IL PUNTO DOPO LA PENULTIMA DI CAMPIONATO (PARTE PRIMA)
di Antonio La Rosa
E’ estremamente difficile riuscire a parlare di calcio giocato in questo
clima di guerra civile calcistica che si è venuto a creare dopo la
propalazione delle famigerate intercettazioni telefoniche contenute
nell’indagine archiviata (ripeto ARCHIVIATA) della Procura della Repubblica
di Torino su Moggi e altri.
Anche perchè è già difficile parlarne in condizioni normali, con un ambiente
che preferisce più l’insinuazione e le discussioni "dietrologiche", che il
commento tecnico a quanto accade in campo: se già in tempi normali
l’argomento quasi esclusivo di discussioni calcistiche è la ricerca
dell’errore arbitrale inteso come prova di trame, complotti, intrallazzi e
quant’altro, figuriamoci adesso, essendo venute fuori queste
intercettazioni, che i media peraltro riescono a presentare con la dovuta
malizia e la abile miscela di disinformazione, e su ciò ci tornerò oltre.
La cosa strana è che, ad esempio, quelli che hanno gridato allo scandalo per
le discussioni tra Moggi e Pairetto relative agli arbitri della Juventus in
campo internazionale, sono gli stessi che, a suo tempo, attaccarono Carraro,
presidente FIGC, per l’eliminazione dell’Italia dal mondiale nippo-coreano,
rimproverandogli lo scarso peso politico in campo internazionale e
soprattutto (udite, udite) di non aver fatto nulla per ottenere arbitri che
tutelassero l’Italia, anzichè il tanto vituperato Moreno, divenuto il
parafulmine per una eliminazione più che meritata, a ricordarsi di come gli
azzurri giocarono contro Croazia e Messico, e come gettarono alle ortiche la
gara contro i coreani.
Quindi la nostra stampa pretende che un presidente federale si batta per
ottenere arbitri diciamo "non ostili" per la Nazionale, però grida allo
scandalo se la stessa cosa fa un dirigente di una squadra, la Juventus in
particolare, quando gioca in Europa.
Singolare questo modo di ragionare, vero?
Peraltro, leggendo in giro, c’è chi ha notato che quella famosa designazione
annunciata da Pairetto a Moggi, con riferimento ad Ajax - Juventus, non è
che fosse di quelle, per così dire, incoraggianti, tali da far pensare ad
una direzione "addomesticata": Meyer infatti è stato l’arbitro di Juventus -
Real Madrid, semifinale di CL 2003, gara nella quale, per coloro che si
fossero "smagnetizzati" la memoria, ai madrileni venne concesso un rigore
direi alquanto dubbio, e nel finale comminò la famosa ammonizione a Nedved,
che impedì al ceco di giocare la finale.
E se la memoria non mi inganna, non fu decisamente, quello di Meyer, un
arbitraggio per così dire favorevole.
Io di norma non commento mai gli arbitraggi nelle partite della Juve, tranne
in due casi, quando l’arbitro è stato davvero impeccabile, o quando a mio
giudizio ha arbitrato male in generale: bene, ricercando il commento per
quella gara, ho ritrovato questa frase "due parole infine sull’arbitraggio:
capisco che va di moda dirigere all’inglese, ma lui lo è stato fin troppo in
qualche frangente", e mi riferivo a parecchie entratacce dei giocatori
olandesi.
Insomma sono questi gli arbitraggi che "agevolano" la Juventus.
Ma non è solo questo il discorso.
Inizialmente le intercettazioni sono state dipinte come una forte
interferenza di Moggi sulle designazioni arbitrali, si è data delle
intercettazioni tra Pairetto e Dondarini una interpretazione distorta, quasi
a far capire che il designatore volesse condizionare l’arbitro in senso
favorevole ai bianconeri, salvo poi scoprirsi, ad una lettura attenta, che
il significato era esattamente opposto; si è detto che i dirigenti juventini
volevano che Dattilo dimezzasse l’Udinese, per poterla incontrare la
domenica successiva rimaneggiata, salvo poi scoprirsi che la telefonata in
questione era delle ore 16,58, a gara tra friulani e Brescia già conclusa,
quando peraltro venivano mandate in onda le immagini dei tafferugli
scoppiati in campo, e dunque quella frase "se è sveglio gli dimezza la
squadra" non era altro che un commento a quanto successo in campo, non un
"invito" ad arbitrare in un certo modo.
Quindi l’unica conversazione emersa, dal chiaro significato inopportuno, è
quella relativa alla richiesta di certi arbitri per certe gare amichevoli,
come pure può ritenersi dal contenuto inopportuno quella tra Moggi e Baldas,
a proposito dei giudizi sulle direzioni arbitrali e sulla richiesta di
"trattare bene" alcuni arbitri.
Ma questo tutto sommato è cosa che accade anche pubblicamente: quante volte
abbiamo sentito Sensi, Moratti e altri galantuomini del nostro calcio,
lamentarsi degli arbitri pubblicamente ed invitare i designatori ad inviare
loro arbitri più "graditi"?
Nessuno si è indignato, almeno mi pare.
Io tuttavia ritengo molto più grave il tentativo di "deviare" l’oggetto
della discussione, coprendo ad arte alcune intercettazioni, il contenuto
sarebbe invece da meglio attenzionare.
Come quella, ad esempio, nella quale risulta che per la stagione 2004 - 05,
si puntava decisamente ad uno scontro al vertice tra Inter e Milan, ed in
particolare sulla vittoria dei nerazzurri.
Come mai?
Ma soprattutto, come mai nessuno ha voluto commentare questa interessante
intercettazione tra Moggi e Giraudo, che vi trascrivo interamente e
fedelmente:
MOGGI; «Sì sì ma qui però devono scendere».
GIRAUDO; «Io so che poi alla fin fine ... adesso dobbiamo martellare fare
disfare, però sappiamo che sarà così tutto l’anno. Vedrai, ci romperemo i
co... tutto l’anno».
M; «Sì non ho dubbi, infatti è successo anche il casino per Gilardino».
G; «Sì sì interpellato per la metà, ma quello sai da dove viene, dai
romanisti contro Berlusconi eh. Ma certo eh son bestiali. Roma è una cosa
bestiale».
M; «Quindi poi dice ho letto dal titolo Galliani infuriato. C’è poco da
infuriarsi lì, e quando ieri mi dissero di Capitalia comincia a crederci
anche».
G; «Sì sì fanno tutto una roba attorno che non c’entra niente con una cosa
incredi*bile, una cosa incredibile».
M; «Noi siamo impotenti di fronte a una cosa del genere dobbiamo far da
spettato*ri e da spettatori non faremo mai fino all’ultimo, romperemo il
gabinetto. Però voglio dire noi siamo i più deboli di tutti nell’anello».
Soprattutto ponete attenzione a questa ultima frase, decisamente molto
significativa.
Si capisce bene che c’è un confronto tra poteri molto forti in campo
calcistico, quello chiamiamolo "imprenditoriale - politico" e quello
"finanziario - creditizio", tradotto, da un lato l’area che si richiama al
Milan, a Fininvest, alla Lega professionisti guidata da Galliani, che è
dipendente indiretto di Fininvest in quanto dipendente del proprietario sia
di Fininvest che del Milan; dall’altro l’area che fa capo al gruppo
Capitalia, principale creditore e dunque finanziatore indiretto delle
società romane, del Parma, gruppo bancario da cui dipende Carraro,
presidente di Mediocredito centrale, la banca finanziaria di Capitalia.
E si capisce che la Juventus in questo "confronto - incontro - scontro" tra
due colossi, è la parte meno forte, quella che rischia di essere
schiacciata, e dunque il discorso che "dobbiamo fare da spettatori ma da
spettatori non faremo mai fino all’ultimo, romperemo il gabinetto", assume
un ben preciso significato, direi anche chiarificatore di quanto sta
accadendo adesso.
Ma naturalmente a nessuno interessa una analisi seria di questo aspetto, ciò
che conta è il desiderio giacobino di teste tagliate, tutte bianconere, il
poter gridare che la Juve ha rubato, e del resto chi ha dato in pasto alla
furia popolana le intercettazioni, ben sapeva che avrebbe trovato terreno
molto fertile, e dunque è chiaro che l’operazione "sputtanamento" di Moggi e
Giraudo non è altro che una lezione impartita a questi due, per qualcosa che
o hanno fatto e non dovevano fare, o non hanno fatto e dovevano fare.
Come ha giustamente detto e scritto Giancarlo Padovan, solo chi era in
possesso di questo materiale poteva consegnarlo alla stampa, e se questo
materiale era presso la Federcalcio, rimasto fermo per circa 6 mesi, è
chiaro che serviva usarlo solo adesso.
Anche se ho la strana sensazione che stavolta la cosa possa rivelarsi un
boomerang.
Come ricorderete, venerdì scorso Carraro in una conferenza stampa annunciò
una inchiesta rapida e punizioni esemplari per i responsabili, e parve
sospetto questo proclama, ponendosi a mente che lui questo materiale lo
conosceva già da mesi; quasi contemporaneamente, da Torino Giraudo
indirettamente gli replicava che se c’erano punizioni esemplari da prendere,
che fossero le benvenute, dato che la Juventus per conto suo aveva una
archiviazione già pronunciata, ma se c’erano in corso altre indagini
altrove, non poteva pronunciarsi oltre, per evetuali posizioni di altre
società e dirigenti.
La stessa sera è circolata con maggiore insistenza la notizia che a Napoli
c’era un filone di indagine molto ma molto più scottante, e che a Roma stava
andando a fondo l’indagine sulla vicenda GEA, società che molti danno per
ignoranza o malizia come vicinissima alla Juventus, ma che in realtà è un
preciso gruppo di affari prettamente romano, ben appoggiato in Federcalcio e
coperto da Capitalia: fondatori furono i rampolli Tanzi e Cragnotti (toh! i
figli dei noti emittenti dei bond truffa venduti da Capitalia ai poveri
risparmiatori), ci sono nel mezzo Chiara Geronzi e Franco Zavaglia, ex
procuratore di Totti, oltre naturalmente ad Alessandro Moggi, piazzato lì
direi con molto fiuto dal padre, dato che il nostro Lucianone, non essendo
stinco di santo, ma grande affarista, ha ben fiutato l’operazione
economicamente vantaggiosa, cogliendo l’occasione per inserirvi il figlio.
Operazione spregiudicata certo, ma non illecita, almeno fino a quando non
sarà vietata dalle regole sportive.
Tornando al discorso di prima, evidentemente la notizia di queste due altre
indagini, che certamente si svolgono anche nei confronti di Moggi, ha tolto
il sorriso e la parola a Carraro, a cui nel frattempo sono state rinfacciati
certi ritardi e certi silenzi (insomma il canonico "non poteva non sapere")
tenuto conto che chi volle Pairetto e Bergamo, nel 1999, fu proprio lui,
allora presidente di Lega, su un accordo di compromesso tra le milanesi, le
romane, la Juventus, la Fiorentina e il Parma: come dire TUTTI COSTORO
PRETESERO LA DIARCHIA DEI DESIGNATORI ARBITRALI, ED EVIDENTEMENTE TUTTI
COSTORO AVEVANO I LORO INTERESSI AD AVERE PAIRETTO E BERGAMO.
Non è un caso che dopo i primi proclami di repulisti, Carraro si sia
"improvvisamente" dimesso.
E non neppure è un caso che sulla vicenda è piombato un assordante silenzio
dei vari dirigenti di altre squadre che, loquacissimi in altri tempi a dir
male degli arbitri (mi riferisco a Moratti, ma anche ad altri), stavolta che
materiale teoricamente ne avrebbero, rimangono zitti ed immobili.
Strano, vero?
Certo, parlano gli altri, parla il violatore di regole per allenare,
"bellicapelli" Mancini, raccomandato GEA per allenare senza titolo la
Fiorentina nella stagione 2000 - 01; parla pure Ancelotti, che ha trovato
l’occasione per farmi perdere la stima che avevo in lui.
Vedete, Ancelotti è stato l’allenatore della Juventus nei due anni del
lavacro, del gol annullato a Cannavaro descritto universalmente come prova
di furti, dei giocatori con i passaporti falsi, dei regali agli arbitri da
parte di Moratti e Sensi, della sentenza della Corte Federale che di fatto
salvava gli scudetti di Lazio e Roma, e dunque avrebbe, proprio lui, molti
argomenti per non dico "difendere" l’operato di due dirigenti che in fondo
lo scaricarono in modo inelegante, ma almeno per difendere la regolarità dei
risultati sul campo conseguiti da chi vince.
A meno di doversi sostenere che, pur in presenza di manipolazioni
orchestrate da Moggi, il nostro Ancelotti era così mediocre da non essere
capace di vincere ...
Ok, per ora mi fermo qui, avrei ancora molto da scrivere, intanto per quanto
riguarda l’accusa che molti mi fanno di difendere Moggi (non è così, anzi è
esattamente l’opposto e lo spiegherò separatamente), o di scendere dal carro
vista l’aria infetta (neppure questo è vero, io sono juventino, non tifoso
dei singoli, siano essi giocatori o dirigenti, che passano); poi per quanto
riguarda l’evoluzione in casa Juve e le dichiarazioni di John Elkann; quindi
per quanto riguarda l’aspetto prettamente agonistico, dato che a ben vedere
dovremmo parlare di questo, non di altro, e dunque della conclusione del
campionato in vista dei mondiali, insomma c’è molta carne al fuoco, e
francamente più che un articolo occorrerebbe un libro.
Chiudo questa prima parte con due piccole notazioni.
La prima è che in questi giorni ho ricevuto un sacco di email, molte di
juventini consenzienti a quanto da me esposto, poche di juventini in aperto
dissenso sulle mie opinioni, molte di non juventini, tra cui mi piace citare
quelle di quei tifosi certamente avvelenati contro i bianconeri, ma che
hanno portato argomentazioni a sostegno delle loro opinioni, e con i quali
ho avuto e sto avendo un carteggio schietto ma civile.
In tutto questo contesto ho anche avuto l’angolo dell’umorismo, una email di
un milanista che, dopo le solite trite amenità, si dichiarava contento del
secondo posto del Milan, conquistato onestamente come le vittorie in passato
...
Avevo bisogno di ritrovare il sorriso, e chi meglio di un milanista che mi
associa due concetti opposti nella stessa frase (Milan e onestà), poteva
riuscire in questo intento?
Infine, ho deciso di cambiare gestore di telefonia cellulare, dopo anni di
fedeltà assoluta alla Omnitel prima e alla subentrata Vodafone poi: non
posso accettare che la mitica Megan Gale venga sostituita da ... Pupone
Totti!
Per oggi è tutto (forse anche troppo).
Alla prossima




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