A Ferrara è stato creato un vero e proprio gattile anche se ha proprio l'aspetto e i comforts di un vero e proprio hotel. Per costruire questa casetta bianca con giardino è stato speso mezzo miliardo di lire; ci sono divani, cuscini, ciotole con pollo, manzo, pesce e croccantini, e convogliatori che fanno caldo d'inverno e fresco d'estate.
Il consiglio comunale ha approvato la delibera nel febbraio 1999, ed il 14 novembre il gattile è stato inaugurato. Tutto ciò è stato reso possibile anche grazie alla determinazione e all'impegno di Donatella Pasqualini, presidente dell'Aff, che sembra il soffio di un gatto, ma è l'Associazione felina ferrarese.
Il nome di questo gattile è "Casa Stella", al suo interno c'è una cucina per preparare pasta e carne, la sala astanteria e quella operatoria (con apparecchio portatile a raggi X e anestesia gassosa). Gabbie di contenzione per i gatti in rianimazione ed in terapia intensiva, poi due grandi saloni per i gatti appena arrivati e quelli che vivono qui. Tre gattaiole permettono agli animali di uscire in cortile. Niente alberi, solo cespugli, altrimenti i gatti scappano. Divani, cucce, coperte, cuscini sparsi ovunque, come in una grande casa.
Quelli che arrivano a Casa Stella sono i gatti che non hanno più una casa o che hanno avuto un incidente. Arrivano donne e uomini anziani, con le lacrime agli occhi, che debbono andare in casa di riposo e non possono più tenere il loro micio. Arrivano di notte le auto che scaricano una cesta con gatta e cuccioli. E poi ci sono i felini che finiscono sotto le auto. Un trauma cranico o addominale sono sempre fatali. Si salvano i gatti con fratture agli arti o al bacino. Venti giorni di gesso o di bendaggio, e tornano a correre. Una città Ferrara, che vuole che anche i suoi animali siano felici, ha costruito, per i mici randagi, 210 casette, vale a dire cucce o altri ripari, in parchi, aiuole spartitraffico, ed anche nei cimiteri, splendidi come la Certosa. Dei randagi si occupa la Gata, Gruppo amici di tutti gli animali.
Ogni giorno, i volontari di questo gruppo, portano cibo in ognuna delle 210 colonie, e curano anche la sterilizzazione. Per questa operazione il Comune di Ferrara ha dato 50 milioni. Un esempio di grande civiltà quello del Comune di Ferrara, che in molti dovrebbero imitare per rendere più " accettabile " la vita dei mici meno fortunati di quelli che vivono con noi nelle nostre case.