempismo adeguati.

    La problematica che affronti riguardo all'approvvigionamento del combustibile nucleare e della sua durata va approfondito.

    Bisogna tener presente 2 cose:

    1. vedendo i progressi fatti dall'uomo dall'inizio del '900 ad oggi sono ottimista sul fatto che se avessimo una efficace e pulita fonte di energia come il nucleare oltre a ripulire l'atmosfera da tonnellate di sostanze nocive avremmo la quantità di energia ed i fondi necessari da reinvestire per trovare nuove e più efficaci fonti di energia.
    Pensa solo ad una cosa. A che livello sarebbe oggi la nostra nazione se non avesse abbandonato il nucleare e avesse reinvestito nela ricerca i soldi, andati persi per smantellare e riconvertire le nostre centrali e per poi acquistare elettricità (prodotta con il nucleare) dall'estero?

    Pertanto in 150 anni mi aspetto grandi cose anche se non sarò più qui a vederle.

    2. Per quanto riguarda l'approvvigionamento, il combustibile nucleare è distribuito in modo molto più omogeneo sul pianeta rispetto al petrolio (vera causa di destabilizzazioni geopolitiche e guerre) solo nella nostra nazione abbiamo ben 2 siti da cui estrarre uranio è stato appurato che una buona quantità e disciolta nelle acque marine.
    Va sottolineato poi che per il fabisogno energetico di ogni persona 1 Kg di Uranio è sufficiente per tutta la vita mentre quante tonnellate di petrolio con il conseguente inquinamento, consuma mediamente una persona nella propria vita?

  5. #25
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    Invece di fare della sterile ironia sarebbe utile che tu argomentassi le tue affermazioni con fatti concreti come sta facendo Antiglobal altrimenti la tua presenza in questo 3ad non è necessaria.
    Già fatto.
    Trovo inutile ripetermi in eterno... IO.

  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da medsim
    La problematica che affronti riguardo all'approvvigionamento del combustibile nucleare e della sua durata va approfondito.

    Bisogna tener presente 2 cose:

    1. vedendo i progressi fatti dall'uomo dall'inizio del '900 ad oggi sono ottimista sul fatto che se avessimo una efficace e pulita fonte di energia come il nucleare oltre a ripulire l'atmosfera da tonnellate di sostanze nocive avremmo la quantità di energia ed i fondi necessari da reinvestire per trovare nuove e più efficaci fonti di energia.
    Pensa solo ad una cosa. A che livello sarebbe oggi la nostra nazione se non avesse abbandonato il nucleare e avesse reinvestito nela ricerca i soldi, andati persi per smantellare e riconvertire le nostre centrali e per poi acquistare elettricità (prodotta con il nucleare) dall'estero?
    Sono d'accordo al 100%.
    Il problema dei fondi, almeno per il nostro paese, è che poi a gestirli sarà al solito certa politica.
    Ricavare ricchezza dall'approvviggionamento autonomo e reinvestirli per il migliore sfruttamento delle nuove tecnologie secondo me potrebbe alla soluzione anche definitiva dei problemi energetici. In realtà le tecnologie già ci sono il problema è l'applicazione.
    Un tetto fotovoltaico su ogni singola residenza abitativa in Italia (per fortuna baciata dal sole), abbinato ad elettrodomestici a basso consumo e lampade alogene, assolverebbe all'intera necessità di energia elettrica ad uso abitativo della popolazione, ma anche di gas per il riscaldamento (si potrebbero usare pannelli solari termici ed elettricità fotovoltaica per riscaldare l'acqua dei termosifoni). L'unica cosa è che un singolo tetto del genere costa minimo 25.000 euro e andrebbe poi messo in rete a livello nazionale, ripristinando l'intera rete nazionale. C'è da considerare che la tecnologia monocristallina da qualcosa come 25 anni di garanzia di funzionamento prima di necessitare di manutenzione. Se si moltiplica tale spesa per i tetti esistenti in Italia si comprende che però la spesa è enorme, e si dovrebbe educare la gente e la politica verso tale scelta, cosa che richiederà molto più di 150 anni secondo me...

    C'è poi il DRAMMA della ricerca. L'Italia ha una grande fecondità di cervelli, ma la ricerca, in un paese dominato da una gretta piccola-impresa, viene considerata qualcosa di parassitario e "cacciata" all'estero. Conosco gente che sta sviluppando e perfezionando tecnologie per imprese estere (Germani e USA prevalentemente) che dovremmo solo morderci le mani tutti al pensiero...

    Infine la ricerca privata. Certo un ente nazionale come l'ENI (un grande patrimonio italiano) potrebbe incentivare di più la ricerca. Anche qui però interviene la politica pesantemente... personalmente ho collaborato a lungo con la Fondazione Eni Enrico Mattei (emanazione di Siniscalco per capirci...) ma non credo che enti simili abbiano né la portata né la volontà politica per indirizzare e controllare l'impiego delle risorse nella ricerca in Italia.
    Come al solito dovremo aspettare che le cose si facciano all'estero, magari con un nome italiano, e poi IMPORTARLE...

    2. Per quanto riguarda l'approvvigionamento, il combustibile nucleare è distribuito in modo molto più omogeneo sul pianeta rispetto al petrolio (vera causa di destabilizzazioni geopolitiche e guerre) solo nella nostra nazione abbiamo ben 2 siti da cui estrarre uranio è stato appurato che una buona quantità e disciolta nelle acque marine.
    Va sottolineato poi che per il fabisogno energetico di ogni persona 1 Kg di Uranio è sufficiente per tutta la vita mentre quante tonnellate di petrolio con il conseguente inquinamento, consuma mediamente una persona nella propria vita?
    Sì è vero anche questo. Questo è l'indubbio vantaggio dell'Uranio. E' presente nella crosta terrestre come metallo formatosi con il pianeta, non è un residuo fossile localizzato in alcune aree.
    Tuttavia esaurite le miniere principali (tra circa 150 anni) ci si troverebbe in crisi poiché il nucleare diventa costosissimo.
    Tuttavia 150 anni è un tempo, volendo, più che sufficiente per una transizione a sistemi energetici rinnovabili.

  7. #27
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    ... ma i costi non sono il vero problema....
    Ripeto, qualcuno sa come emendare il modello dei sistemi reazionati?

 

 
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