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  1. #1
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    Predefinito Cosa ne pensate di questo medico?

    28/04/2006 - Babiloniamagazine.it - Redazione
    ***
    California: Negate le cure per la fertilità ad una lesbica


    Ad una lesbica un medico cattolico fondamentalista ha negato le cure per la fertilità.
    Sacramento. Guadalupe Benitez , lesbica residente in California, si è vista rifiutare l’intervento di fertilità a causa del suo orientamento sessuale.
    La donna che si era rivolta ad un centro specializzato per le cure della fertilità non ha potuto ricevere un’adeguata terapia a causa di un medico cattolico fondemantalista.

    “La medicina dovrebbe curare le persone, non giudicare i loro atti” ha dichiarato la donna dopo essersi rivolta ad un tribunale per quanto le è successo.

  2. #2
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    Appunto che se ne fa.....forse con la sua compagna...desidera una prole .......Furbaaaaaaaaaa!

    Il medico? + Furbooooooooooooooo!

  3. #3
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    “La medicina dovrebbe curare le persone, non giudicare i loro atti” ha dichiarato la donna dopo essersi rivolta ad un tribunale per quanto le è successo.
    Si ma la donna dimentica che esiste un'etica professionale

  4. #4
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    Sarebbe interessante conoscere quali siano le leggi statali in vigore nello stato della California, riguardanti l'argomento in discussione.

  5. #5
    motan
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    Citazione Originariamente Scritto da niocat55
    Si ma la donna dimentica che esiste un'etica professionale
    Io conosco dei farmacisti cattolici che sono convinti di non doversi rifiutare di vendere preservativi o pillole contraccettive. Tutti depravati complici dei peccatori?
    Siccome nel caso in questione non si parla di aborto, ma di curare l'infertilità, il medico ha voluto giudicare a priori un comportamento futuro che ancora non esiste (gravidanza) da parte della donna. E siccome qualcuno direbbe che il lesbismo (immagino ragionando in modo speculare all'omosessualità maschile) è una malattia ingiustamente tolta dai manuali di psichiatria, come tale potrebbe essere curata.
    Ora, delle due l'una: se è una patologia psichica, e non un orientamento fissato dalla "natura", è potenzialmente reversibile. O quantomeno non si può con certezza affermare che rimanga immutata nel tempo.
    Capisco lo zelo del medico che non vuole rendersi partecipe dell'eventualità che quella donna possa diventare madre, ma non è lui che la mette incinta.
    Rimane sempre la libera scelta. Lui non farebbe altro che riportare nella condizione naturale di fertilità chi non lo è.
    Io queste cose non le capisco: allora un medico dovrebbe rifiutarsi di curare qualsiasi malattia di tipo sessuale, come l'impotenza e l'infertilità di un eterosessuale. Potenzialmente chi guarisce potrebbe essere un "amorale" che va a puttane, masturbarsi, mettere incinta diverse donne senza essere un padre responsabile.
    Uso evidentemente delle forzature perchè mi sembra che ci siano due pesi e due misure. O chi è "dottore" si astiene dal fare un lavoro che crea situazioni che mettono in condizione di essere "peccatori" i pazienti rispetto alle proprie convinzioni religiose (sempre potenzialmente) oppure discriminare solo su certe situazioni lo trovo ipocrita.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da motan
    Io conosco dei farmacisti cattolici che sono convinti di non doversi rifiutare di vendere preservativi o pillole contraccettive. Tutti depravati complici dei peccatori?
    Siccome nel caso in questione non si parla di aborto, ma di curare l'infertilità, il medico ha voluto giudicare a priori un comportamento futuro che ancora non esiste (gravidanza) da parte della donna. E siccome qualcuno direbbe che il lesbismo (immagino ragionando in modo speculare all'omosessualità maschile) è una malattia ingiustamente tolta dai manuali di psichiatria, come tale potrebbe essere curata.
    Ora, delle due l'una: se è una patologia psichica, e non un orientamento fissato dalla "natura", è potenzialmente reversibile. O quantomeno non si può con certezza affermare che rimanga immutata nel tempo.
    Capisco lo zelo del medico che non vuole rendersi partecipe dell'eventualità che quella donna possa diventare madre, ma non è lui che la mette incinta.
    Rimane sempre la libera scelta. Lui non farebbe altro che riportare nella condizione naturale di fertilità chi non lo è.
    Io queste cose non le capisco: allora un medico dovrebbe rifiutarsi di curare qualsiasi malattia di tipo sessuale, come l'impotenza e l'infertilità di un eterosessuale. Potenzialmente chi guarisce potrebbe essere un "amorale" che va a puttane, masturbarsi, mettere incinta diverse donne senza essere un padre responsabile.
    Uso evidentemente delle forzature perchè mi sembra che ci siano due pesi e due misure. O chi è "dottore" si astiene dal fare un lavoro che crea situazioni che mettono in condizione di essere "peccatori" i pazienti rispetto alle proprie convinzioni religiose (sempre potenzialmente) oppure discriminare solo su certe situazioni lo trovo ipocrita.

    Allora, intanto la malattia accusata dalla Signora non obbligava il medico a delle cure in quanto non è una malattia che mette in pericolo la vita. Quindi il medico ha fatto una scelta libera.
    Mi chiedo poi perchè la Signora si sia rivolta ad un tribunale.
    Bastava che si fosse rivolta ad un'altro medico.
    Come dire: se non fai quello che voglio te la faccio pagare.
    Ma allora di che libertà stiamo parlando ?
    Mi sembra tutto un pretesto con finalità precise.

  7. #7
    motan
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    Citazione Originariamente Scritto da solozero
    Allora, intanto la malattia accusata dalla Signora non obbligava il medico a delle cure in quanto non è una malattia che mette in pericolo la vita. Quindi il medico ha fatto una scelta libera.
    Mi chiedo poi perchè la Signora si sia rivolta ad un tribunale.
    Bastava che si fosse rivolta ad un'altro medico.
    Come dire: se non fai quello che voglio te la faccio pagare.
    Ma allora di che libertà stiamo parlando ?
    Mi sembra tutto un pretesto con finalità precise.
    Se l'obbiettivo era quello di sollevare un dibattito, quella donna ha fatto bene.
    Ripeto, non si trattava di far abortire, ma di prestare una cura. Fare i processi alle intenzioni in base all'orientamento sessuale lo trovo ridicolo. A meno che il medico in questione, per coerenza, rifiuti di prestare la cure anche ad un eterosessuale sterile o impotente ( maschio). Sia mai che poi utilizzi in modo peccaminoso le ritrovate capacità sessuali.
    Suvvia, è sempre la solita menata integralista.
    Se c'è di mezzo l'omosessualità tutti con l'indice puntato, se non c'è, chi se ne fotte poi di come si comporta il paziente "guarito", ma eterosessuale.

  8. #8
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    Accusare il medico di " processo alle intenzioni " senza aver conosciuto la sua versione mi sembra sia un processo alle intenzioni.
    Creare un problema pretestuoso non significa aprire un dibattito, per vuol dire solo dimostrare la propria ragione a discapito di altri chi tocca tocca.

  9. #9
    motan
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    Citazione Originariamente Scritto da solozero
    Accusare il medico di " processo alle intenzioni " senza aver conosciuto la sua versione mi sembra sia un processo alle intenzioni.
    Creare un problema pretestuoso non significa aprire un dibattito, per vuol dire solo dimostrare la propria ragione a discapito di altri chi tocca tocca.
    Senti, io commento quanto riferito nell'articolo postato, in cui si dice che l'intervento è stato rifiutato per l'orientamento sessuale.
    Se non fosse vero ne sarei ben felice, infatti ho anche scritto che se un medico è coerente con i suoi principi cattolici, non dovrebbe fare distinzioni tra omo ed etero, entrambi potrebbero fare un uso distorto delle ritrovate capacità procreative o di virilità.
    Se così non fosse lo troverei, come ho già detto, semplicemente ipocrita.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da motan
    Senti, io commento quanto riferito nell'articolo postato, in cui si dice che l'intervento è stato rifiutato per l'orientamento sessuale.
    Se non fosse vero ne sarei ben felice, infatti ho anche scritto che se un medico è coerente con i suoi principi cattolici, non dovrebbe fare distinzioni tra omo ed etero, entrambi potrebbero fare un uso distorto delle ritrovate capacità procreative o di virilità.
    Se così non fosse lo troverei, come ho già detto, semplicemente ipocrita.
    hai ragione
    il problema sta alla fonte!

 

 
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